Il pensiero della direttrice del WTA 125 del Cile Copertina, WTA

“Nei combined le donne non sono protagoniste. Il tennis femminile deve crescere con le sue gambe”

21/11/2023 09:18 24 commenti
Macarena Miranda (foto ADN Radio)
Macarena Miranda (foto ADN Radio)

“Negli eventi combined le donne non sono protagoniste. Il tennis femminile deve crescere con le sue gambe”. Quest’affermazione piuttosto forte ed interessante viene da Macarena Miranda, ex pro cilena e oggi direttrice del WTA 125 di Colina, vinto lo scorso weekend dalla ceca Sara Bejlek sulla francese Diane Parry. Miranda è stata intervistata dal collega Sebastian Varela per Clay, una lunga e interessante intervista nella quale la direttrice del torneo si sofferma su molti temi di attualità legati al tennis rosa e alla situazione in America Latina. Secondo la direttrice, il tennis femminile ha un potenziale enorme non sfruttato, è indispensabile investire nei piccoli tornei per far crescere giovani interessanti e radicare nuovi personaggi locali, e allo stesso tempo investire sulla comunicazione per raccontare meglio la bellezza e fascino del tour rosa, senza necessariamente rincorrere quello maschile. Riportiamo alcuni passaggi dell’intervista.

“Siamo riusciti a riproporre un bel torneo 125, evento di una categoria che contribuisce molto all’ecosistema del tennis femminile” dichiara Miranda. “La WTA sembra  finalmente consapevole che tutti i tornei, dai 125 a salire fino ai 1000, contribuiscono al tennis. Ci hanno messo un po’ a capirlo, ma ora stanno dando maggiore slancio ai piccoli eventi. Si sono resi conto che se non si lavora sulla base, se non ci si preoccupa delle ragazze che sono tra la posizione 80 e 250 nel ranking, sarà molto difficile che in futuro emergano nuove giocatrice e future campionesse. La tenniste vengono qua a caccia di punti necessari per entrare agli Australian Open, ma chi ha provato il torneo l’anno scorso è rimasto molto contento. Che una tennista importante come Sherif sia tornata in quello che è stato l’anno migliore della sua carriera (ha quasi raggiunto la top 30) è fantastico. Abbiamo avuto anche Nadia Podoroska, Sara Errani e altre di livello. Il tennis femminile al di là dei nomi invita a stupirsi. Quest’anno è stato il cinquantesimo anniversario della WTA, ma abbiamo ancora moltissima strada davanti”.

“Cosa ha il tennis femminile rispetto a quello maschile? Mi piace molto il modo in cui vengono gestiti gli scambi. Guarda la spinta che le donne ci mettono. La forza e la determinazione, l’impeto. Le donne hanno ancor più “garra”, siamo davvero guerriere in campo”.

Questo il pensiero della direttrice in merito al crescente interesse del mondo arabo per il tennis. “Lo vedo come qualcosa di positivo. Può essere un modo per dimostrare che è possibile, che una donna ce la può fare. Penso alla popolazione femminile di quei luoghi e immagino che lo sport possa rappresentare una svolta. Quella popolazione forse vede le vite delle atlete come molto lontane, provenienti da un altro mondo e non da quello arabo. Cerco di pensare positivo, sul possibile impatto che donne vincenti possano avere in quei contesti difficili”.

“Eventi combined? C’è un pubblico che si ripete, che può apprezzare entrambi gli spettacoli, ma in entrambi c’è un pubblico per così dire “prigioniero”, ed è diverso. Il tennis femminile deve percorrere il proprio cammino, deve crescere con le sue proprie gambe. Penso che negli eventi combined, e a maggior ragione in quelli più piccoli, le donne perdono importanza. Vorrei che le tenniste siano le protagoniste. È possibile farlo sfruttando correttamente la loro immagine, facendo conoscere storie, personaggi, raccontare bene il loro gioco. Le WTA Finals? Beh, quest’anno non sono andate proprio come si sperava… ma preferisco guardare il lato positivo e penso che la WTA abbia capito che tutti i tornei, dal 125 ai 1000, contribuiscono al tennis”.

Un pensiero originale e interessante, che merita di essere condiviso e valutato. Si parla sempre più insistentemente di una maggior fusione tra tour ATP e WTA, soprattutto per logiche economiche, ma effettivamente c’è una larga fetta di appassionati di tennis maschile che non sono granché interessati a quello femminile. A volte solo per mera ignoranza, nel senso di non conoscenza delle giocatrici e del loro tennis. Per questo investire maggiormente nella comunicazione, raccontando fascino e potenziale delle giocatrici, potrebbe essere una via diversa ma assai virtuosa, invece di rincorrere gli uomini sugli stessi eventi e rischiando così di esser semplicemente “oscurate” dal maggior peso mediatico dei colleghi.

