Medvedev fuori a Wimbledon: “Sono davvero deluso, pensavo di poter fare bene qui”
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Daniil Medvedev saluta Wimbledon 2026 al terzo turno. Il russo è stato sconfitto da Jan-Lennard Struff con il punteggio di 7-6(4) 7-6(5) 7-5, in una partita nella quale ha avuto occasioni in tutti e tre i set ma non è riuscito a concretizzarle nei momenti decisivi.
Una sconfitta pesante per l’ex numero uno del mondo, che dopo una stagione 2025 molto complicata sembrava aver ritrovato qualche segnale positivo nei primi mesi del 2026. A Wimbledon, però, è arrivata una nuova delusione, soprattutto per il modo in cui il match gli è sfuggito.
“È deludente perdere in questo modo”, ha detto Medvedev in conferenza stampa. “Mi hanno strappato il servizio in tutti i set. Si tratta di trovare soluzioni durante la partita per vincere, e io non ho trovato quelle giuste. Avrei dovuto giocare meglio”.
Il russo non ha cercato scuse e ha riconosciuto i propri limiti nei passaggi più importanti: “Non sono riuscito a servire esattamente come volevo. Non sono riuscito a giocare come volevo nei tie-break, perché anche se stai servendo per il set puoi comunque vincerlo dopo. Lui oggi è stato migliore nei punti importanti, quindi è davvero deludente”.
Medvedev ha però escluso che si sia trattato di un blocco mentale. Secondo lui, non basta parlare di pressione: nei momenti chiave serve semplicemente eseguire meglio.
“Non credo sia mentale”, ha spiegato. “Se prendiamo per esempio i primi due match, non è successo. Ci sono partite in cui succede e altre in cui non succede. Se fosse stato un quinto set e stessi servendo per il match, allora sì, potrebbe essere mentale. Qui era terzo turno, break avanti: devi semplicemente chiudere il set”.
Per Medvedev la chiave è più tecnica che psicologica: “Non si tratta di mentalità. Si tratta di essere migliori in quel momento, fare un paio di buoni servizi, giocare qualche colpo giusto e chiudere il set”.
Il bilancio della stagione resta pieno di alti e bassi. Medvedev non nasconde la frustrazione per un rendimento ancora lontano dalla continuità dei suoi anni migliori.
“Ci sono stati molti alti e bassi, e ultimamente un po’ più bassi che alti”, ha ammesso. “Sono davvero deluso, perché sentivo di poter fare bene a Wimbledon. Non si tratta solo del risultato, ma del tennis che giochi. So che quando gioco bene posso ottenere un buon risultato o fare una buona partita”.
Contro Struff, però, quelle sensazioni non sono arrivate: “Oggi non è stato così. Anche il secondo turno è stato discutibile, credo che avrei potuto giocare meglio. È davvero deludente. Ma ci sono stati anche buoni momenti in questa stagione. L’unica cosa da fare è andare avanti e provare a fare meglio la prossima volta”.
Medvedev ha poi parlato del suo rapporto con gli Slam. Pur non nascondendo le difficoltà sulla terra, ha riconosciuto il fascino particolare di ogni grande torneo.
“Direi che tutti e quattro gli Slam sono belli a modo loro”, ha raccontato. “Solo che, per il discorso legato alla terra battuta, il Roland Garros non mi piace troppo, perché per me è difficile giocare lì. Wimbledon è sicuramente il più bello”.
Il russo ha poi citato anche l’atmosfera dello US Open: “Se parliamo del pubblico sull’Arthur Ashe, che può essere contro di te o a tuo favore, non credo ci sia un campo più elettrico. Ogni torneo è diverso. Metterei Wimbledon nella top 4, ma come ho detto è il più bello”.
Infine, Medvedev ha spiegato quale sia ancora la sua grande motivazione. Nonostante le difficoltà, il motore resta sempre lo stesso: la competizione.
“La cosa principale è competere. Voglio solo vincere ogni volta che entro in campo”, ha detto. “È un po’ deludente perché in passato c’erano partite che perdevo e altre che vincevo, ma sentivo di poter trovare soluzioni. Specialmente quando la posta in gioco è più alta, come negli Slam, dovrei essere ancora più capace di farlo”.
Ora, però, la realtà è diversa: “In questo momento non è esattamente così. Ci sono più alti e bassi, come ho detto parlando della stagione. Ma l’unica cosa che posso fare è provare a fare meglio la prossima volta. E se non funziona, non funziona”.
Medvedev lascia Wimbledon con amarezza e senza alibi. La stagione nordamericana sul cemento, la sua superficie preferita, diventa ora l’occasione per ritrovare il proprio tennis, ricostruire fiducia e provare a trasformare una stagione irregolare in qualcosa di più solido.
TAG: Daniil Medvedev, Wimbledon, Wimbledon 2026

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Wimledon è bello ma non è per tutti, e lui è più da cemento che erba anche se è veloce