Dodig sceglie la NCAA: il tennis universitario americano diventa sempre più centrale nel futuro dei giovani

03/07/2026 07:47 23 commenti
Matej Dodig nella foto - Foto getty images
Matej Dodig nella foto - Foto getty images

La NCAA continua a guadagnare terreno nel tennis professionistico. L’ultimo segnale arriva da Matej Dodig, attuale numero 208 del mondo e una delle promesse più interessanti del tennis croato, che da agosto giocherà per la University of Texas.

La notizia colpisce perché Dodig non è un giovane ancora lontano dal circuito professionistico. Al contrario, il ventenne croato era pienamente inserito nel mondo ATP: la scorsa settimana ha disputato le qualificazioni di Wimbledon, arrivando al secondo turno, e pochi mesi fa aveva raggiunto il numero 199 del ranking mondiale.

Il suo profilo rende la scelta ancora più significativa. Dodig non è una promessa qualsiasi: nel 2025 ha vinto il Challenger di Trieste partendo dalle qualificazioni e ha già conquistato nove titoli professionistici tra singolare e doppio. In questa stagione, inoltre, ha giocato le qualificazioni dei primi tre Slam dell’anno.

Si tratta quindi di un caso molto diverso rispetto al passato. Fino a qualche anno fa, la strada universitaria americana veniva spesso vista come una soluzione per chi faticava a entrare davvero nel professionismo. Oggi, invece, inizia a diventare una scelta strategica anche per giocatori già presenti nella Top 250 ATP.

La University of Texas si conferma così uno dei poli più ambiziosi del tennis universitario mondiale. Il programma guidato da Bruce Berque potrà contare anche su altri giovani di grande prospettiva come Tomasz Berkieta e Gabriel Debru, costruendo una squadra dal potenziale enorme.

Il caso Dodig conferma una tendenza sempre più evidente. Le nuove regole NIL, che permettono agli atleti universitari di percepire compensi legati a nome, immagine e somiglianza, hanno cambiato profondamente il panorama. A questo si aggiungono strutture di altissimo livello, staff tecnici professionali, preparazione atletica, formazione accademica e un ambiente competitivo ma meno spietato rispetto al circuito ATP.

Per un giovane giocatore, la scelta non è più così semplice come in passato. Restare nel circuito significa accumulare esperienza, punti e abitudine alla pressione, ma comporta anche costi elevati, viaggi continui, solitudine e il rischio di bruciarsi troppo presto. La NCAA, invece, può offrire tempo, protezione, crescita fisica e mentale, oltre a una base economica più sostenibile.

La domanda diventa inevitabile: la NCAA è una minaccia per l’ATP o può diventare il suo miglior alleato? Da un lato, il circuito professionistico rischia di perdere per alcuni anni giocatori già pronti per Challenger e qualificazioni Slam. Dall’altro, però, potrebbe ritrovarsi in futuro atleti più maturi, più strutturati e più preparati ad affrontare la durezza del tour.

La riflessione più interessante riguarda proprio il modello di crescita. Il tennis ha spesso spinto i talenti giovanissimi verso una professionalizzazione precoce, chiedendo loro risultati, viaggi e pressione già a 17 o 18 anni. La NCAA propone un percorso diverso: non necessariamente più lento, ma forse più sostenibile.

Il caso Dodig dimostra che il tennis universitario americano non è più solo una seconda strada. Sta diventando una vera alternativa al professionismo immediato, capace di attrarre anche chi ha già classifica, risultati e prospettive nel circuito ATP.

Se sempre più giocatori di questo livello seguiranno la stessa direzione, la struttura del tennis mondiale potrebbe cambiare profondamente. Non più una sola via obbligata verso il vertice, ma percorsi paralleli, con la NCAA pronta a diventare una fabbrica di talenti sempre più competitiva e influente.



Francesco Paolo Villarico


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23 commenti. Lasciane uno!

