Fognini incorona Cobolli: “Può stare tra il quarto e il decimo posto del mondo”
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Flavio Cobolli ha appena vissuto la quindicina più importante della sua carriera, arrivando fino alla finale del Roland Garros e confermandosi ormai come uno dei volti nuovi più solidi del tennis italiano. Ora la domanda è inevitabile: dove può arrivare davvero?
A rispondere è stato Fabio Fognini, uno che conosce bene il peso dell’élite. L’ex numero 9 del mondo, tra i primi italiani dell’era moderna a entrare stabilmente nella top ten, ha parlato del momento di Cobolli e del suo possibile futuro, indicando un orizzonte molto ambizioso.
“In questo momento Sinner e Alcaraz sono ancora un passo avanti a tutti, ma dietro di loro c’è spazio”, ha spiegato Fognini. E proprio in quello spazio, secondo il ligure, Cobolli può inserirsi con continuità: “Tra il quarto e il decimo posto del ranking c’è margine, Flavio può stare in quel gruppo”.
Un’investitura pesante, arrivata da un giocatore che con Cobolli ha anche un rapporto personale forte. Fognini ha seguito con attenzione la finale del Roland Garros contro Alexander Zverev, un match nel quale l’azzurro ha pagato tensione, inesperienza e il peso emotivo di due settimane vissute ad altissima intensità.
“Nel primo set è successo quello che mi aspettavo: era molto teso, aveva fretta e ha commesso errori”, ha raccontato Fabio. Poi la partita si è aperta, con occasioni e sbavature da entrambe le parti, ma anche con un dato chiaro: “Il livello c’era”.
Secondo Fognini, la chiave della finale è arrivata soprattutto nel quinto set, quando l’aspetto mentale ha iniziato a pesare più di tutto. “Dopo due settimane così intense, cominci a sentire il peso di tutto quello che hai vissuto”, ha spiegato, ricordando però che Cobolli ha dimostrato di avere il valore per competere sulla terra battuta ai massimi livelli.
Fognini non nega che il tabellone si sia aperto, ma respinge l’idea che il percorso di Cobolli possa essere ridotto alla fortuna. “Quando hai l’opportunità, devi essere bravo a sfruttarla. E lui lo è stato”, ha sottolineato.
Il rapporto tra i due nasce da lontano. Fognini ha raccontato di aver notato Cobolli già nel 2020, durante il torneo di Roma, quando lo vide allenarsi insieme a Matteo Gigante. “Guarda che questi due ragazzi giocano bene”, disse allora a Corrado Barazzutti. Di Cobolli lo colpirono subito la grinta, la competitività e la capacità di lottare.
In Flavio, Fognini rivede qualcosa del giovane Fabio. “Mi vedo riflesso in lui. È duro, competitivo, ma ha anche un lato molto umano”, ha spiegato. Poi una descrizione affettuosa: “È un bel ragazzo, ha un bel sorriso, sa stare con la gente. Forse è meno arrabbiato di me alla sua età, ma ha tante caratteristiche che mi ricordano il giovane Fabio”.
Il punto, adesso, è capire come Cobolli saprà gestire la nuova dimensione. Dopo una finale Slam e l’ingresso nel gruppo dei migliori, non cambia solo il ranking: cambiano le aspettative, il modo in cui gli avversari ti affrontano e soprattutto il modo in cui inizi a guardare te stesso.
“Ora comincia la parte difficile”, ha avvertito Fognini. “Da questo momento ci saranno aspettative più alte e lui dovrà imparare a vivere con questa nuova dimensione”.
Il consiglio dell’ex numero 9 del mondo è chiaro: calma, programmazione e coraggio. “Deve fare tutto con tranquillità, pensare a se stesso, alla programmazione, e avere il coraggio di puntare in alto”.
Per Fognini, il passaggio mentale è decisivo. Entrare tra i grandi è complicato, ma restarci lo è ancora di più. “Quando arrivi lì, quello che vuoi è restarci. La difficoltà è proprio questa: all’improvviso tutti si aspettano qualcosa da te. E soprattutto inizi ad aspettarti qualcosa da te stesso”.
Fabio ha poi chiuso con un’indicazione pratica, forse la più importante per un giocatore che sta entrando in una fase nuova della carriera: “Gli ho detto di cominciare a pensare come un grande giocatore”.
Questo significa anche scegliere meglio, non inseguire ogni torneo e costruire una programmazione da top player. “Quando ti avvicini ai primi dieci, devi cambiare mentalità: non devi più pensare di giocare tutto, ma scegliere i tornei che ti permettono di rendere al massimo”.
Per Cobolli, dunque, il Roland Garros può essere stato molto più di una finale persa. Può diventare il punto di partenza di una nuova identità. Fognini lo vede già tra il quarto e il decimo posto del mondo: ora toccherà a Flavio dimostrare di poter abitare davvero quel territorio.
TAG: Fabio Fognini, Flavio Cobolli

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Ho l’impressione che Cobolli venga percepito meno rispetto al suo reale valore.
