Wimbledon 2026 ATP, Copertina

Djokovic dopo la lezione a Tsitsipas: “Ho alzato il livello. Serena? La gente dovrebbe godersi la sua grandezza” (Video partita)

02/07/2026 07:10 39 commenti
Novak Djokovic classe 1987 - Foto Getty Images
Novak Djokovic classe 1987 - Foto Getty Images

Novak Djokovic ha ritrovato brillantezza e autorità a Wimbledon. Dopo il complicato esordio contro Wu Yibing, il serbo ha dominato Stefanos Tsitsipas con il punteggio di 6-3 6-4 6-2, mostrando una crescita evidente nel livello di gioco e conquistando con grande sicurezza l’accesso al turno successivo.

In conferenza stampa, Djokovic è tornato anche sul tema dell’innovazione nel tennis, già affrontato dopo il primo turno. Il serbo ha ribadito la necessità di rendere il prodotto più adatto alle nuove generazioni, pur senza snaturare completamente lo sport.

“Ci sono diversi modi per innovare”, ha spiegato. “Penso che dobbiamo guardare anche al formato delle competizioni e alle regole con cui giochiamo nei rispettivi tour. Il punto è: come attraiamo nuovi tifosi, un pubblico più giovane, che ha una soglia di attenzione più breve?”.

Djokovic ha sottolineato che il tennis ha già una natura spettacolare, ma spesso la durata può diventare un ostacolo: “Il tennis è uno sport molto dinamico ed emozionante, uno contro uno. Però a volte può durare troppo. Se non sei un grande appassionato, magari non è così interessante guardare qualcosa per tre, quattro o cinque ore, quando hai tutto disponibile sui tuoi schermi”.

Alla domanda sulla possibilità di essere microfonato, il serbo ha risposto con prudenza: “In allenamento va bene. Non so se mi sentirei a mio agio a essere microfonato durante una partita”.

Sul match contro Tsitsipas, Djokovic ha riconosciuto il momento difficile del greco. Secondo il serbo, la differenza tra i due oggi è stata anche figlia della minore fiducia dell’avversario.

“Stefanos non è nella forma migliore, quella che aveva quando era top 5 e giocava finali Slam. È evidente”, ha detto Djokovic. “Lo si poteva percepire nei momenti importanti, quando sbagliava colpi che normalmente forse non avrebbe sbagliato. Ma questo è il tennis: quando giochi al massimo livello e non hai fiducia, inizi a pensare troppo ai colpi e non ti senti davvero a tuo agio nel giocare la palla giusta al momento giusto”.

Il serbo ha poi aggiunto: “Sta ancora cercando fiducia e sta provando a tornare al livello che ha avuto per tanti anni. Oggi credo di aver alzato il mio livello e lui probabilmente non ha giocato bene come può. È bastato per vincere in tre set”.

Djokovic ha parlato anche del ritorno di Serena Williams, sconfitta all’esordio ma protagonista di una prestazione molto combattiva dopo quasi quattro anni lontana dal singolare. Il serbo ha difeso con forza la campionessa americana da giudizi e critiche.

“Quello che sta facendo è incredibile, epico. Sono sempre stato un tifoso di Serena”, ha dichiarato. “Sono sicuro che lei volesse e si aspettasse di vincere almeno una partita, o anche di più. Conoscendo quanto è competitiva e la mentalità da campionessa che ha, non è felice solo di presentarsi in campo. Vuole vincere”.

Djokovic spera che il ritorno di Serena non resti un episodio isolato: “Mi auguro, per il bene del tennis e di tutti noi, che possiamo vederla ancora. Nessuno sa davvero cosa succederà. Immagino che lo US Open sia un torneo in cui le piacerebbe giocare: sarebbe fantastico per lei e per tutti”.

Il serbo ha invitato tutti ad avere più rispetto per il contesto: “Non gioca da anni, ha avuto due figli, ha 44 anni. È normale che non sia ancora al meglio negli spostamenti. La gente deve calmarsi un po’ con giudizi e critiche. Godiamoci semplicemente la sua grandezza, chi è e cosa rappresenta per il nostro sport”.

