I numeri impressionanti dell’impatto economico dell’Australian Open nello stato di Victoria
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Il tennis ormai è molto più di uno sport, genera un indotto importantissimo anche a livello economico e commerciale, ancor più se guardiamo ai numeri di un torneo dello Slam. A questa dinamica non sfugge l’Australian Open che, per i dati forniti da Tennis Australia, nel 2026 ha registrato cifre record sia dentro che fuori dal campo. Secondo un rapporto sull’impatto economico pubblicato dalla federazione del paese, il primo Slam della stagione ha generato un beneficio economico di 722,3 milioni di dollari australiani per lo stato di Victoria (ossia poco meno di 450 milioni di euro), confermandosi come uno degli eventi sportivi più importanti nel paese.
Nel corso delle tre settimane dell’evento, visto che la Opening Week ormai è a tutti gli effetti parte del torneo con mille attività collaterali promosse insieme agli incontri di qualificazione, oltre 1,36 milioni di spettatori hanno raggiunto Melbourne Park, superando ogni precedente record di affluenza. Imponente l’impatto del torneo a livello di turismo e presenze negli hotel e strutture ricettive: si registrano oltre 705.000 pernottamenti da visitatori provenienti da altre aree, pari a un incremento del 59,2% rispetto all’edizione 2025.
L’impatto dell’Australian Open è importante anche sul fronte occupazionale: lo studio di Tennis Australia stima che il massimo torneo nazionale abbia generato 2.547 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno, soprattutto interessando i settori dell’ospitalità, del commercio e dei trasporti. Nell’ultimo decennio gli Australian Open hanno generato quasi 4 miliardi di dollari australiani per l’economia dello stato di Victoria, con una tendenza in netta crescita anno dopo anno.
Il CEO di Tennis Australia Criag Tiley (prossimo a lasciare il suo incarico e passare alla USTA) ha evidenziato che gli Australian Open rappresentano un motore economico strategico per lo stato di Victoria e “una vetrina internazionale capace di promuovere l’immagine di Melbourne davanti a milioni di persone in tutto il mondo”. Il tennis attrae e sempre più appassionati programmano vacanze “down under” dall’emisfero nord per scappare dai rigori dell’inverno e godersi sia l’estate australe che il grande tennis. I numeri degli arrivi all’aeroporto di Melbourne nelle settimane del torneo confermano un trend in notevole crescita.
Oltre all’impatto in Australia, il primo Slam dell’anno cresce per notorietà e seguito a livello globale. Gli organizzatori stimano che l’edizione 2026 del torneo abbia registrato un’audience cumulata di 2,2 miliardi di spettatori e oltre 781 milioni di ore di visione attraverso le diverse piattaforme di trasmissione. Negli Stati Uniti è stata registrata la più alta audience televisiva degli Australian Open degli ultimi dieci anni, mentre in Spagna il seguito del torneo è aumentato dell’86%, ovviamente grazie al formidabile traino di Carlos Alcaraz, al primo successo in carriera nel torneo.
Marco Mazzoni
TAG: Australian Open 2026, impatto economico, Marco Mazzoni

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Io eviterei di far passare il messaggio sbagliato: il turismo è un’attività a bassissimo valore aggiunto, quella poca ricchezza che crea è distribuita tra pochi attori (es: per ciascun proprietario di hotel ci sono decine di dipendenti, il cui lavoro poco qualificato genera stipendi nella fascia bassa).
Senza nominare i bnb, rendite su immobili acquisiti nella maggior parte dei casi per successione.
Inoltre c’è l’impatto sociale per gli abitanti delle zone interessate (pensate al centro storico di Venezia che oggi è un parco divertimenti, gli abitanti hanno dovuto lasciare l’isola).
Un paese sviluppato deve considerare il turismo come attività accessoria: è dimostrato che il problema del nostro paese siano le micro e piccole imprese (le medie e grandi imprese crescono più velocemente di quelle tedesche, a conferma della bontà delle nostre), ricettività e ristorazione ne rappresentano una bella fetta.
Perchè?
Se la gente fosse rimasta a casa avrebbe consumato meno suola delle scarpe, prodotto meno rifiuti, scorreggiato di meno?
ad un simile dato, andrebbe aggiunto il calcolo delle emissioni, il consumo del suolo, la produzione di rifiuti, etc…così avremmo un esatto dato delle conseguenze dell’evento.