Alcaraz a US Open? Mouratoglou ci crede: “Ci sono buoni motivi per essere ottimisti, ma il problema potrebbe essere il servizio”
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US Open sì, o US Open no? L’attesa degli appassionati e del mondo della racchetta per conoscere la decisione di Carlos Alcaraz in merito al proprio rientro al quarto Slam dell’anno (da campione in carica) si è nuovamente accesa dopo l’allenamento con Holger Rune svolto presso Real Sociedad Club De Campo. I due sono stati immortalati da alcuni colleghi presenti presso la struttura di Murcia e sono girate belle foto, sorridenti e anche in campo, con qualche piccolo estratto video, ma bocche cucite e nessuna dichiarazione rilasciata da entrambi. “Alcaraz eleva il livello della sua preparazione”, si legge sul quotidiano AS, che segue giorno per giorno gli sviluppi della situazione del 7 volte campione Slam, ma si resta ancorati ad ipotesi, con una decisione che dovrebbe essere presa nella settimana corrente visto che US Open scatterà tra 12 giorni. In Spagna molti credo che nonostante gli allenamenti di Carlos abbiano preso ritmi sostenuti, rischiare il ritorno in un torneo dello Slam come quello di New York sia troppo rischioso; altri invece tengono aperta la porta alla speranza di rivederlo in campo a difendere il suo titolo, pur non al 100% della condizione. Tra questi c’è Patrick Mouratoglou, coach francese molto attivo sui social con video ed analisi sull’attualità tennistica, stavolta soffermatosi sulla situazione di Alcaraz.
“Immagino che molti siano rimasti sorpresi dalla decisione di Carlos di dare forfait a Cincinnati, perché hanno pensato ‘Se sta colpendo la palla così, dovrebbe essere in grado di competere’. Non è così semplice” afferma Mouratoglou. “Tuttavia ci sono buoni motivi per essere ottimisti. È fantastico vedere Carlos allenarsi, colpire la palla con questa intensità e tutto il resto. Sembra una preparazione normale di un giocatore. Il problema è che tutto questo è successo appena pochi giorni fa e lo Slam è orma alle porte: cosa succederebbe se iniziasse a giocare troppo presto?”.
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So good to see these two hitting the courts again @carlosalcaraz @holgerrune2003 pic.twitter.com/lUYIzmTX55
— ATP Tour (@atptour) August 17, 2026
L’allenatore francese ritiene che per Alcaraz il problema del ritorno in attività non sarebbe relativo al colpire la palla per gli scambi da fondo campo quanto il servizio. “Probabilmente in questo momento Carlos è affaticato e dolorante. Dovrebbe riuscire a gestirsi per due o tre settimane consecutive per essere pronto per uno Slam. La preparazione per un torneo del genere forse è troppo breve. Quando sei rimasto fuori così a lungo e ricominci a colpire la palla con grande intensità ogni giorno, è normale provare dolore. Il corpo ha bisogno di tempo per riabituarsi. Abbiamo visto molti video di lui mentre colpisce da fondo campo, ma non lo abbiamo ancora visto servire esprimendo tutta la sua potenza”.
“È quando si colpisce con la massima forza che il polso viene sottoposto al maggiore stress e probabilmente è in quel momento che si verifica il trauma più importante. In generale, aspetterà prima di tornare a servire completamente ai suoi livelli abituali”, conclude il coach francese. Quindi ci sono elementi che spingono all’ottimismo, ma forse è ancora presto per rischiare la competizione di uno Slam, la più dura; oppure se la scelta sarà quella di provarci potremmo vedere in campo un Carlos non al massimo, soprattutto alla battuta, il colpo dove il braccio è sottoposto alla frustata più importante, polso incluso. Come già scritto da molti giorni, restiamo nel campo delle supposizioni. Ogni parere è lecito, ma la realtà dei fatti, la reale condizione di salute e sensazioni le conoscono solo Carlos e il suo team che, al momento, restano trincerati dietro un silenzio da cortina di ferro…
Marco Mazzoni
TAG: Carlos Alcaraz, Holger Rune, Marco Mazzoni, Patrick Mouratoglou

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Il punto non è rientrare ma essere subito competitivi. Se rientra e fa una figuraccia contro un giovane USA potrebbe essere un rientro mentalmente affossante.
Il polso, a questi livelli di massiva sollecitazione, non guarirà mai del tutto. È impossibile. Bisognerà che ci conviva senza aspettarsi miracoli. Tutto il suo team medico lo sa e non ci può fare molto temo…
Ennesimo parere di qualcuno che da fuori azzarda ipotesi; Alcaraz rientrerà quando gli sarà possibile giocare senza rischiare di farsi subito male di nuovo.
Aldilà della forma di Carlitos e Jannik, che spero a buon punto, sono oltremodo felice di rivedere il bimbo-minchia sorridente. Ha il suo caratterino pepato e non sempre loquace…ma è sempre un gran bel tennista, quindi, è bello rivederlo lì con gli altri due 😉
Letteralmente solo un photoshoot pubblicitario per tenere vivo l’hype e la rilevanza mediatica. Aveva ragione quell’utente che disse che ormai i top sono influencer che giocano a tennis, e non tennisti che hanno una loro privata pagina social.
Per curiosità ho chiesto ad un ingegnere biomeccanico e lui mi ha detto che più che nel servizio il polso viene maggiormente sollecitato nella risposta al servizio, con il dritto, quando non si colpisce una palla pressoché ferma (come nel servizio) ma si deve spingere per ribattere una palla che viaggia ad oltre 200 km/h e probabilmente carica di effetto (che provoca torsioni e vibrazioni sull’attrezzo, che finiscono per scaricarsi anche sul polso).
Certo che Mouratoglou, che in genere gioca contro bambini di 6-8 anni, questi contraccolpi (dato che le palle viaggiano ai 50 km/h) non li ha mai patiti!
Ahahahah 😀
Boh! Rientrare da un infortunio così grave in un torneo con partite da 5 set….
Beh, a mezzo servizio non vincono, quindi meglio che chi vince non possa dire che c’erano e fare il pavone..
Coi capelli lunghi è inguardabile.
più facile il forfait di alcaraz rispetto a Sinner.
direi u 20% di presenza di alcaraz e un 50% di Sinner
Primo incontro vince al 100%
….
Se ci crede qs ….ma chi è???!! Siamo sicuri !!!!
Modesto parere: dovrebbe provarci senza paura, così potrà verificare in una partita vera lo stato del polso.Anche la situazione reale potrà essere più chiara ed agire di conseguenza altrimenti tutto rimane un punto interrogativo non utile anche a livello mentale.
Tic toc, il tempo passa, ancora qualche giorno e sapremo se sia Carlitos che il nostro campione dolomitico saranno della partita. Auguriamoci che entrambi partecipino allo us open, anche a mezzo servizio. Nessuno vorrebbe vedere uno Zverev o un Nole vincere un’altro slam solo perche’ non ci sono due alieni.