“Il fatto che voglia provarci e tornare è un regalo incredibile per il tennis”, ha proseguito Djokovic. “A volte non capisco perché non venga apprezzato abbastanza. Si comincia subito a speculare, a giudicare. Ragazzi, godetevela: avete la più grande di sempre che torna a giocare per voi e porta attenzione al nostro sport”.

Un altro tema affrontato è stato quello delle cadute sull’erba. Djokovic è scivolato due volte durante la partita e ha spiegato che, soprattutto con il tetto chiuso, il rischio aumenta.

“È erba. Si cade più che su qualsiasi altra superficie”, ha detto. “E probabilmente il rischio è ancora maggiore quando il tetto è chiuso, perché c’è più umidità e il campo diventa più scivoloso. Con il mio tipo di movimento, molto dinamico, finora sono stato fortunato che non sia successo nulla di grave”.

Il serbo ha poi espresso un desiderio molto semplice per il prossimo turno: giocare finalmente all’aperto. “Mi piacerebbe giocare una partita sull’erba di Wimbledon all’aperto. Finora non ne ho avuto la possibilità. Vediamo”.

Djokovic ha chiuso parlando della grandezza nello sport, spiegando quanto ami seguire campioni capaci di spostare sempre più avanti i limiti dell’età e della performance.

“Mi piace guardare la grandezza mentre si costruisce e continua a evolversi: Messi, LeBron James, Curry, Rory. È incredibile vederli”, ha raccontato. “Sento che tutti stiamo alzando l’asticella e spostando il limite di ciò che la gente pensava fosse possibile in termini di competizione e rendimento in età avanzata”.

Djokovic ha ricordato di seguire molti sport, dal calcio alla NBA, dalla Formula 1 al golf: “Amo lo sport. È una parte bellissima della vita. E forse lo apprezzo ancora di più perché sono un atleta attivo e so cosa serve per essere così grandi nel proprio sport. Ho enorme rispetto per loro”.

Tra campo e parole, Djokovic ha dato un altro segnale forte a Wimbledon: il tennis cresce, la condizione migliora e la fame resta la stessa. Dopo Tsitsipas, il serbo guarda avanti con maggiore fiducia, consapevole che la strada è ancora lunga ma che il suo livello sta iniziando a salire nel momento giusto.



Marco Rossi


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39 commenti. Lasciane uno!

22587 (Guest) 04-07-2026 10:33

0-6 0-6 7-6 7-6 7-6. Lo sogno anche di notte un risultato così. Il top di gamma. Invece il bagel di Hurkacz portò a un esito diverso.

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Gioco partita e incontro (Guest) 03-07-2026 18:04

@ Diridero (#4646555)

Io ricordo di aver assistito anche a un bagel inflitto da Thomaz Bellucci a Djokovic agli Internazionali d’Italia nel 2016

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Diridero (Guest) 03-07-2026 17:04

Mi era sembrato di leggere di un bagel subito da un Federer, visibilmente acciaccato, a 39 anni…
Ovviamente è la solita poco intelligente osservazione se si tiene conto che qualche minuto fa il caGoat ha subito un 6-1 da Rinderknech e ad aprile 2022 a soli 34 anni un bagel da Rublev…

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Diridero (Guest) 03-07-2026 16:50

@ Inox (#4646072)

Per sempre, spero per te!…

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Gioco partita e incontro (Guest) 03-07-2026 14:49

@ Annie3 (#4646429)

Parli di Federer come se avesse vinto 4 tornei amatoriali in tutta la sua carriera. Ti ricordo che è il tennista che ha trionfato più volte nel tempio del tennis dove il tuo idolo sta facendo di tutto, incluso gli scongiuri contro gli avversari, pur di eguagliarlo. Federer incarna il tennis come meglio non si potrebbe chiedere e sarà sempre un gradino sopra Djokovic ( che non è riuscito a fare il grande Slam nemmeno quando sarebbe stato relativamente facile) questo è un dato di fatto con il quale i tifosi di Novak devono imparare a convivere senza soffrirne così tanto