Marco Mazzoni


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Ma tu pensa, la gran organizzatrice di un torneuccio dove era presente anche fra le altre, la grandissima Panna Uvardy

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anon (Guest) 21-11-2023 21:18

Scritto da Med

Scritto da anon

Scritto da Seppio
La domanda “cos’ha il tennis femminile in più rispetto al maschile” è provocatoria e mal posta, e la risposta non può che essere una risposta stupida. Se volessimo fare una riflessione più seria:
Il tennis è uno sport in cui anche gli uomini scambiano tanto, anche su superfici veloci. Questo paradossalmente è controproducente per il tennis femminile perché la versione maschile non perde appeal. Se penso a sport come la pallavolo o il tennis tavolo, il femminile è persino più divertente perché si scambia di più. Nel tennis non è ancora arrivata un’arma tale che renda sempre e comunque brevi gli scambi, o comunque non ad altissimo livello; e non è produttivo tirare alla morte ogni colpo, come accade nel ping pong. Di conseguenza, a parità di lunghezza degli scambi, il maschile ha più estro e fisicità, e viene premiato dagli appassionati.
Secondo punto: il tennis femminile vive un momento di poca varietà stilistica e (forse) anche tecnica.
Terzo punto: allora come renderlo appetibile? Il discorso di Miranda ha senso riguardo al focus sulle giocatrici di “seconda fascia”, che devono avere una maggiore tutela e più possibilità di crescere ed emergere. Ma soprattutto, secondo me serve: 1) una sovrastruttura istituzionale veramente efficiente, capace di vendere il proprio prodotto in modo diverso e, perché no, di “creare” delle linee narrative (pensate all’importanza, spesso nascosta, di una struttura come Tennis TV per il circuito ATP, che vende il prodotto tennis in maniera eccezionale); 2) l’emergere di nuove e vere superstar: Sabalenka, Swiatek, Gauff e Rybakina sono un buon punto di partenza, ma non è sufficiente. Ciò si ricollega ovviamente al punto 1: devono esistere strumenti che sappiano vendere le loro personalità e creare delle narrazioni. Se dietro di loro c’è poco, almeno loro bisogna valorizzarle, non fare figure indecorose come Cancun 2023. Per dire: Sabalenka oltre ad essere una grande giocatrice è una personalità molto interessante, bisognerebbe valorizzarla molto di più. Sempre facendo l’esempio di Tennis TV, pensate a come sono stati in grado di caratterizzare ogni singolo top player: l’esempio principe è Rublev, amatissimo da tutti per quello che si vede FUORI dal campo, autoironico e quasi “dolce”, mentre se uno lo vede solo on court al massimo dà l’idea di un soggetto psichiatrico.
Non so se al movimento convenga o meno collegarsi maggiormente al circuito maschile, ma qualunque strada si scelga, i punti sopramenzionati sono secondo me imprescindibili, a prescindere dalla cornice d’attuazione.
(scusate il poema)

Tennis tv ha un pubblico minuscolo non vende al mainsteam. Semplicemente è uno sport troppo lungo, giocato spesso ad orari mentre il pubblico che loro vorrebbero è a lavoro e molto elitario, cioè non è nella cultura delle persone come può essere uno molto “povero ” come il basket o il baseball o legato alla cultura collegiale come il football americano.
Non era visto ( dove conta ) neanche prima, neanche 10 anni fa. Ovviamente poi per soldi l’ hanno tolto dalla free to air americana e lì non si è più ripreso.
L’associazione di calcio femminile americana ha fatto ora un accordo x vendere i suoi diritti tv x 250 milioni di dollari in 4 anni e non è che abbia ascolti eccelsi e la maggior parte delle persone non sa neanche chi siano. Ma qui queste stanno a preoccuparsi di rivalità, di torte e mantenere i matusa di tennis channel. Nel mentre altre associazioni fanno meglio di loro.

Fortunatamente il pianeta terra non è così piccolo per cui si debba necessariamente seguire i programmi degli Stati Uniti. Il baseball in Europa è inesistente, il football americano uguale. Il tennis è uno degli sport più seguiti in Europa, forse sarebbe il caso che finalmente venga lasciato più ai margini un paese che non ha grande interesse in questo sport

Per me possono fare quello che vogliono.Poi però non si lamentino che non guadagnano abbastanza. O fare loro I confronti con altri sport dove atleti guadagnano più soldi.

