US Open 2026, le parole degli azzurri: Cobolli e Darderi sorridono, Musetti e Bellucci spiegano le sconfitte (Video)
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Due vittorie e altrettante sconfitte per gli italiani impegnati nella quinta giornata degli US Open 2026. Flavio Cobolli e Luciano Darderi hanno raggiunto il terzo turno superando rispettivamente Tristan Schoolkate e Dalibor Svrcina, mentre Lorenzo Musetti e Mattia Bellucci sono stati eliminati da Dane Sweeny e Taylor Fritz.
Stati d’animo inevitabilmente differenti nelle conferenze stampa successive agli incontri. Cobolli ha raccontato la soddisfazione per un’altra rimonta e per lo spettacolare tweener realizzato durante il match. Darderi ha sottolineato la propria tenuta mentale, mentre Musetti ha spiegato di aver accusato un malessere probabilmente legato allo sbalzo termico. Bellucci ha invece riconosciuto senza attenuanti la netta superiorità di Fritz.
Cobolli: “Sono orgoglioso di come ho gestito la partita”
Al termine della vittoria per 3-6 6-3 6-4 7-5 contro Tristan Schoolkate, Flavio Cobolli si è assegnato soltanto un “7 meno”. Il pubblico della Grandstand Arena ha però apprezzato una prestazione nella quale il romano ha alternato solidità, carattere e alcuni colpi spettacolari.
L’azzurro ha riconosciuto i meriti dell’australiano, capace di sorprendere con il proprio tennis offensivo nel primo set.
“È un qualificato e oggi superare le qualificazioni di uno Slam è veramente molto difficile. Ha disputato buone partite e aveva già vinto un turno nel tabellone principale. Arrivava quindi con grande scioltezza e senza molto da perdere. Secondo me ha giocato un primo set di alto livello”.
Cobolli non ritiene di aver giocato male nella prima frazione, decisa da un solo break.
“Sono andato in bagno e, come sempre, ho cercato di resettare e di dirmi di continuare così. Credo di aver disputato comunque un buon primo set: ho soltanto perso il servizio in maniera un po’ stupida, mentre lui ha giocato meglio di me. Sono contento della mia reazione, ma la sua classifica non deve essere considerata un alibi”.
“Il livello del tennis si sta avvicinando sempre di più. Tanto di cappello ai giocatori che riescono a esprimersi così bene anche partendo da una posizione più bassa in classifica”.
La partita si è disputata nelle ore più calde del pomeriggio newyorkese, ma il romano ha ricevuto risposte positive dal proprio fisico.
“Penso di aver giocato a un buon livello. Sono contento della mia prestazione e di come ho gestito tutte le situazioni. Faceva davvero molto caldo ed era difficile giocare. Sono orgoglioso di quanto ho fatto”.
Fondamentale è stata anche la rimonta completata al primo turno contro Francisco Comesana, quando Cobolli era riuscito a risalire da due set di svantaggio.
“Ho trascorso molte ore in campo nella prima partita e questo mi ha dato tanta fiducia, anche perché sono riuscito a vincere dopo essere stato sotto di due set. Credo che quell’incontro mi abbia aiutato molto dal punto di vista tennistico e mentale, forse un po’ meno sotto il profilo fisico. Oggi, però, stavo molto bene anche fisicamente”.
Il tweener di Cobolli: “Non lo avevo quasi mai provato”
Il punto più spettacolare della partita è arrivato nel terzo set. Cobolli, costretto a rincorrere un pallonetto, ha trovato uno straordinario tweener di diritto terminato sulla riga.
“Dovevo inventarmi qualcosa, perché la palla arrivava molto veloce e non ero preparato. Ho pensato che potesse essere l’occasione per trovare un vincente con il tweener e ci ho provato. Mi è andata bene”.
“Credo di non averlo mai tentato in partita, forse soltanto un paio di volte. Oggi sarà stata la terza e vedere la palla cadere sulla riga è stato davvero bello. Non credo che lo riproverò nelle prossime partite, ma ci lavorerò in allenamento perché potrebbe aiutare il mio gioco”.
