Cocciaretto sfiora il colpaccio a Charleston: Pegula la rimonta dopo una battaglia di oltre due ore
3 commenti
Elisabetta Cocciaretto va vicinissima all’impresa negli ottavi di finale del WTA 500 di Charleston, ma alla fine deve arrendersi alla numero uno del seeding Jessica Pegula, che la supera in rimonta con il punteggio di 1-6 6-1 7-6(1) dopo 2 ore e 7 minuti di lotta. Sulla terra verde americana, l’azzurra ha accarezzato a lungo la possibilità di eliminare la padrona di casa, arrivando anche a due punti dalla vittoria nel terzo set, prima di cedere nel tie-break decisivo.
Per Pegula si aprono ora i quarti di finale contro la russa Diana Shnaider, testa di serie numero 7. Per Cocciaretto resta invece una sconfitta dolorosa, ma anche la conferma di poter giocare ad altissimo livello contro una delle giocatrici più forti del tabellone.
Primo set perfetto dell’azzurra
L’avvio di partita è stato praticamente impeccabile da parte di Cocciaretto. L’italiana ha mostrato subito grande solidità e, soprattutto, una concretezza nettamente superiore rispetto a quella di Pegula nei momenti chiave.
Già sul punteggio di 1-1, l’azzurra si è trovata ad affrontare un game molto delicato: sotto 0-40, è riuscita a cancellare tre palle break consecutive e a salvarsi ai vantaggi. Superato quel momento, è stata lei a colpire. Nel game successivo si è procurata due opportunità in risposta e ha concretizzato subito la prima per salire sul 3-1.
Cocciaretto ha poi continuato a spingere con grande lucidità. Nel quinto game ha annullato anche una palla dell’immediato controbreak e ha confermato il vantaggio, salendo sul 4-1. Poco dopo ha strappato ancora il servizio a Pegula, portandosi sul 5-1, e ha chiuso il parziale 6-1 in appena 31 minuti, confermando una superiorità netta e meritata.
La reazione di Pegula nel secondo set
Nel secondo set il copione si è ribaltato. Stavolta è stata Pegula a partire meglio nei momenti importanti, trovando il break nel quarto gioco alla seconda occasione disponibile per il 3-1. Da quel momento la statunitense ha preso completamente in mano il parziale.
Ha confermato il break per il 4-1, poi è salita sullo 0-40 in risposta nel sesto game e alla terza palla break ha allungato sul 5-1. Infine ha chiuso a zero il turno di battuta successivo, restituendo all’azzurra lo stesso punteggio del primo set: 6-1, in 29 minuti.
Terzo set, Cocciaretto ci crede fino in fondo
La frazione decisiva è stata la più intensa e combattuta. Cocciaretto è ripartita forte, trovando subito il break nel secondo game e allungando poi fino al 3-0. Quando è salita sul 4-1, la partita sembrava nuovamente nelle sue mani.
Pegula, però, ha reagito da grande giocatrice. Dal 1-4, la statunitense ha cambiato marcia, trovando il break nel settimo game e agganciando l’azzurra sul 4-4. Il momento era complicato, ma Cocciaretto ha avuto il merito di non uscire dal match: nel nono game, sotto 15-40, ha infilato quattro punti consecutivi per salire sul 5-4.
Pegula ha poi tenuto il servizio ai vantaggi per il 5-5, ma anche nell’undicesimo game Cocciaretto ha dovuto lottare ancora, annullando altre due palle break dal 15-40 e risalendo fino al 6-5. La statunitense ha però tenuto a zero il turno successivo e ha trascinato il match al tie-break.
Il tie-break premia Pegula
Nel gioco decisivo, la numero 1 del seeding è partita meglio e ha subito indirizzato l’inerzia dalla sua parte. Pegula ha trovato il minibreak iniziale, è volata sul 3-0 e poi sul 5-1 al cambio di campo. Da lì in avanti non ha più lasciato spazio all’azzurra, procurandosi cinque match point e chiudendo alla prima occasione utile per 7-1.
I numeri del match
Le statistiche raccontano una partita più equilibrata di quanto dica il risultato finale. Cocciaretto ha sfruttato 3 delle 4 palle break avute a disposizione e ha cancellato 11 delle 14 concesse all’avversaria, dimostrando grande tenuta nei momenti di massima pressione.
Alla lunga, però, Pegula ha fatto la differenza soprattutto con la prima di servizio: 74% di punti vinti contro il 59% dell’azzurra. Con la seconda, invece, i numeri sono stati molto simili: 55% per la statunitense, 54% per Cocciaretto. A pesare sul bilancio dell’italiana ci sono stati anche i 6 doppi falli.
Una sconfitta che lascia segnali positivi
Resta il rammarico, perché Cocciaretto ha davvero avuto in mano la possibilità di eliminare una delle favorite del torneo. Ma al tempo stesso questa partita lascia anche indicazioni incoraggianti: contro una top player come Pegula, l’azzurra ha giocato per lunghi tratti un tennis di altissimo livello, ha saputo reggere l’urto mentale del match e si è arresa solo dopo una battaglia vera.
A Charleston non arriva il colpo grosso, ma la prestazione conferma che Cocciaretto può ancora dire molto su questa superficie.
Jessica Pegula [1]
Elisabetta Cocciaretto [14]
Francesco Paolo Villarico
TAG: Elisabetta Cocciaretto, WTA 500 Charleston, WTA 500 Charleston 2026

Sinner
Alcaraz
Zverev
Djokovic
de Minaur
Auger-Aliassime
Fritz
Medvedev
Sabalenka
Rybakina
Swiatek
Svitolina
3 commenti
Off Topic
Non c’è la pagina del torneo juniores di Firenze.
Volevo fare il punto delle ragazze che a livello di squadra hanno ottenuto buoni risultati e domani ci saranno derby intriganti.
Vabbè! Ripeto anche quì che oggi poteva sfruttare l’occasione di una Pegula che pare al gancio, come ieri poteva approfittarne Putintseva,ma la mentalità è libera di fare la differenza nei punti decisivi.
Match della Cocciaretto dipendente ancora troppo da questioni umorali, più che tecniche,sin da quando la vidi dal vivo al Bonfiglio, contro la (tennisticamente) scomparsa tennista lussemburghese Molinaro.
Comunque,il vuoto assoluto non è dietro la Paolini, come leggo saltuariamente,ma casomai dietro Cocciaretto fino alle a quelle uscite recentemente da una trafila juniores insufficiente.
Altrimenti oggi la povera Pegula ha vinto 7-6 al terzo contro il nulla assoluto.
Una sconfitta resta una sconfitta, ma c’è modo e modo di perdere.
Si spera che questo tipo di sconfitta risulti educativa, didattica, propedeutica a future vittorie.
Per ora a me lascia solo amarezza.
Immagino a lei…
Alè Coccia, ora si torna in Europa.