Serena Williams non si presenta in conferenza stampa a Wimbledon: il messaggio dopo la sconfitta con Maya Joint (Video partita)
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Serena Williams ha incantato Wimbledon con il suo ritorno in campo, ma ha scelto di non parlare con la stampa dopo la sconfitta contro Maya Joint. La statunitense, battuta al primo turno dopo una lunga battaglia, ha preferito non presentarsi in conferenza stampa, lasciando invece un breve messaggio sulle sensazioni vissute nella sua nuova apparizione sull’erba londinese.
Il ritorno di Serena nel singolare, dopo quasi quattro anni senza competere, era uno degli eventi più attesi del torneo. A 44 anni, la campionessa americana ha mostrato orgoglio, potenza e spirito competitivo, riuscendo anche a trascinare il match al terzo set contro una rivale molto più giovane e più abituata al ritmo del circuito.
La curiosità attorno alle sue parole era enorme. Dopo una partita così intensa, c’era grande attesa per capire quali fossero le sue sensazioni, quale significato attribuisse a questo ritorno e soprattutto quali fossero i suoi piani per il futuro. Serena, però, ha scelto una strada diversa.
I giocatori sono normalmente tenuti a presentarsi davanti ai media quando viene richiesta la loro presenza al termine degli incontri, ma in questo caso la statunitense non ha parlato in sala stampa. Al suo posto è stato diffuso un breve messaggio, nel quale Serena ha lasciato trasparire soprattutto emozione e gratitudine per il momento vissuto.
“È stato fantastico tornare a Wimbledon. Non mi aspettavo di essere qui. L’atmosfera è stata spettacolare e uscire là fuori è stato incredibile. È stato sicuramente un piacere, mi era mancato e ho apprezzato il momento più di ogni altra cosa”, ha comunicato Serena Williams.
Parole che raccontano la dimensione emotiva del ritorno, ma che lasciano aperti molti interrogativi. La grande domanda resta infatti capire quale sia il vero obiettivo di questa nuova fase: se si tratti di un’apparizione isolata, di un tentativo più strutturato di rientro o semplicemente del desiderio di vivere ancora una volta l’emozione di Wimbledon.
Serena ha evitato così una serie di domande inevitabili: sul futuro, sulla condizione fisica, sui programmi dei prossimi mesi e sulla possibilità di continuare a competere nel circuito. Dopo quanto mostrato contro Maya Joint, il tema resta aperto, perché la statunitense ha dato segnali incoraggianti sul piano del servizio e della potenza, pur pagando inevitabilmente qualcosa negli spostamenti e nella tenuta fisica.
Per il momento, comunque, il suo Wimbledon non è ancora finito. Serena è infatti ancora impegnata nel torneo di doppio insieme alla sorella Venus Williams, in un’altra storia dal forte valore simbolico per il pubblico dell’All England Club.
Ora sarà interessante capire come Serena recupererà dallo sforzo fisico del singolare e quali conclusioni trarrà, a mente fredda, dal livello espresso. La sconfitta contro Joint era comprensibile, considerando l’età, la lunga assenza e il ritmo partita ridotto, ma la prestazione ha comunque confermato che il fuoco competitivo non si è spento.
Marco Rossi
TAG: Serena Williams, Wimbledon, Wimbledon 2026

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ennesimo gesto poco elegante
Insomma, direi che poteva risparmiarsi questa scena. Sicuro la delusione della sconfitta avrà pesato ma è troppo facile presentarsi in conferenza stampa solo quando si vince
Diciamo che non hai capito niente.
Che a te la spocchia e l’alterigia ti fanno un baffo. Che preferisci la venerazione del talento.
Indubbiamente la più forte della sua epoca, anzi di più generazioni, ma la classe non l’ha sfiorata nemmeno di striscio. Mille gli episodi sgradevoli della sua carriera. Non le perdonerò mai come divenne protagonista seppur sconfitta nella premiazione contro Osaka a NY, una Maddalena di lamenti invece di applaudire la giovane rivale. Non se ne sentiva per niente la mancanza.
Non c’entra niente la classe qui. Che domande pensi sarebbero arrivate in conferenza stampa? Le sappiamo già tutte, e le sa bene anche lei. E al momento è inutile per Serena metterai davanti a quelle domande, perché le risposte non le ha, o se le ha non vuole ancora darle al pubblico. Ha scelto accuratamente a quali media e quali reti rilasciare interviste ben concordate nella fase pre rientro, lo stesso fa ora. Prima o poi parlerà, ora probabilmente sapeva non essere il momento. Avesse vinto ci sarebbe andata, certo, perché le domande sarebbero state diverse e avrebbe giocato la carta del “sono qui per andare avanti finché posso e divertirmi”.
Domandona:perché è tornata??
Il tennis è andato avanti senza di lei e continuerà a farlo, questo rientro mi fa pensare a quelli infiniti di certi pesi massimi, invogliati dai cachet e presi a cazzotti dai più giovani.
Dopo aver ricevuto una Wild Card in uno slam dipo 4 anni di inattività, almeno la cortesia di presentarsi in conferenza stampa poteva averla…
Magari anche due parole di congratulazioni per la sua avversaria, che anzi non ha manco degnato di uno sguardo alla stretta di mano a fine match.
Manco dovesse lasciarla vincere a prescindere perché lei è la grande Serena Williams!
Campionessa immensa certo, ma di cui NON sentivo proprio la mancanza e oggi mi ha ricordato perché.
Difendo il diritto di ogni professionista,o ex,di rimettersi in gioco ma occorre che ci mettano la faccia soprattutto dopo una sconfitta perché una come Serena,sia chiaro,attira l’attenzione e l’interesse del mondo tennistico.
Avesse vinto sarebbe stata seduta a godersi le domande dei giornalisti.
Si dice che vince festeggia e chi perde spiega e be’,dopo il cane can che ha mosso Serena con questa mossa la spiegazione era dovuta ,non una giustificazione preciso,ma un semplice racconto su questa avventura. Non doveva vincere,andare al terzo non è un risultato negativo anzi,ma raccontate se ha avute delle risposte dal corpo dopo la cura,se sente di poter essere ancora in parte competitiva e questo per chi, amando lo sport,confida che con certi accorgimenti si possono ancora vivere delle personali piccole avventure.
Ha preferito iscriversi e scrivere,ormai si comunica così ma francamente non ha detto proprio nulla di valido,di interessante come mi sarei aspettato.
Pazienza,la classe non è di tutti.