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Dal tennis universitario al circuito ITF: la scommessa di Maes e Ganchev. ATP, arriva il congedo di paternità. Il servizio militare che interrompe le carriere dei sudcoreani. Pegula rinuncia a Singapore dopo 19 partite in poco più di un mese

16/09/2026 12:20 Nessun commento
Casper Ruud nella foto - Foto Getty Images
Casper Ruud nella foto - Foto Getty Images

Le nuove regole del ranking tutelano i giocatori diventati genitori. In Corea del Sud una carriera può essere interrotta dalla leva obbligatoria, mentre due ex universitari inseguono il professionismo
Il tennis professionistico non vive soltanto di risultati, classifiche e grandi tornei. Dietro il circuito si nascondono storie personali, nuove regole e percorsi molto diversi tra loro. Dall’introduzione del congedo di paternità nell’ATP alle difficoltà incontrate dai giocatori sudcoreani per il servizio militare, passando per due ex tennisti universitari che hanno deciso di tentare l’avventura tra gli ITF. Nel circuito femminile, intanto, Jessica Pegula ha rinunciato al torneo di Singapore dopo un periodo particolarmente intenso.

ATP, arriva il congedo di paternità
Tra le novità introdotte nel regolamento ATP del 2026 figura una specifica esenzione legata alla nascita o all’adozione di un figlio. Un giocatore può rinunciare a un Masters 1000 o a un ATP 500 senza ricevere una multa e senza vedersi assegnare uno zero nel ranking, purché il ritiro avvenga nella finestra prevista dal regolamento.
Il primo tennista a beneficiare della nuova disposizione è stato Casper Ruud. Il norvegese aveva concluso la propria partecipazione agli Australian Open il 26 gennaio, mentre la figlia è nata quattro giorni dopo. Ruud ha quindi rinunciato all’ATP 500 di Dallas e alla successiva sfida di Coppa Davis contro la Gran Bretagna.
La ATP ha modificato anche il sistema di calcolo della classifica: ora vengono considerati i migliori 18 risultati di ogni giocatore anziché 19. Per i primi 30 del mondo diminuisce inoltre da cinque a quattro il numero degli ATP 500 obbligatori, concedendo una settimana in più nella quale programmare il riposo.

Il servizio militare che interrompe le carriere dei sudcoreani
Per i tennisti sudcoreani la programmazione della carriera deve tenere conto anche del servizio militare obbligatorio, che nell’esercito dura circa 18 mesi. Un’interruzione così lunga può provocare una pesante perdita di posizioni e rendere particolarmente complicato il ritorno nel circuito.
È quanto accaduto a Seong-chan Hong, arrivato al numero 139 ATP nel settembre 2024. Dopo essersi arruolato nel gennaio 2025, il sudcoreano è rientrato alle competizioni con una classifica superiore alla millesima posizione ed è stato costretto a ricominciare praticamente da zero.
Esiste però la possibilità di ottenere un’esenzione grazie a risultati sportivi di particolare prestigio, come una medaglia d’oro agli Asian Games. In questo caso gli atleti devono completare soltanto un breve periodo di addestramento di base.
Soonwoo Kwon ha raccontato di aver sfruttato la regolarità della vita militare per lavorare sui propri punti deboli e migliorare la condizione fisica. Dopo aver completato il servizio, è riuscito a vincere tre tornei Challenger e a qualificarsi per Wimbledon.

Dal tennis universitario al circuito ITF: la scommessa di Maes e Ganchev
Sacha Maes e Alex Ganchev hanno invece scelto una strada completamente diversa. Dopo quattro anni trascorsi nella squadra della Tufts University, i due ex capitani hanno deciso di non abbandonare il tennis e di tentare insieme l’ingresso nel circuito professionistico.
Il debutto è stato sorprendente, con la finale raggiunta immediatamente al primo torneo disputato. Il passaggio al professionismo ha però mostrato presto tutte le sue difficoltà: nei quattro appuntamenti successivi Maes e Ganchev hanno raccolto soltanto tre punti ATP.
I due attraversano l’Europa prevalentemente in automobile, spostandosi tra Bosnia-Erzegovina, Serbia, Macedonia del Nord e Slovenia. Ogni settimana devono affrontare qualificazioni, trasferimenti e spese, inseguendo l’obiettivo di dimostrare che anche un percorso nella Division III universitaria può condurre al tennis professionistico.

Pegula rinuncia a Singapore dopo 19 partite in poco più di un mese
Nel circuito femminile, Jessica Pegula ha annunciato il ritiro dal WTA 500 di Singapore, in programma dal 21 settembre. La statunitense, numero 3 del mondo e prima testa di serie prevista nel tabellone, ha spiegato di non essere ancora pronta per tornare in campo al livello richiesto.
Pegula ha disputato 19 incontri in poco più di un mese, raggiungendo la finale a Washington e Cincinnati, gli ottavi in Canada e la semifinale agli US Open. Un carico di lavoro che l’ha convinta a concedersi un periodo di recupero.
La sua è la settima rinuncia importante registrata dal torneo di Singapore. Nel tabellone restano, tra le altre, Alexandra Eala, Mirra Andreeva e Amanda Anisimova, che potranno approfittare dell’assenza della statunitense per provare a conquistare un titolo diventato ancora più aperto.



Marco Rossi


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