Djokovic dopo la battaglia con Wu: “Ero alle corde, il tennis ha bisogno di un reset” (Video)
51 commenti
Novak Djokovic ha iniziato Wimbledon 2026 con una vittoria sofferta, ma preziosa. Il serbo ha superato Wu Yibing con il punteggio di 6-4 5-7 6-4 6-4, al termine di un match molto più complicato del previsto e deciso da pochi punti nei momenti più delicati.
In conferenza stampa, Djokovic ha riconosciuto i meriti dell’avversario, capace di alzare improvvisamente il livello dopo un avvio controllato dal serbo. “Non lo avevo mai affrontato prima. Avevo fatto la mia analisi, avevo visto alcune sue partite prima di Wimbledon. Aveva vinto poco nei tornei di preparazione, quindi avevo iniziato bene e pensavo di poter chiudere in tre set”.
La partita, però, ha preso un’altra direzione. “Lui ha portato il tennis a un livello diverso, davvero impressionante. Serviva bene, rispondeva profondissimo, colpiva forte da entrambi i lati, sia di diritto sia di rovescio. A un certo punto non c’era davvero una debolezza”, ha spiegato Djokovic.
Il quarto set è stato il momento più pericoloso. Wu ha avuto occasioni importanti per riaprire completamente il match, ma Djokovic ha trovato ancora una volta risposte da campione nei punti chiave. “Ero davvero alle corde nel quarto set. Probabilmente avrei dovuto perderlo, viste le opportunità che ha avuto. Sono riuscito a trovare il servizio giusto al momento giusto e sono stato anche fortunato quando lui ha sbagliato quello smash. È stata una partita punto a punto, decisa da uno o due colpi”.
Il serbo ha sottolineato il valore mentale di una vittoria del genere: “Sono felice di essere riuscito a lottare e a restare concentrato fino alla fine. Sono quei match in cui devi scavare in profondità”.
Djokovic ha poi allargato il discorso al tema degli infortuni, sempre più centrale nel circuito maschile. Secondo il serbo, il problema è reale e va affrontato da una prospettiva più ampia: “La tua osservazione è corretta: le statistiche mostrano che gli infortuni stanno aumentando. Bisogna guardare il problema da due punti di vista. Uno, oggi dominante nel nostro sport, è quello commerciale”.
Il campione serbo ha criticato la tendenza ad allungare i tornei e ad appesantire il calendario: “Si cerca di aumentare il valore commerciale creando giornate più lunghe, tornei più lunghi e aggiungendo eventi a un calendario già congestionato. Io ho il lusso di poter scegliere dove giocare, ma la maggior parte dei giocatori non ce l’ha”.
Djokovic ha ribadito la sua contrarietà all’estensione dei Masters 1000: “Sono sempre stato contrario. Dal punto di vista commerciale può aggiungere valore, ma valore per chi? Soprattutto per i proprietari dei tornei”.
Secondo il serbo, i giocatori non hanno compreso fino in fondo gli effetti degli accordi a lungo termine sul circuito. “I giocatori si sono ritrovati con la parte meno favorevole dell’accordo. Lo hanno voluto, hanno spinto per questo. Io ero presidente del consiglio in quel momento, ma non avevo abbastanza potere esecutivo per votare contro”.
Il tema, per Djokovic, è più profondo. Non riguarda solo il numero di tornei, ma l’intera struttura del tennis professionistico. “Penso che il tennis abbia bisogno di una sorta di reset a un livello più ampio. I nostri circuiti non stanno funzionando bene. Ci sono molte cose che accadono dietro le quinte, riunioni e rapporti che non stanno andando nella direzione giusta”.
Djokovic ha difeso il ruolo centrale degli Slam, ma ha chiesto una riflessione seria sul resto del calendario: “Gli Slam sono i pilastri e resteranno sempre i tornei più importanti del nostro sport. Però i circuiti devono rivedere formati, regole e calendario. Ci sono tante lamentele”.
