Il doppio ATP si ribella: “Il nostro tour, il nostro futuro. No a meno opportunità dal 2028”
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Il circuito ATP di doppio è in fermento. Nelle ultime ore è emersa la possibilità che l’ATP stia valutando alcune modifiche per il 2028 destinate a incidere in modo significativo sulla vita professionale dei giocatori specializzati nel doppio.
Le proposte, secondo quanto denunciato dagli stessi tennisti, prevederebbero tabelloni più piccoli, con una conseguente riduzione delle opportunità per molti giocatori di competere stabilmente nel circuito e di costruire una carriera sostenibile.
La reazione non si è fatta attendere. I giocatori di doppio hanno diffuso un comunicato congiunto, chiedendo all’ATP una retromarcia immediata e l’apertura di un confronto reale con chi sarebbe direttamente colpito da questi cambiamenti.
“Il nostro tour, il nostro futuro”, si legge nel messaggio. “L’ATP sta considerando piani per il 2028 che ridurrebbero in modo significativo le opportunità nell’ATP Tour”.
Il nodo principale riguarda la riduzione dei tabelloni: “Le proposte includono tabelloni di doppio più piccoli, concentrando una maggiore quantità di denaro tra meno giocatori e riducendo le opportunità degli altri di guadagnarsi da vivere”.
Il malcontento riguarda anche il metodo. I giocatori denunciano una mancanza di trasparenza e una comunicazione insufficiente da parte dell’ATP: “Tutto questo sta accadendo senza trasparenza e con una mancanza di comunicazione con i giocatori che vedranno le proprie carriere più danneggiate. Crediamo che questa decisione sia sbagliata e che rappresenti la strada errata per il nostro sport”.
Nel comunicato viene ribadito il valore storico e sportivo del doppio: “Il doppio è la nostra eredità. Siamo tutti tennisti professionisti e molti di noi hanno trovato il successo nel doppio. Il doppio è sempre stato una parte integrante del tennis, si gioca in ogni Slam, ai Giochi Olimpici e in Coppa Davis, ed è sempre stato parte dell’identità del nostro sport”.
Secondo i giocatori, l’impatto di eventuali tagli andrebbe ben oltre il circuito ATP. Non sarebbero coinvolti soltanto gli atleti, ma anche allenatori, fisioterapisti, federazioni nazionali, club e giovani che sognano di diventare professionisti.
“L’impatto di queste proposte va molto oltre il circuito ATP”, prosegue il comunicato. “Colpisce allenatori, fisioterapisti, federazioni nazionali, club in tutto il mondo e una nuova generazione di giocatori che sogna di diventare professionista”.
La richiesta finale è chiara: “In un momento in cui il tennis è più forte che mai, dovremmo rafforzare ogni parte di questo sport, non ridurre le opportunità. Chiediamo con urgenza all’ATP di eliminare queste proposte e di avviare un dialogo significativo e costruttivo con i giocatori per far crescere ancora di più il tennis”.
La questione ora passa nelle mani dell’ATP. Resta da capire se i vertici del circuito ascolteranno la protesta dei doppisti o se procederanno con riforme che rischiano di cambiare profondamente il volto della specialità.
Il doppio, spesso considerato una parte meno centrale del prodotto tennistico, continua però ad avere un ruolo fondamentale nella tradizione dello sport. Ridurne gli spazi significherebbe modificare non solo un settore del circuito, ma anche una parte dell’identità del tennis.
La protesta dei giocatori lancia un messaggio netto: il doppio non vuole essere trattato come una componente accessoria. Vuole restare una carriera possibile, sostenibile e riconosciuta. E soprattutto chiede di essere coinvolto nelle decisioni che determineranno il suo futuro.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Circuito ATP, Doppio

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