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US Open, Sabalenka paga la rabbia della finale: multa da 7.500 dollari

15/09/2026 14:03 Nessun commento
Aryna Sabalenka nella foto - Foto Getty Images
Aryna Sabalenka nella foto - Foto Getty Images

L’immagine di Aryna Sabalenka mentre distrugge la propria racchetta dopo la finale dello US Open 2026 ha fatto rapidamente il giro del mondo. La reazione seguita alla sconfitta contro Elena Rybakina ha avuto anche una conseguenza economica: la bielorussa è stata multata di 7.500 dollari per abuso di racchetta e attrezzatura.
Sabalenka, battuta dalla kazaka per 6-4, 5-7, 6-2, ha scaricato tutta la propria frustrazione pochi istanti dopo la conclusione dell’incontro. La numero due mondiale ha ripetutamente colpito la racchetta contro il terreno fino a romperla, prima della cerimonia di premiazione.
Il gesto è stato inserito con una multa superiore a quella ricevuta da diversi giocatori per episodi analoghi.

Come funzionano le sanzioni nei tornei del Grande Slam
Il codice di condotta dei tornei del Grande Slam contempla numerose infrazioni, tra cui abuso di racchetta o attrezzatura, lancio della pallina, oscenità udibili, abusi verbali, comportamento antisportivo e mancato rispetto delle regole relative all’abbigliamento.
Occorre distinguere tra il provvedimento preso durante l’incontro e la successiva sanzione economica. In campo, il giudice di sedia può applicare la progressione prevista dal codice, partendo dal warning e arrivando, in caso di ulteriori violazioni, alla perdita del punto, del game o persino alla squalifica. La multa può invece essere stabilita anche successivamente, dopo la valutazione dell’episodio da parte degli organi del torneo.
L’importo non dipende esclusivamente dal numero di colpi inferti alla racchetta, ma viene determinato tenendo conto della natura e della gravità dell’episodio. Le somme vengono generalmente trattenute dal prize money maturato dal giocatore nella competizione.
Sabalenka ha spiegato in conferenza stampa di aver sentito la necessità di liberare immediatamente la tensione accumulata: “È davvero difficile controllare le emozioni quando perdi una finale Slam e stai cercando di conquistare il terzo titolo consecutivo. Volevo soltanto far uscire tutto”.

Oltre 112.000 dollari di multe a New York
Il bilancio disciplinare dell’edizione 2026 parla di 112.500 dollari complessivi di sanzioni, distribuiti tra 20 infrazioni commesse da 19 giocatori. L’abuso di racchetta è stato uno dei comportamenti maggiormente puniti. Tra i tennisti multati per questo motivo figurano anche Arthur Fils, Francisco Cerúndolo, Dalibor Svrcina, Luciano Darderi e Corentin Moutet.
Moutet ha ricevuto due sanzioni differenti: 5.000 dollari per abuso di racchetta o attrezzatura e altri 10.000 per una violazione legata all’abbigliamento o all’equipaggiamento. Il francese ha così raggiunto un totale di 15.000 dollari. Darderi è stato invece multato due volte per abuso di racchetta, per un importo complessivo di 10.000 dollari.

La multa più alta a Luisina Giovannini
La sanzione più pesante dello US Open 2026 non è stata però quella inflitta a Sabalenka. A riceverla è stata Luisina Giovannini, diciannovenne argentina che si è ritirata dopo appena 17 minuti nel primo turno delle qualificazioni contro Lucia Bronzetti.
Giovannini, scesa in campo con una fasciatura alla caviglia sinistra, ha abbandonato quando si trovava sotto 5-0. Gli organizzatori hanno applicato la norma relativa alla First-Round Performance, secondo la quale un giocatore deve presentarsi in condizioni adeguate e offrire una prestazione conforme agli standard professionali. La multa è stata di 20.000 dollari.
L’argentina aveva maturato un premio di 32.000 dollari per la partecipazione al primo turno delle qualificazioni: dopo la trattenuta, le sono rimasti 12.000 dollari. Una situazione ben diversa da quella dei partecipanti al tabellone principale, ai quali erano destinati 140.000 dollari per l’eliminazione al primo turno.

Il gesto di Sabalenka e la responsabilità dei campioni
Dal punto di vista economico, i 7.500 dollari rappresentano una percentuale minima rispetto al premio ottenuto da Sabalenka come finalista. La sanzione assume però un valore disciplinare e simbolico, soprattutto considerando l’attenzione mediatica generata da una delle giocatrici più importanti del circuito.
La bielorussa non ha cercato giustificazioni per la sconfitta, riconoscendo la superiorità di Rybakina, ma la sua reazione conclusiva ha inevitabilmente riaperto il dibattito sul comportamento dei grandi campioni nei momenti di maggiore frustrazione. Una racchetta distrutta può essere l’espressione di una delusione enorme, ma resta un gesto sanzionato dal regolamento e destinato ad avere una risonanza ancora maggiore quando a compierlo è un’atleta seguita da milioni di appassionati (anche il mandar a quel paese le telecamere).



Francesco Paolo Villarico


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