Il serbo ha citato anche il problema dei giocatori sudamericani, penalizzati da una stagione sempre più breve su terra e da un calendario poco equilibrato. “Sento che stiamo mettendo cerotti ovunque. Se vogliamo che questo sport migliori davvero e abbia successo nei prossimi decenni, dobbiamo mettere attorno a un tavolo tutte le parti interessate e capire cosa possiamo fare”.
Djokovic vede però poca unità nel sistema. “Non vedo che questo stia accadendo, perché negli ultimi anni ho sentito e visto più conflitti tra gli organismi di governo del nostro sport che unità”.
Il discorso si è poi spostato sul futuro del tennis e sulla necessità di attrarre un pubblico più giovane. “Sono favorevole all’innovazione e al cambiamento, pur rispettando cultura e storia del nostro sport. La domanda è: come facciamo ad avvicinare i giovani al tennis?”.
Djokovic ha ricordato uno studio della PTPA sull’età media degli appassionati: “Anni fa facemmo una ricerca e l’età media del tifoso di tennis nel mondo era 61 anni. Con tutto il rispetto, come facciamo ad appassionare i giovani? Forse per gli Slam, sì. Ma non si siederanno ogni giorno per quattro o cinque ore a guardare tennis”.
Per il serbo, almeno nei tornei del circuito, bisogna avere il coraggio di sperimentare: “Secondo me dobbiamo cambiare il formato, rendere i match più corti, più dinamici, più interessanti. Gli Slam sono un discorso diverso, ma nei circuiti dobbiamo provare nuove soluzioni”.
Djokovic ha parlato anche della PTPA, l’associazione che aveva cofondato con Vasek Pospisil per dare maggiore rappresentanza ai giocatori. “La PTPA sta attraversando un periodo di trasformazione. L’idea originale era rappresentare al 100% i giocatori di ogni classifica, soprattutto quelli più in difficoltà, le cui voci non vengono ascoltate”.
Il serbo ha ribadito le criticità dell’ATP: “Nella struttura dell’ATP c’è sempre un conflitto, perché giocatori e tornei hanno spesso interessi e visioni diverse. Sono stato nel consiglio per molti anni e so come funziona il sistema. Capisco i giocatori che vogliono entrarci per fare la differenza, ma con questa struttura non puoi davvero farla”.
Djokovic ha spiegato anche perché si sia allontanato dalla PTPA: “La direzione che aveva preso non mi piaceva, per questo mi sono fatto da parte. Non escludo la possibilità di tornare, perché ci tengo. Penso che un’organizzazione del genere debba coesistere con gli altri organismi del nostro ecosistema”.
Infine, un pensiero per Boris Becker, suo ex allenatore e grande leggenda di Wimbledon, che non può ancora entrare nel Regno Unito. “Gli ho scritto prima di Wimbledon. Gli ho chiesto quale fosse la situazione, perché non sapevo se avesse il permesso di entrare nel Regno Unito. Purtroppo ancora no”.
Djokovic ha espresso il desiderio di rivederlo all’All England Club: “Non sono l’unico che vorrebbe rivedere Boris a Wimbledon. È una leggenda del nostro sport, è stato il mio ex allenatore e abbiamo lavorato insieme per tre anni, probabilmente nel periodo migliore della mia carriera. Per me è un caro amico. Spero sinceramente che possa tornare. È il più giovane campione maschile di sempre qui e ha un legame speciale con questo posto”.
Tra campo e riflessioni politiche, Djokovic ha mostrato ancora una volta la doppia dimensione della sua figura: campione capace di vincere anche quando è alle corde e voce critica di un sistema che, secondo lui, deve cambiare profondamente per proteggere i giocatori e rendere il tennis più sostenibile e più vicino alle nuove generazioni.
