Nishikori è pronto al suo “ultimo ballo” a Tokyo: “Sono entusiasta, ma sento anche un po’ di tristezza”
Nessun commento
Giovedì 1° ottobre, sul Centrale dell’ATP 500 di Tokyo, è molto probabile che cali il sipario sulla vita da Pro di Kei Nishikori. Il talentuoso tennista nipponico, oggi 36enne, scenderà in campo contro Frances Tiafoe, estroso statunitense al massimo in carriera dopo la semifinale appena disputata a US Open che gli è valsa il proprio “best” di n.8 ATP. Difficile che l’ex n.4 del mondo di Shimane possa sconfiggere l’americano, a caccia di punti pesanti per ottenere un posto alle Finals di Torino, ma sarà una partita importante perché Kei ha annunciato da tempo che nel torneo di casa chiuderà la propria carriera, vissuta tra momenti splendidi ma anche troppi infortuni e lunghissimi stop.
Un tennista raro Nishikori per velocità in campo, un anticipo mostruoso che gli consentiva di entrare nelle traiettorie degli avversari e trovare angoli micidiali, soprattutto dei lungo linea in avanzamento irresistibili. Purtroppo la sua vita sportiva è stata vissuta su di un vero otto volante, tra prestazioni spettacolari e crolli improvvisi, vittima di infortuni in tutte le parti del corpo, spesso anche in match decisivi. Impossibile dimenticare la finale del Masters 1000 Madrid 2014: stava dominando il sig. Rafa Nadal, su terra battuta e davanti al suo pubblico, scherzandolo a furia di cambi di ritmo ed accelerazioni continue. Quasi irreale ammirare i colpi di quel “furetto”, talmente rapido e preciso da disinnescare la potenza dello spagnolo con giocate da prestigiatore. 6-2 il primo set, un break di vantaggio nel secondo, pareva finita con lo sguardo del super campione di Manacor perso in un misto tra scoramento e sorpresa, sballottato da tutte le parti dalla furia tecnica del piccolo giapponese. Purtroppo per il giapponese, non poteva finire bene… All’improvviso ecco il colpo di scena: un problema muscolare blocca Kei, crollo e ritiro una volta sotto 3-0 nel terzo set. Un match emblematico che racchiude una carriera sfortunata, o se vogliamo vederla in modo un po’ più distaccato, la sensazione è che il talento tecnico e capacità di accelerare la palla di Nishikori sia stata troppo superiore alla resistenza del suo fisico nel reggere tale velocità. Un braccio di una cilindrata esageratamente superiore al resto del suo corpo.
In quel di Tokyo, Kei ha parlato al sito ATP appena prima di quello che potrebbe essere il suo ultimo match, nel torneo che vinto due volte in carriera: 2012 e 2014. Si ritira dopo averlo annunciato da tempo, ormai ai margini del grande tennis da anni. Ha avuto il tempo per digerire la scelta e preparare al meglio delle sue attuali possibilità questo passo d’addio. L’approccio a questa partita è un mix intenso di emozioni, tra entusiasmo e tristezza. “È molto emozionante. Provo sensazioni contrastanti”, racconta Nishikori. “Sono entusiasta di poter giocare in Giappone, ma so anche che sarà l’ultima volta. E quindi c’è anche un po’ di tristezza. Ovviamente voglio giocare un buon tennis. C’è un po’ di pressione, ma è emozionante”.
Nishikori ha vissuto a Tokyo alcuni dei momenti più significativi della propria carriera, sicuramente uno dei più importanti fu il suo primo titolo conquistato in patria: anno 2012, il giapponese superò in finale in tre set l’allora numero 6 del mondo Milos Raonic, conquistando per la prima volta il titolo in casa. “È stato il mio momento più importante qui”, ricorda Kei, emozionandosi per l’ennesima volta nel ripensare quel titolo. “Perché credo che per tutti i giocatori giapponesi questo sia uno dei tornei dei sogni: tutti vogliono vincerlo e io ci sono riuscito. Era il 2012 e ho battuto Raonic. È stata una battaglia dura, ma ho vinto il titolo. Ero felicissimo. Per me vincere qui è quasi come conquistare uno Slam, perché questa è casa mia. C’è sempre tantissimo pubblico e quello è stato il mio momento più importante”.
Nishikori ha provato nuovamente quella sensazione nel 2014, quando ha conquistato per la seconda volta la corona nel massimo torneo del suo paese. Il trionfo arrivò nel corso della migliore stagione della sua carriera, poche settimane dopo la prima finale Slam disputata agli US Open. Quell’anno il giapponese conquistò quattro titoli. “Il 2014 è stato il mio anno migliore. Vincere nuovamente il titolo qui non è facile, ma ci sono riuscito. Ero felicissimo. Avrei voluto vincerne un altro paio, ma due volte vanno bene” sorride Nishikori.
Nishikori disputerà il torneo di Tokyo per la dodicesima e ultima volta, con un bilancio di 24 vittorie e 9 sconfitte. Riceverà certamente un bel tributo dal pubblico di casa, un abbraccio ideale ad un ragazzo stimato da tutti, correttissimo, che ha regalato momenti di grande tennis e fatto sognare un paese intero.
Marco Mazzoni
TAG: ATP 500 Tokyo 2026, Kei Nishikori, Marco Mazzoni

Sinner
Zverev
Alcaraz
Shelton
Auger-Aliassime
Medvedev
Fils
de Minaur
Rybakina
Sabalenka
Noskova
Svitolina
Swiatek
Segui LiveTennis.it su..