Open Court - 39 (speciale Aus Open) ATP

Open Court: Andy Murray, lo scomodo ruolo “dell’antagonista” (di Marco Mazzoni)

15/01/2016 12:00 21 commenti
Andy Murray classe 1987, n.2 del mondo
Andy Murray classe 1987, n.2 del mondo

Facile, troppo facile e persino banale affermare che “Novak Djokovic vincerà i prossimi Australian Open”. Il primo torneo stagionale a Doha ha confermato che in questo momento il gap con il resto della truppa è enorme. Un baratro senza fine. Nadal in finale è stato “scherzato”. Vero che Rafa non è affatto vicino al campionissimo che fu, però ha impressionato la sua totale impotenza di fronte al tennis così solido, continuo, senza pause e punti deboli del rivale. La fase storica che stiamo vivendo (e oserei dire “subendo”…) offre una lettura limpida: dominio assoluto di Djokovic. La sua superiorità fisica, tecnica e tattica è netta, amplificata e stabilizzata dalle debolezze di una concorrenza al vertice che arretra invece di rilanciare, e pure dal ritardo della crescita e degli inserimenti dei giovani.

In questo contesto totalmente Pro-Djokovic, impossibile non eleggerlo a chiaro favorito per Melbourne e per tutti gli Slam stagionali. Qualcuno si è spinto a dichiarare “Tirerà il fiato, il suo dominio sta per terminare…”. Niente è impossibile, ma francamente mi pare difficile. La mia sensazione è che Novak in questo 2016 si produrrà in uno sprint senza fine, strappando finalmente il primo titolo a Parigi e cercando di completare un Grande Slam che gli è sfuggito di pochissimo l’anno scorso. Gli indizi sono precisi, forti e concordanti. A meno di imprevisti (infortuni?), tutto lascia supporre che avrà la forza e la determinazione per reggere a questo livello disumano altri 9 mesi, almeno fino a New York, e chissà anche riuscire nell’impresa che lo eleggerebbe tra i più grandi di sempre. Un’impresa che passa dall’ennesimo titolo down under, sul caldissimo cemento di Melbourne, a lui assai amico.

E’ appena uscito il tabellone, e sarà curioso vederlo affrontare all’esordio il giovane Chung. Più avanti potrebbe incrociare Nishikori, colui che l’ha sconfitto a Flushing due anni fa, poi eventualmente Berdych o Federer. Ipotizzare qualche reale chance di vittoria per Roger sembra pura utopia. Gli Australian Open sono lo Slam forse più duro per le condizioni, il caldo e per il momento dell’anno in cui si disputano. Sicuramente lo svizzero avrà tarato l’annata per trovare il picco di forma tra Wimbledon e le Olimpiadi; adesso è un po’ presto per immaginarlo già al top 3 set su 5. Inoltre sulla sua strada c’è un discreto tasso di talento e rivali potenzialmente complicati. Più facile che si possa assistere a vari match di grande qualità in quel settore di tabellone, grazie ai vari Dolgopolov, Dimitrov, Thiem (occhio all’austriaco quest’anno), Goffin.

Se la parte alta del tabellone sembra già “compromessa”, assai più incerta e stuzzicante appare la metà bassa. Nadal, Wawrinka e Raonic si giocheranno un posto in semifinale, con qualche outsider alla finestra, come Anderson. Onestamente su Nadal finalista punterei pochissimo, ma è pur sempre un grande fighter e in qualche modo potrebbe anche sorprendere. Più pesante la candidatura di Stan, che qua ha già vinto, ed ha soprattutto dimostrato che se sta bene può batterli tutti. Tuttavia la mia sensazione è che quest’anno Stan punti di più ad arrivare al top in estate, con Wimbledon nel mirino, o magari US Open. L’ultimo quarto è gioiosamente infestato da molti australiani, dai nostri Fognini & Bolelli, e capeggiato da Andy Murray (bell’esordio per lui vs. il giovane talento Alex Zverev).