Mq il fatto che 2 sport praticamente nazionali fanno guadagnare più di tutti gli altri sport globali nonostante abbiano un pubblico ridotto a quello usa ti fa capire dove stanno veramente i soldi.
Il tennis è uno sport minuscolo anche in Europa. Gli ascolti atp e wta sono bassi.

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Maga (Guest) 21-11-2023 19:47

Faccio una riflessione. Io non seguo il calcio femminile, né il basket e il volley femminile, men che meno la pallamano né la scherma…. perché? Semplicemente perché il tennis mi affascina, mi coinvolge, mi attira. Secondo me l’unico modo è lanciare campioni che trascinano il sistema. Bisogna trovare,in Italia , altre giocatrici come Pennetta, Schiavone, Errani. L’impegno nei circoli, nelle scuole tennis, nella scuola ordinaria può aiutare e fare crescere l’interesse in questo magnifico sport.

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Med (Guest) 21-11-2023 18:19

Scritto da anon

Scritto da Seppio
La domanda “cos’ha il tennis femminile in più rispetto al maschile” è provocatoria e mal posta, e la risposta non può che essere una risposta stupida. Se volessimo fare una riflessione più seria:
Il tennis è uno sport in cui anche gli uomini scambiano tanto, anche su superfici veloci. Questo paradossalmente è controproducente per il tennis femminile perché la versione maschile non perde appeal. Se penso a sport come la pallavolo o il tennis tavolo, il femminile è persino più divertente perché si scambia di più. Nel tennis non è ancora arrivata un’arma tale che renda sempre e comunque brevi gli scambi, o comunque non ad altissimo livello; e non è produttivo tirare alla morte ogni colpo, come accade nel ping pong. Di conseguenza, a parità di lunghezza degli scambi, il maschile ha più estro e fisicità, e viene premiato dagli appassionati.
Secondo punto: il tennis femminile vive un momento di poca varietà stilistica e (forse) anche tecnica.
Terzo punto: allora come renderlo appetibile? Il discorso di Miranda ha senso riguardo al focus sulle giocatrici di “seconda fascia”, che devono avere una maggiore tutela e più possibilità di crescere ed emergere. Ma soprattutto, secondo me serve: 1) una sovrastruttura istituzionale veramente efficiente, capace di vendere il proprio prodotto in modo diverso e, perché no, di “creare” delle linee narrative (pensate all’importanza, spesso nascosta, di una struttura come Tennis TV per il circuito ATP, che vende il prodotto tennis in maniera eccezionale); 2) l’emergere di nuove e vere superstar: Sabalenka, Swiatek, Gauff e Rybakina sono un buon punto di partenza, ma non è sufficiente. Ciò si ricollega ovviamente al punto 1: devono esistere strumenti che sappiano vendere le loro personalità e creare delle narrazioni. Se dietro di loro c’è poco, almeno loro bisogna valorizzarle, non fare figure indecorose come Cancun 2023. Per dire: Sabalenka oltre ad essere una grande giocatrice è una personalità molto interessante, bisognerebbe valorizzarla molto di più. Sempre facendo l’esempio di Tennis TV, pensate a come sono stati in grado di caratterizzare ogni singolo top player: l’esempio principe è Rublev, amatissimo da tutti per quello che si vede FUORI dal campo, autoironico e quasi “dolce”, mentre se uno lo vede solo on court al massimo dà l’idea di un soggetto psichiatrico.
Non so se al movimento convenga o meno collegarsi maggiormente al circuito maschile, ma qualunque strada si scelga, i punti sopramenzionati sono secondo me imprescindibili, a prescindere dalla cornice d’attuazione.
(scusate il poema)

Tennis tv ha un pubblico minuscolo non vende al mainsteam. Semplicemente è uno sport troppo lungo, giocato spesso ad orari mentre il pubblico che loro vorrebbero è a lavoro e molto elitario, cioè non è nella cultura delle persone come può essere uno molto “povero ” come il basket o il baseball o legato alla cultura collegiale come il football americano.
Non era visto ( dove conta ) neanche prima, neanche 10 anni fa. Ovviamente poi per soldi l’ hanno tolto dalla free to air americana e lì non si è più ripreso.
L’associazione di calcio femminile americana ha fatto ora un accordo x vendere i suoi diritti tv x 250 milioni di dollari in 4 anni e non è che abbia ascolti eccelsi e la maggior parte delle persone non sa neanche chi siano. Ma qui queste stanno a preoccuparsi di rivalità, di torte e mantenere i matusa di tennis channel. Nel mentre altre associazioni fanno meglio di loro.

