Musetti troppo forte per Zheng, l’azzurro vola agli ottavi al Masters 1000 Cincinnati
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Nel tennis esistono le categorie, ben definite per talento, potenza, possibilità tecnico-tattiche. E quando un tennista di una o più tacche inferiori e pure poco esperto si scontra contro un giocatore più strutturato, forte e navigato, è difficile che possa esserci partita, e pure spettacolo ed emozioni. Così è andata al Masters 1000 di Cincinnati tra Lorenzo Musetti e Michael Zheng, partita senza storia vinta dall’azzurro con un sonoro 6-1 6-3 in soli 70 minuti di partita totalmente dominata dall’ex top 5 azzurro e che gli vale l’accesso agli ottavi di finale del settimo “mille” in calendario (aspetta la sorpresa Faria, o Walton). Non c’è molto da commentare nel match: Musetti è stato banalmente superiore in tutto: spinta, controllo, variazioni, servizio. Tutto. L’aspetto più evidente della superiorità del carrarino è stata la potenza dei colpi da fondo, abbinata alla sua abilità nel passare da traiettorie lente e basse, con poco peso, a sbracciate poderose con diritto e rovescio, colpi che hanno del tutto disarmato ogni velleità di Zheng, apparso troppo debole e zero flessibile per gestire le soluzioni “smart” del nostro tennista.
La partita si è subito messa bene per Lorenzo, bravo a rispondere con forza e al centro, e con poco rischio, per far perdere campo e certezze allo statunitense, entrato ben presto in una spirale negativa e finito mestamente sotto alla spinta troppo intensa dell’italiano. L’unico sussulto dell’incontro è arrivato sul 6-1 4-1 Musetti, quando l’azzurro si è un filo distratto allentando la presa visto l’enorme gap ed ha ceduto un game di battuta, anche con un paio di giocate finalmente di qualità del giovane statunitense. Poco male, nel turno di servizio successivo l’azzurro ha ripreso a spingere e gestire senza problemi, e l’americano invece ha completato la sua prestazione negativa subendo un ultimo break, del tutto disarmato e con ben poca convinzione. Si sapeva che per Zheng sarebbe stata una partita difficile, ma ci aspettava un po’ più di verve, qualche attacco alla rete, risposte a tutta per provare a mettere pressione a Musetti, invece è andato subito sotto e non ha trovato una via per risalire. Una partita da cui avrà molto da imparare, ma oggettivamente il suo tennis non sembra ancora “pronto” per esser credibile contro un giocatore forte come Lorenzo.
Musetti è stato talmente superiore in ogni settore di gioco, e Zheng talmente falloso e poco consistente in difesa, da rendere la prestazione dell’italiano nemmeno facile da giudicare. La sensazione è stata comunque buona, almeno fino al break subito nel secondo parziale. Lorenzo ha comandato con colpi in controllo ma potenti, con pochi errori e facendo le scelte giuste: rallentare col back o con un colpo bello carico di spin per poi strappare a tutto gas e spaccare la – flebile – resistenza dell’avversario; e in risposta è entrato spesso bello forte per prendersi un immediato vantaggio, anche psicologico, facendo sentire chi era il più forte in campo. Un bel piglio, e questo va oltre alle situazioni tecniche. Buono nella prestazione di Musetti soprattutto il diritto dopo il servizio, insieme a qualche lungo linea in corsa che Zheng ha guadato sfilare con una mestizia assoluta, consapevole della propria inferiorità. Ovviamente per “Muso” sarebbe stato meglio portare a termine l’opera senza quel piccolo calo, ma può starci e la sua reazione di nuovo al servizio sul 4-3 è stata buona, tornando a colpire con sicurezza e potenza, tanto da mantenere senza ulteriori patemi il gap con l’avversario.