TAG: Novak Djokovic, Wimbledon, Wimbledon 2026

Sinner
Alcaraz
Zverev
Auger-Aliassime
Djokovic
Shelton
Medvedev
de Minaur
Sabalenka
Rybakina
Swiatek
Muchova
Svitolina
@ Sudtyrol (#4644871)
“…democristiani Roger e Rafa”…bellissima!!! la definizione più azzeccata letta in LT
@ Rovescio a una mano (#4644855)
Se non capisci quello che scrivo, evita di leggermi (fatica inutile) e replicare con stupidaggini senza senso
Il calendario va ripensato ma a condizione che gli spazi che ipoteticamente si dovessero liberare non siano poi riempiti con lucrose esibizioni (che, per inciso, anche Borg e Mc Enroe facevano). Difficile pensare che non accadrebbe. Le innovazioni vanno introdotte ma con prudenza e gradualità. Penso alla Abolizione del let sul servizio, l’allungamento del riposo a 30 secondi per i punti oltre i 20 scambi e l’introduzione del 5° set con la regola del no-advantage. con eventuale tie-break ai 7 punti.
Nole, al contrario dei democristiani Roger e Rafa è sempre stato una testa pensante. Si può condividere o meno quello che dice ma con lui non si sentono le solite banalità da ufficio stampa.
L’unica cosa che cambierei sono riportare i 1000 a una settimana, per il resto sono per la completa conservazione delle regole SACRE di questo sport
@ Giampi (#4644576)
Per i diversamente giovani come me Djoko non è neanche così male, come dici tu Connors, poi Mc, etc ci sono sempre stati. Da ragazzino iniziai a tifare Borg poi Edberg, poi Nadal, non solo per il tennis. Adesso Jannik sta facendo innamorare il mondo più che per il tennis per la classe ed il fair play. L’unica cosa che non mi è piaciuta veramente di Djoko è aver solo sussurato dell’ingiustizia della squalifica troppo piccola a Jannik ed aver sguinzagliato il greco/australiano per tormentarlo
@ Annie3 (#4644625)
Hai fatto una sintesi perfetta del perché Djokovic sarà sempre considerato non uno ma due gradini sotto Federer e Nadal. Giustamente tu stessa, nel commentarne i comportamenti, accosti Novak a Darderi Bublik Zverev… Il problema è che Djokovic andrebbe confrontato con Roger e Rafa, che ad oggi rappresentano l’ essenza del nostro amato sport meglio di lui
Infatti, la mia non era una polemica,era una battuta piu che altro….un rafforzativo, se ce ne fosse ancora bisogno, della grandezza impareggiabile di djokovic….cosi magari, giocandoli al lotto qualcuno può vincere qualcosa….vale anche per i rosiconi 😛
@ Onurb (#4644759)
Parlo di statistica a ragion veduta, e non vado oltre. I numeri vanno letti nel complesso, e non ci sono solo i numeri primi, c’è un mondo dietro.
Comunque, nessuna polemica tra noi, siamo nella stessa trincea. Se uno non reputa importanti le statistiche è sufficiente che le ignori.
Il tennis non si tocca ,va lasciato così come è.
L unica cosa da fare,secondo me,è togliere l obbligatorieta’ di diver giocare i master1000. Punto. In questo modo ognuno si regola come vuole,sei stanco in un certo periodo? Bene,semplicemente saltiquel master1000, ti riposi,recuperi ed eviti la maggior parte degli infortuni,…non hai penalizzazioni, decidi tu con la tua programmazione….vuoi giocarlo comunque lo stesso?poi se ti fai male ,incolpa solo te stesso e la tua ingordigia….
Per il resto è tutto perfetto così come é, soprattutto gli slam che erano,sono, e devono restare assolutamente al meglio dei 5.
@ SlamdogMillionaire (#4644758)
I Numeri 1 sovente si assomigliano…
Da un tifoso del GOAT a un altro tifoso del GOAT ( cioè da io a te 😛 )
Questi numeri vanno in secondo piano e sono solo statistiche che contano relativamente.