Fortunatamente il pianeta terra non è così piccolo per cui si debba necessariamente seguire i programmi degli Stati Uniti. Il baseball in Europa è inesistente, il football americano uguale. Il tennis è uno degli sport più seguiti in Europa, forse sarebbe il caso che finalmente venga lasciato più ai margini un paese che non ha grande interesse in questo sport

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+1: Luca Martin
Sudtyrol (Guest) 21-11-2023 18:09

Questo è il tuo punto di vista. A me interessa. Vuoi dire che non ti era interessata la finale di Parigi 2010 (Schiavone-Stosur) solo perché era femminile? E la finale USO 2015 (Pennetta-Vinci) l’hai schifata? Giusto per capire….

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Shuzo (Guest) 21-11-2023 18:05

Finalmente una persona che dimostra di avere la testa sulle spalle! Invece sbandierare sempre il solito ritornello del cosiddetto “maschilismo”, del “non è giusto”, del “gli uomini sono sempre privilegiati”, ecco una dirigente che ha deciso di rimboccarsi le maniche e agire per cambiare le cose.
Anche io sono convinto che il tennis femminile potrebbe suscitare maggiore interesse da parte degli appassionati ma allora si agisca per fare maggiore promozione. Il fatto che questa signora cilena abbia capito che le giocatrici meritano di essere valorizzate anche stando in posizioni di maggior rincalzo, dimostra di stare più avanti anche rispetto ai dirigenti dell’ ATP perché questo è un problema esistente anche a livello maschile. Sfruttando questo aspetto e lavorando seriamente, potrà portare la WTA anche più avanti dell’ ATP. Deve solo darsi da fare.

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+1: Luca Martin
enzo la barbera (Guest) 21-11-2023 17:50

Purtroppo le gambe delle tenniste italiane sono corte e grassocce. enzo

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anon (Guest) 21-11-2023 16:23

Scritto da Luca Martin
A proposito di sponsor e denaro. Gli americani sono businessmen da sempre.
Dissero di Marvin Hagler che al posto del cervello avrebbero trovato un guantone da boxe.
Nella capoccia di un americano, invece, una saccoccia piena di dollari, aggiungerei.
Giorni fa ho letto che già nel ’79 si pose il problema degli spazi pubblicitari per la tv degli States che trasmise la finale di Wimbledon tra Borg e Tanner.
Per ovviare all’inflessibile cerimoniale britannico, la rete televisiva americana impose al bombardiere di Chattanooga di chiudersi nello spogliatoio per 5 minuti, in modo da tardare l’ ingresso in campo e consentire agli sponsor di fare la loro réclame.

E quindi ? È così da quando esiste la TV in tutto il mondo.La tv è stata creata x vendere gli spazi pubblicitari.

Ma da dove pensate che vengano i soldi che loro o le leghe incassano?

Se vuoi qualcosa di meglio non guardi la tv. Studi, vai in una libreria, fai un corso.
La tv come lo sport è il dumbing down della società.

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-1: Luca Martin

per fortuna invece Paolini in gran spolvero

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Non ci sono più campionesse come comunque lo é la Giorgi ancora per un po’ fortunatamente

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Luca Martin 21-11-2023 15:36

A proposito di sponsor e denaro. Gli americani sono businessmen da sempre.
Dissero di Marvin Hagler che al posto del cervello avrebbero trovato un guantone da boxe.
Nella capoccia di un americano, invece, una saccoccia piena di dollari, aggiungerei.
Giorni fa ho letto che già nel ’79 si pose il problema degli spazi pubblicitari per la tv degli States che trasmise la finale di Wimbledon tra Borg e Tanner.
Per ovviare all’inflessibile cerimoniale britannico, la rete televisiva americana impose al bombardiere di Chattanooga di chiudersi nello spogliatoio per 5 minuti, in modo da tardare l’ ingresso in campo e consentire agli sponsor di fare la loro réclame.

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anon (Guest) 21-11-2023 15:11

E se ti chiedi perché il tennis maschile ha più appeal la risposta è semplice. Sono gli uomini a guardarlo, come tutti gli sport e ovviamente preferiscono vedere “loro stessi” piuttosto che le donne. Come le donne preferiscono vedere reality tv o la gente tipo kardashian . Date un’occhiata ai dati d’ascolto divisi per età, reddito, razza ( questo vale x gli usa), uomini/ donne etc. Ora è più difficile trovarli on line fato che i numeri televisivi sono così bassi che hanno smesso di riportarli in dettaglio per la massa ma ti garantisco che il tennis femminile come tutti gli sport è più visto da uomini.