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Annie3 03-07-2026 13:57

@ merlino (#4646339)

Ma sai, quando il bel gesto “sembra” omaggio degli “dei del tennis” mentre in realtà è frutto della preparazione e della concentrazione su quello che riesce più facile ma impedisce di aggiungere ai “regali divini” le abilità che rendono il gioco più efficace e vincente, ecco che il compiacimento vanitoso della propria eleganza stilistica ha relegato Roger a non essere competitivo con Novak e col tennis della nuova generazione (bagel persino da Hurkacz)

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merlino 03-07-2026 10:44

@ Annie3 (#4646283)

Per quanto riguarda l’attenzione al look posso anche essere d’accordo, ma Roger non aveva assolutamente bisogno di ricercare il bel gesto sul campo di gioco.
Lui si muove(va) così in modo assolutamente naturale, senza sforzo.
Perché agli dei del tennis, quando fu il momento di distribuire talento ed eleganza, sfuggì clamorosamente – e fortunatamente per noi suoi tifosi – la mano!

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Diridero (Guest) 03-07-2026 10:03

A proposito delle madri incinte l’ autocitazione che ho letto è davvero calzante…

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22587 (Guest) 03-07-2026 09:21

Il complemento d’arredo dell’ostrica si è rivitalizzato con le vitamine

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Annie3 03-07-2026 02:22

@ Gioco partita e incontro (#4646056)

E che Federer vinceva finché incontrava Roddick ma con l’arrivo di Novak, e aveva 28 anni, non ha più vinto uno Slam!!! Se poi ritieni “gruppetto sparuto” i milioni di spettatori che si esaltano per Novak nel mondo acclamandolo durante le partite, mi sa che l’unico sparuto sei solo tu

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Annie3 03-07-2026 02:16

@ merlino (#4646247)

Sorridi pure, ma Federer “è” il compiacimento estetico per eccellenza, non solo nella ricerca del bel gesto tennistico ma nella cura delle mani, nel rimirarsi puntualmente nel maxischermo ad ogni cambio di campo sistemandosi il ciuffetto di capelli, nelle iniziali dorate sulle scarpe, etc.etc…

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Diridero (Guest) 02-07-2026 23:20

@ Diridero (#4646269)

Ce*…che palle sto correttore…

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Diridero (Guest) 02-07-2026 23:20

@ Diridero (#4646267)

C’è*

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Diridero (Guest) 02-07-2026 23:06

@ merlino (#4646247)

Perché c’è qualcos’altro che non susciti ilarità nei commenti della reginetta dell’ ignoranza tennistica?…

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merlino 02-07-2026 22:14

@ Annie3 (#4645889)

Perdonami Annie ma leggere “eccessi di ricerca estetica di Roger” fa sorridere…

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22587 (Guest) 02-07-2026 21:12

@ Inox (#4646072)

Sì. Fai così

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Onurb (Guest) 02-07-2026 19:22

La mamma degli imbecilli è sempre incinta

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Inox 02-07-2026 19:00

@ 22587 (#4646031)

.. fuochi di paglia intermittenti ahahah su questa ti lascio

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Gioco partita e incontro (Guest) 02-07-2026 18:44

@ Annie3 (#4646029)

Non sono affatto d’accordo sul fatto che Novak Djokovic sia “divisivo”. È riuscito a mettere d’accordo quasi tutti sul fatto che non sia lui il GOAT con buona pace dello sparuto gruppo dei suoi sostenitori che si affannano a fare il copia e incolla dei suoi trofei conquistati senza ricordarsi che ne ha vinti molti dopo il ritiro di Federer e Nadal e prima che Sinner e Alcaraz raggiungessero il livello attuale

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22587 (Guest) 02-07-2026 18:03

@ Inox (#4645930)

Sì. Mi trovi d’accordo. Non hanno niente in comune, né le partecipazioni alle Olimpiadi (a proposito, se qualcuno mi sa spiegare del perché non vi prenda mai parte gli sarei grato), né tantomeno il palmares (che è il summa di lucenti anni di attività e non di fuochi di paglia intermittenti)