Una vittoria comoda e importante perché Musetti centra gli ottavi a Cincinnati e sarà comunque favorito – piuttosto nettamente – contro Faria o Walton. Il tabellone è discretamente aperto e c’è spazio per fare bene per l’azzurro. Questo torneo sembrava importante per ritrovare colpi e fiducia in vista di US Open, ma visto come si sta mettendo, sognare non costa niente, anzi…
Marco Mazzoni
La cronaca
Musetti alza la prima palla del match sotto un bel sole. La battuta funziona e il diritto è già bello pesante, buon game per iniziare il match senza lasciare le briciole al giovane rivale. Zheng inizia il match mettendo in mostra la sua rapidità generale, l’arma migliore del suo repertorio, ma Musetti trova uno splendido passante lungo linea in corsa che irrigidisce lo statunitense. Michael commette errori e sul 30-40 cade nella trappola di Lorenzo, un taglio che rallenta lo scambio e provoca il suo errore, mettendone in mostra anche la scarsa esperienza. BREAK, 2-0 Musetti. Zheng cerca una immediata reazione prendendosi rischi in risposta e portandosi 0-30, ma l’azzurro non si scompone, aziona la potenza del suo diritto e con quattro punti di fila consolida l’allungo sul 3-0. Zheng non trova ritmo col diritto: quando è lui a caricarlo e spingere, sbaglia; quando deve contenere la spinta di Musetti finisce corto e così l’italiano entra ancora più forte. Nel quarto game l’americano non riesce a leggere gli schemi dell’italiano, bravo a variare e giocare prima piano e poi fortissimo. Zheng commette tre errori e scivola 0-40. Il doppio BREAK arriva sul 30-40 con un pessimo doppio fallo che di fatto ipoteca il parziale per Musetti, visto che il toscano domina il campo, facendo più o meno quello che vuole dalla riga di fondo e non deve nemmeno rischiare a tutta, è sufficiente tirare forte con intensità per provocare l’errore del giovane avversario (già 12 dopo soli cinque game). 5-0 e in risposta Lorenzo ha un set point sul 30-40 per chiudere col “bagel” ma Zheng trova coraggio, attacca e salva il terzo break di fila, muovendo finalmente lo score del match ai vantaggi (5-1). Sulla scia del game vinto, Zheng lascia correre a tutta il braccio in risposta e si porta sul 15-30 e Musetti smarrisce del tutto il servizio, incluso un doppio fallo in rete sul 30 pari che gli costa la prima palla break da difendere. È costretto a correre a rete “Lori” per una deviazione del nastro, ma per assurdo aggiusta la palla visto la rallenta molto tanto che la chiusura col rovescio cross è comoda. Si è forse un po’ seduto Musetti, altro errori banale col rovescio e seconda PB. Poco male, l’azzurro ritrova attenzione e spinta calibrata nell’angolo, con chiusura di volo sicura e vincente. Finalmente torna la prima di servizio, set point Musetti. Altra bordata di servizio e via. 6-1 Musetti. Troppo più forte di Zheng, in tutto, soprattutto una palla nettamente più pesante.
Zheng riparte al servizio nel secondo set cercando di trovare la chiave per gestire le variazioni di Musetti. La spinta di Lorenzo è nettamente superiore, tanto che ai vantaggi l’azzurro trova una risposta profonda e poi un rovescio lungo linea dei suoi che l’americano non riesce a contenere. Palla break immediata. Lorenzo la sfrutta subito con un diritto potente e carico che Zheng lascia sfilare mestamente. Altro livello, altra potenza, altra qualità del “Muso” che scatta col terzo BREAK del match e può fare corsa di testa. Michael è in chiara difficoltà a trovare costanza di rendimento ed efficacia col diritto, non gradisce le traiettorie dell’italiano e già sembra non crederci più di tanto, cambiando lato in risposta a testa bassa dopo una stecca brutta brutta. A 30 l’azzurro si porta 2-0, nemmeno senza brillare nel game, non sembra averne bisogno più di tanto. A Musetti basta giocare con potenza e margine senza perdere troppo campo per provocare l’errore dell’avversario. 