Clijsters racconta il vero Goffin: “Timido all’apparenza, ma davvero divertente”
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Negli ultimi giorni David Goffin ha sorpreso il mondo del tennis annunciando che questo sarà il suo ultimo anno nel circuito, chiudendo così una carriera lunga, elegante e profondamente rispettata da colleghi e appassionati. A parlare di lui con grande affetto è stata Kim Clijsters, che nel podcast Love All ha voluto tracciare un ritratto molto personale del tennista belga, andando oltre il campo e raccontando anche il suo lato più umano.
Le sue parole restituiscono l’immagine di un giocatore forse poco appariscente fuori dal rettangolo di gioco, ma molto più ricco e brillante di quanto si possa pensare a prima vista.
“Sembra introverso, ma è molto divertente”
Clijsters ha spiegato di aver conosciuto bene Goffin negli ultimi anni, scoprendone aspetti che dall’esterno non sempre emergono.
“Ho avuto modo di conoscerlo piuttosto bene negli ultimi anni. Dà l’impressione di essere un po’ introverso e un po’ timido, ma è molto, molto divertente”.
Un ritratto che probabilmente sorprenderà chi ha sempre associato Goffin a un’immagine molto misurata, quasi silenziosa, ma che racconta bene il confine spesso sottile tra ciò che un giocatore mostra in pubblico e ciò che è davvero nella vita quotidiana.
“È stato davvero piacevole conoscerlo, conoscere il suo senso dell’umorismo”.
Gli infortuni e una carriera comunque straordinaria
Clijsters ha poi ricordato anche la parte più complicata del percorso di Goffin, segnata negli ultimi anni da diversi problemi fisici.
“Negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con tanti infortuni. È stato difficile”.
Ma proprio accanto alle difficoltà, l’ex campionessa belga ha voluto sottolineare con forza il valore complessivo della sua carriera.
“Allo stesso tempo, ha avuto una carriera incredibile”.
Il fascino di un tennis puro
La parte più bella del suo intervento arriva forse quando descrive il tipo di giocatore che Goffin è stato. Non un gigante dal servizio devastante, non il più potente, non il più esplosivo fisicamente. Eppure, un tennista capace di lasciare un segno profondo per qualità e bellezza del gioco.
“Non era il più forte, non era il giocatore più alto, non aveva il servizio migliore né il più veloce, ma è un giocatore così bello da vedere”.
Clijsters ha poi insistito sugli elementi tecnici che hanno sempre reso speciale il tennis del connazionale:
“La sua tecnica, i suoi movimenti, il suo timing…”.
Ed è forse proprio qui che si trova il cuore dell’eredità tennistica di Goffin: nella pulizia del gesto, nella capacità di stare vicino alla palla, nell’armonia dei movimenti e in un tennis che non aveva bisogno di eccessi per essere di altissimo livello.
Un addio che pesa
L’annuncio del ritiro a fine stagione rende inevitabilmente più preziose parole come quelle di Clijsters, perché aiutano a rileggere il percorso di Goffin con la giusta prospettiva. Non soltanto come quello di un giocatore molto forte, ma come quello di un professionista capace di arrivare ai massimi livelli senza avere il fisico dominante o le armi più appariscenti del circuito.
E forse è proprio questo ad averlo reso così apprezzato: il fatto di aver costruito una carriera importante con intelligenza, sensibilità tecnica e una qualità di gioco che, per molti, è sempre stata un piccolo piacere da guardare.
Con il conto alla rovescia ormai iniziato, le parole di Kim Clijsters aggiungono un tocco di affetto e profondità al saluto che il tennis si prepara a dare a David Goffin. Un giocatore magari mai urlato, ma sempre raffinato. E proprio per questo, ancora più facile da ricordare.
Francesco Paolo Villarico
TAG: David Goffin, Kim Clijsters

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