Ho lasciato volutamente per ultimo lo scozzese perché in fin dei conti resta proprio lui la carta migliore, l’alternativa più credibile, l’antagonista più serio del n.1. Fresco eroe Davis britannico, è accaduto spesso che una vittoria con la nazionale sia stata un traino molto forte per iniziare alla grandissima la stagione seguente. La storia di Andy con gli Australian Open è fatta di gioie e dolori. 4 finali, tutte perse. La prima vs Federer, mal giocata dall’inizio alla fine. Le altre tre proprio vs. Djokovic. Partite dure, complicate, in cui ha vissuto momenti di esaltazione, furore e grande tennis, ma anche fasi di crisi per troppa tensione, senza quella costanza di rendimento indispensabile per superare un rivale a lui complessivamente superiore. Finali una diversa dall’altra, ma con un filo conduttore: Djokovic ad un certo punto è riuscito a portare la partita sui binari che preferisce, quelli della spinta in progressione, della lotta agonistica e fisica, dove alla lunga diventa quasi impossibile da superare perché in quelle paludi scivola via come nessuno.

Come può allora Andy pensare di batterlo in una nuova ipotetica finale? Superando tensioni e memorie negative, riuscendo a liberare il suo braccio per un tennis estremamente offensivo e continuo, senza compromessi. In pratica, giocando la partita perfetta. Difficile, difficilissimo, ma provo ad immaginarla

Tutto deve partire da una condotta che cancelli quell’attendismo innato e perverso che troppe volte vs. Djokovic (ma anche Federer e Nadal) gli è costato carissimo. Andy ama lavorare il punto, è più forte di lui, ed è un aspetto mentale, non tecnico. Anche in fasi delicate spesso finisce per produrre delle palle interlocutorie, fiacche e senza un’idea offensiva, che vengono aggredite mettendolo in difesa, a rincorrere. Nonostante gambe eccezionali e colpi di sbarramento di altissima qualità, la sua storia ha dimostrato che quei passaggi gli sono sempre costati la sconfitta. Questa la contidio sine qua non. A quest’attitudine più offensiva è necessario che Murray aggiunga varie fasi tecniche e tattiche vincenti, a partire dal rendimento del servizio. Indispensabile che tenga percentuali di prime altissime, per non cadere subito in difesa sulle risposte micidiali del serbo. Alla risposta invece deve tenere i piedi più vicini alla riga, rischiando qualche soluzione immediata e non crollare all’indietro regalando troppo campo, facile da aggredire per i colpi anticipati (rovescio) di Novak. Altra fase tecnico-tattica decisiva sarebbe quella di accettare lo scambio diritto vs dritto e cercare di ottenere punti vincenti, o forzando il rivale all’errore. Qua Murray è spesso crollato. Troppe volte finisce per tirare dei drive di dritto sul rovescio di Novak senza che questi siano così veloci o carichi; il risultato è che il serbo si avventa su queste palle in grande anticipo scaricando rovesci cross molto insidiosi, che fanno correre Andy in difesa, magari con un back nemmeno così lungo. Facile per Djokovic ottenere così un punto con il colpo seguente, pizzicando Andy fuori posizione. In generale Murray dovrebbe esser capace di sfidare il dritto con un colpo cross lungo e più carico, per guadagnare un metro di campo e colpire quindi in avanzamento, alla prima occasione, senza mai esitare; e sfidare anche il rovescio del serbo nella diagonale, ma avendo impostato lo scambio per primo, tenendone l’inerzia ed il ritmo.

Inoltre in tutte le fasi di spinta dal fondo sarebbe molto importante non allungare gli scambi oltre il 4°-5° colpo prima di un attacco deciso, altrimenti Djokovic è troppo superiore nella costanza della spinta, e prima o poi prende il controllo e ti porta all’errore, o trova l’angolo vincente. Ancor più importante provare a spezzarne il ritmo, a costo di sbagliare. Come farlo? Variare altezza dei colpi e diagonali, qualche attacco improvviso, anche qualche smorzata, ma non dargli modo di sfiancarti con scambi duri, terminati con un suo vincente o un errore provocato dopo molte corse, che alla fine costano carissimo. Servirebbe un gioco estremamente brillante, spregiudicato, basato su grandi rischi ma concettualmente più funzionale a provare a sconfiggere “un muro” come il Novak attuale.