15-40 nel terzo game, e con l’ennesima sbracciata di rovescio al centro, troppo potente per l’altro, Musetti strappa il quarto BREAK del match, e 3-0 “pesante”. Senza patemi Lorenzo vola 4-0, quindi Zheng riesce a prendersi un game, con qualche soluzione offensiva ben centrata. Fiammate di un talento discreto ma ancora assai acerbo per il gioco di questa categoria di tornei, con Musetti troppo più “tosto” ed efficace per i suoi mezzi attuali. Eppure Michael ci prova, ancora in risposta sul 4-1, rischiando tanto in risposta con impatti in totale anticipo, figli della perfetta conoscenza dei campi in duro e del ritmo. Musetti infatti forse, forte dell’enorme vantaggio, si distrae un po’ servendo nel sesto game, tanto da subire un paio di giocate di qualità in risposta dell’americano, e pure uno smash clamorosamente steccato ma che resta in campo come una sorta di smorzata beffarda. Lorenzo si ritrova sotto 0-40 e subisce un improvviso BREAK con un brutto doppio fallo. Evidente il calo di attenzione, con colpi lenti e l’altro finalmente più attivo. 4-2 e poi 4-3, con Michael nel momento migliore della partita. Ma è sola una fiammella, con poca speranza, perché Musetti nell’ottavo game torna a macinare tennis consistente e potente, per il 5-3, e quindi l’americano parte addirittura col doppio fallo nel nono gioco, e ne tira quindi un secondo temendo l’aggressività in risposta del due volte semifinalista Slam. 0-30. Con un attacco col back mal calibrato, Zheng crolla sotto 0-40 con tre match point per Musetti. Prova la risposta a tutta Lorenzo, impatto maestoso in contro balzo ma la palla esce lunga. Poco male, termina sul 30-40, con l’ennesimo errore marchiano col diritto di Zheng, il n.29 del suo match. Musetti continua la corsa nel torneo, e il tabellone è discretamente aperto.
Michael Zheng
vs Lorenzo Musetti 
TAG: Lorenzo Musetti, Marco Mazzoni, Masters 1000 Cincinnati 2026, Michael Zheng

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Una specie di lezione con un solo attimo di distrazione del maestro. Zheng non è stato in grado di gestire le continue variazioni di Musetti e la sua capacità di giocare palle piene di spin. L’americano si appoggia bene alla palla dell’avversario per giocare di ritmo e proprio questa sua qualità non serve a molto contro Musetti. Per ora bene così, più prime in campo e tirate più forte poi ci si avvicina al vero Musetti. Forza Lorenzo!
Lorenzo dovrebbe vincere il torneo per superare Fritz che è attualmente decimo nel ranking live, mi sa che se la scorda la tds n.8
dai, non può essere uno Zheng qualsiasi che possa impensierire il nostro musetti….
Poco da dire sul match. Sul “contorno”, sì.
Finalmente dei raccattapalle sanamente e umanamente sbragati, scomposti, ragazzini che si aggirano sacrosantamente distratti sul campo, immersi nel loro mondo. Tutto il contrario di quei poveri soldatini irreggimentati di (da) Wimbledon, imbarazzanti nei loro movimenti robotici e a scatti, studiati a tavolino per loro da pessimi maestri fascistizzanti.
Saluti
Bravo, con un tabellone così deve approfittarne
Dipende fino a dove pe si che sarà la salita, al momento se non erro è nunero 15 del mondo.
Una grande occasione per Musetti, non deve fare scherzi agli ottavi
Onestamente mi aspettavo maggiore resistenza dell’ americano.
Tutti i modi un tabellone così favorevole credo non lo avrebbe scelto nemmeno lui…
I 200 punti dei quarti sono il minimo sindacale, anche perché la testa di serie numero 8 a New York non è una chimera, soprattutto in caso di doppio forfait dei primi 2
Ho lasciato a malincuore la partita di allenamento di Musetti per seguire il Palio. Tifosi incoscienti, hanno fatto cadere il fantino Tittia, mandandolo all’ospedale. Per fortuna niente di grave per lui e il cavallo enzo
musetti on fire…oh oh oh he’s on fire….
Anch’io ho visto esattamente quanto recensito da Mazzoni. L’unico neo è stato, nel caso di Lorenzo, il servizio. Ci vogliono molte più prime in campo per accedere ai turni finali di questa categoria di tornei. Sistemato questo aspetto la risalita sarà rapidissima.
Bravissimo e, al contempo, estremamente deludente Zheng che in altre occasioni avevo visto molto più sul pezzo.