Cobolli ha poi parlato della pressione legata al ruolo di testa di serie numero 5.
“Questo non è un torneo normale e serve tempo per trovare il proprio tennis migliore. La pressione esiste sempre, ma qui tengo presente di poter recuperare e di avere la mia occasione. Quando sono in campo mi sento più a mio agio, mi sento più Flavio”.
“Mi piace competere e affrontare queste battaglie. Fuori dal campo, invece, a volte avverto un po’ di pressione per quello che voglio raggiungere e per ciò che desidero fare in futuro. So che esiste, ma non deve togliermi energia: deve diventare quasi un’amica”.
L’azzurro ha anche spiegato quale sia la reale identità del proprio tennis:
“Credo di essere un grande difensore, ma penso di esprimermi al meglio quando attacco. Il mio gioco è orientato a fare male all’avversario e a girarmi sul diritto. Quando posso, cerco di mettere in difficoltà chi ho di fronte con questo colpo e di conquistare sempre più campo, fino a togliergli il fiato”.
Nel terzo turno la rivincita con Blockx
Il prossimo avversario sarà il belga Alexander Blockx, vincitore su Marco Trungelliti per 6-3 6-2 3-6 6-1. Cobolli lo ha già affrontato poche settimane fa a Cincinnati.
“È un giocatore fortissimo. Dovrò mantenere il livello più alto possibile per molto tempo, perché è molto fisico nonostante sia particolarmente alto. Dovrò esprimere il mio tennis migliore per riuscire a batterlo”.
“Ha disputato due partite abbastanza difficili, ma ha trascorso meno tempo in campo. Sicuramente io sono leggermente più stanco, però avrò il tempo necessario per recuperare ed essere al cento per cento sabato”. ([Sky Sports][1])
In chiusura Cobolli ha parlato del fratello Guglielmo, presenza abituale nel suo angolo.
“Com’è viaggiare con mio fratello? Prossima domanda…”, ha scherzato prima di aggiungere: “È molto bello, perché è sempre con me. Gli piace questa vita; non gli piace fare il tennista, perché dovrebbe lavorare, mentre preferisce stare fuori dal campo ed essere il mio primo amico”.
“È una delle persone più importanti della mia vita. Abbiamo un bellissimo rapporto ed è fondamentale per me averlo in panchina e nel circuito. Adesso che comincerà l’università potrà viaggiare un po’ meno, ma quando lo farà sarà sempre molto bello”.
Darderi e la scaramanzia: “Volevo la stessa sala e la stessa sedia”
Un pizzico di scaramanzia ha accompagnato la conferenza stampa di Luciano Darderi. Dopo la vittoria per 6-3 6-7(5) 6-4 6-4 contro Dalibor Svrcina, l’azzurro ha chiesto di poter tornare nella stessa sala e sulla stessa sedia utilizzate dopo il primo turno.
“Visto che l’altra volta ha portato bene…”, ha scherzato.
Darderi ha raggiunto per la seconda edizione consecutiva il terzo turno degli US Open al termine di una partita particolarmente impegnativa.
“È stata una partita tosta. Era difficile fargli un vincente: corre molto e non regala nulla. Sapevo che sarebbe stata una sfida lunga, come quella del primo turno”.
Il rammarico principale riguarda il secondo set, nel quale Darderi non ha sfruttato un vantaggio di 4-2.
“Non ne ho approfittato e in quel momento ho attraversato una fase difficile. Nel terzo set sono riuscito ad alzare il livello. Il quarto è cominciato con un game lunghissimo: ho avuto tante possibilità per andare avanti, non le ho sfruttate e lui mi ha strappato il servizio”.
La reazione immediata ha permesso all’italiano di evitare che la partita si trascinasse al quinto.