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anon (Guest) 21-11-2023 15:02

Scritto da Seppio

Scritto da anon

Scritto da Seppio
La domanda “cos’ha il tennis femminile in più rispetto al maschile” è provocatoria e mal posta, e la risposta non può che essere una risposta stupida. Se volessimo fare una riflessione più seria:
Il tennis è uno sport in cui anche gli uomini scambiano tanto, anche su superfici veloci. Questo paradossalmente è controproducente per il tennis femminile perché la versione maschile non perde appeal. Se penso a sport come la pallavolo o il tennis tavolo, il femminile è persino più divertente perché si scambia di più. Nel tennis non è ancora arrivata un’arma tale che renda sempre e comunque brevi gli scambi, o comunque non ad altissimo livello; e non è produttivo tirare alla morte ogni colpo, come accade nel ping pong. Di conseguenza, a parità di lunghezza degli scambi, il maschile ha più estro e fisicità, e viene premiato dagli appassionati.
Secondo punto: il tennis femminile vive un momento di poca varietà stilistica e (forse) anche tecnica.
Terzo punto: allora come renderlo appetibile? Il discorso di Miranda ha senso riguardo al focus sulle giocatrici di “seconda fascia”, che devono avere una maggiore tutela e più possibilità di crescere ed emergere. Ma soprattutto, secondo me serve: 1) una sovrastruttura istituzionale veramente efficiente, capace di vendere il proprio prodotto in modo diverso e, perché no, di “creare” delle linee narrative (pensate all’importanza, spesso nascosta, di una struttura come Tennis TV per il circuito ATP, che vende il prodotto tennis in maniera eccezionale); 2) l’emergere di nuove e vere superstar: Sabalenka, Swiatek, Gauff e Rybakina sono un buon punto di partenza, ma non è sufficiente. Ciò si ricollega ovviamente al punto 1: devono esistere strumenti che sappiano vendere le loro personalità e creare delle narrazioni. Se dietro di loro c’è poco, almeno loro bisogna valorizzarle, non fare figure indecorose come Cancun 2023. Per dire: Sabalenka oltre ad essere una grande giocatrice è una personalità molto interessante, bisognerebbe valorizzarla molto di più. Sempre facendo l’esempio di Tennis TV, pensate a come sono stati in grado di caratterizzare ogni singolo top player: l’esempio principe è Rublev, amatissimo da tutti per quello che si vede FUORI dal campo, autoironico e quasi “dolce”, mentre se uno lo vede solo on court al massimo dà l’idea di un soggetto psichiatrico.
Non so se al movimento convenga o meno collegarsi maggiormente al circuito maschile, ma qualunque strada si scelga, i punti sopramenzionati sono secondo me imprescindibili, a prescindere dalla cornice d’attuazione.
(scusate il poema)

Tennis tv ha un pubblico minuscolo non vende al mainsteam. Semplicemente è uno sport troppo lungo, giocato spesso ad orari mentre il pubblico che loro vorrebbero è a lavoro e molto elitario, cioè non è nella cultura delle persone come può essere uno molto “povero ” come il basket o il baseball o legato alla cultura collegiale come il football americano.
Non era visto ( dove conta ) neanche prima, neanche 10 anni fa. Ovviamente poi per soldi l’ hanno tolto dalla free to air americana e lì non si è più ripreso.
L’associazione di calcio femminile americana ha fatto ora un accordo x vendere i suoi diritti tv x 250 milioni di dollari in 4 anni e non è che abbia ascolti eccelsi e la maggior parte delle persone non sa neanche chi siano. Ma qui queste stanno a preoccuparsi di rivalità, di torte e mantenere i matusa di tennis channel. Nel mentre altre associazioni fanno meglio di loro.

