Billie Jean King Cup e WTA 500 nella stessa settimana: ha davvero senso? Singapore perde l’11ª giocatrice
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Undici ritiri prima ancora che il torneo entri nella sua fase decisiva. L’ultimo nome è quello di Barbora Krejcikova, costretta a lasciare il WTA 500 di Singapore per un problema alla parte bassa della schiena dopo aver già superato il primo turno.
La ceca avrebbe dovuto affrontare Elise Mertens negli ottavi, ma il forfait ha permesso alla belga di qualificarsi direttamente ai quarti di finale. Krejcikova è diventata così l’undicesima giocatrice a ritirarsi da un torneo che, sulla carta, avrebbe dovuto essere uno degli appuntamenti più importanti dell’inizio della tournée asiatica.
Ed è proprio qui che nasce una domanda inevitabile: che senso ha disputare un WTA 500 nella stessa settimana delle Finals di Billie Jean King Cup?
Singapore non è un torneo minore.
Nel 2026 è stato promosso da WTA 250 a WTA 500, offre 500 punti alla vincitrice, un montepremi complessivo superiore a 1,2 milioni di dollari e dovrebbe rappresentare uno degli appuntamenti di riferimento della prima settimana della tournée asiatica. Il torneo si disputa dal 21 al 27 settembre.
Esattamente negli stessi giorni, però, a Shenzhen si stanno giocando le Finals della Billie Jean King Cup, in programma dal 22 al 27 settembre. Otto nazionali si contendono il titolo mondiale a squadre in una competizione che coinvolge inevitabilmente numerose giocatrici di vertice.
Due eventi importanti sovrapposti completamente
Non si tratta quindi semplicemente di due tornei vicini nel calendario.
Le date praticamente coincidono.
Mentre Spagna, Repubblica Ceca, Italia, Cina, Gran Bretagna, Kazakistan, Belgio e Ucraina sono impegnate a Shenzhen, il circuito WTA continua regolarmente con Singapore e Seoul.
Questo significa che alcune giocatrici devono scegliere tra rappresentare la propria nazionale e partecipare a un torneo che assegna fino a 500 punti.
Altre, invece, semplicemente non possono esserci perché impegnate nella competizione a squadre.
Il risultato è inevitabile: i tabelloni dei tornei WTA della stessa settimana diventano più fragili e il valore complessivo dell’evento rischia di ridursi.
Singapore ne è forse l’esempio più evidente.
Undici forfait: da Pegula ad Anisimova fino a Krejcikova
L’elenco delle giocatrici che hanno rinunciato è impressionante.
Prima dell’ultimo forfait di Krejcikova avevano già lasciato il torneo:
Jessica Pegula Amanda Anisimova Diana Shnaider Sorana Cirstea Anastasia Potapova Ekaterina Alexandrova Sara Bejlek Ann Li Clara Tauson Janice Tjen
Con Krejcikova si arriva a undici ritiri.
Non tutti sono naturalmente collegati alla Billie Jean King Cup: ci sono problemi fisici, scelte di programmazione e normali rinunce individuali.
Ma la sovrapposizione con una delle principali competizioni a squadre del tennis femminile rende inevitabilmente ancora più difficile costruire un tabellone competitivo.
Singapore era stato promosso proprio quest’anno
Ed è forse questo l’aspetto più curioso. Il Singapore Tennis Open era tornato nel calendario nel 2025 come WTA 250 e proprio nel 2026 è stato promosso a WTA 500. Gli organizzatori avevano presentato il salto di categoria come un’importante crescita dell’evento, destinato a diventare uno dei punti di riferimento della tournée asiatica.
L’entry list iniziale era effettivamente di altissimo livello.
Pegula, Mirra Andreeva, Anisimova, Shnaider, Cirstea, Alexandra Eala, Alexandrova, Krejcikova, Mertens e altre giocatrici di primo piano figuravano nell’elenco originario.
A torneo iniziato, però, il quadro è completamente diverso.
Molte protagoniste sono sparite dal tabellone e alcune lucky loser o alternate si sono ritrovate con opportunità enormi in un evento che distribuisce punti molto pesanti per il ranking.
Ha senso non fermare il circuito per una settimana?
È qui che il discorso diventa più ampio.
Quando si disputano le Finals di Coppa Davis, il circuito ATP viene inevitabilmente condizionato. Nel tennis femminile, invece, la WTA continua a programmare tornei importanti durante la Billie Jean King Cup.
La domanda è quindi legittima: non sarebbe più logico riservare una settimana esclusivamente alla competizione per nazioni?
La Billie Jean King Cup non è un evento secondario. È la principale competizione mondiale a squadre del tennis femminile e coinvolge molte delle migliori giocatrici.
Fermare il circuito WTA per pochi giorni permetterebbe alle atlete di scegliere liberamente se rappresentare il proprio Paese senza dover rinunciare contemporaneamente a punti e montepremi.
E permetterebbe anche ai tornei di evitare tabelloni profondamente modificati dai forfait.
Il problema della rincorsa ai punti
C’è inoltre un’altra questione.
Settembre è un momento delicatissimo della stagione.
La Race verso le WTA Finals entra nella fase decisiva e ogni torneo può fare la differenza. Un WTA 500 assegna una quantità di punti troppo importante per essere considerato un appuntamento marginale.
Una giocatrice convocata in Billie Jean King Cup può quindi trovarsi nella situazione di dover scegliere tra la propria nazionale e un torneo fondamentale per la classifica.
È una contraddizione difficile da ignorare.
Da una parte il tennis cerca di restituire prestigio alle competizioni a squadre; dall’altra continua a programmare contemporaneamente eventi che possono essere decisivi per la stagione individuale delle giocatrici.
E Singapore rischia di pagarne il prezzo
Il caso Krejcikova non dipende direttamente dalla Billie Jean King Cup: la ceca ha lasciato il torneo per un problema alla schiena.
Ma il suo forfait porta a undici il numero complessivo delle rinunce e rende ancora più evidente la fragilità di questa settimana del calendario.
Tra Finals a Shenzhen, Seoul e Singapore, oltre alla necessità di preparare il WTA 1000 di Pechino che inizierà subito dopo, le giocatrici sono chiamate a gestire una sequenza estremamente complessa. La stessa WTA presenta Singapore come tappa di preparazione verso Pechino e Wuhan, pur riconoscendo che la Billie Jean King Cup si disputa nella medesima settimana.
Ed è difficile non chiedersi se sia davvero questa la soluzione migliore.
Se la Billie Jean King Cup deve essere considerata una delle competizioni più importanti del tennis femminile, forse dovrebbe avere uno spazio autonomo nel calendario.
E se Singapore deve essere realmente un WTA 500 di prestigio, dovrebbe avere la possibilità di costruire il proprio torneo con le migliori giocatrici disponibili, senza trovarsi contemporaneamente in concorrenza con una competizione mondiale per nazioni.
Undici forfait in pochi giorni non sono necessariamente tutti figli dello stesso problema. Ma rappresentano comunque un segnale: un calendario così affollato rischia di penalizzare sia le giocatrici sia i tornei. E forse una settimana senza eventi WTA durante le Finals di Billie Jean King Cup sarebbe una soluzione molto più logica.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Jessica Pegula, WTA 500 Singapore

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