Samuel Lopez (coach Alcaraz) dichiara a sorpresa: “Un ritorno di Ferrero? Il rapporto è buono, non so cosa può succedere ma non sarebbe così improbabile”
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Dopo la trasferta negli USA di primavera tutt’altro che soddisfacente, Carlos Alcaraz si è riposato ed è pronto a rituffarsi sulla terra battuta in Europa, dove nel 2025 ha ottenuto risultati eccezionali, non facili da confermare da Monte Carlo in avanti. Eurosport Spagna ha interpellato il coach del n.1, Samuel Lopez, che dall’addio clamoroso a Juan Carlos Ferrero dello scorso novembre detiene le redini della gestione tecnica di Alcaraz. Il coach, forte di una lunga esperienza e dello Slam vinto a Melbourne a inizio anno, è tranquillo: battute d’arresto ci stanno, come anche le sfuriate emerse nelle sconfitte seppur negative sotto ogni punto di vista. Il focus del lavoro resta il servizio, ma a precisa domanda su di un possibile ritorno di Ferrero nel team, la risposta di Lopez è stata alquanto sorprendente: è una possibilità. Questi passaggi più interessanti del pensiero dell’allenatore di Alcaraz, a pochi giorni dal rientro in competizione nel primo Masters 1000 su terra battuta.
“La valutazione complessiva del 2026 è molto positiva, soprattutto considerando come sono iniziate le cose, con il nuovo assetto all’interno del team” afferma Lopez. “Carlos ha avuto un ottimo inizio di stagione, ha giocato al meglio delle sue possibilità. Se qualcuno ci detto che avremmo ottenuto questi risultati all’inizio della stagione, avremmo messo la firma senza esitare. Bisogna anche accettare il fatto che perdere è una possibilità sempre reale”.
Si fa meno sorridente e più serio Samuel quando il discorso vira sul comportamento tenuto da Carlos nel corso della sconfitta patita da Korda a Miami, con quel “voglio andare a casa” urlato ai quattro venti che ha fatto il giro del mondo e, oggettivamente, non è una grande immagine per il n.1 di uno sport. “L’atteggiamento di Carlos non è sorprendente, ha 22 anni e deve capire che questo tipo di commenti ha un grande impatto, soprattutto al di fuori della squadra. Deve fare in modo di controllare queste reazioni, soprattutto nei confronti dell’avversario perché non puoi permetterti di sembrare debole. Sottolineato questo, uno sfogo è anche un modo per scaricare la tensione e la stanchezza accumulata. In ogni torneo Carlos ha l’obbligo di vincere, tuttavia è impossibile. È una questione di maturità, qualcosa che deve imparare e capire, penso che sia sulla strada per arrivarci sempre di più. Non esiste un numero 1 al mondo a cui piaccia perdere, il problema è il modo in cui arriva la sconfitta”.
Il prossimo appuntamento è alle porte: difendere il titolo 2025, ottenuto battendo Musetti in finale. Sarà solo il primo di una seria lunga, e faticosa, di tornei. Troppi? Così Lopez: “La nostra idea è quella di giocare l’intera serie di tornei su terra battuta, cercheremo di gestirli. Nel mezzo ai mille c’è Barcellona, un torneo che Carlos desidera giocare, come a Madrid. Il programma prevede di giocare tutti i tornei, tuttavia se a Miami fosse andata diversamente, forse avremmo deciso di saltare Monte Carlo. Adesso proprio Monte Carlo sarà il torneo per rodare la condizione, ma può succedere che la macchina arrivi alla velocità ottimale molto rapidamente. L’obiettivo è affrontare l’intero calendario e arrivare al Roland Garros nella massima forma possibile”.
Ecco la risposta sorprendente su Ferrero, visto che in Spagna gira da qualche giorno una voce in merito: “Il rapporto con Ferrero è buono” afferma Lopez. “Io non ho idea di cosa potrebbe accadere in futuro, ma ritengo che non sarebbe così improbabile. È un’opzione che esiste, magari tra un po’ di tempo… perché no? Ha lavorato con Carlos per tanti anni e il loro legame durerà per sempre”.