Una partita molto difficile, in cui il primo set sarebbe determinante per mettere la testa avanti, crescere di convinzione e magari tentare di insinuare nel tennis del n.1 qualche dubbio, innescando quella miccia di rabbia che a volte gli è costata qualche piccolo sbandamento. E’ una condotta estrema, difficilissima, molto simile a quella che Andy riuscì a mettere in pratica nel mitico Wimbledon 2013, quando in finale quel suo perverso attendismo non fece capolino sul Centre Court, la sua racchetta volò rapida e sicura producendo un tennis offensivo e preciso. Arrivò la più importante vittoria in carriera, proprio contro Mr. Djokovic, ed è stata l’ultima volta che lo scozzese è riuscito a sconfiggere il serbo in uno Slam. Da allora Novak è ancora cresciuto, diventando quasi imbattibile. Andy purtroppo ha attraversato molte difficoltà (inclusa un’operazione alla schiena), non riuscendo a mantenere quel livello di gioco ma facendo qualche passo indietro. All’ultimo Roland Garros una grande battaglia in 5 set tra i due, e poi anche una vittoria estiva per Andy, ma sulla corta distanza. Adesso che il fisico sembra a posto, è arrivato il momento di rilanciare per Murray, provare a vincere finalmente il suo primo Australian Open dopo quattro bocconi amari. C’è una sola strada per farcela: sconfiggere Novak Djokovic. E’ la sfida più grande nel tennis di oggi, come reggere il ruolo di Antagonista del dominatore, riuscire a scrollarsi di dosso quella scomoda ombra di “perdente” nei loro head to head. Vedremo se Murray avrà la forza per farcela, a Melbourne ed in tutto il 2016.

 

Marco Mazzoni

@marcomazz


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Beh (Guest) 16-01-2016 00:53

@ andi (#1508774)

Secondo me Nadal quest’anno ha concrete probabilità di arrivare in finale. L’anno scorso vinse contro Anderson in 3 set e poi perse ai quarti da Berdych. Ma quello era un altro Nadal. Non dico che quello di adesso fa paura, ma può tranquillamente giocarsela alla pari con i vari Berdych, Wawrinka, ecc. Poi se ci metti il 3 su 5 questo può andare a favore dello spagnolo. Il Nadal di adesso è piu aggressivo e ha piu fiducia rispetto all’anno scorso. Per me se la gioca contro tutti tranne che contro Djokovic, ma anche questo è da vedere. In un’eventuale finale contro il serbo non è detto che sia spacciato, anzi credo proprio che l’esito non sarà scontato come a Doha. Nadal è in grado di sorprendere e lo ha già dimostrato ad esempio nel 2013 agli Us Open quando tutti credevano che fosse Djokovic il favorito e invece poi vinse Nadal. Il torneo è incerto a mio avviso. Non è così scontato che vinca Djokovic…. Poi si sà, e non mi stanco di ripeterlo, siamo in Italia e le cose vanno così: quando vinci sei fortissimo e devi spaccare il mondo. Non appena perdi sei di nuovo mediocre. Siamo alle solite affermazioni calcistiche purtroppo.

21
andi (Guest) 15-01-2016 21:34

Secondo me Djokovic è vero sta giocando alla grande però gli imprevisti o otsacoli sono dietro l angolo. Nishikori se è in forma e gioca al meglio può impensierirlo poi federer forse giocare in semi contro nole lo aiuta perché sembrava sentire un pò di pressione quando giocava in finale.Dall altra parte del tabellone c è murray che ha raggiunto 4 finali qui
e l anno scorso senza il calo fisico avuto a metà quarto set poteva vincerla poi c’è Stan che negli ultimi 3 anni ha giocato 3 quinti set contro nole e c’è Nadal che certamente non lo vedo tra i favoriti però se raggiunge i quarti aumenta la fiducia e di conseguenza il suo livello di gioca.Quindi Nole secondo me non avrà vite facile

20
Giorgio69 (Guest) 15-01-2016 21:14

Io sogno un terzo turno di notte con Seppi che fa fuori il n1.

19
donato (Guest) 15-01-2016 20:29

1)giusta precisazione intendevo infatti una rotazione minima sia per consentire una traiettoria tesa che soprattutto per ottenere la massima velocità
2)è chiaro che in uno scambio le due direzioni diagonali siano le più sfruttate ma per lo svizzero l’opzione vincente era il lungolinea nel dritto nel rovescio direi entrambe

