Wimbledon, Tsitsipas ritrova il sorriso: “Mi mancava giocare così”. Kecmanovic: “Orgoglioso della battaglia con Sinner”. Medvedev promuove Sinner sull’erba: “È il migliore negli spostamenti, riesce persino a scivolare”
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Stefanos Tsitsipas riparte da Wimbledon con una vittoria netta e, forse, con una sensazione nuova. Il greco ha superato Hugo Gaston con il punteggio di 6-1 6-4 6-2, offrendo una delle sue prestazioni più convincenti degli ultimi mesi.
Un successo arrivato in un momento particolare, dopo la notizia della separazione professionale dal padre Apostolos. Tsitsipas, però, ha preferito concentrarsi soprattutto sulle sensazioni ritrovate in campo: “Mi mancava giocare così negli ultimi anni. Oggi, mentre ero in campo, pensavo alle grandi battaglie che ho avuto in passato a Wimbledon”.
Il greco ha spiegato di aver vissuto il match quasi come un ritorno alle origini: “È stato un po’ un viaggio mentale indietro nel tempo, a quando ho iniziato il mio percorso qui, già da junior. Ho prodotto un ottimo tennis e ho cercato di recuperare alcune qualità e alcuni modi di pensare che avevo in passato”.
Servizio e risposta sono stati i punti chiave della sua prestazione. Tsitsipas ha sottolineato quanto i primi colpi dello scambio siano decisivi sull’erba: “Quando sono forte in risposta e con la prima di servizio, sento che le opportunità arrivano. Il mio gioco è costruito sull’offensiva, sul prendermi le mie chance, ma cercando anche di giocare in modo intelligente”.
Il greco ha poi parlato del percorso complicato degli ultimi anni, segnato da infortuni, interventi e momenti di forte pressione. “Amo questo sport. Ho avuto momenti duri, infortuni che da bambino non avrei mai immaginato. Alcuni mi hanno fatto soffrire molto, ho dovuto operarmi e sono stato anche ricoverato. Fa parte del processo”.
Tsitsipas ha ammesso di essersi sentito, in alcuni momenti, fuori strada: “Ho cercato continuamente cambiamenti e miglioramenti nel mio gioco, ma a volte certe cose non fanno parte della mia personalità. Magari il mio team pensa che siano importanti, ma serve tempo per adattarsi. E il circuito non aspetta: i tornei si giocano uno dopo l’altro”.
Per questo, secondo lui, la chiave resta tornare alla semplicità: “Alla fine tutto dipende dalla gioia di godersi il gioco, senza guardare troppo lontano per capire se arriveranno vittorie. Bisogna concentrarsi su ogni game che si gioca”.
Buone notizie anche dal punto di vista fisico. Il problema alla schiena, che lo aveva condizionato in passato, sembra ormai superato: “Non è più un problema. È stato risolto da tempo. La cosa migliore è non svegliarmi ogni mattina chiedendomi se riuscirò a giocare senza dolore. Negli ultimi mesi mi sono sentito assolutamente bene”.
Tsitsipas ha parlato anche del suo rapporto con l’erba, una superficie che considera una sfida affascinante. “In Grecia non abbiamo campi in erba. A volte vorrei essere australiano”, ha scherzato. “La prima volta che ho giocato sull’erba avevo 16 anni, a Wimbledon junior. Fu un’esperienza ipnotica. Io e l’erba abbiamo un buon rapporto”.
Il greco non nasconde di sentirsi adatto alla superficie: “Il mio miglior risultato qui è stato il quarto turno, ma ho sempre avuto un buon rapporto con l’erba. Alcuni ne parlano in modo negativo, io la vedo come una nuova avventura. Penso che il mio gioco si adatti molto bene”.
Il tema degli infortuni è tornato centrale anche nelle parole di Tsitsipas. Secondo il greco, il problema principale non è la tecnologia delle racchette, ma il sovraccarico: “Penso sia una questione di sovraccarico. Ci sono tanti tornei, tanti allenamenti durante l’anno e il circuito è diventato estremamente esigente. I margini sono sempre più piccoli, tutti giocano bene e tutti cercano continuamente di migliorare”.
Intanto, sul Centre Court, Jannik Sinner ha dovuto sudare molto più del previsto contro Miomir Kecmanovic. Il numero uno del mondo si è imposto in cinque set con il punteggio di 4-6 6-3 6-7 6-2 6-3, evitando un debutto che si era fatto pericoloso.
Il serbo, pur sconfitto, ha lasciato il campo con sensazioni positive: “È stata una partita dura e sono dispiaciuto per come è finita, ma allo stesso tempo sono orgoglioso di essere riuscito a giocare cinque set contro di lui. Non lo avevo mai fatto contro un numero uno del mondo sul Centre Court, quindi sono felice di aver mostrato un buon tennis”.
Alla domanda se, dopo quanto accaduto a Parigi, Sinner appaia più umano e battibile, Kecmanovic ha risposto con ironia ma anche realismo: “Se mi aspetto quaranta gradi e quattro ore di partita, allora sì. Però per arrivare a quel punto servono tanti buoni punti e un grande livello di gioco”.
Il serbo ha comunque riconosciuto il valore dell’azzurro: “Sappiamo tutti che Jannik è incredibile. Sono contento di aver creduto in me stesso, di aver pensato di poter giocare a questo livello e di essere rimasto lì così a lungo, dandogli una partita difficile”.
Tra i protagonisti della giornata anche Daniil Medvedev, autore di un debutto molto solido contro Marin Cilic, battuto 6-1 6-2 6-4. Il russo ha parlato a lungo dell’adattamento all’erba e ha indicato proprio Sinner come esempio di movimento sulla superficie.
“Quando vedi Jannik, lui è sicuramente il migliore perché in qualche modo riesce a scivolare. E quando scivola non sembra che stia per rompersi qualcosa”, ha detto Medvedev con il suo solito tono diretto.
Il russo ha ammesso di non sentirsi tra i migliori negli spostamenti sull’erba: “Se provassi a scivolare io, magari potrei farlo un paio di volte, ma mi farei male di sicuro. Su questa superficie non è semplice muoversi, bisogna lavorare tanto fisicamente per adattarsi”.
Medvedev ha poi spiegato una delle grandi particolarità del tennis su erba: “Il servizio è importante su tutte le superfici, ma sull’erba lo è ancora di più. Puoi giocare una buona partita e perdere. Un avversario può essere peggiore in tante componenti, ma se serve bene e arriva al tie-break può batterti”.
Wimbledon entra così subito nel vivo: Tsitsipas prova a ritrovare se stesso, Sinner supera un esame durissimo al quinto set, Kecmanovic esce a testa alta e Medvedev conferma di essere già ben dentro il torneo. Sull’erba londinese, come sempre, basta poco per cambiare una partita e forse anche una stagione.
Francesco Paolo Villarico
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Oggi sono rimasto molto ben impressionato da Kecmanovic, che è sempre arrivato benissimo sulla palla, con equilibrio e coordinazione, tanto da sorprendere Sinner con alcuni i lungo-linea vincenti (di FH e BH) forti e precisi…
…questo malgrado appaia piuttosto tarchiato e pure (ma poteva anche essere solo l’effetto del suo modello di t-shirt) con un po’ di pancetta 😉
C’è stato un momento in cui sbagliava pochissimo, malgrado il ritmo serrato tenuto da Jannik.
Probabilmente giocava a mente libera e braccio sciolto, i miei complimenti sinceri.
Cosa vuol dire Daniil riferendosi a Jannik che riesce perfino a scivolare, che non sa stare in piedi?