Cincinnati, impresa Tirante: Djokovic cede tra caldo e problemi fisici
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Thiago Agustín Tirante firma la vittoria più importante della propria carriera al Masters 1000 di Cincinnati. L’argentino ha sconfitto Novak Djokovic con il punteggio di 2-6, 6-4, 6-4, completando la rimonta dopo due ore e 44 minuti di una partita segnata anche dalle difficoltà fisiche accusate dal serbo.
Tirante ha avuto il merito di non perdere lucidità dopo un primo set controllato da Djokovic e di approfittare del calo dell’ex numero uno mondiale, apparso in grande sofferenza per il caldo e l’umidità. Non essendoci una diagnosi ufficiale, è più prudente parlare di un malessere legato alle condizioni climatiche e non di un vero e proprio colpo di calore.
Djokovic domina il primo set
Nel parziale iniziale Djokovic non ha espresso un tennis particolarmente brillante, ma ha gestito con la consueta efficacia i punti più importanti. Il serbo ha annullato due palle break e ha sfruttato le occasioni concesse da Tirante, chiudendo rapidamente sul 6-2.
L’argentino aveva comunque mostrato di poter sostenere gli scambi da fondo campo e mettere pressione al rivale. La differenza, nella prima frazione, è stata soprattutto nella capacità di Djokovic di elevare il proprio rendimento nei momenti decisivi.
Il malessere del serbo cambia la partita
Lo scenario è cambiato all’inizio del secondo set. Durante un terzo game durato circa 17 minuti, Djokovic ha manifestato evidenti difficoltà fisiche. Il trentanovenne è stato assistito dal personale medico e in alcuni momenti è apparso completamente privo di energie.
Da quel momento il serbo ha provato a ridurre la durata degli scambi e a distribuire attentamente le proprie forze. Tirante, invece, è rimasto concentrato: ha aumentato la profondità dei colpi, ha continuato a muovere l’avversario e si è aggiudicato il secondo parziale per 6-4.
Tirante non trema nel momento decisivo
Djokovic ha recuperato parte delle energie nel set decisivo e ha provato a rimanere aggrappato alla partita attraverso il servizio e la propria esperienza. Il serbo ha complessivamente annullato 13 delle 15 palle break affrontate, ma non è riuscito a respingere l’ultimo assalto dell’argentino.
Sul 4-4 Tirante ha approfittato di alcune insolite imprecisioni del rivale, conquistando il break che gli ha permesso di andare a servire per il match. Il venticinquenne di La Plata non ha avvertito il peso del momento: ha tenuto la battuta a zero e ha completato la rimonta al primo match point utile.
Il servizio ha rappresentato una risorsa fondamentale per l’argentino, autore di 13 ace e capace di vincere l’88% dei punti giocati con la prima in campo. Djokovic ha invece chiuso con cinque ace e sette doppi falli.
Un campanello d’allarme verso lo US Open
Per Djokovic si trattava della prima partita ufficiale dalla semifinale di Wimbledon persa contro Jannik Sinner. La lunga inattività e le difficili condizioni climatiche dell’Ohio hanno probabilmente inciso sulla sua tenuta, ma un singolo incontro non consente di formulare conclusioni definitive in vista dello US Open.
La sconfitta rappresenta comunque un contrattempo importante: Cincinnati avrebbe dovuto permettergli di recuperare ritmo sul cemento e accumulare partite prima dell’ultimo Slam della stagione. Nei prossimi giorni sarà necessario valutare le sue condizioni e capire se il malessere accusato sia stato soltanto episodico.
Per Tirante, invece, la vittoria apre una nuova dimensione. L’argentino ha saputo superare il timore di trovarsi vicino alla più prestigiosa affermazione della carriera, mantenendo ordine e coraggio fino all’ultimo punto. Al terzo turno affronterà lo spagnolo Martín Landaluce, vincitore in tre set contro Matteo Arnaldi.
Cincinnati perde uno dei suoi protagonisti più attesi, mentre scopre l’impresa di Tirante: sotto di un set e di fronte al giocatore più titolato nella storia degli Slam maschili, l’argentino ha saputo attendere, resistere e colpire nel momento decisivo.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Masters 1000 Cincinnati, Masters 1000 Cincinnati 2026, Novak Djokovic, Thiago Agustin Tirante

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L’immortale Djokovic sta rincorrendo il 25° Slam da 3 anni (da US Open 23) e tra ’24-25-26 è riuscito a vincere solo 3 tornei (nessuno quest’anno) 2 (l’anno scorso) di categoria 250 e poi l’oro olimpico (unico successo del ’24).
Nel contempo Alcaraz ha vinto 14 titoli (5 sono Slam) e Sinner 20 titoli (5 sono Slam), dentro ci saranno un paio di 500 a testa ma ai 250 non si sono più presentati!
Quali sono le REALI PROBABILITÀ che Nole possa vincere un altro Slam?
Forse le stesse di Zverev, Medvedev, Shelton, Jodar, de Minaur e Cobolli… credo 😉
La carriera da alieno di Djokovic è finita a Parigi nell’agosto del 24 con la medaglia d’Oro.
Come per Federer finì con la finale persa a Londra nel 2019 e per Nadal con la vittoria ai quarti su Fritz sempre a Londra nel 2022.
Tutto ciò che è venuto dopo per tutti e tre è solo accanimento agonico sportivo 🙁
Ooopsss. Meno male per la roboante dichiarazione del Serbo che non stava così bene da oltre due anni. Brutta figura, altro che 25esimo slam!!! Si ritiri da campione e non si lasci rovinare dal suo smisurato ego!
Niente suoni di violini stasera per il grande Nole, ma solo di tromboni.
Tirante e tanti altri prossimamente si potranno fregiare del fatto che hanno battuto nella loro carriera Nole.
Consiglio spassionato, ritirati da Signore.
E meno male che Djokovic si sentiva bene dopo Wimbledon, pensa se stava male
Strada spianata per Jodar
Vecchio volpone novak. Vedendo la chance us open senza potenzialmente jan e alkie, si è fatto buttare fuori