Pier no guest 04-07-2026 08:28

Scritto da tinapica

Scritto da Pier no guest
@ tinapica (#4646373)
Somiglianza con?

Ah non lo so: bisogna chiedere al sig.Villaricco.

Se si intende l’avvicinamento al tennis d’alto livello per i giovani può essere. Il circuito professionisti presenta difficoltà di adattamento,ti fai le ossa contro mestieranti navigati ma se va male,anche per un infortunio,sei in un guado. Al college hai tutto ed un piano B,non paghi,non perdi la borsa di studio se ti fai male,giochi con coetanei poco esperti ma non meno determinati e se giunge il momento di prendere il volo lo puoi fare che è,di certo, più naturale che tornare indietro.
Probabilmente può essere un’alternativa si.

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tinapica 03-07-2026 23:51

Scritto da Pier no guest
@ tinapica (#4646373)
Somiglianza con?

Ah non lo so: bisogna chiedere al sig.Villaricco.

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Pier no guest 03-07-2026 16:57

Scritto da Silvia
@ wild (#4646399)
Non sempre sono di livello. Sia dal punto di vista accademico che tennistico.

Vero ma dipende anche dal ragazzo perché se non è così forte non avrà una grande scholarship e se aspira comunque ad atenei di pregio dovrà integrare economicamente. Ma li va visto tutto in prospettiva. Ho Due figlie che hanno fatto quell’esperienza,e una ,tennista mediocre, è entrata (dopo un’iniziale esperienza pessima in Florida) in un junior college molto valido,poi in una università mediocre ma accessibile ed infine è stata presa per il dottorato alla Penn State quindi siamo ad alti livelli. L’altra col calcio percorso simile ma poi un anno di Master gratuito in un college in NCAA1 quindi di livello. Bisogna darsi da fare

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Luciano65 (Guest) 03-07-2026 16:26

Scritto da Silvia
@ Luciano65 (#4646319)
Più o meno tutto giusto… non hai detto però che, da un paio d’anni a questa parte, vengono strapagati e che non possono scegliersi i tornei a cui iscriversi, quindi di fatto, fino alla laurea non li vedrai nei tornei itf, challenger e atp. Infatti Debru è uscito dalle classifiche Atp …. Inoltre vorrei dire a Italo che è pieno di tennisti Italiani nei college Americani.

Certo Silvia hai ragione, cercavo di risolvere i dubbi legittimi di Mattia…

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Luciano65 (Guest) 03-07-2026 16:26

Scritto da Silvia
@ Luciano65 (#4646319)
Più o meno tutto giusto… non hai detto però che, da un paio d’anni a questa parte, vengono strapagati e che non possono scegliersi i tornei a cui iscriversi, quindi di fatto, fino alla laurea non li vedrai nei tornei itf, challenger e atp. Infatti Debru è uscito dalle classifiche Atp …. Inoltre vorrei dire a Italo che è pieno di tennisti Italiani nei college Americani.

Certo Silvia hai ragione, cercavo di risolvere i dubbi legittimi di Mattia…

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Silvia (Guest) 03-07-2026 14:51

@ wild (#4646399)

Non sempre sono di livello. Sia dal punto di vista accademico che tennistico.

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Silvia (Guest) 03-07-2026 14:48

@ Luciano65 (#4646319)

Più o meno tutto giusto… non hai detto però che, da un paio d’anni a questa parte, vengono strapagati e che non possono scegliersi i tornei a cui iscriversi, quindi di fatto, fino alla laurea non li vedrai nei tornei itf, challenger e atp. Infatti Debru è uscito dalle classifiche Atp …. Inoltre vorrei dire a Italo che è pieno di tennisti Italiani nei college Americani.