I numeri che stabiliscono invece i record mostruosi e che fanno di djokovic il piu forte di tutti i tempi sono questi:
24 Slam
7 finals
40 master1000
8 anni chiusi da n.1
428 settimane da n.1
Questi sono i record, il resto è solo statistica
24 -7 – 40 -8 -428
Cinquina da giocare al lotto
Tradotto semplicemente in GOAT
Che Fedderer&Naddal erano un’altra cosa
E un velato attacco a Sinner che è descritto dai suoi detrattori come “noioso”
83° Slam disputato
81° R64
21° R64 a Wimbledon (consecutivi)
78° R64 consecutivo
405 vittorie negli Slam
103 vittorie su ogni superficie
220 avversari diversi affrontati
89 avversari affrontati a Wimbledon
24660 punti giocati a Wimbledon
242 Big Titles disputati
239 R64 nei Big Titles
894 vittorie nei Big Titles
1072 partite disputate nei Big Titles
SlamdogMillionaire? Cosa ne pensi?
@ Lola (#4644575)
Bravissima, vedi che se ti ci metti dici anche tu cose sensate? Certo che il “caro biglietti” è fondamentale, certo che i diritti TV sono una gara al rialzo, ma tutto questo fa parte degli interessi privati che poi vanno a scontrarsi con le esigenze di maggior spartizione degli utili con i protagonisti giocatori…e credo che quando Novak parla di sedersi compatti e seriamente ad un tavolo per discutere con la controparte, l’argomento economico è tanto inevitabile quanto di maggior difficile risoluzione, anche di più delle modifiche ai tempi di durata di partite e master di cui inevitabilmente, vista la realtà giovanile che hai dipinto a tinte (esageratamente) fosche ma che intanto questa è, per esigenze di mercato si terrà, prima o poi, sicuramente conto
@ Peter Parker (#4644596)
Nel tennis non vincono le volpi, o meglio, ci vogliono anche intelligenza e furbizia ma non bastano, bisogna saper fare tutto e meglio degli altri, possibilmente con le migliori energie a disposizione…diciamo che Novak, per raggiunti limiti d’età, non può disporre di queste ultime, per questo prudentemente e realisticamente non ha più prospettive certe di lungo termine nel torneo ma testa gradualmente le proprie risorse, step by step
@ Giampi (#4644576)
Beh, se a 39 anni non si desse neanche un colpo sulla coscia o facesse due piegamenti dopo due ore di gioco vorrebbe dire che Sinner che cade e urla, che Alcaraz fermo da 2 mesi, che Draper nuovamente fermo, che Bellucci seriamente infortunato, che Machac fuori dalle competizioni sono tutti giovani mezze calzette, fragili e inadatti ad uno sport che non richiede un impegno fisico, che non sottopone a sforzi intensi e ormai al limite della sopportazione anche sul medio termine… E invece ha fatto intendere liberamente, polemicamente, com’è sua caratteristica coerente di un libero temperamento, che il tennis non è una passeggiata anche se fatta sulla verde erba londinese, che lui è provato da una lunga storia che, come è stato giustamente detto da un giornalista di LT, insegue ancora per amore e ambizione, con l’esperienza e la classe del supercampione collaudato che ne ha viste e superate di cotte e di crude, che batte il giovane meno titolato ma lo ammira per il suo coraggio e per questo si arrabbia sui punti millimetrici avversari e si esalta ai vincenti come fossero i primi, esattamente come farebbe un altro giovane suo pari, senza arie di superiorità, con le insicurezze di uno che si mette ogni volta in gioco come uno “normale”…e guarda che questo l’ha capito Wu che ha festeggiato con maggiore soddisfazione e senza soggezione ogni punto vinto, l’ha capito il pubblico che ha apprezzato la sdrammatizzazione e si è unito con entusiasmo alla comunicazione di Novak e al suo lungo applauso finale all’avversario, ovviamente non l’avete capito voi che magari tacete (o anche approvate) alle
smargiassate di Darderi, di Bublik, alle arie di superiorità di Zverev, di Tsitsipas ma vi attaccate a banalità che niente hanno a che fare col leggendario Novak
@ Lola (#4644575)
In Bacheca
Non è una novità, fatto spesso.