18
luigi (Guest) 15-01-2016 18:49

Scritto da pallettaro
@ Shuzo (#1508599)
Wawrinka ispirato è con Federer il peggior cliente per Nole.
Con Nadal e/o giocatori bimani che arrotano come lui ormai Nole va a nozze. Questo perché giocare sempre in top contro Nole è faticoso,ti torna sempre indietro e ogni volta che torna sei sempre più stanco. Il problema è questo, Nole non è mai in affanno. Mai in difficoltà atletica. Questo gli permette di scambiare con tranquillità. Fate caso alle ultime partite con Nadal. Nole angola anche poco, rischia poco, gli basta scambiare e vince il punto, come se la distanza tra i due fosse abissale. Stessa cosa per Murray che ha più mano di Nadal, ma ha comunque tendenze difensive. Murray non è un attaccante, è un controattaccante. Una pacchia per Nole.
Stan è diverso. Gioca vicino alla riga di fondo, ti anticipa, ti taglia il campo, gioca colpi tagliati e non soffre il super rovescio di Nole, perchè incoccia il meraviglioso rovescio di Stan. Ma soprattutto gioca colpi meno arrotati, quindi arrivano veloci e Nole deve stare più attento. Con Nadal ormai sbadiglia, intanto il gancio di Rafa è tanto alto che ci mette ad arrivare. Ormai Nole si fa un bel pisolino.

17
pallettaro (Guest) 15-01-2016 18:16

@ donato (#1508651)

Un Federer con 10 anni di meno

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Buon Rob Rey Mysterio Khali (Guest) 15-01-2016 17:34

@ donato (#1508651)

1) i colpi piatti non esistono, se é per enfatizzare la minor componente di spin ok.
2) Waw ha vinto il RG incrociando costantemente, palleggio lungo e pesante (quindi spin) e via di accelerazione nel campo aperto quando il serbo accorciava (ma il suo gioco non rende al meglio su terra).

15
luigi (Guest) 15-01-2016 17:33

percentuale vittoria Andy su Nole: 10%
ciò detto faccio un tifo indiavolato perchè ciò avvenga!

14
Buon Rob Rey Mysterio Khali (Guest) 15-01-2016 17:28

@ pallettaro (#1508607)

No. Stan ha vinto il RG perché NON gioca vicino alla riga di fondo, anticipa, taglia, cuce, caccia e pesca…Lo svizzero vuole tempo per caricare i colpi e sa spingere su palla media.

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marco mazzoni (Guest) 15-01-2016 17:27

@ Emanuele (#1508632)

ciao, la mia sensazione è che Berdych abbia purtroppo (anche a me piace come colpitore, forse il migliore in assoluto) perso il treno nel 2014. Era l’anno “debole”, in cui ben 2 outsiders hanno vinto uno Slam. Doveva essere lui uno di quelli, non c’è riuscito. Il Nadal 2010 in finale era troppo tosto, però peccato se chiuderà come uno di quelli che non ce l’hanno fatta.
Kyrgios è in rampa di lancio da tempo, prima o poi arriva. Da stabilire quanto in alto arriverà, e quando scatterà. Sarà un bel match, indubbiamente, ma oggi Tomas appare favorito.

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donato (Guest) 15-01-2016 17:09

non prenderei come spunto per una analisi la sconfitta contro nadal del 2014 ,soprattutto perchè veniva da una lunga serie di sconfitte negli slam e e quidi mancava di quella granitica solidità mentale attuale,ribadisco che l’unica tattica che lo mette in difficoltà è accorciare il più possibile gli scambi con colpi piatti e veloci e variati ,giocare colpi arrotati anche angolati data la sua eccezionale mobilità risponde con maggiore angolazione o appena l’incrociato è corto o non potente trova lungolinea micidiali,mentre può a sua volta andare in difficoltà sul colpo lungolinea del’avversario come dimostra wawrinka o sul rovescio corto in back come dimostra federer

11
Insalatiera 76 (Guest) 15-01-2016 17:05

@ marco mazzoni (#1508518)

Il piacere é tutto mio

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Emanuele 15-01-2016 16:47

@ marco mazzoni (#1508518)

Ho la netta sensazione che Berdych perda al terzo turno con Kyrgios, anche se spero vivamente di sbagliare, essendo il ceco il mio giocatore preferito in assoluto

9
pallettaro (Guest) 15-01-2016 16:15

@ donato (#1508603)