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wild (Guest) 03-07-2026 13:18

@ tinapica (#4646346)

certo meglio girare gli itf e i challenger in giro per il mediterraneo dormendo in stanza in 2 o 3 venendo ladrati dagli hotel e ristoranti locali che aumentano i prezzi perché c’è il torneo e lottare con un budget da fame e rimanere ignoranti senza laurea, si si va bene diffida finché vuoi

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wild (Guest) 03-07-2026 13:12

laurea e strutture di livello, lo farei anch’io

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NonSoloSinner (Guest) 03-07-2026 13:01

l’atp in teoria è l’associazione dei tennisti professionisti e dovrebbe tutelare in primo luogo i loro associati, poi sappiamo bene che ci sono talmente tanti interessi economici in gioco, che prima vengono gli organizzatori dei tornei, gli sponsor, le televisioni… Nole ci ha provato a contrastarli con una nuova associazione, ma come ha capito che aveva scelto gli amici sbagliati (Kyrgios in primis), si è fatto da parte… di sicuro il circuito professionale oggi è obsoleto e prevedo cambiamenti enormi per il futuro

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Pier no guest 03-07-2026 12:30

@ tinapica (#4646373)

Somiglianza con?

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fondo (Guest) 03-07-2026 12:08

Visto quello che sta succedendo nel basket, e’ possibile che in un vicinissimo futuro cominceremo a veder scomparire dalla classifica atp parecchi next gen. Gia’ ora,senza che noi lo si sappia, molti di loro staranno probabilmente ricevendo offerte dalle universita’ USA.

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tinapica 03-07-2026 12:07

Scritto da Pier no guest

Scritto da tinapica
Molto interessante, anche se io per partito preso avverso tutto ciò che viene dallo spettacolarizzato universo Stell&Strisce.
Quel che non mi è chiaro, esimio Villaricco, è come funzionino i compensi legati a nome, immagine e somiglianza, particolarmente quelli legati a somiglianza (chi ha uno stile di gioco e le movenze che assomigliano -poniamo- a Federer prende più soldi?).
Per quanto riguarda il fatto che sia un vantaggio od un danno per il grande circo della racchetta, solo il tempo potrà dirlo. Ma io degli Stell&Strisce diffido comunque a priori.

In USA i college sono privati e non e contano alcuni su budget enormi (parliamo di università con strutture sportive mostruose e arene per il football da 100.000 spettatori).
Gli istituti con budget più alti hanno strutture top (accademiche e sportive) e gareggiano in NCAA1 e offrono sempre full scholarship e dall’anno scorso pure un monte ingaggio.Le migliori università ovviamente cercano i giocatori con classifica o potenziale migliore.I coach spesso sono manager ,hanno un budget e se lo usano bene e vincono possono avere migliori stipendi se non ambire a college ancora più prestigiosi.

E quindi? La somiglianza? Non la capisco lo stesso.

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Pier no guest 03-07-2026 11:45

Scritto da tinapica
Molto interessante, anche se io per partito preso avverso tutto ciò che viene dallo spettacolarizzato universo Stell&Strisce.
Quel che non mi è chiaro, esimio Villaricco, è come funzionino i compensi legati a nome, immagine e somiglianza, particolarmente quelli legati a somiglianza (chi ha uno stile di gioco e le movenze che assomigliano -poniamo- a Federer prende più soldi?).
Per quanto riguarda il fatto che sia un vantaggio od un danno per il grande circo della racchetta, solo il tempo potrà dirlo. Ma io degli Stell&Strisce diffido comunque a priori.

In USA i college sono privati e non e contano alcuni su budget enormi (parliamo di università con strutture sportive mostruose e arene per il football da 100.000 spettatori).
Gli istituti con budget più alti hanno strutture top (accademiche e sportive) e gareggiano in NCAA1 e offrono sempre full scholarship e dall’anno scorso pure un monte ingaggio.Le migliori università ovviamente cercano i giocatori con classifica o potenziale migliore.I coach spesso sono manager ,hanno un budget e se lo usano bene e vincono possono avere migliori stipendi se non ambire a college ancora più prestigiosi.

