Lorenzo Musetti riparte da Tokyo: «Nessuna lesione, ma il tennis moderno presenta il conto»
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L’azzurro torna sul malessere accusato agli US Open e guarda alla trasferta asiatica. Nel programma anche Shanghai, Lione, Vienna e Parigi-Bercy, con una speranza chiamata ATP Finals
Lorenzo Musetti è pronto a ripartire dopo il difficile epilogo degli US Open. Intervistato oggi da Sky Sport, il tennista italiano ha tranquillizzato sulle proprie condizioni fisiche, analizzato il problema degli infortuni nel circuito moderno e presentato il calendario che seguirà nell’ultima parte della stagione.
Il carrarino tornerà in campo a Tokyo, primo appuntamento di una trasferta asiatica che potrebbe risultare decisiva anche per le sue residue possibilità di qualificarsi alle ATP Finals di Torino.
Il malessere agli US Open: «Mi sentivo paralizzato»
A New York Musetti era stato eliminato al secondo turno dall’australiano Dane Sweeny con il punteggio di 3-6, 6-1, 6-2, 6-2. Dopo aver controllato il primo parziale, l’azzurro aveva accusato un improvviso calo di energie che gli aveva impedito di muoversi e competere normalmente.
Nell’intervista concessa a Sky Sport subito dopo la partita, Musetti non aveva nascosto la propria amarezza.
«C’è tantissima amarezza e frustrazione per quello che ho mostrato in campo. Dopo un primo set controllato abbastanza bene, ho avvertito un calo improvviso di energie. Mi sentivo praticamente paralizzato, specialmente nelle gambe».
Lo staff aveva provato a intervenire con ghiaccio, zuccheri e alcune pause, senza però riuscire a migliorare la situazione. Musetti aveva comunque scelto di concludere l’incontro per evitare un altro ritiro in una stagione già condizionata da diversi problemi.
«Onestamente sono stufo di ritirarmi, sono stufo di queste cose. Quest’anno mi sembra veramente un’Odissea, visto che è uscito anche il film. C’è da accettarlo e andare avanti».
Musetti rassicura: «Non ci sono state lesioni»
A distanza di alcuni giorni, il numero azzurro ha avuto il tempo di analizzare quanto accaduto. Il malessere era arrivato proprio quando sentiva di aver recuperato un buon livello dopo i lunghi stop affrontati durante la stagione.
«Ho avuto del tempo per metabolizzare e analizzare quello che è successo. Sicuramente non ci voleva, perché sentivo di aver ritrovato un livello ottimale».
Le valutazioni effettuate successivamente hanno però escluso problemi fisici strutturali. L’episodio sarebbe stato provocato soprattutto dalle impegnative condizioni climatiche incontrate a New York.
«Non ci sono state né lesioni né infortuni, soltanto un brutto episodio accaduto forse per le condizioni climatiche. Ora l’importante è riallenarsi e ripartire con il piede giusto per la trasferta asiatica».
«Gli infortuni sono il problema principale del tennis moderno»
Musetti ha quindi allargato la propria riflessione alle difficoltà affrontate dai giocatori in un circuito caratterizzato da un calendario particolarmente intenso e da richieste atletiche sempre più elevate.
«Negli ultimi anni il tennis è cresciuto molto, anche in termini di richieste fisiche e mentali. Questo ha sicuramente portato a un incremento degli infortuni».
Secondo l’azzurro, neppure la qualità della preparazione atletica dei migliori giocatori del mondo è sufficiente per eliminare completamente i rischi.
«Con un calendario così fitto e un’intensità così alta, purtroppo anche i migliori giocatori del mondo non sono riusciti a evitare gli infortuni. Credo sia il problema principale del tennis moderno».
Una considerazione maturata anche attraverso la propria esperienza. Nel 2026 Musetti è stato costretto al ritiro contro Novak Djokovic nei quarti degli Australian Open mentre conduceva per due set a zero. Un successivo problema alla coscia gli ha poi impedito di disputare il Roland Garros e Wimbledon.
Il calendario: Tokyo, Shanghai e tre tornei indoor
La programmazione per il finale di stagione è già stata definita. Musetti partirà a breve per il Giappone e disputerà due importanti appuntamenti sul cemento asiatico.
«Adesso partirò per Tokyo. Il mio calendario sarà Tokyo, Shanghai e poi rientrerò in Europa per la stagione indoor, giocando Lione, Vienna e Parigi-Bercy».
Cinque tornei nei quali l’italiano cercherà soprattutto di ritrovare continuità e fiducia. I primi due appuntamenti saranno però decisivi anche per capire se potrà rientrare concretamente nella corsa alle ATP Finals di Torino.