La sconfitta più eclatante, cioè l’esempio che meglio sintetizza il progresso e le caratteristiche di Nole è la finale persa con Nadal nel 2014 al Roland Garros, meno quella del 2015 contro Stan.
Questo perché nei primi 2 set Nole era padrone del campo. Sul finire del secondo set Nole ha cominciato ad asciugarsi continuamente, a sbuffare ed era incazzato nero ancora prima di perdere il set. Motivo? Era già stanco. Nadal no e si giocava la vita, come al suo solito. Ma la differenza tecnica c’era già, ma non fisica. Col caldo Nole andava davvero in difficoltà su terra in Francia, le condizioni migliori di Rafa, ma le peggiori per Nole. Simile situazione infatti nella finale con Stan dove secondo me Nole ha anche giocato male, ma ha iniziato a soffrire nel secondo set.
Per chiudere credo che il dominio di Nole non sarà così lungo come sembra perché sta giocando al 110 % mentre altri giocano al loro minimo. Nadal è forse la metà di quelle che era prima. Roger è, se va bene, un 30 % di quello che era nel 2006-2007.

8
pallettaro (Guest) 15-01-2016 16:04

@ Shuzo (#1508599)

Wawrinka ispirato è con Federer il peggior cliente per Nole.
Con Nadal e/o giocatori bimani che arrotano come lui ormai Nole va a nozze. Questo perché giocare sempre in top contro Nole è faticoso,ti torna sempre indietro e ogni volta che torna sei sempre più stanco. Il problema è questo, Nole non è mai in affanno. Mai in difficoltà atletica. Questo gli permette di scambiare con tranquillità. Fate caso alle ultime partite con Nadal. Nole angola anche poco, rischia poco, gli basta scambiare e vince il punto, come se la distanza tra i due fosse abissale. Stessa cosa per Murray che ha più mano di Nadal, ma ha comunque tendenze difensive. Murray non è un attaccante, è un controattaccante. Una pacchia per Nole.
Stan è diverso. Gioca vicino alla riga di fondo, ti anticipa, ti taglia il campo, gioca colpi tagliati e non soffre il super rovescio di Nole, perchè incoccia il meraviglioso rovescio di Stan. Ma soprattutto gioca colpi meno arrotati, quindi arrivano veloci e Nole deve stare più attento. Con Nadal ormai sbadiglia, intanto il gancio di Rafa è tanto alto che ci mette ad arrivare. Ormai Nole si fa un bel pisolino.

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donato (Guest) 15-01-2016 15:53

per capire come battere djokovic si possono analizzare le caratteristiche di coloro che lo hanno battuto o creato le maggiori difficoltà ovvero federer che lo ha battuto tre volte,wawrinka che lo ha sconfitto in una finale slam,andersson che era in vantaggio di due set a zero a wimbledon,e dolgolpolov che lo stava per eliminare in america
ebbene in comune hanno un diritto molto incisivo quasi piatto molto anticipato , con il quale cercano di comandare da subito lo scambio per chiuderlo il più velocemente possibile,la direzione lungolinea per aprirsi il campo e un servizio potente ma soprattutto variato
murray ha un gioco molto simile al serbo ma di qualità inferiore motivo per il quale per vincere può solo sperare in una prestazione scadente di djokovic e nadal lo abbiamo visto umiliato nel loro ultimo confronto
oltretutto ha un tabellone meno complicato dei suoi rivali,ma nel tennis mai dire mai….

6
pallettaro (Guest) 15-01-2016 15:51

Anche contro Nadal la tattica era semplice. La differenza tra Murray, Nadal e Nole è solo atletica. Quando Nadal era fisicamente più forte e Nole meno preparato Nadal vinceva 2 volte su 3. Ora Nadal vincerebbe 1 volta su 10. La differenza è atletica che, ovviamente, abbinata alla tecnica ti fa fare cose straordinarie.

5
Shuzo (Guest) 15-01-2016 15:50

Senza dubbio Djokovic è il logico favorito, tuttavia mi sembra un errore credere che non ci siano rischi per lui. Tra l’altro sembrava sicuro vincitore già nell’edizione 2014, per poi perdere contro un incredibile Wawrinka, il quale ha poi fatto il bis nella finale 2015 del Roland Garros. Oltre allo svizzero, che si è sempre dimostrato particolarmente ostico per il fuoriclasse serbo anche in altre occasioni (nel 2013 perse dal serbo agli Australian Open in 5 set e molti ritennero che lo aveva letteralmente graziato), vedo due nuovi pericoli: Kyrgios e Raonic.
Entrambi sono apparsi molto migliorati, soprattutto l’australiano che sembra essere anche persona più matura. Nadal e Federer mi sembrano ormai in declino (benché sia un errore darli come sicuri finiti), mentre Murray deve fare un ulteriore salto di qualità a livello interiore come ha fatto Wawrinka, ma lo vedo meno propenso ad andare oltre i propri limiti. Lo svizzero ce l’ha più innata la caratteristica di osare rispetto allo scozzese.