È una volpe che può essere sconfitto in semifinale solo da un’ altra volpe
@ SlamdogMillionaire (#4644579)
Grande. Scarno ed essenziale
Questa volpe può essere fermata solo da un’ altra volpe.
Pensa al tennis giocato. Che se hai una minimissima possibilità di vincere uno slam è questa
Quello che ho visto ieri è stato mortificante per uno dei più grandi campioni del tennis..capisco i Moutet e gli altri giocatori di seconda fascia che cercano di condizionare l’avversario e il pubblico con scene poco edificanti. Ora, tutti sanno che Diokovic non è Federer o Nadal, direi assomigli più a Connors, ma veramente quelle continue lamentazioni istrioniche su ogni punto dell’avversario (“tutti fenomeni”) o anche sui suoi quasi una divina compensazione per la fortuna dell’altro, quelle urla scomposte, una quasi ridicola prima del match point su un errore di Wu, quelle fintissime difficoltà “fisiche”, condite da colpi sulle coscie con la racchetta o continui esercizi di stretching volte a confondere e condizionare l’avversario facendogli credere di essere alla frutta quando invece si mi muoveva come un grillo un attimo dopo..
Il “pubblico giovane” può anche staccarsi dagli schermi e risolvere i suoi problemi di soglia di attenzione calibrata sui video di tiktok invece di pretendere il mondo continui a coccolarli e ad adattarsi.
Prossima mossa mettere i “superpoteri” votati suoi social come per la Kings League così “attiriamo i giovani”?
Se vogliono un pubblico più giovane iniziassero con biglietti adatti alle loro tasche e un modello di trasmissione che non richiede dieci abbonamenti diversi, ai prezzi attuali grazie che ci sono solo vecchi bacucchi e influencer sugli spalti.
@ giorgio (#4644557)
Il net hanno provato a toglierlo alle NextGen ed è stato un fallimento.
I campi di campo servono a garantire condizione ecque soprattutto in condizioni di luce particolari o campo rovinato.
Le pause ai cambi sono necessarie più che mai visto lo sforzo fisico sempre crescente e il clima impazzito, non sono bestie da circo. Anzi, gli animali al circo vengono trattati meglio.
E il “pubblico giovane” può anche staccarsi dagli schermi e risolvere i suoi problemi di attenzione invece di pretendere il mondo continui a coccolarli
O meglio ancora, questa americanata:
https://intennse.com/rules
Si palleggia avanti e dietro per mezz’ora e chi ha più punti allo scadere del tempo vince, con tanto di pubblico ululante e “bonus” da videogioco.
Allo stesso modo le pretese che uno possa campare agiatamemente di challenger e futures perché “è il mio sogno, il mondo deve realizzarlo per me”.
E ripeto, il fatto che tutte queste idee da parte di uno che il tennis dovrebbe amarlo davvero proprio per le sue unicità gli vengano a 39 anni è da facepalm. E tutto sommato sbaglia pure sul pubblico: sicuro che pagherebbero certi prezzi per mezz’ora di match? Già così se non si arriva al set decisivo si sentono derubati
A quelli che gli danno ragione auguro che rendano predefinito il formato NextGen ma su tre set, così in 20 minuti si và tutti a casa e Djokovic di Slam ne può vincere altri 20
Comodo ora che ha 38 anni lui. Chissà perché queste idee non gli sono venute quando quelli che non ce la facevano più erano Federer, Murray e Nadal. E gli si va pure dietro a dire che ha ragione solo perché vuole giocare fino a 45 anni
Togli il net ininfluente (quello in cui la palla non sia visibilmente deviata) e togli il cambio di campo al primo gioco. Qualcosa velocizzi. Se poi limiti i cambi di campo all’interno di un set ad un semplice pit stop per dissetarsi e non ad una pausa di 1 minuto e mezzo, con la possibilità di sedersi per qualche minuto solo alla fine di ogni set, già secondo me si velocizza parecchio.