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walden 03-07-2026 11:21

A me sembra che le esperienze italiane di questi anni non siano particolarmnete positive, penso, per fare un esempio, ad Oradini e Fellin, nel caso di Dodig, Santamart e Debru, stiamo parlando di giovani che, a torto o ragione, erano già considerati delle promesse.

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Pier no guest 03-07-2026 11:04

Dall’anno scorso i college hanno un monte ingaggi di 20 milioni di dollari a seguito di una disputa con le reti TV soprattutto in ambito cestistico.
Questo sta generando però un problema perché molte università medie dovendo offrire un minimo di ingaggio stanno tagliando alcuni sport,tennis in particolare , perché meno attrattive di football, baseball, basket.
C’è sempre il rovescio della medaglia

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tinapica 03-07-2026 11:03

Molto interessante, anche se io per partito preso avverso tutto ciò che viene dallo spettacolarizzato universo Stell&Strisce.
Quel che non mi è chiaro, esimio Villaricco, è come funzionino i compensi legati a nome, immagine e somiglianza, particolarmente quelli legati a somiglianza (chi ha uno stile di gioco e le movenze che assomigliano -poniamo- a Federer prende più soldi?).
Per quanto riguarda il fatto che sia un vantaggio od un danno per il grande circo della racchetta, solo il tempo potrà dirlo. Ma io degli Stell&Strisce diffido comunque a priori.

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andrewanderers (Guest) 03-07-2026 10:41

Scritto da morbidone
Basta vedere cosa sta succedendo nel basket…tutti i migliori giovani vanno in NCAA perchè gli ingaggi sono nettamente superiori a quelli che le squadre italiane possono offrire.

Nel basket è una rivoluzione, semplicemente adesso le università pagano. e bene. molto bene.

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rovescioadunamano (Guest) 03-07-2026 10:30

Parente di Ivan?

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morbidone (Guest) 03-07-2026 10:22

Basta vedere cosa sta succedendo nel basket…tutti i migliori giovani vanno in NCAA perchè gli ingaggi sono nettamente superiori a quelli che le squadre italiane possono offrire.

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Luciano65 (Guest) 03-07-2026 09:54

Scritto da mattia saracino
Non ho capito …

Ha ragione Mattia, quest’articolo è stato scritto sulla scelta di Dodig e non spiega come funziona la scelta NCAA/ATP. Dà per scontato che la conosciamo.
Sostanzialmente, se non dico una stupidaggine, il tennista si scrive all’università e disputa i tornei del circuito universitario dove spesso si trovano tennisti forti ma giovani, utili per accumulare esperienza. Rimane comunque studente e l’università gli paga allenatori, fisioterapisti, viaggi ecc. ecc.
Questo ti permette un percorso di crescita che lascia spazio agli studi e non ti fa carico delle spese citate, non solo dal punto di vista economico ma anche organizzativo (spesso l’allenatore ce l’hai ma devi organizzarti per decidere dove giocare, alloggiare ecc.). Se alla fine del percorso universitario (puoi anche abbandonare prima) vedi che il tuo tennis ti permetterà di vivere bene, a quel punto potrai scegliere di giocare nei tornei ATP (vedi ad esempio Cameron Norrie, Shelton ma anche altri) se o ti accontenti (si fa per dire) della laurea…
Gabriel Debru citato nel testo ha fatto per esempio questa scelta, nonostante sembrasse (anche per molti utenti del sito, aveva vinto 3 Challeger appena 18enne) destinato a scalare la classifica ha scelto il circuito universitario.
Le critiche che ho sentito spesso sottolineano che i tennisti usciti da questo circuito sembrano un po’ tutti uguali, e che aspetti un po’ troppo tempo prima di affrontare (o allenarti con) tennisti molto più forti.

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italo (Guest) 03-07-2026 08:52

mancano ora solo i tennisti italiani…
la strada del college è sempre una scelta azzeccata

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mattia saracino 03-07-2026 08:44

Non ho capito …

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