4
TheDude 15-01-2016 15:18

@ Insalatiera 76 (#1508473)

Però va considerato che da dopo Wimbledon 2013 ha battuto Djokovic solo una volta in 11 incontri, rimediando spesso sconfitte molto nette. E anche l’unica vittoria è stata tutt’altro che netta, ma piuttosto faticata.
Su Davis, matrimonio e paternità sono d’accordo, nel senso che credo che questo mix di eventi potrebbe in effetti conferirgli fiducia e serenità che possano far salire di livello il suo gioco dal punto di vista mentale. Infatti questo è l’aspetto dov’è davvero stato inferiore agli altri big4, almeno per la maggior parte della carriera, mentre tecnicamente e fisicamente non ha quasi niente da invidiare a nessuno.
Potrebbe, però. Non è detto che lo faccia, e soprattutto è presto per dirlo, anzi, in questo AO forse l’imminente nascita del figlio potrebbe addirittura deconcentrarlo, visto che ha detto anche che sarebbe disposto a ritirarsi.

In ogni caso fino a non molto tempo fa ero piuttosto convinto che Murray difficilmente avrebbe potuto vincere altri slam, adesso ripensandoci credo che forse sarebbe il caso di aspettare almeno un altro po’ prima di esprimere una previsione definitiva su di lui.
Sarei anche piuttosto contento se dovesse succedere, visto che quando gioca al suo meglio mi piace parecchio, ma soprattutto perché è stato obiettivamente molto sfortunato a capitare in mezzo a certi avversari, e forse ha vinto meno di quanto il suo gioco avrebbe meritato.

3
marco mazzoni (Guest) 15-01-2016 14:15

@ Insalatiera 76 (#1508473)

ciao AP, grazie per l’apprezzamento :)
tuttavia, non confesso :D Nel senso che se leggi qualche mio articolo, sai che non mi interessa più di tanto polemizzare, quanto cercare di approfondire.
La mia sensazione è che Djokovic sia al Top in carriera, “cammina sulle acque” sportivamente. Batterlo sarà molto molto molto difficile; e visto che sperare in un suo calo in uno Slam è ancor più arduo, servirebbe un Murray (o un Wawrinka) eccezionale, altrettanto al top. Il vero senso di questo articolo è che Murray ha di sicuro il potenziale per battere Djokovic, l’ha battuto a Wimbledon per esempio, reggendo una pressione mostruosa. Ma l’ha fatto soprattutto giocando un tennis estremamente offensivo, cosa che (ahilui) gli capita troppo raramente. Per questo ho tentato di scrivere una disamina del tipo di match che dovrebbe ripetere per farcela. Non è impossibile, ma molto difficile. Intanto vediamo se Andy ci arriverà in finale. Che ci arrivi Djokovic pare molto probabile, visto che l’ostacolo principale sarà probabilmente Berdych, non robe tremende insomma…
Buon tennis

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Insalatiera 76 (Guest) 15-01-2016 13:14

Notevole e sofisticata disamina tecnica (come sempre, del resto) ma c’è un bug di fondo: a leggerla pare che solo attraverso un miglioramento del suo gioco o in presenza di condizioni ottimali Murray possa vincere un’eventuale sfida con Djokovic.
In realtà la storia dice che Murray ne vince 1 su 3 (1 su 4 su cemento, dove comunque lo ha battuto 6 volte, mica una).
Difficile, ma non impossibile né miracoloso, ne conviene?
Capisco che Djokovic sembri essere in questo momento al picco delle sue possibilità. Ma anche Murray, mi pare, tra matrimonio, paternità e Davis ha conseguito un nuovo apice di maturità.
Io credo che la vittoria di Djokovic non sia scontata (probabile si, certa tutt’altro), e che il tono complessivo dell’articolo sia un omaggio all’esigenza editoriale di “mettere pepe” sul tema degli AO.
Che dice Mazzoni, confessa?
AP

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