E’ da quando è esploso che si parla di lui sottovalutandolo e regolarmente raggiunge risultati di vertice.
Non sarà che lui è più forte dei vari Jodar, Fonseca ecc,ecc?
Non può essere solo coincidenza, ad Acapulco batte Tiafoe e vince un 500 molto ben frequentato , a Monaco perde da Shelton in finale, al Roland ci arriva ed impegna quello che ha battuto tutti quelli che sembrano sopra di lui, siamo così sicuri che Flavio non sia al livello dei vari Zverev, Fritz e Medvedev?
Sono proprio curioso di vedere se mi sbaglio.
Al Fogna è sfuggita la citazione del vero “tallone d’Achille” del nostro amato FLAVIO, ovvero…
…che NON SA BALLARE!!!
Ahahahah 😀
Credo che Cobolli possa stare nei primi dieci sulla terra rossa, sulle altre superfici c’è gente più forte, tipo quelli da te citati. In generale sulla terra la concorrenza è minore mentre su erba e cemento ci sono tanti giocatori competitivi e il servizio diventa una variabile importante..
Flavio è palesemente più innamorato di Carlos che di Jan. Pace. Se mai farà un altro click mentale dopo quello del 2023 (parole sue, e credo sia tutto in archivio. E alla faccia di Groucho), capisce che forse pensare durante il match non è poi così male…
Fogna ha mostrato capacità analitiche. I primi due sono su un altro pianeta, il terzo fa gara a parte, il grande vecchio é (concediamogli sembra per rispetto) ai titoli di coda. I giovani promettenti sono o rotti o altalenanti e comunque non prossimi alla top ten.
Aliassime, De Minaur, Shelton, Medvedev, Fritz e Cobolli sono tutti li in meno di mille punti e un signolo torneo puó fare la differenza di 5-6 posti. E tutti questi nomi possono fare una finale slam o vincere un mille se i primi due o tre stanno male o steccano.
Auger è l’attuale numero 4 al mondo, un po’ di rispetto, fenomeno…
questo è un amico di Sporadico… tutti nei 30 devono stare, probabilmnete lo diceva anche di Sinner…
Fateci caso, chi sono i tennisti che vanno per la maggiore? Quelli che hanno il servizio potente, preciso e costante. Purtroppo per lui, Cobolli difetta moltissimo nel servizio e difficilmente potrà salire più in alto giocando solo con la seconda palla. Zverev ha vinto mezza partita solo con la micidiale battuta. Non è detto che basta il servizio per essere dei campioni, però senza non si arriva in alto. enzo
Premesso che sono d’accordo nel pensare positivo sul futuro di Cobolli, gli auguro ogni bene e di restare tra i primi 10…. ma sbaglio o Fognini è il suo manager ora? certo che lo incorona…
Per un anno ci rimani di sicuro se cominci a fare risultati notevoli slam: sono quelli che sono li di 500 ATP che possono crollare nel breve. Un finalista slam e con magari quarti se non ci arriva e non va a Torino deve sbattere la testa al muro per dabbenagine.
Non è solo arrivarci, è il rimanerci il difficile
Fognini purtroppo non ha ancora capito la grandezza di Cobolli, che punta stabilmente alla top 3 con ottime possibilità di arrivare al numero 1 del mondo
Il discorso è che al 4 c’è Aliassime e in quel range ci sono tanti che possono essere instabili quanto Cobolli se non di più. Per cui sarebbe assurdo non sperarci. Altra cosa sono i primi tre. Tra l’altro non ci si pensa ma io lo anticipavo: il messo sotto tiro da Zverev non è certo Sinner ma Alcaraz scavalcabile nel medio periodo a seconda di come rientrerà al n 2.
Premesso che Fognini è stato top ten solo un paio di settimane nella sua carriera, e con tutto rispetto per l’uomo e atleta, perché lanciarsi in queste inutili affermazioni? Cobolli è un bravissimo tennista e ci darà altre soddisfazioni, ma dire che resterà stabilmente tra il 4 e 10 posto ce ne passa! Quest’anno data la Race sicuramente si programmera’per fare ancora i punti necessari per essere a Torino a novembre. Poi dal 2027 vediamo…diciamo che stabilmente nei 30 è già un’affermazione più consona
A fare a portare le bottiglie?
Fogna ti voglio bene ma Cobolli è arrivato in finale per grazia divina battendo Wu Tien Svajda e qualche altro scandalo, avesse potuto scegliere il miglior top ten da incontrare avrebbe scelto proprio Auger dai.
Tutti pensano di poterci stare lì..ma i posti sono limitati…
Fognini stabilmente nei dieci non c’è mai stato ci ha fatto solo una puntatina…
Non voglio polemizzare però ‘stabilmente’ è parecchio esagerato, Fognini è rimasto in top ten nove settimane (e mezzo?!)
Fogna…non esagerare!
Mi piacciono questi pensieri del Fogna.