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Annie3 02-07-2026 18:02

@ tinapica (#4645718)

Infatti si è fatto portavoce dell’opinione di maggioranza! Ma per piacere, non c’è stato uno in LT che abbia commentato benevolmente il ritorno di Serena sul campo da gioco, ammesso che qualcuno l’abbia apprezzata quando giocava, come non ho visto in generale plausi di cordiale accoglienza…e come al solito Novak va controcorrente, sottolineando giustamente come Serena sia stata una grande campionessa e come tale meriti, e continui a meritare, il rispetto di chi segue il tennis…intanto lui si professa un suo grande ammiratore, in fondo accomunati da due storie quasi parallele, non certo nella bambagia, il successo raggiunto col lavoro ma complicato da difficoltà di varia natura…e “democristiano” è già stato detto da Sudtyrol, ma per Roger e Rafa, in maniera perfettamente calzante e da me adottato per come rappresenta i due omologati, non certo il divisivo Novak che anche questa volta ha detto la sua, in polemica con l’opinione più diffusa di cui, come sempre, si è altamente infischiato

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Inox 02-07-2026 16:27

@ 22587 (#4645902)

Per fortuna che Jannik non somigli a Djokovic se non in alcuni aspetti del gioco.

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22587 (Guest) 02-07-2026 15:41

@ Inox (#4645886)

Del paragone tra Sinner e Djokovic. Solitamente tendo a equiparare entità più o meno simili.
Ti è più chiaro adesso?

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Tennisforever2 (Guest) 02-07-2026 15:36

@ Annie3 (#4645889)

Complimenti.

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Annie3 02-07-2026 15:15

@ La bocca della verità (#4645804)

Ma certo, è come chiedere al fruttivendolo se la frutta che vende è buona, si scioglierà in estatiche lodi!!! Il tuo è il classico panegirico da rogernadaliano radicato che si arroga la pretesa di farsi rappresentante dell’ala democristiana del tennis eleggendola a maggioranza…ma come anche la vecchia DC è tramontata, così gli ormai pensionati Roger e Rafa hanno lasciato il posto ad una generazione che, pur ammirandoli, non si è riconosciuta in loro, né negli eccessi di ricerca estetica di Roger né nel gioco elaborato e terraiolo di Rafa, facendo scelte opposte, privilegiando superfici veloci, andando al sodo, alla potenza, al punto diretto che mal si conciglia con l’inutile ricerca estetica o con un tennis dispendioso…e ovviamente si sono ispirati a chi è uscito vittorioso non da una tradizionale rivalità a due, ma da una rivalità a tre, relegando in soffitta soluzioni coreografiche che già si stavano rivelando inadeguate o soluzioni terraiole che ormai occupano una limitata porzione del tennis moderno…e sono i giovani che eleggono Novak il più grande, anche nella diversa comunicazione fra campo e pubblico: ormai tutti si relazionano con l’angolo, si commentano in campo, spaccano racchette ed esultano tanto da far sembrare Novak un silenzioso “stinco
di santo”…e siete sicuri che Sinner “emozioni” più di Novak? Varrà per gli italiani, ma da quello che vedo Novak è il vero trascinatore, l’eroe che resiste, che racconta ogni volta le sue imprese ad oggi lontane da raggiungere per tutti i pur volenterosi e già problematizzati giovani antagonisti…e come si fa a catalogare il tennis di Novak? Si può fare con chi non ha brillato su tutte le superfici come Rafa e Roger, focalizzandosi sulle caratteristiche che li hanno contraddistinti ma, contemporaneamente, limitati: Novak si è impossessato di tutti i campi, grigi, verdi e rossi, e per far questo ha dovuto essere all’uopo può creativo di Roger, più atletico di Rafa, più intelligente tatticamente di entrambi, mescolando il tutto in un mix tanto unico quanto indefinibile e sicuramente meno riconoscibile, ma per questo più difficile da interpretare e disinnescare, col suo meraviglioso marchio di fabbrica, quel rovescio che ogni volta me lo rende sempre più iconico, affascinante, amato…e posso dire, con quella loquela a fine match disinvolta, esaustiva, da mente analitica e liberamente pensante con cui sigla il divario fra sé e gli “immaturi” giovani che ancora faticano ad imbastire un semplice commento basico del proprio lavoro, ancora agli inizi di un lungo e complicato tragitto, anche quando lo battono grazie all’ormai sostanzioso gap anagrafico

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Inox 02-07-2026 15:09

@ 22587 (#4645857)

.. appunto di cosa stai parlando?