“Il primo game di un set è sempre importante, ma per fortuna ho ottenuto subito il controbreak. Sono contento perché sono rimasto sempre attaccato mentalmente, anche quando mi sono trovato sotto 3-1 nel quarto. Sapevo che prima o poi avrei avuto una possibilità”.
“Sono stato bravo a non sciogliermi e a non mollare. Da questo punto di vista è stata una partita soprattutto mentale”.
Darderi: “Le condizioni erano completamente diverse”
Dopo la pioggia e l’umidità dei giorni precedenti, il caldo ha modificato sensibilmente le condizioni di gioco.
“Le palle erano difficili da controllare. Le condizioni erano completamente diverse: faceva più caldo e la palla viaggiava maggiormente. Non era semplice adattarsi e forse anche per questo lui ha commesso molti doppi falli”.
“In alcuni momenti il suo servizio non funzionava, mentre in risposta giocava molto bene. La sua seconda arrivava lentamente e quindi non era facile entrare con il colpo: dovevo sempre conquistarmi il punto, tranne in qualche game nel quale mi ha regalato qualcosa”.
Darderi continua a inseguire l’ingresso nella Top 10, ma non vuole guardare troppo avanti nel tabellone.
“Bisogna ragionare partita dopo partita e cercare di arrivare il più lontano possibile. Senza Sinner e con Alcaraz nell’altra metà del tabellone, tutti gli avversari sono affrontabili. In questo momento considero tutti giocabili, tranne Alcaraz, che ho visto nuovamente in una forma pazzesca dopo quattro mesi”.
“Puoi battere chiunque e perdere contro chiunque. I risultati degli ultimi giorni lo dimostrano: ci sono tanti alti e bassi, con numerose teste di serie eliminate oppure costrette al quinto set. Questo fa capire quale sia oggi il livello del tennis”.
Al terzo turno Darderi affronterà Dane Sweeny, protagonista della sorpresa contro Lorenzo Musetti.
Musetti: “Questo 2026 sembra davvero un’odissea”
Profonda amarezza per Lorenzo Musetti, sconfitto da Dane Sweeny con il punteggio di 3-6 6-1 6-2 6-2. Dopo aver vinto il primo set, il carrarino ha accusato un malessere che gli ha impedito di competere al proprio livello.
“Quest’anno mi sembra veramente un’odissea, visto che è uscito anche il film. Sembra proprio il mio 2026”, ha commentato.
Musetti ha spiegato che negli ultimi tre set è stato difficile parlare di tennis, paragonando il proprio malessere a quello accusato da Jannik Sinner a Parigi.
“Per gli ultimi tre set è difficile parlare di tennis. Secondo me è stata una situazione simile a quella vissuta da Jannik a Parigi”.
Il carrarino ha voluto completare la partita nonostante le precarie condizioni.
“Considerando il livello espresso durante questa trasferta, sento di non meritare tutto quello che mi sta accadendo, visti gli sforzi compiuti per rientrare e i sacrifici fatti negli ultimi due mesi, durante i quali ho saltato anche due Slam”.
“Qui non mi sono ritirato per onorare la partita e per verificare se sarei riuscito a recuperare un po’ di energia. Devo accettare le situazioni e andare avanti, con la speranza di riuscire a trovare una sorta di equilibrio”.
Lo sbalzo termico e il malessere
Secondo Musetti, il problema potrebbe essere stato provocato dal forte contrasto tra il caldo presente sui campi e l’aria condizionata particolarmente intensa nelle aree riservate ai giocatori.
“Credo che lo sbalzo termico sia stato importante. Sui campi faceva molto caldo, mentre nella zona giocatori, dove trascorriamo tanto tempo ed effettuiamo anche il riscaldamento prima della partita, l’aria condizionata è davvero troppo forte”.
“Nonostante le pause e tutti i tentativi compiuti per ritrovare energia e una condizione fisica accettabile, non ci sono riuscito. Da quando ho cominciato ad avvertire il problema non c’è stato alcun miglioramento. È proseguito fino alla fine della partita e forse è persino peggiorato”.
