Paolini in crescendo, regola Stefanini e centra il terzo turno US Open
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Dopo un lungo stop e con un’annata alle spalle segnata più da ombre che luci e un serio problema al piede, per Jasmine Paolini non è facile ritrovare di colpo ritmo, le migliori sensazioni e fiducia, quella che le permette di accelerare la palla con potenza e precisione e pure trasmettere in campo energia positiva col suo sorriso ormai iconico e che, purtroppo, da tempo si vede raramente. Per questo un match come quello vinto a US Open nel secondo turno contro Lucrezia Stefanini è importantissimo, anzi “oro colato”: una partita non senza problemi e incertezze nella prima fase ma che la due volte finalista Slam ha vinto per 6-4 6-1 in netto crescendo, “tirando via ruggine” e imponendo una progressione diventata dal finale del primo set irresistibile per la 28enne di Carmignano, comunque bravissima a passare le qualificazione e battere Yastremska al primo turno. Troppa la differenza di potenza e possibilità tra le due, tutta a favore di Jasmine che così accede al terzo turno dello Slam di New York, dove probabilmente trova Sorana Cirstea (in vantaggio, mentre scriviamo, su Diane Parry).
Stefanini ha disputato un primo set ottimo, perfetto dal punto di vista tattico. Il suo punto di forza è la progressione dalla riga di fondo, dove può imporre un ritmo piuttosto buono e regolare, e grazie ai suoi appoggi e potenza nelle gambe copre bene il campo, arriva con equilibrio anche negli angoli e rimette traiettorie non banali, con una idea dietro. Un classico tennis percentuale, teso a proporre una consistenza non facile da scardinare e che mette pressione all’avversaria perché dal suo lato di campo di errori ne arrivano pochi. Come battere una Stefanini? Giocare ad un ritmo ancora maggiore, con profondità per allontanarla dalla riga di fondo e soprattutto sporcare le traiettorie di spin, in modo da costringere Lucrezia a colpire sopra la spalla e senza l’anticipo che le consente di sfruttare il “punch” della palla in arrivo. Esattamente la tattica ben orchestrata da Jasmine, che conosce alla perfezione la connazionale, tanto da forzare un ritmo maggiore forte di un diritto a tratti dirompente e con un top spin assai aggressivo dal centro del campo. Inoltre l‘altro fattore totalmente a favore di Paolini è stata la risposta: troppo fragile la seconda palla di Stefanini, con Jas che da metà del primo set ha cambiato passo in ribattuta andando a prendersi un vantaggio enorme, di spazio sul campo e di tempo, prendendo così in mano il gioco, la partita e la vittoria.
Paolini ha iniziato l’incontro senza brillare, sulla falsa riga del primo turno: momenti di vero furore agonistico, con quella spinta e progressione che la rendono una tennista davvero forte, alternati ad errori e momenti di passività nei quali arretra, diventa conservativa e può andare sotto, scoraggiandosi. Alti e bassi, già dal break subito in apertura, figli delle poche partite giocate (era soltanto la seconda da Wimbledon). I classici problemi di una giocatrice che, banalmente ha… bisogno di giocare partite, prendere fiducia e ritmo. Poche oggi sul tour sono brave come lei a cambiarlo il ritmo, passando da colpi di costruzione ad accelerazioni fantastiche, da entrambi i lati del campo e con angoli spesso micidiali. Per farlo però deve essere sciolta, rapida nell’arrivare sulla palla e pronta a far correre il braccio, non sempre a tutto gas, alternando rotazioni a botte a chiudere. Nella prima fase della partita c’è riuscita solo a tratti, perché dopo un errore si bloccava un po’. La buona notizia è che queste fasi negative sono diventate più brevi rispetto al primo match, e del tutto scomparse dopo il break che le è valso l’allungo decisivo nel primo parziale.
Jasmine sta vivendo un momento di ricostruzione: di sensazioni, di fiducia nei suoi colpi e anche nei suoi appoggi. Appena è riuscita a giocare più libera, di braccio e di testa, ha scatenato colpi splendidi, da vera top 10. Dopo le prime fasi più altalenanti, in risposta ha brillato – anche per i servizi non esattamente ficcanti di Stefanini – e pure col rovescio è stata brava a gestire bene la diagonale e poi cambiare a tutta sul lungo linea. In crescendo nel corso del match anche l’intensità fisica generale: il tennis di Jasmine non può prescindere da una condizione atletica ottimale perché tanta della forza dei suoi colpi viene dai piedi, dalle gambe, da uno slancio potente verso la palla all’impatto. Anche qua, partita dopo partita, la sua condizione sembra crescere ed è un ottima notizia.
Non ci sono scorciatoie per Paolini: non ha affatto dimenticato come si gioca, e come si vince. Serve solo la pazienza di giocare partite, per ritrovarsi al 100% e tornare a brillare. Questo US Open è una ottima possibilità per continuare a crescere e ritrovarsi, passo dopo passo. Partita dopo partita.
