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Darderi dopo il ko con Quinn: “Non sono ancora al 100%, mi è mancato ritmo sull’erba. Ora torno sulla terra per ritrovare fiato”

29/06/2026 20:04 3 commenti
Luciano Darderi nella foto
Luciano Darderi nella foto

Reduce da un’operazione alle tonsille, su una superficie che non è la sua e con una condizione fisica ancora da completare, Luciano Darderi ha lasciato Wimbledon al primo turno, sconfitto in tre set dallo statunitense Ethan Quinn. Un avversario tutt’altro che semplice, soprattutto in questo momento: l’americano arrivava infatti dalla finale raggiunta la scorsa settimana sull’erba di Maiorca e si è presentato a Londra con grande fiducia.

Darderi non ha cercato alibi, ma ha spiegato con lucidità il momento che sta attraversando.

“Mi sono sentito un po’ fuori palla. Lui veniva in fiducia, ovviamente. Ho avuto delle chance che non ho sfruttato. Secondo me mi è mancato anche un po’ di ritmo sull’erba, soprattutto in alcuni punti importanti. Ho avuto il 4-2 nel tie-break del primo set, poi il 5-2 nel secondo. Mi dispiace per quei momenti, perché poi hanno dato tanta fiducia a lui. Però me l’aspettavo: sinceramente non mi sento ancora pronto al 100% per giocare cinque set dopo quello che ho passato. È andata così, sapevamo che poteva succedere. Ora bisogna ripartire”.

Il riferimento è all’operazione alle tonsille, che lo ha costretto a fermarsi e a perdere continuità nel lavoro fisico.

“Sì, l’intervento era alle tonsille. Non è tanto l’operazione in sé, quanto il tempo in cui sono stato fuori. Poi rientrare su una superficie che giochiamo poco o niente non è semplice. Questa è stata la cosa più difficile. Lui comunque ha fatto una grande partita, arrivava da una finale, e per me come prima partita era dura. Mi dispiace per quelle occasioni, però è andata così”.

In effetti la partita ha lasciato qualche rimpianto. Darderi ha avuto un set point nel tie-break del primo set e nel secondo era avanti 5-2, prima di subire la rimonta di Quinn. L’impressione, soprattutto nella prima parte del match, è stata anche quella di un giocatore non ancora sicuro negli spostamenti sull’erba, complice una scivolata arrivata già nei primi game.

“Ancora non ho tanta forza nelle gambe, non sono riuscito a lavorare tanto. Però nel tennis funziona così: ci sono punti che girano a favore e punti che girano contro. Tante volte sono stato avanti e ho perso, altre volte ero sotto e ho vinto. Fa parte del gioco”.

Ora per Darderi diventa importante tornare a costruire condizione, fiducia e continuità. E in questo senso il ritorno sulla terra battuta può rappresentare un passaggio fondamentale.

“Sicuramente dal punto di vista atletico mi darà qualcosa in più. Qui sull’erba non è che prendi tanto fisico, i punti sono veramente corti e si gioca in modo diverso. Però ormai è finita, bisogna pensare ai prossimi tornei. Penso che questi due tornei sulla terra mi daranno un po’ di fiato per poi ricominciare sul cemento americano”.

Il programma, almeno per il momento, prevede un periodo di lavoro prima del rientro sulla sua superficie preferita.

“Oggi siamo al 29, giocherò tra circa venti giorni, quindi avrò tempo per prepararmi. Spero di arrivare in forma. Qui non ho avuto tanto tempo, però è andata così. Bisogna continuare ad andare avanti”.

C’è poi uno sguardo anche al fratello minore, che sta muovendo i primi passi nel circuito. Darderi ne parla con affetto, ma anche con realismo.

“Domani gioca un 15.000, adesso è a Umago, dove ho giocato anch’io l’anno scorso. Speriamo bene. È ancora piccolo. Il tennis è uno sport difficile, per pochi: ci sono solo cento giocatori al mondo che sono nei primi cento e giocano gli Slam, che sono un sogno. Spero che possa realizzarlo anche lui. Lo aiuteremo sicuramente, ma deve godersela e deve amare questo sport per poter arrivare fino in fondo”.

Quanto al calendario, Darderi ha confermato per ora la presenza a Umago, con lo sguardo poi rivolto alla stagione nordamericana.

“Per il momento sono iscritto a Umago. Poi dipenderà anche da come andrà lì. L’anno scorso dopo Umago mi ero fatto male al piede in America, quindi non avevo potuto giocare bene quella parte di stagione. Ci sono due Masters 1000 importanti che l’anno scorso praticamente non ho giocato: uno l’ho saltato e nell’altro mi sono ritirato. Saranno tornei importanti anche per arrivare bene più avanti”.

La sconfitta di Wimbledon lascia dunque rimpianti, soprattutto per i primi due set, ma anche la consapevolezza di un rientro ancora da completare. Darderi riparte dalla terra, dalla preparazione fisica e da una certezza: per tornare competitivo al massimo livello, dopo lo stop e su superfici più congeniali, serviranno partite, lavoro e continuità.



Dal nostro inviato a Wimbledon, Enrico Milani


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3 commenti

NonSoloSinner (Guest) 29-06-2026 21:24

L’avversario su erba era molto scomodo, aggiungiamoci il recente intervento alle tonsille… non mi preoccuperei più di tanto e mi aspetto Luciano competitivo anche nell’imminente stagione su cemento

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enzolab (Guest) 29-06-2026 20:39

Torno sulla terra? Dov’è stato, sulla Luna? Ho visto solo gli ultimi games, il suo comportamento in campo rivela un’educazione piuttosto dozzinale enzo

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giorgio (Guest) 29-06-2026 20:21

Tutto quello che volete, ma non potete chiedere al buon Darderi di diventare un erbivoro…..

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