Sì ma la questione non è come vendere il prodotto tennis in generale, è come rendere appetibile il tennis femminile. Il metro di paragone deve essere il tennis maschile, non il football americano l’NBA l’MLB o il calcio. Tennis TV (che, ripeto, è solo un esempio) è una piattaforma estremamente efficace nel creare una “cornice di senso” attorno al circuito ATP. La WTA non ha neanche l’ombra di una cosa simile. Non è l’unico modo, ma è un modo tra i tanti che ci si dovrà inventare, se si vuole far qualcosa. Poi se vogliamo parlare di come far crescere il tennis in generale, facciamolo pure

Tennis tv ha 0 impatto sull’ appeal del tennis maschile. Puoi star certo che è più una spesa che un’entrata. Non devi vendere il prodotto ai fans ma al mainsteam. E loro non lo sanno fare. Nemmeno il maschile. Il calcio femminile ha un appeal basso ma sono cmq riusciti a vendere i diritti a più di 250 milioni di dollari. Ma l’atp questi numeri se li sogna e ripeto nessuno sa chi siano le giocatrici di calcio femminile.

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Betafasan 21-11-2023 14:56

La Brancaccio ha fatto 4 giochi contro la n.848wta…!! Sempre perso il servizio! Aiuto

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Seppio (Guest) 21-11-2023 14:44

Scritto da anon

Scritto da Seppio
La domanda “cos’ha il tennis femminile in più rispetto al maschile” è provocatoria e mal posta, e la risposta non può che essere una risposta stupida. Se volessimo fare una riflessione più seria:
Il tennis è uno sport in cui anche gli uomini scambiano tanto, anche su superfici veloci. Questo paradossalmente è controproducente per il tennis femminile perché la versione maschile non perde appeal. Se penso a sport come la pallavolo o il tennis tavolo, il femminile è persino più divertente perché si scambia di più. Nel tennis non è ancora arrivata un’arma tale che renda sempre e comunque brevi gli scambi, o comunque non ad altissimo livello; e non è produttivo tirare alla morte ogni colpo, come accade nel ping pong. Di conseguenza, a parità di lunghezza degli scambi, il maschile ha più estro e fisicità, e viene premiato dagli appassionati.
Secondo punto: il tennis femminile vive un momento di poca varietà stilistica e (forse) anche tecnica.
Terzo punto: allora come renderlo appetibile? Il discorso di Miranda ha senso riguardo al focus sulle giocatrici di “seconda fascia”, che devono avere una maggiore tutela e più possibilità di crescere ed emergere. Ma soprattutto, secondo me serve: 1) una sovrastruttura istituzionale veramente efficiente, capace di vendere il proprio prodotto in modo diverso e, perché no, di “creare” delle linee narrative (pensate all’importanza, spesso nascosta, di una struttura come Tennis TV per il circuito ATP, che vende il prodotto tennis in maniera eccezionale); 2) l’emergere di nuove e vere superstar: Sabalenka, Swiatek, Gauff e Rybakina sono un buon punto di partenza, ma non è sufficiente. Ciò si ricollega ovviamente al punto 1: devono esistere strumenti che sappiano vendere le loro personalità e creare delle narrazioni. Se dietro di loro c’è poco, almeno loro bisogna valorizzarle, non fare figure indecorose come Cancun 2023. Per dire: Sabalenka oltre ad essere una grande giocatrice è una personalità molto interessante, bisognerebbe valorizzarla molto di più. Sempre facendo l’esempio di Tennis TV, pensate a come sono stati in grado di caratterizzare ogni singolo top player: l’esempio principe è Rublev, amatissimo da tutti per quello che si vede FUORI dal campo, autoironico e quasi “dolce”, mentre se uno lo vede solo on court al massimo dà l’idea di un soggetto psichiatrico.
Non so se al movimento convenga o meno collegarsi maggiormente al circuito maschile, ma qualunque strada si scelga, i punti sopramenzionati sono secondo me imprescindibili, a prescindere dalla cornice d’attuazione.
(scusate il poema)

Tennis tv ha un pubblico minuscolo non vende al mainsteam. Semplicemente è uno sport troppo lungo, giocato spesso ad orari mentre il pubblico che loro vorrebbero è a lavoro e molto elitario, cioè non è nella cultura delle persone come può essere uno molto “povero ” come il basket o il baseball o legato alla cultura collegiale come il football americano.
Non era visto ( dove conta ) neanche prima, neanche 10 anni fa. Ovviamente poi per soldi l’ hanno tolto dalla free to air americana e lì non si è più ripreso.
L’associazione di calcio femminile americana ha fatto ora un accordo x vendere i suoi diritti tv x 250 milioni di dollari in 4 anni e non è che abbia ascolti eccelsi e la maggior parte delle persone non sa neanche chi siano. Ma qui queste stanno a preoccuparsi di rivalità, di torte e mantenere i matusa di tennis channel. Nel mentre altre associazioni fanno meglio di loro.

