Giovani spagnoli crescono: prime semifinali ATP per Jodar e Merida
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È una settimana molto interessante per il tennis spagnolo. Recentemente avevamo riportato un dato preoccupante per il movimento iberico: Alcaraz n.1 del mondo in classifica, ma dietro un vero e proprio vuoto con il record negativo di soli quattro tennisti tra i primi cento nel ranking, situazione che non si era verificata in 38 anni. La situazione sta decisamente migliorando, con sei giocatori attualmente nei primi cento al mondo e una tendenza assai positiva grazie al recente ottimo Miami Open di Martin Landaluce (n.106 questa settimana) e anche di Daniel Merida, per la prima volta sbarcato in semifinale in un torneo ATP a Bucarest, insieme al giovane connazionale Jodar a caccia di un posto in finale a Marrakech. Sono le prime semifinali ATP per i due talenti spagnoli, bravi nel superare momenti non facili e continuare la propria corsa sognando il successo finale.
Il 21enne Daniel Merida a Bucarest ha annullato tre match point nel tiebreak del secondo set prima di imporsi sul francese Titouan Droguet (n. 122 del ranking) con il punteggio di 4-6 7-6 (9/7) 3-1 ritiro. Una grande battaglia che gli permette di affrontare il magiaro Marozsan senza niente da perdere. È stata una giornata davvero intensa e lunga per il madrileno, visto che per colpa della pioggia caduta insistentemente sulla capitale rumena era stato costretto ad un doppio impegno: nella mattinata aveva già superato un altro francese, Adrian Mannarino, in rimonta per 4-6 6-2 6-2. Un risultato di grande valore, considerando che Merida era entrato in tabellone passando dalle qualificazioni. Potrebbe essere il torneo della svolta per il giovane spagnolo: partito da n. 136 del mondo, è già virtualmente n. 114 nel ranking Live, e in caso di clamoroso successo finale riuscirebbe a portarsi a 708 punti e quindi tra i primi cento al mondo.
“Sono molto contento per le partite che ho vinto, sempre sul filo, sia al primo turno sia in questo. Ma è proprio questo che mi definisce: sono un giocatore combattivo, che non molla mai. Darò tutto per raggiungere la finale», ha dichiarato Merida al termine del match. “È stata una settimana incredibile. Sono davvero soddisfatto dei miei successi: al limite al primo turno, al limite anche qui. Però è la mia identità in campo: un lottatore che non si lascia andare. Sono felice per la vittoria, per aver raggiunto la mia prima semifinale ATP, e sabato darò tutto per conquistare la finale. Arrivare fin qui e centrare la mia prima semifinale è qualcosa di enorme. Spero di essere pronto per competere ancora ad alto livello nel prossimo match”, ha concluso il madrileno.
A soli 19 anni, anche Jodar continua la sua eccellente corsa che l’ha già portato tra i primi cento nel ranking mondiale, inserendo esperienze di alto livello ad un tennis assai interessante. Attualmente Rafael è n.89, ma nella classifica Live si è già attestato alla 75esima posizione, con la chiara ambizione di battere in semifinale a Marrakech l’argentino Ugo Carabelli e così puntare al primo titolo al livello ATP. Un quarto di finale segnato dalle cattive condizioni di Muller, che si è ritirato all’avvio del secondo set, lasciando strada libera allo spagnolo. “Oggi è stata una giornata difficile”, ha invece dichiarato Jodar nell’intervista post-partita in Marocco. “Non è così che si vorrebbe vincere un incontro. Auguro il meglio ad Alex, spero che si riprenda presto e torni in campo il prima possibile. Sono felice di essere in semifinale, ma non in questo modo”. Jodar ha iniziato il 2026 (poco dopo esser diventato a tutti gli effetti professionista, lasciando il College) con la finale raggiunta al qualificato Challenger di Canberra, battuto dall’altro giovane talento Blockx. Quindi ha passato le dure qualificazioni dell’Australian Open e passato il primo turno, arrendendosi alla potenza di Mensik. Poi è volato negli USA dove ha battuto giocatori come Quinn e Norrie tra Delray Beach e Acapulco, mentre nei primi due mille non ha avuto fortuna a Indian Wells, subito estromesso da Tabilo, e invece ha convinto a Miami, dove ha passato le qualificazioni ed è sbarcato al terzo turno. Ora sulla terra battuta ha la possibilità di puntare al primo titolo in carriera, magari affrontando Luciano Darderi in finale, se l’azzurro supererà il sorprendente Trungelliti. Prima però Jodar dovrà battere Ugo Carabelli: è una sfida inedita.
Marco Mazzoni
TAG: ATP 250 Bucarest 2026, ATP 250 Marrakech 2026, Daniel Merida, Marco Mazzoni, Rafael Jodar

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La scuola c’é, fino a 4 anni fa si parlava che 7-8 coach di top 10 erano Spagnoli. Figuriamoci se non tirano fuori altre mandate di top 100.
Arrivare a 2 top ten e 4 top 20 tutti insieme é un altro paio di maniche
Bravi!
L’infortunio di Muller immagino sia stato un ritiro precauzionale visto che oggi gioca a Montecarlo.
Detto cio’ Jodar lo vedo favorito con Carabelli, mentre Merida lo vedo chiuso da Maroszan, ma mai dire mai.