«Rimane sempre uno spiraglio di luce verso le Finals, ma lo vedremo subito: dovrebbero andare molto bene i primi due tornei per poter ambire a quel posto».
La missione appare complicata, ma Musetti non ha ancora rinunciato. La priorità sarà presentarsi in buone condizioni a Tokyo e lasciarsi definitivamente alle spalle un 2026 che, fino a questo momento, gli ha riservato molti più ostacoli di quanto avrebbe meritato.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Italiani, Lorenzo Musetti

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Musetti è di gran lunga il giocatore italiano con più talento dai tempo di Panatta, e fra i più talentuosi al mondo. Un artista frenato dall’essere nato in un’epoca in cui di arte, nel tennis, ne è rimasta ben poca a favore di bombardieri che fanno a gara a chi spara di più.
25/30 anni fa avrebbe raccolto quel che merita un braccio come il suo invece di fare il secondo violino.
Ok ma Perlas non è che porta avanti uno stile da discesa a rete Australiana! Per quello a limite prenda Cahill nel post Sinner!
Caro Musetti, segui le indicazioni dell’utente Pier no guest, e tornerai agli antichi fasti (Napoli…)
Secondo me Musetti ha ragione, troppi infortuni e coccoloni sono il problema
Se Musetti avesse detto che voleva ritrovare il suo gioco, ti spollicerei verde per l’ironia, trattandosi invece di una presa in giro di altro utente mi piace meno
Dopo tutti questi anni siamo ancora lì, alle “crisi paralizzanti”, ossia agli attacchi di panico, perché di quello si tratta (vi ricordate la semifinale di Firenze nel 2022 contro Auger?)
Se non affronta questo enorme problema psicologico e mentale tutte le volte si ripresenterà.
Ma immagino che Musetti, da buon toscano un po’ agricolo e vecchio stampo, consideri l’affrontare il disagio psichico una roba da “grulli”…
infatti il problema per me non è tecnico, ma tattico
semplicemente non va a rete quanto il suo braccio permetterebbe
è lento come tempo di reazione ed è costretto a giocare dai teloni
questo lo espone agli infortuni
nel migliore dei casi arriva cotto in fondo ai tornei
Le Finals??
Non so neanche come faccia a pensarle in questo momento, un po’ di realismo dai!
La scoperta dell’acqua calda. Il tennis odierno logora e presenta il conto…una scoperta sensazionale,..
Dall’attuale posizione ATP di Musetti ai primi 8 ci sono 1100 punti ATP di distanza da colmare. Che possono diventare meno se il n.8 arriva alle ATP finals con 200-500 punti in meno rispetto ad adesso. Compresi i 200 punti ATP delle ATP Finals 2025, Musetti scalera da qui a fine anno 880 punti ATP sicche ne dovrebbe fare 1980 cioè circa 2000. Ma se il n.8 che oggi ha un punteggione sopra la media dei n.8 cala il suo punteggio appunto potrebbe anche bastarne realizzarne 1500-1700.
Il problema non è quanti … ma come riuscirci a farli.
Adesso come adesso è difficile pronosticare che ne realizzi più di 500, oltre dovrebbe ripetere il tour de force del 2025 ( e quindi rompersi e saltare in aria di nuovo ).
Anche raggiungendo i quarti di finale e semifinali nei due ATP 1000, il che vorrebbe dire realizzare dei grandi tornei, partendo dalla posizione di classifica attuale, sarebbero solo 600 punti ATP.
Dovrebbe vincere quindi due ATP 500 per riuscire ad arrivare a 1600 punti ATP.
Il che è molto dura, se non quasi impossibile.
Altro discorso sul giocare troppo: tutti questi giovani fanno gli storici del tennis come fossero un Djokovic anziano che ha vissuto tutte le ere. Diventano abili gestori della stagione saltando tornei e poi però giocano a nastro tornei ed esibizioni per recuperare posizioni. Non è che sarebbe meglio giocare con normalità sin dall’ inizio senza rallentare o aumentarei carichi nevroticamente?
La mossa la mossa Perlas non l’ho capita: era un affiancare o un sostituire Tartarini? Era mettere il maestro a foglio rosa? O sostituisci o rischi di incrinare un equilibrio che ha portato in alto. Inoltre il problema non è tecnico ma di salto di qualità mentale ed agonistico di cazzimma da vittoria di tornei. Lo aveva già individuato perdendo con Rune.
a me pare che i tennisti di oggi siano mediamente più forti di quelli di 20 anni fa. Come colpi, ma soprattutto come fisico.
Ecco un esempio di come la classifica valuta solo i risultati dei giocatori e non il loro valore.
Musetti vale ancora i primi 10 come livello tecnico, purtroppo non avendo giocato per infortunio, è matematicamente destinato ad uscire dai primi 20 la prossima settimana.