Sì ma la questione non è come vendere il prodotto tennis in generale, è come rendere appetibile il tennis femminile. Il metro di paragone deve essere il tennis maschile, non il football americano l’NBA l’MLB o il calcio. Tennis TV (che, ripeto, è solo un esempio) è una piattaforma estremamente efficace nel creare una “cornice di senso” attorno al circuito ATP. La WTA non ha neanche l’ombra di una cosa simile. Non è l’unico modo, ma è un modo tra i tanti che ci si dovrà inventare, se si vuole far qualcosa. Poi se vogliamo parlare di come far crescere il tennis in generale, facciamolo pure

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Losvizzero 21-11-2023 13:27

L’acqua è bagnata

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+1: velenopuro
anon (Guest) 21-11-2023 13:04

Scritto da Seppio
La domanda “cos’ha il tennis femminile in più rispetto al maschile” è provocatoria e mal posta, e la risposta non può che essere una risposta stupida. Se volessimo fare una riflessione più seria:
Il tennis è uno sport in cui anche gli uomini scambiano tanto, anche su superfici veloci. Questo paradossalmente è controproducente per il tennis femminile perché la versione maschile non perde appeal. Se penso a sport come la pallavolo o il tennis tavolo, il femminile è persino più divertente perché si scambia di più. Nel tennis non è ancora arrivata un’arma tale che renda sempre e comunque brevi gli scambi, o comunque non ad altissimo livello; e non è produttivo tirare alla morte ogni colpo, come accade nel ping pong. Di conseguenza, a parità di lunghezza degli scambi, il maschile ha più estro e fisicità, e viene premiato dagli appassionati.
Secondo punto: il tennis femminile vive un momento di poca varietà stilistica e (forse) anche tecnica.
Terzo punto: allora come renderlo appetibile? Il discorso di Miranda ha senso riguardo al focus sulle giocatrici di “seconda fascia”, che devono avere una maggiore tutela e più possibilità di crescere ed emergere. Ma soprattutto, secondo me serve: 1) una sovrastruttura istituzionale veramente efficiente, capace di vendere il proprio prodotto in modo diverso e, perché no, di “creare” delle linee narrative (pensate all’importanza, spesso nascosta, di una struttura come Tennis TV per il circuito ATP, che vende il prodotto tennis in maniera eccezionale); 2) l’emergere di nuove e vere superstar: Sabalenka, Swiatek, Gauff e Rybakina sono un buon punto di partenza, ma non è sufficiente. Ciò si ricollega ovviamente al punto 1: devono esistere strumenti che sappiano vendere le loro personalità e creare delle narrazioni. Se dietro di loro c’è poco, almeno loro bisogna valorizzarle, non fare figure indecorose come Cancun 2023. Per dire: Sabalenka oltre ad essere una grande giocatrice è una personalità molto interessante, bisognerebbe valorizzarla molto di più. Sempre facendo l’esempio di Tennis TV, pensate a come sono stati in grado di caratterizzare ogni singolo top player: l’esempio principe è Rublev, amatissimo da tutti per quello che si vede FUORI dal campo, autoironico e quasi “dolce”, mentre se uno lo vede solo on court al massimo dà l’idea di un soggetto psichiatrico.
Non so se al movimento convenga o meno collegarsi maggiormente al circuito maschile, ma qualunque strada si scelga, i punti sopramenzionati sono secondo me imprescindibili, a prescindere dalla cornice d’attuazione.
(scusate il poema)

Tennis tv ha un pubblico minuscolo non vende al mainsteam. Semplicemente è uno sport troppo lungo, giocato spesso ad orari mentre il pubblico che loro vorrebbero è a lavoro e molto elitario, cioè non è nella cultura delle persone come può essere uno molto “povero ” come il basket o il baseball o legato alla cultura collegiale come il football americano.

Non era visto ( dove conta ) neanche prima, neanche 10 anni fa. Ovviamente poi per soldi l’ hanno tolto dalla free to air americana e lì non si è più ripreso.

L’associazione di calcio femminile americana ha fatto ora un accordo x vendere i suoi diritti tv x 250 milioni di dollari in 4 anni e non è che abbia ascolti eccelsi e la maggior parte delle persone non sa neanche chi siano. Ma qui queste stanno a preoccuparsi di rivalità, di torte e mantenere i matusa di tennis channel. Nel mentre altre associazioni fanno meglio di loro.

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tinapica 21-11-2023 13:01

Che dirle? Signora, ha ragione. Auguri.

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Spigolo (Guest) 21-11-2023 12:41

@ Seppio (#3847894)

Letto con interesse, grazie.