Si di base ha ragione sui masters 1000, riportarli a 1 settimana garantisce più recupero e respiro tra uno e l’altro
@ Calvin (#4644506)
“…nessuno obbliga i giocatori a giocare tutti i tornei e basterebbe che i giocatori si gestissero di più. …”
Non è vero: di fatto i giocatori sono obbligati a giocare tutti i tornei. Altrimenti perdono punti, prendono penalizzazioni, vanno giù con i budget e scendono di brutto in classifica.
Credo che anche tu sia perfettamente consapevole che i regolamenti dei punteggi siano stati architettati per questo…
Improbabile che si faccia un reset se i giocatori non passano alle maniere forti (sciopero collettivo).
Sicuro alleggerire il calendario togliendo i 1000 da 12 giorni aiuterebbe, ma temo sia molto difficile.
@ Annie3 (#4644544)
Assolutamente d’accordo con te il tennis non può rimanere così come è.
@ tinapica (#4644536)
Veramente sono anni che Novak contesta il sistema, consapevole di essere sicuramente meno gradito in alto loco dei silenti omologati Roger e Rafa…e non è solo lui che vede un bisogno di snellimento delle regole, lui esterna, parla senza timori riverenziali come ha sempre fatto, ma dietro ci sono studi, ricerche di mercato, indagini statistiche che, dove non interferiscono con interessi economici, cercano di modernizzare/umanizzare il tennis, per esempio col salvifico long tiebreak…e cosa credi, che solo Novak veda tutti questi infortuni/ritiri soprattutto frequenti nei giovani? In fondo lui, grazie a madre natura compiacente, l’ha sfangata ed è arrivato ancora competitivo a 40 anni, ma noi spettatori non possiamo far finta di non vedere, per timore di tarpare il divertimento personale, che il problema esiste e dovrà essere, per assicurare al tennis i suoi migliori campioni “sani”, competitivi in campo e stimolanti nelle rivalità, seriamente affrontato
@ MarcoP (#4644496)
Tempo predefinito e breve? Perché, non ci sono 3 set che durano oltre le 3 ore? E quando mai la durata è predefinita? Ma per piacere, se pensiamo che una partita di calcio dura 1 ora e mezza, una volta la settimana, e corrono in 11 per vincerla si capisce quanto il tennis sia crudele nel costringere a tour de force infiniti e a un calendario asfissiante per il singolo, solo per accontentare lo spettatore, oltretutto quello “maturo”, che ha più tempo da dedicare, mentre i giovani sono sempre più sbrigativi, più tendenti a risposte veloci all’esigenza di emozioni…non per niente la formula next gen è ridotta all’essenziale, per renderla appetibile anche allo spettatore giovane, magari eccessivamente ma una limatina alla vecchia formula attuale va comunque data, anche e soprattutto nell’interesse dei giovani tennisti, sempre più potenti ma sempre più infortunati
Facile per lui: dopo una carriera di successo costruita sullo sfinimento degli avversari adesso che non ce la fa (quasi) più allora bisogna accorciare gli incontri….
Troppo comodo Nole: se ce la fai (come NON è normale che sia a quasi 40 anni) competi e vinci in incontri di 4hh e più.
Altrimenti ti ritiri!
