Tyra Grant: “So di avere il livello per giocare questi tornei. Oggi il servizio ha fatto la differenza” (Video)
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Si conclude al secondo turno l’avventura di Tyra Caterina Grant a Wimbledon 2026. La diciassettenne azzurra, numero 172 del mondo all’inizio del torneo, esce sconfitta da Marie Bouzkova, numero 23 del ranking WTA, con il punteggio di 7-5 6-3, ma lascia Londra con molte certezze. Tra qualificazioni e tabellone principale ha conquistato quattro vittorie consecutive, centrando il debutto assoluto in uno Slam e dimostrando di poter competere anche sull’erba contro avversarie di altissimo livello.
La delusione per la sconfitta è evidente, ma nelle parole della giovane azzurra prevale soprattutto la consapevolezza di aver compiuto un altro importante passo nel proprio percorso di crescita.
«Ero partita bene. Fin dall’inizio avevo ben chiaro come dovevo giocare e cosa dovevo fare. All’inizio il piano stava funzionando, poi però il servizio mi ha davvero penalizzata. Ho fatto fatica a mantenere alte le percentuali e questo ha cambiato la partita. Lei è stata molto intelligente nei turni di risposta. Anche quando ero avanti 30-0 o 40-0 mi costringeva comunque a giocare uno o due colpi in più. Questo mi ha messo pressione e mi ha portato a cercare troppo, mentre avrei dovuto prendermi più tempo e ritrovare il mio ritmo. Alla fine porto comunque a casa un ottimo torneo, tanti risultati positivi e molte cose importanti da cui ripartire. Certo, lasciare Wimbledon con una sconfitta così fa male.»
Ripensando al percorso iniziato dalle qualificazioni, Grant individua soprattutto un motivo di soddisfazione.
«Sono contenta di aver giocato tante partite di alto livello consecutive contro giocatrici con una classifica molto migliore della mia. Fino a oggi avevo disputato soltanto qualche WTA 1000, mentre la maggior parte della mia attività era nei tornei ITF e nei WTA 125. Giocare su questi palcoscenici e riuscire a esprimere un livello così alto per diversi incontri consecutivi non è facile. Sono davvero soddisfatta di come ho affrontato le qualificazioni e anche il primo turno del tabellone principale. Inoltre sono arrivata sull’erba praticamente senza preparazione. Nei giorni precedenti al torneo non avevo sensazioni particolarmente positive, ma ho continuato a credere nel mio tennis e alla fine penso di aver disputato un ottimo torneo.»
La convinzione più importante che Tyra porta via da queste due settimane londinesi riguarda però il proprio livello.
«La cosa più importante è sapere di avere il livello per giocare questo tipo di tornei. Non sono ancora abituata a disputare Slam e WTA 1000 con continuità, ma ogni volta che gioco questi eventi mi sento sempre più a mio agio, quasi come a casa. Devo continuare ad allenarmi e a lavorare come sto facendo. Sono convinta che, continuando su questa strada, tutti i pezzi andranno al loro posto. Spero di mettere insieme sempre più prestazioni come quelle delle ultime settimane e di conquistare sempre più vittorie a questo livello.»
Parlando della sfida contro Bouzkova, Grant ritiene che la differenza non sia stata tanto tecnica quanto legata alle caratteristiche dell’avversaria.
«Secondo me oggi non sono tanto abituata a giocare contro giocatrici di questo tipo. Lei è una tennista particolare, perché ti costringe sempre a giocare un colpo in più. Io sono più abituata ad affrontare giocatrici che hanno un tennis simile al mio, che cercano di spingere forte, fanno più vincenti ma anche più errori, oppure al contrario giocatrici che si limitano a difendere. Con Bouzkova è diverso. Lo sapevo già prima della partita e mi ero preparata a questo tipo di incontro. A parte il servizio, che dipendeva soltanto da me, ci sono stati momenti importanti nei quali lei, semplicemente facendomi giocare una o due palle in più, è riuscita a vincere punti decisivi. Mi viene in mente il penultimo game, quando servivo. Ho avuto l’occasione di chiudere il punto, ma lei mi ha costretto a giocare ancora e alla fine ho sbagliato. Sono queste le giocatrici che bisogna imparare a battere. Nonostante il risultato, però, sento davvero di avere avuto le possibilità per vincere questa partita.»
Proseguendo il discorso, Grant spiega anche perché preferisce non fissarsi obiettivi di classifica, nonostante dopo Wimbledon sia destinata ad avvicinarsi sensibilmente alla top 100.
«Generalmente cerco di non darmi obiettivi di classifica, perché penso che dipendano da tantissime cose e soprattutto non riflettano sempre il reale valore di una giocatrice. L’anno scorso mi ero messa troppa pressione per entrare nelle qualificazioni degli Slam. Avevo troppa fretta e questo mi ha condizionata: quando ero vicina all’obiettivo ho finito per giocare male gli ultimi tornei e non sono riuscita a entrarci. Adesso cerco di affrontare tutti i tornei dando loro lo stesso valore, senza pensare che vincendo una partita o un torneo possa salire in classifica o entrare in un determinato tabellone. Alla fine ogni partita va affrontata nello stesso modo. Cambia il livello del torneo, ma il modo di prepararla deve restare identico. In questo periodo, ad esempio, non ho nemmeno guardato la classifica live e penso sia stata la scelta giusta. Ti permette di vivere ogni partita per quello che è, senza pensare alle conseguenze di una vittoria o di una sconfitta. Mi ha aiutato tantissimo anche nel primo turno qui a Wimbledon. Non ho pensato che fosse il mio primo match in uno Slam, ma soltanto che stessi affrontando una giocatrice forte. Anche oggi ho preparato la partita pensando alle caratteristiche della mia avversaria, non al fatto che fosse la numero 23 del mondo. Poi il risultato è quello che è, ma il mio obiettivo resta quello di giocare sempre più partite a questo livello.»