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ilpallettaro (Guest) 21-11-2023 12:04

lo sport pro, e il professionismo in generale, è quell’attività economica che è dominata dalla domanda, ossia dal pubblico.
nell’epoca della tv capace di proporre spettacolo senza soluzione di continuità, il tennis fa fatica a trovare spazio se non ad altissimi livelli perché produce un entertainment di basso livello.
il resto è sesso degli angeli, è un raccontarsela, è un cantarsela e un suonarsela. perché è del tutto ovvio che i ragazzi e le ragazze che giocano fuori dai grandi eventi sono atleti ed atlete straordinarie, il punto è che non interessano a nessuno perché lo spettacolo che producono non è abbastanza spettacolare, non regala abbastanza emozioni.

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Metafora di vita (Guest) 21-11-2023 11:19

Infatti ritengo anche io che i campionati mondiali di calcio maschili e femminili non vadano giocati contemporaneamente e negli stessi stadi.

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Eugenio (Guest) 21-11-2023 11:12

@ Seppio (#3847894)

Per il femminile ad esempio mi viene in mente Kasatkina che in campo non ruba l’occhio ma che su YouTube ha un canale insieme alla sua ragazza con molti retroscena dei tornei in cui partecipa.

Di base servirebbe in effetti un management competente che sappia vendere molto meglio il prodotto “tennis femminile”. Anche perchè ora abbiamo anche alcune giocatrici effettivamente di punta come Gauff, Rybakina, Sabalenka e Swiatek (e tutte giovani) ma non si sta assolutamente puntando a far diventare la loro una rivalità come è stato per tanti giocatori del passato

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Seppio (Guest) 21-11-2023 10:43

La domanda “cos’ha il tennis femminile in più rispetto al maschile” è provocatoria e mal posta, e la risposta non può che essere una risposta stupida. Se volessimo fare una riflessione più seria:
Il tennis è uno sport in cui anche gli uomini scambiano tanto, anche su superfici veloci. Questo paradossalmente è controproducente per il tennis femminile perché la versione maschile non perde appeal. Se penso a sport come la pallavolo o il tennis tavolo, il femminile è persino più divertente perché si scambia di più. Nel tennis non è ancora arrivata un’arma tale che renda sempre e comunque brevi gli scambi, o comunque non ad altissimo livello; e non è produttivo tirare alla morte ogni colpo, come accade nel ping pong. Di conseguenza, a parità di lunghezza degli scambi, il maschile ha più estro e fisicità, e viene premiato dagli appassionati.
Secondo punto: il tennis femminile vive un momento di poca varietà stilistica e (forse) anche tecnica.

Terzo punto: allora come renderlo appetibile? Il discorso di Miranda ha senso riguardo al focus sulle giocatrici di “seconda fascia”, che devono avere una maggiore tutela e più possibilità di crescere ed emergere. Ma soprattutto, secondo me serve: 1) una sovrastruttura istituzionale veramente efficiente, capace di vendere il proprio prodotto in modo diverso e, perché no, di “creare” delle linee narrative (pensate all’importanza, spesso nascosta, di una struttura come Tennis TV per il circuito ATP, che vende il prodotto tennis in maniera eccezionale); 2) l’emergere di nuove e vere superstar: Sabalenka, Swiatek, Gauff e Rybakina sono un buon punto di partenza, ma non è sufficiente. Ciò si ricollega ovviamente al punto 1: devono esistere strumenti che sappiano vendere le loro personalità e creare delle narrazioni. Se dietro di loro c’è poco, almeno loro bisogna valorizzarle, non fare figure indecorose come Cancun 2023. Per dire: Sabalenka oltre ad essere una grande giocatrice è una personalità molto interessante, bisognerebbe valorizzarla molto di più. Sempre facendo l’esempio di Tennis TV, pensate a come sono stati in grado di caratterizzare ogni singolo top player: l’esempio principe è Rublev, amatissimo da tutti per quello che si vede FUORI dal campo, autoironico e quasi “dolce”, mentre se uno lo vede solo on court al massimo dà l’idea di un soggetto psichiatrico.
Non so se al movimento convenga o meno collegarsi maggiormente al circuito maschile, ma qualunque strada si scelga, i punti sopramenzionati sono secondo me imprescindibili, a prescindere dalla cornice d’attuazione.

(scusate il poema)

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+1: PensiamociBene, Oldcot@66
toto’ (Guest) 21-11-2023 10:06

Il tennis è l’unico sport che permette alle donne la possibilità di guadagnare come gli uomini, pur suscitando un interesse molto minore.

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