@ Calvin (#4644506)
Infatti ha detto che ha diradato gli impegni ma è un privilegio riservato ai 40enni, di cui lui giustamente approfitta, perché non dovrebbe? Venti anni che vince e offre spettacolo ad un pubblico che, anche ieri, si è entusiasmato alle sue acrobazie, rese ancora più sorprendenti da un fisico che ha ovviamente, per cause di forza maggiore, più bisogno di stretching durante la partita ma che ancora scivola, rotola, arriva in spaccata ma si rialza e vince, e pure con maglia e pantaloncini immacolati, riscuotendo pure l’ammirazione del grande Beckham
Era un tabù anche il tie-break sul 6-6 del quinto, guai privarci di spettacoli come Isner Mahut.
Mitico Novak! Sacrosante parole, gli interessi organizzativi viaggiano in direzione opposta rispetto al buon senso e alle esigenze dei giocatori…e il pubblico giovane si attira con formule più concentrate, più intense, che in tempi accettabili suscitino più emozioni: se la partita bisogna vincerla in 3 set, in questi verrà dato comunque il massimo per raggiungere l’obiettivo…negli Slam, il tiebreak sostituito dal long tiebreak: quello di ieri fra Rublev e Safiullin, vinto con merito dal secondo, è stato per me uno dei momenti più appassionanti e coinvolgenti del tennis di questo periodo
Sì, toccare i cinque set sarebbe assurdo. E non la vedo come una scelta fattibile.
Quanto alla spina dorsale, li conti in un palmo di mano quelli che la possiedono… e poco influenti, visto che tra poco saranno tutti fuori dalla top 10
Se si vogliono riportare i 1000 ad una settimana allora va fatto con tutti quindi anche iw e Miami e soprattutto non farli 2 settimane di fila altrimenti il secondo sarsemlre penalizzato e I finalisti del primo rischiano di forfait soprattutto quando poi c’è uno slam
Se si vogliono riportare i 1000 ad una settimana allora va fatto con tutti quindi anche iw e Miami e soprattutto non farli 2 settimane di fila altrimenti il secondo sarsemlre penalizzato e I finalisti del primo rischiano di forfait soprattutto quando poi c’è uno slam
Condivido il pensiero di Djokovic in generale, gli organizzatori dovrebbero togliere le due settimane dei mille senza però penalizzare i giocatori di bassa classifica e qui la vedo dura, una soluzione e tenere le due settimane ma dare più possibilità ai giocatori di fare meno tornei obbligatori senza essere penalizzati, il secondo punto come attrarre più giovani a guardare una partita di tennis, per farlo bisogna cambiare radicalmente il tennis, con il rischio se non fatto bene di ottenere l’opposto allontanando giovani e adulti
djokovic ha ragione.
i giocatori devono mettersi di traverso sul serio per ripristinare i 1000 a 1 settimana. solo i top player possono permettersi di scegliere.. ma gli altri? giocano troppo e prima o poi si rompono
è la prima cosa da fare che restituirebbe un pò di ossigeno al calendario…
ma quanti giocatori hanno veramente la spina dorsale per farlo?
parlo di una protesta seria, altro che accorciare le conferenze stampe
Solo questo.
Poi fare regolamenti sul punteggio che rendano meno grave saltare qualche torneo.
Però, nei fatti, come disse stesso Jannik l’anno scorso, nessuno obbliga i giocatori a giocare tutti i tornei e basterebbe che i giocatori si gestissero di più. Come è vero che gli infortuni nel tennis ci sono sempre stati. Come è vero che il caso Nole è differente: cioè hai 40 anni e ti lamenti che è uno sport troppo faticoso, smetti e riposati.
Orrore….mai toccare i 5 set degli slam….è la loro grandezza….mi viene il disgusto quando sento discorsi come i tuoi
Per cominciare si dovrebbe togliere il quinto set negli slam e giocare il long tie-break sul 2-2.
La prima cosa da fare è stracciare i contratti coi 1000 e riportarli a una settimana.
Sui tifosi più giovani ha ragione, ma significherebbe stravolgere le regole di uno sport che non è fatto per durare un tempo predefinito e breve.