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22587 (Guest) 02-07-2026 14:15

Si è il migliore quando si è il più vincente. Novak Djokovic ne è la dimostrazione più evidente.
Il suo è sempre stato un tennis capace di accendere ogni tipo di sentimento. Movimenti eleganti e felini, un’estetica che rasenta la perfezione, un gioco cucito di volta in volts sul manichino di turno, linee sartoriali di altissima moda italica. Il suo tennis è sempre stato figlio della superficie di gioco, adattabile a ogni condizione, completo e incontrastabile.
Un’altro suo punto di forza è stata la sua costante performazione atletica, la sua elasticità, la forza mentale per sopportare i gufi e i roditori, il suo rovescio, il migliore per distacco, la capacità inedita di trasformare ogni partita in una battaglia. Nessuno come lui ha saputo fare della continuità l’arma principale per mandare ai matti Federer, che nonostante non possedesse lo stesso talento, ha avuto (almeno ad oggi) una più estesa longevità, anche se piuttosto sterile. Nadal, superiore a Djokovic solo sul tritato, è stato invece perseguitato dagli infortuni per buona parte della carriera, infortuni gestiti da dosi cavalline di antidolorifici. Djokovic ha avuto il demerito enorme di non essere omologato (e direi, per fortuna!), di essere serbo, di aver spento sogni e desideri della concorrenza, piegata dalla sua indiscussa e inesorabile superiorità.
Per questo sarebbe assurdo paragonarlo a quel lotto di 3 o 4 grandi tennisti che hanno contribuito a far grande il tennis ma non a definirlo, non a completarlo. Persino i suoi detrattori lo riconoscono all’unanimità, salvo qualche bifolco che si ostina a ruzzolare dagli specchi frantumandosi il nasino di legno. Diciamo che sarebbe intellettualmente onesto ignorarli.
Quello che i numeri, però, non raccontano è che per oltre vent’anni Djokovic avrebbe desiderato essere Federer, per il suo rovescio a una mano, e magari anche per Mirca, chissà mai…
Ha vinto più di tutti, anche se questo aspetto diventa quasi marginale se paragonato a tutte le sfaccettature che hanno fatto di lui uno dei più grandi e iconici sportivi di ogni tempo.
Sull’ultima parte è pleonastica la mia astensione. Di cosa stiamo parlando?

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Inox 02-07-2026 14:01

@ La bocca della verità (#4645804)

Leggo sempre con interesse quello che scrivi, forse sei stato troppo severo (sono un “buono” mi dicono) ma sostanzialmente sono d’accordo con te.

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+1: merlino
22587 (Guest) 02-07-2026 13:35

Intanto il GOAT ha raggiunto il 78° “R32” negli Slam, il 20° a Wimbledon, di cui 17 consecutivi.
19 stagioni con almeno 3 “R32”, e non è finita…
406 partite vinte, 463 disputate…
90 avversari diversi affrontati a Wimbledon…
Record di 407 set giocati a Wimbledon, record di 24801 punti giocati a Wimbledon…
225 “R32” nei Big Titles…
Not too bad, GOAT!