Il focus del lavoro: migliorare ancora il servizio. “Il lavoro sul gioco di Carlos ruota intorno al servizio. Lo ha migliorato ma non si deve affatto fermare, è necessario migliorare più la precisione e le percentuali rispetto alla forza. Va sempre meglio, ma rileviamo che se in tutte le statistiche di gioco è primo o secondo, alla battuta è indietro per qualità rispetto ai migliori. Non vogliamo arrivare alla battuta di Isner, ma dobbiamo crescere”.
Marco Mazzoni
TAG: Carlos Alcaraz, Marco Mazzoni, Samuel Lopez

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Solo quando perde è perché punta agli slam,questa cosa l’ho già sentita dire in questo forum..
Penso che il team SINNER è migliore, avevo scritto questo commento dopo il quarto di finale contro TIAFOE :
Tennisforever 27-03-2026 18:56
Forse mi sbaglio ma la vedo così.
Dopo la dimostrazione di SINNER ieri sera (qualità 9,7 !!!),dopo “ho fame di vittoria”,annunciare la programmazione mi sembra uno messagio “SIAMO PRONTI PER MONTE CARLO”.
Lato Alcaraz,non è una buona notizia, dopo Doha e prima del Double SUNSHINE era possibile di non giocare Monte Carlo adesso diventa più difficile di non partecipare con i risultati di Miami ancora in corso,per loro la programmazione diventa uno rompicapo.
@ Taxi Driver (#4584010)
Beh vedremo il grande slam col Sinner attuale mi pare impresa ardua, e comunque 1000 ne ha già vinto 8 contro i sette di Sinner quindi non li gioca per allenarsi anche perché se esce al secondo turno come a Miami si allena poco ma ovviamente essendo il numero 1 al mondo li gioca per vincerli, in questo 2026 è partito fortissimo ma nella trasferta americana il calo si è visto altrimenti in finale con Sinner ci andava lui.
Li vogliono giocare tutti! Auguri! Per me massacrante, ma contenti loro contenti tutti.
Come già scritto vari giorni fa, il CARLONE punta ad un 1000 fra Montecarlo e Madrid ed al 500 di Barcellona.
Poi ovviamente Roland Garros..
Questo naturalmente al netto di eventuali ed imprevedibili infortuni.
Ma questo l’ho già letto, scritto da qualcuno che ben conosco.
@ Kenobi (#4584020)
Bentornato! eri sparito dopo i successi di Carlos e le tue (ennesime) profezie sbagliate , ma continui imperterrito a delirare. Complimenti per la tenacia
Non deve battere come Isner ma almeno come l’anagramma Siner! 😆
Probabilmente saranno i risultati a decidere…
…prima del padre-manager e di Carlitos (sempre se verrà interpellato!).
Lopez sembra proprio un vaso di coccio tra vasi di ferro (o Ferrero?).
Se entrare in crisi significa vincere l australian open e un 500 a inizio stagione…….vedremo adesso nella stagione su terra battuta che tipo di crisi si tratta…..giudizi sempre tranchant tu sul canottaro urlante e lamentoso….non ti è bastato la figura che hai fatto dicendo a fine 2024 che sarebbe uscito dai primi 5….errare è umano,perseverare lo io lo chiamo in un altro modo di diabolico…ma non lo dico ,sennò mi cancellano il messaggio……e avanti
Evidentemente dopo le due sconfitte il clima è un po’ cambiato ed in fondo credo che tra Lopez e Ferrero ci sia rimasto un ottimo rapporto.
Carlos è entrato in crisi più velocemente senza Ferrero di quanto scrivessi , ora bisogna capire se avrà la maturità per fare un passo indietro oppure prevarrà l’orgoglio e cercherà di maturare con Lopez.
Ma cos’è? Uno scherzo?
Se Alcaraz vuole averea chance di mantenere il primato deve vincere sia Montecarlo che Madrid.
E saltare Barcellona.
Non può fisicamente gestire 4 settimane di fila di tornei.
Sarebbe un errore elementare di programmazione
Per me Carlo st’anno punta diretto il Grande Slam
I 1000 li usa per allenarsi.
Se dovesse confermarai a Parigi, il buon Djokovic cominciasse a mettersi l’anima in pace che lo spagnolo a soli 23 anni potrebbe riuscire nell’impresa più grande di tutte che da quando esiste questo sport è stata fatta solo da due tennisti…..