Questo cosa causa ? Non potrà essere tra le teste di serie migliori nei tornei, con rischio di beccare turni duri già nei primi match, e per gli avversari di beccarlo subito come testa di serie n.20 o anche oltre, ma essendo un giocatori di valore superiore.
Essendo non tra le prime 8 teste di serie nei tornei che contano di più, la risalita quindi sarà molto difficile, ma secondo me ritorna almeno nella top 10 ed anche a breve tra l’altro, questione di 2027, comunque, visto che nel 2025 aveva messo insieme tanti punti ATP a fine stagione.
Solo a me sembrano dichiarazioni che denotano scarsa lucidità?
il tennis non è assolutamente cresciuto come livello, ma si è velocizzato in modo talmente evidente che col suo rovescio non ci sta più dietro.
Ed è un peccato, perchè solo 15-20 anni fa il suo talento lo avrebbe portato più in alto.
Puntare alle finals poi mi sembra un ottimismo fantasioso.
al di là della stanchezza di giocare 5, dico 5 tornei di fila, in indoor le condizioni sono ancora più rapide e indubbiamente lo penalizzano.
Se incontra l’antitennis Perricard potrebbe anche perdere per esempio
Punta ancora alle Finals? Auguri!
La race era già andata dopo l’ennesimo infortunio a Roma e il ritiro a RG e Wimbledon.. al netto del crollo fisico avuto agli Us Open per ora sta facendo benino su cemento, non certo la sua superficie preferita, e, fisico permettendo, l’obiettivo ora è chiudere la stagione nella top-20… poi, ho già avuto modo di dirlo, per fare il definitivo salto di qualità non vedo altre strade che rinunciare a Tartarini, anche se non sarà semplice trovare un coach adatto al suo carattere, che lo prepari non solo a livello tecnico e tattico, ma anche e soprattutto a livello mentale
Caro Muso, prendi esempio da Zverev che, nonostante combatta col diabete, arriva quasi sempre fino in fondo
@ Giampi (#4684142)
Praticamente quello che ha detto Musetti….
@ Pirr (#4684161)
Forse non hai capito che era ironico…
Finchè non si affiderà ad un mental coach, di quelli bravi (tipo quella che aiuto Marcell Jacobs a vincere le olimpiadi) queste crisi nervoso, muscolari, respiratorie sarà difficile che spariscano, troppa tensione nel modo in cui vive la partita, soprattutto se importante.
@ Bagel (#4684163)
Ritrovare il suo gioco? Perché, ne ha praticato un’altro? enzo
Non sarà che Musetti è “gracilino” a mia insaputa enzo
Ma perché scrivete “speranza ATP finals”? Dovrebbe fare tipo 2500 punti, ce ne sono in palio 3mila, praticamente un finale di stagione alla Sinner.
Siamo realisti, l’obiettivo di fine stagione é ritrovare il suo gioco e magari restare nelle tds per gli AO, visto che in race é 31simo
@ JannikUberAlles (#4684158)
Sono un gran tifoso del musu ma hai ragione adesso sono scarsi fisicamente rispetto alle generazioni precedenti purtroppo è così
Pazzesca dichiarazione di Muso: «Negli ultimi anni il tennis è cresciuto molto, anche in termini di richieste fisiche e mentali. Questo ha sicuramente portato a un incremento degli infortuni».
Eppure i grandi “divanisti” di LT, qualcuno ha visto anche una racchetta ad meno di 10 metri di distanza, rimpiangono il GRANDE TENNIS dei “bei tempi” dei Big-4…
…quello era il “vero” gioco, quelli erano grandi atleti e pure in top-50 c’erano giocatori in grado di sculacciare i migliori top-10 di oggi!!!
Altro che bau bau micio micio 😀
inesauribile il filone comico toscano…
Mah, non è che gioca da 15 anni, e non so, ma da quando sarebbe cresciuta tutta questa intensità? Dal 2024, dal 2025? Quando avrebbero aumentato il numero di tornei? Adesso, improvvisamente tutti trovano motivi per gli infortuni..due o tre anni fa non mi pare che ci fosse questa litania, questo piagnisteo..la verità è che il 75% degli infortuni avvengono in allenamento e gli infortuni aumentano in tutti gli sport compresi il golf, il badminton e le freccette..in questo momento ci sono 60 giocatori di serie A infortunati. Semplicemente siamo arrivati al limite psicofisico oltre il quale lo sport agonistico diventa insostenibile e gli atleti portano la loro fisicità al punto di rottura.. più in alto, più veloce, più forte e poi boom..
Le Finals?!?!?
È 31 nella race, mi pare.
La matematica non lo condanna, il buon senso forse.
Sempre forza Lorenzo, in ogni caso!