Marco Mazzoni
La cronaca
Il derby azzurro sul campo 5 di Flushing Meadows inizia con Stefanini al servizio. Un bel piglio per la 28enne di Carmignano, spinge a buona velocità e mette pressione a Paolini, con margine sulle righe e alta intensità, tanto da prendersi il game a 30. Più fallosa Jasmine, anche nel suo primo turno, con un diritto in rete che le costa lo 0-30. Lucrezia risponde bene, smista palle con precisione dal centro del campo e fa correre la lucchese. Addirittura Stefanini si prende un BREAK a zero, con il terzo diritto sbagliato dalla due volte finalista Slam, lenta nell’attivarsi e forse sorpresa dall’aggressività della connazionale (2-0). Il break subito ha l’effetto di uno schiaffo, di una sveglia per Paolini. Nel terzo game cambia marcia in risposta, andando a solleticare il pezzo meno pregiato del repertorio di Lucrezia, il servizio. La classiche quattro pallate e via, un ruggito che vale a Jasmine l’immediato contro BREAK, 2-1 e poi 2 pari azionando anche il diritto carico di spin, con una traiettoria molto alta e lenta che manda in crisi l’impatto in anticipo di Stefanini (la fase che più valorizza le sue qualità). Non solo Jasmine è più potente col diritto, ha guadagnato campo e comanda, andando sopra alla spinta di Lucrezia avanzando con sicurezza, anche dalla risposta. Nel quinto game, sul 30 pari, un drive al centro ma carico di top spin manda fuori ritmo Stefanini, in difficoltà a controllare l’impatto sopra la spalla. 30-40, palla per l’allungo per Jasmine, ma Lucrezia trova un diritto lungo linea o la va o la spacca, sbattuta fuori campo, e trova la riga, che punto! Il braccio di ferro continua, e la “manata” di Paolini è più consistente, una potenza che irrigidisce Stefanini alla seconda palla break, con un doppio fallo temendo la risposta aggressiva della rivale. BREAK e sorpasso, 3-2 Paolini. L’allungo tuttavia dura poco: troppe incertezze per la campionessa a Roma 2025, incluso un doppio fallo sul 30 pari; concede un palla break e la manca con un tocco maldestro cercando una smorzata stretta. 3 pari. Paolini continua con alti e bassi, errori ma anche giocate da top 10, come la spinta col rovescio e poi taglio improvviso con una smorzata meravigliosa. Dura lotta nel settimo game, e qualche fiammata di qualità: splendido un attacco di rovescio e volée di Lucrezia, come il vincente di rovescio di Paolini che le vale l’ennesima palla break. Eccellente schema d’attacco di Paolini, ma sbaglia l’affondo decisivo. Si avanza sull’equilibrio, con scambi intensi e nessuna delle due disposta a cedere campo. E se Jasmine non lascia correre a tutta il braccio o impone tanta rotazione, Lucrezia alla propria velocità di crociera è molto solida. Proprio con tanta rotazione Paolini si guadagna una nuova chance per l’allungo e se la prende vincendo uno scambio terrificante per durezza. 5-4, la lucchese serve per il set. Ma la prima palla scompare e Jasmine affretta i tempi dell’affondo, errori che le costano il 15-40. Sotto massima pressione, Paolini ritrova lucidità nelle scelte, spinge con più calma e risale, prendendosi il set per 6-4.
Il secondo set riparte sul canovaccio del primo set, e dopo due game “lisci”, Paolini torna a spingere duro dalla risposta, con Stefanini che accusa il momento e concede una palla break sul 30-40. Lucrezia non mette la prima, e la seconda palla è un assist per la bordata di diritto inside out che fulmina la nativa di Carmignano, e frutta alla ex finalista di Wimbledon un BREAK che la manda al comando per 2-1 e servizio. Stefanini prova a cambiare passo, rischia e si porta 15-30, ma ora Paolini è più accorta e quando il punto scotta gioca con potenza e praticità, affidandosi a colpi più arrotati e con margine, per provocare dubbi alla spinge della rivale e rischiare di meno. E quando la prima palla entra, ha il tempo per entrare con più sicurezza, vedi il bel rovescio lungo linea che le vale il 3-1. Quando gioca più libera, Jasmine ha oggettivamente più possibilità di Lucrezia. Sembra aver accusato il colpo dell’allungo Stefanini, ora troppo incerta in spinta e col servizio, con un doppio fallo che paga con un pericoloso 15-40 e due chance per il doppio break per Paolini. Sul 30-40 Jas trova una risposta di diritto che atterra sui piedi di Lucrezia, non fa in tempo a far spazio alla palla e la rimette out. BREAK, 4-1 “pesante” per Paolini, in totale controllo del match e perfetta in spinta nel sesto game, dominato per il 5-1. Finisce rapidamente per 6-1 e un bell’abbraccio tra le due conterranee, segnate da percorsi sportivi diversi ma accomunate dal grande amore per il tennis, che le accompagna da sempre. Un gran bel torneo per Lucrezia, con 4 match vinti a US Open, ma oggettivamente quando Jasmine ha cambiato marcia non c’è stata partita.
J. Paolini
vs L. Stefanini 
TAG: Jasmine Paolini, Lucrezia Stefanini, Marco Mazzoni, US Open 2026

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Jasmine ha giocato decisamente meglio rispetto al primo turno traballante.
Sapeva di dover alzare il livello del suo gioco, perché la Stefanini non era la Erjavec, e così ha fatto.
Senza strafare e con le giuste geometrie e profondità.
Non me ne voglia Lucrezia, che pur ha dimostrato in queste settimane nordamericane i notevoli progressi, ma l’unica italiana che può andare avanti in questo Slam, sia per esperienza che per caratura, non può essere che Jas.