Shelton, Courier spiega il ko a Wimbledon: “Deve trovare il modo di brekkare più spesso”
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La sconfitta di Ben Shelton al primo turno di Wimbledon 2026 contro Otto Virtanen è stata una delle grandi sorprese dei primi giorni del torneo. Lo statunitense, reduce dal titolo ATP di Stoccarda e accreditato come testa di serie numero 4, è caduto in cinque set in un match che ha lasciato parecchi interrogativi.
A provare a spiegare il passo falso è stato Jim Courier, ex numero 1 del mondo, intervenuto a Tennis Channel. Secondo Courier, il problema di Shelton non riguarda tanto la capacità di tenere il servizio, quanto la difficoltà nel trovare soluzioni in risposta, soprattutto sull’erba di Wimbledon.
“Guardate, questo è ciò che può succedere in questo torneo più che in qualsiasi altro”, ha spiegato Courier. “Il movimento nella prima settimana è complicato per tutti. La palla resta più bassa, è più difficile strappare il servizio: e questo è stato un problema per Ben in generale, non è uno dei suoi punti forti”.
Courier ha poi indicato la strada che Shelton dovrà seguire per evitare altre sconfitte di questo tipo: “Tutti possono tenere il servizio. Lui non deve preoccuparsi di tenere il proprio turno di battuta. Deve provare a trovare il modo di brekkare più spesso”.
Una lettura severa ma precisa, soprattutto considerando il tipo di partita giocata contro Virtanen. Shelton ha potuto contare ancora una volta sulla potenza del servizio, ma non è riuscito a mettere pressione con continuità nei turni di battuta del finlandese, finendo per giocarsi tutto su margini minimi.
Per Courier, il rimpianto è ancora più grande perché il tabellone offriva allo statunitense una grande occasione. “Per me Ben sarebbe stato un vincitore a sorpresa, ma pensavo che avesse possibilità di vincere il torneo se avesse fatto tutto bene. È stato molto deludente”, ha dichiarato.
L’ex campione americano ha raccontato anche l’impatto emotivo della sconfitta su Shelton: “In conferenza stampa era solo l’ombra di se stesso, si vedeva quanto gli fosse pesata. Aveva una chiara opportunità, almeno dal punto di vista della classifica, di arrivare in semifinale qui”.
Il ko di Wimbledon arriva dopo un’altra eliminazione precoce al Roland Garros, rendendo ancora più pesante il bilancio di Shelton negli Slam del 2026. Le aspettative erano alte, soprattutto dopo il successo sull’erba di Stoccarda, ma l’All England Club ha confermato quanto sia difficile trasformare il servizio in un’arma sufficiente quando la risposta non produce abbastanza pressione.
Ora per Shelton sarà necessario voltare pagina rapidamente. La tournée nordamericana sul cemento rappresenta una fase cruciale della sua stagione, anche perché lo statunitense dovrà difendere il titolo conquistato lo scorso anno al Masters 1000 di Montreal.
All’orizzonte c’è anche lo US Open, lo Slam più speciale per lui, dove vorrà riscattare il ritiro patito al terzo turno nella passata edizione. Prima, però, servirà recuperare energie fisiche e mentali dopo una sconfitta che, per peso specifico e occasione mancata, rischia di lasciare il segno.
Il messaggio di Courier è chiaro: Shelton ha le armi per essere pericoloso, soprattutto sull’erba e sul cemento, ma per compiere il salto definitivo dovrà diventare più efficace in risposta. Solo così potrà evitare che partite come quella contro Virtanen finiscano per dipendere da pochi punti e da margini troppo sottili.
Marco Rossi
TAG: Ben Shelton, Jim Courier, Wimbledon, Wimbledon 2026

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Mi associo. Tra l’altro ho sempre ritenuto Shelton un po’ sopravvalutato, perché oltre alla risposta gli manca la visione tattica (insomma, io continuo a vederlo scriteriato).
Gli americani sono molto “casalinghi” nei loro giudizi ed all’inizio della stagione proprio Ben veniva “gasato” come pochi…
…si aspettavano addirittura 1 titolo Slam e di sicuro sperano che sia a US Open.
Il buon Shelton ha un potenziale innegabile ma negli ultimi anni non ci sono stati quei progressi indispensabili se vuole diventare un “ospite” fisso nelle SF dei Major.
Credo 😉
Se Shelton ha difficoltà a strappare il servizio, dipende evidentemnete da un limite sulla risposta. Per questo dico da tempo che deve trovare qualcuno che gliela insegni, come per quasi tutti gli statunitensi, tranne Tien.
Ma dai? Questo ha scoperto l’acqua calda 😀
In effetti…. Ma tra ik dire e il fare….
É un’analisi meno elementare di quello che il titolo suggerisce.
Shelton, e pure Fritz, sono intorno alla 70sima posizione come return rating nelle ultime 52 settimane.
Inoltre Shelton é messo peggio nell percentuale di game breakkati che in quella di punti breakkati. Se la prima statistica dice che Shelton non é un buon risponditore (per il livello che si prefigge), la seconda dice proprio quello che afferma courier, cioè che anche quelle poche volte che potrebbe non riesce a trovare il modo di breakkare. E quindi forse si, mentalmente sta piú concentrato sui suoi turni che su quelli dell avversario, mentre dovrebbe fare “un pó e un pó” a seconda della situazione.
Oppure crescere nei tiebreak come faceva Isner, ma l’idea di Courier é migliore
Ma dai… Che genio