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La bocca della verità (Guest) 02-07-2026 12:43

Si può essere il più vincente senza essere il migliore. Novak Djokovic ne è la dimostrazione più evidente.
Il suo non è mai stato un tennis capace di accendere la fantasia. Movimenti spesso poco ortodossi, un’estetica lontanissima dalla grazia di Federer, un gioco costruito più sull’efficienza che sull’ispirazione. Non ha mai avuto il tocco sopraffino dei grandi artisti della racchetta né quella creatività capace di inventare il punto impossibile. Il suo tennis è sempre stato figlio della ripetizione, della disciplina e della perfezione meccanica.
La sua forza è stata un’altra: essere un atleta eccezionale. Elasticità, resistenza, preparazione fisica e mentale, un rovescio tra i migliori mai visti e una capacità di trasformare ogni partita in una battaglia di logoramento. Nessuno come lui ha saputo fare della continuità la propria arma principale.
Anche il contesto ha avuto il suo peso. Federer possedeva il doppio del talento, ma non ha avuto la stessa longevità atletica. Nadal, anche lui superiore a Djokovic praticamente sotto ogni aspetto del gioco, è stato invece perseguitato dagli infortuni per buona parte della carriera. Djokovic ha avuto il merito enorme di esserci sempre, di essere quasi sempre integro e pronto ad approfittare di ogni occasione. E anche questo, nello sport, è un merito.
Per questo sarebbe assurdo negargli un posto tra i cinque più grandi tennisti della storia. Persino i suoi detrattori finiranno per riconoscerlo prima o poi. I numeri parlano per lui e sarebbe intellettualmente disonesto ignorarli.
Quello che i numeri, però, non raccontano è il rapporto con il pubblico. Per oltre vent’anni Djokovic ha inseguito un’affinità emotiva che Federer e Nadal hanno costruito quasi spontaneamente. Ha vinto più di tutti, ma raramente è riuscito a trasmettere quella sensazione di meraviglia che trasforma un campione in un’icona.
Ed è forse per questo che oggi il confronto con Jannik Sinner diventa inevitabile. Anche Sinner basa gran parte del suo tennis su ritmo, solidità e precisione, ma riesce comunque a entusiasmare gli spettatori, a creare empatia e a emozionare senza bisogno di effetti speciali. È la dimostrazione che un tennis essenziale non deve necessariamente essere freddo. Ed è proprio qui che, al di là dei record, emerge quello che probabilmente resterà il più grande limite della carriera di Djokovic: essere stato il più vincente senza essere mai diventato, per una larga parte degli appassionati, il giocatore preferito da guardare

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Rovescio al tramonto 02-07-2026 12:12

Nole c’è. Spero sia al top per una bellissima semifinale.

9
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Betafasan 02-07-2026 11:32

Nole deve essere diplomatico con l’ex stella …dai

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Betafasan 02-07-2026 11:31

Ce le siamo godute in passato le “grandezze” .. oggi è solo una “terza “? ..da una quinta

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Silvy__89 02-07-2026 10:46

Regalo incredibile per il tennis vedere un ex tennista di 45 anni trascinarsi per il campo, anziché lasciare spazio a giovani talenti??
Vabbè sta affermazione si commenta da sola

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+1: merlino
tinapica 02-07-2026 09:38

Giocovic deludentemente cerchiobottista e democristiano, attento a non crearsi problemi.
Si sta normalizzando col passar degli anni ed è normale, ma una volta andava fieramente controcorrente.
Deludente.

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+1: Inox, merlino
-1: Annie3
JannikUberAlles 02-07-2026 09:25

Ha potuto giocare rilassato, perché Tsitsi ormai è un ex-giocatore che per mantenere l’attenzione si affida alla rotazione di allenatori e fidanzate, appunto una serata davanti a Djokovic sul Centrale di Wimbledon è stato un bel panino con “tutto il grasso che cola” 😉

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Peter Parker 02-07-2026 08:59

Scritto da Inox
.. cioè si augura per il bene del tennis che Serena torni a giocare ancora, vabbè che dire?

No comment

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Sabatino Furnari (Guest) 02-07-2026 08:38

Scritto da Inox
.. cioè si augura per il bene del tennis che Serena torni a giocare ancora, vabbè che dire?

E che vuoi dire? Ormai danno tutti risposte precompilate: il rispetto la grandezza, il valore aggiunto e fesserie varie….

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Inox 02-07-2026 08:18

.. cioè si augura per il bene del tennis che Serena torni a giocare ancora, vabbè che dire?

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