Ripensando alle ultime due settimane londinesi, Tyra sorride quando le viene chiesto quale ricordo conserverà più a lungo.
«Sicuramente tutti i match point delle partite che ho vinto. La prima è stata davvero durissima. Ricordo che ho avuto due match point: sul primo ho sbagliato, sul secondo lei ha fatto doppio fallo ed ero tesissima sul 5-4. Poi sul terzo ho trovato un bel vincente, ma lei è riuscita a rientrare fino al 6-5. Sono sensazioni che mi rimarranno dentro. Generalmente quello che ricordo di più è sempre l’ultimo punto di ogni partita e queste emozioni resteranno con me. La cosa più importante, però, è la consapevolezza di avere il livello per giocare contro questo tipo di avversarie. Oggi, secondo me, ho perso più per i miei errori che perché lei mi abbia costretto a sbagliare. Ho avuto tante occasioni per vincere o comunque per riportare la partita in equilibrio. Adesso fa male, ma so di stare facendo le cose giuste e devo semplicemente continuare a migliorare.»
Per quanto riguarda il programma delle prossime settimane, Grant conferma che il calendario verrà definito insieme al suo team, anche in funzione del percorso compiuto a Wimbledon.
«La programmazione l’avevamo definita prima di Wimbledon. In teoria avrei dovuto giocare già dalla prossima settimana un WTA 125, ma ovviamente tutto dipendeva da come sarebbe andata qui e adesso dobbiamo parlarne. L’idea è comunque quella di disputare ancora qualche torneo sulla terra battuta, poi fare una piccola preparazione perché praticamente da aprile, a parte una o due settimane, ho sempre giocato. Successivamente inizierò la stagione sul cemento.»
Anche sulla possibile convocazione in Billie Jean King Cup Grant mantiene la consueta tranquillità.
«Con Tathiana Garbin non ne abbiamo ancora parlato. Io penso di aver costruito finora un’ottima stagione e sono sempre disponibile. Se riterranno che ci sia bisogno di me sarò felicissima di rispondere alla convocazione; altrimenti farò il tifo per la squadra come ho sempre fatto.»
Infine, parlando dell’ambiente azzurro, Tyra racconta quanto sia stato importante poter condividere il circuito con le altre tenniste italiane.
«Con le ragazze italiane ho davvero un ottimo rapporto. Serena Williams è sempre stata un modello che guardavo da lontano, mentre con le italiane oggi c’è un rapporto di amicizia. Per esempio oggi io e Jannik giocavamo entrambi nel primo match di giornata e ci siamo caricati a vicenda prima di entrare in campo. Con Elisabetta, Lucia, Sara e Jasmine ho un rapporto bellissimo, soprattutto con Lucia perché nell’ultimo periodo abbiamo disputato tanti tornei insieme. L’anno scorso le settimane vissute in Billie Jean King Cup mi hanno aiutata tantissimo, sia come atleta sia come persona. Allenarmi con loro, vedere come si preparano, come vivono il giorno prima e la mattina del match è stato davvero importante per la mia crescita. Di ricordi ce ne sono tanti. Uno che mi viene in mente è quando, prima che venisse costruito il nuovo circolo, andavamo tutti insieme a fare atletica nei giardini vicino ai campi. Oppure i tanti momenti trascorsi all’Isola d’Elba. Sono esperienze che porto con me e che mi hanno fatto crescere molto.»
Dal nostro inviato a Wimbledon, Enrico Milani
TAG: Tyra Caterina Grant, Wimbledon, Wimbledon 2026

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5 commenti
Hai ragione Cate. Da come parli sai anche il lavoro che serve! Fica!
“So di avere il livello per giocare questi tornei”. Anche il povero Musetti ha quei livelli di gioco anche di più ma purtroppo non vince un torneo da quattro anni…meno proclami.
È ancora acerba ma è forte, è mentalmente solida.. io la vedo stabilmente in top-10 fra un paio di anni
Tyra e il suo staff analizzeranno il match per capire dove lavorare per il futuro, il torneo è stato comunque positivo e le sconfitte a 18 anni servono per maturare e Tyra dalle sue dichiarazioni è intelligente per capirlo, non bisogna avere fretta, dal prossimo anno crescerà e secondo me non poco.
La ragazza è forte e ha tutti i numeri per diventare la n 2 d’Italia. Deve controllare la seconda di servizio, non tanto ma di quello che basta per diminuire i doppi falli senza snaturarsi perché è giusto caricare la seconda per non essere bombardata da una risposta lavandino. Ci darà molte soddisfazioni e per tanti anni.