Le possibilità di intervento durante l’incontro erano limitate.
“Ho cercato di fare tutto ciò che potevo dal punto di vista medico e fisico, ma fondamentalmente non possiamo assumere nulla. Abbiamo utilizzato il ghiaccio per abbassare la temperatura e gli zuccheri, ma quando superi una determinata soglia diventa difficile tornare indietro”.
“Spesso portiamo il nostro corpo al limite e oggi è stata una di quelle situazioni. Per me, probabilmente, era la prima volta in queste modalità”.
Bellucci: “Fritz andava a un’altra velocità”
Nessuna giustificazione da parte di Mattia Bellucci dopo il pesante 6-0 6-1 6-1 subito contro Taylor Fritz sull’Arthur Ashe Stadium.
“Taylor ha espresso un livello di gioco nettamente superiore al mio e non ho avuto modo di impensierirlo. Non ho sicuramente disputato una prestazione eccellente, ma lui andava a un’altra velocità”.
La partita è stata completamente diversa dal precedente giocato pochi mesi prima sull’erba di Stoccarda, quando Bellucci era riuscito a mettere in seria difficoltà lo statunitense.
“Non so se dipendesse dall’erba o dalle condizioni, ma a Stoccarda avevo la sensazione di riuscire a stargli maggiormente dietro e ad arginare i suoi punti di forza. Oggi, invece, mi sono sentito in grande difficoltà sotto ogni punto di vista”.
Il lombardo ha paragonato la partita a quella disputata contro Carlos Alcaraz agli US Open 2025.
“Sono due giocatori completamente diversi, ma hanno una cosa in comune: andavano entrambi più forte, nettamente più forte. Inoltre, quando cominci la partita perdendo il primo set 6-0, le difficoltà aumentano”.
“Nel secondo ho provato ad aggrapparmi al match, ma ho subito il break sull’1-1, in un game nel quale mi sembra di essere stato anche avanti. Quando vai sotto e l’avversario acquista sempre più fiducia, diventa molto complicato ribaltare la situazione, specialmente contro giocatori di questo livello”.
Bellucci ha infine individuato nella continuità la principale differenza tra sé e Fritz.
“I singoli colpi sono una cosa; riuscire a metterli tutti insieme e giocare a un determinato ritmo per molte ore consecutive è un’altra. Lui lo fa molto meglio di me”.
“Magari servo anch’io a 215 chilometri orari, ma oggi Fritz lo ha fatto con una precisione e una qualità nettamente superiori. Io non ho servito benissimo, però è anche vero che, quando mettevo la prima in campo, lui riusciva comunque a rispondere molto bene”.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Flavio Cobolli, Lorenzo Musetti, Luciano Darderi, Mattia Bellucci, Us Open, US Open 2026

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Dici poco!! Forse solo la Spagna ha di meglio. Direi che avere Sinner è già essere in paradiso. Averne un altro competitivo ad altissimi livelli sia oltre ogni sogno!
Credo che in futuro per ottenere qualche risultato, si potrà contare solo su Cobolli,Sinner a parte. enzo
Il problema è che Jannik ha avuto il crollo fisico dopo il quinto mille di fila che vinceva..cmq speriamo sia questo e non un aspetto mentale che sarebbe molto più complicato da gestire..un peccato grande xchè Lorenzo avrebbe tutto x stare costantemente tra i primi 5/10 al mondo..
Un mio personale plauso a Bellucci. Ho visto la sua partita in larga parte; nonostante fosse evidente la enorme disparità Bellucci ha giocato con grande dignità. E onore a Fritz, che mantenendo un alto livello di concentrazione ha semplicemente dimostrato rispetto per l’avversario. Onore a Bellucci per essere arrivato a giocare una partita in uno stadio così importante. Confido che ci saranno altre occasioni
Sempre sostenuto che l’aria condizionata faccia male!
…ah Lorenzooo…