Bublik: “Se devo perdere, perderò… ma voglio uscire dal campo sapendo di aver dato tutto”
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Alexander Bublik ha iniziato con il piede giusto il suo cammino all’ATP 500 di Rotterdam, firmando una vittoria di prestigio contro Hubert Hurkacz al termine di una battaglia molto combattuta. Il kazako ha mostrato una versione diversa di sé rispetto al passato e, a fine match, ha parlato apertamente del cambio di mentalità che lo ha portato fino alla top 10 del ranking ATP.
Il “nuovo” Bublik sembra molto più solido e concentrato. Il suo carattere imprevedibile non è scomparso, ma quando il punto è in gioco ora lotta su ogni scambio. Contro Hurkacz, uno dei migliori battitori del circuito, è riuscito a strappare il servizio e a salvare due palle break nell’ultimo game, chiudendo il match con grande freddezza.
Nel post-partita, il kazako ha spiegato così la sua evoluzione:
“Credo di essere maturato un po’. A volte preferirei restare a casa piuttosto che essere qui, ma se sono venuto, voglio lottare fino alla fine. Se devo perdere, perderò. Non c’è problema. Però voglio stare in pace con me stesso sapendo di aver dato tutto. Oggi l’ho fatto”.
Bublik ha ammesso che in passato tendeva ad arrendersi quando le cose non andavano come voleva, mentre ora l’atteggiamento è cambiato:
“Avrei potuto perdere 7-6 6-4 o in tre set. Mi sono detto: se perdo, perdo. Ma non vengo qui per buttare via la prima partita se qualcosa va storto. In quel caso, preferisco restare a casa”.
Il kazako arriva a Rotterdam dopo settimane molto intense: il titolo a Hong Kong, gli ottavi all’Australian Open e la Coppa Davis con il Kazakistan. Persino sua moglie gli aveva suggerito di prendersi una pausa, ma lui ha scelto comunque di giocare, commentando la situazione con il solito umorismo.
“Chi ti ha detto questa cosa? È solo una partita. Non ho mai superato il secondo turno qui. Pensavo che se avessi perso, sarebbe stata l’ultima volta a Rotterdam. Sono contento di aver vinto. È stata una partita difficile. Decisiva. A dire la verità, di livello molto basso. Credo che abbiamo giocato piuttosto male”.
Secondo Bublik, l’incontro si è deciso per pochi dettagli:
“Ho avuto fortuna che abbia commesso un paio di errori nei momenti giusti. Stava servendo per vincere la partita. Mi ha regalato il game. Per me si è trattato solo di chi ha avuto più fortuna”.
Agli ottavi di finale affronterà Jan-Lennard Struff, altro grande battitore e giocatore molto aggressivo. Un test impegnativo per capire se questa nuova versione di Bublik, più matura e competitiva, potrà davvero confermarsi ai vertici del circuito.
Marco Rossi
TAG: Alexander Bublik

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5 commenti
È in top10!!…come si fa a dire che non sarà mai un top-player??
In qualsiasi sport un atleta che si trovi nei primi 20-30 al mondo è yn top-player
è già un top player, se diventa costante nel rendimento e lavora sulla fase difensiva può ambire alla terza posizione mondiale.
Bublik, lo sappiamo tutti, vale la top-10… il problema è la testa, che da un certo punto di vista è positiva, perché dà sempre spettacolo, dall’altro è negativa, perché è troppo discontinuo… ovviamente da appassionato mi auguro riesca a trovare il suo equilibrio, razionalmente dubito sarà mai un top-player, un po’ come Kyrgios, che voi tanto odiate, ma a tennis, quando stava fisicamente bene, ci sapeva giocare eccome
Perdere e perderemo!!!
“..non ho capito scusi…”
Con de minaur si è proprio visto