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US Open, Musetti ritrova salute e fiducia. Bellucci sfida Fritz: “Voglio sfruttare al massimo questa occasione” (Video)

02/09/2026 07:35 Nessun commento
Mattia Bellucci nella foto - Foto Getty Images
Mattia Bellucci nella foto - Foto Getty Images

Due vittorie in tre set, due prestazioni convincenti e la consapevolezza di poter essere protagonisti agli US Open 2026. Lorenzo Musetti e Mattia Bellucci hanno iniziato nel migliore dei modi il loro percorso a New York, superando rispettivamente Arthur Fery e Zsombor Piros.

Per Musetti il successo assume un significato particolare: quello contro il britannico è stato il suo primo incontro in un torneo del Grande Slam dopo gli Australian Open e il complicato epilogo della sfida disputata a Melbourne contro Novak Djokovic.

Musetti: «Non pensavo di sentirmi così bene fin da subito»

Grande curiosità nella sala conferenze numero 2 del Billie Jean King National Tennis Center per ascoltare le sensazioni del carrarino, tornato a vincere in uno Slam dopo alcuni mesi condizionati dagli infortuni.

«Era la mia prima partita in uno Slam dagli Australian Open, quindi sono molto contento della prestazione. È stata una prova solida contro un avversario in grande forma», ha spiegato Musetti.

L’azzurro ha impiegato poco più di due ore per superare Fery con il punteggio di 6-3 6-3 7-5. Una vittoria costruita attraverso una strategia precisa, pensata per limitare il tennis aggressivo del britannico, protagonista di una sorprendente corsa fino alle semifinali di Wimbledon.

«La strategia era cercare una traiettoria della palla più alta e utilizzare le variazioni del mio gioco. Penso che lui sia un giocatore che, anche per i risultati ottenuti, ama colpire la palla a un’altezza più bassa. Per questo motivo, probabilmente, sull’erba riesce a esprimere il suo tennis migliore. Oggi la mia strategia ha funzionato piuttosto bene, anche se non ho avuto la sensazione di essere al mio massimo livello».

Il ritorno nel circuito di Musetti era avvenuto a Washington. Da allora il carrarino ha raggiunto due quarti di finale e ha perso soltanto contro avversari particolarmente brillanti nel corso della tournée nordamericana.

«Devo dire la verità: non pensavo di rientrare e di sentirmi così bene fin da subito. Ho perso due volte contro Jódar, che ha giocato molto bene durante questa trasferta americana, mentre contro Tiafoe è stata una partita combattuta e aperta. A Cincinnati, un torneo nel quale non ero mai riuscito a esprimermi, credo di aver giocato davvero bene».

Il servizio, da rapporto di amore e odio ad arma decisiva

Uno dei colpi più efficaci nella vittoria contro Fery è stato il servizio. Musetti ne ha sottolineato l’importanza, soprattutto nei momenti delicati dell’incontro.

«Oggi è stata un’arma e mi ha aiutato nei momenti importanti. Come sapete, con il servizio ho un rapporto un po’ di amore e odio, ma sto cercando di portarlo sempre di più verso la parte dell’amore. I migliori giocatori, nei momenti decisivi, mettono spesso la prima e fanno la scelta giusta: è questo che fa la differenza».

Dietro la soddisfazione per il ritorno alla vittoria in uno Slam ci sono mesi complicati, durante i quali Musetti ha dovuto affrontare più di uno stop e imparare ad ascoltare maggiormente il proprio corpo.

«È servita molta pazienza nella gestione degli infortuni. Per me è stato frustrante ripartire e poi farmi male nuovamente, riprendere e dovermi fermare ancora. Ho trascorso molto tempo a riflettere su quale potesse essere il problema e non è stato facile individuare una causa precisa.

«A volte serve tempo, soprattutto per comprendere i dettagli e i segnali del proprio corpo. Sono molto felice di essere tornato fisicamente sano e di aver ritrovato un buon livello anche dal punto di vista tennistico».

Bellucci prepara la sfida con Fritz: «Voglio sfruttarla al massimo»

Anche Mattia Bellucci ha iniziato gli US Open con una vittoria convincente. Il lombardo ha superato Zsombor Piros per 6-4 6-2 6-0, guadagnandosi un secondo turno di grande prestigio contro Taylor Fritz.

Bellucci ha già affrontato lo statunitense in questa stagione nei quarti di finale del torneo di Stoccarda. Sull’erba tedesca l’azzurro riuscì a metterlo seriamente in difficoltà, prima di arrendersi con il punteggio di 5-7 7-5 7-5, dopo aver avuto una palla break che lo avrebbe mandato a servire per il match sul 6-5 del secondo set.

«In quella occasione sono riuscito a dargli filo da torcere, ma ho dovuto disputare una prestazione davvero importante per metterlo in difficoltà. Per me replicare quel livello sarà veramente complicato», ha ammesso Bellucci.

Il lombardo, tuttavia, non vuole presentarsi all’appuntamento soltanto per vivere l’emozione di affrontare uno dei migliori giocatori del mondo.

«Da una parte sono contento di essermi meritato questa partita; dall’altra voglio entrare in campo per sfruttarla al massimo, indipendentemente dal risultato. È chiaro che, quando si entra in campo, lo si fa per vincere, altrimenti non ci sarebbe neppure la tensione prima della partita, quella che rende speciale il nostro lavoro.

«Il mio obiettivo è sfruttare incontri come questo per alzare ulteriormente il mio livello».

«Fritz non è forte soltanto in fase offensiva»

Analizzando il tennis dello statunitense, Bellucci si è soffermato soprattutto sull’efficacia del servizio. Fritz, finalista agli US Open nel 2024 prima di essere sconfitto da Jannik Sinner, possiede però molte altre qualità.

«Nel terzo set della partita di Stoccarda ricordo di non essermi praticamente mosso in risposta. Quando metteva la prima era estremamente preciso e risultava quasi ingiocabile.

«Per la struttura fisica e la statura che ha, penso sia anche un grandissimo difensore. Si muove in anticipo, sa giocare piuttosto lontano dalla linea di fondo e, in alcune occasioni, arretra anche in risposta. È un giocatore che ti costringe sempre a colpire una palla in più.

«Ricordo una sua dichiarazione nella quale spiegava di riuscire a vincere molte partite giocando quasi esclusivamente in diagonale o limitandosi a far giocare l’avversario. Sa esprimere un ritmo molto alto, capace di mettere in grande difficoltà chiunque. Non è bravo soltanto quando deve attaccare».

Il confronto potrebbe essere programmato su uno degli stadi principali dell’impianto di Flushing Meadows. Una prospettiva che Bellucci accoglie come una nuova tappa del proprio percorso di crescita.

«Non si è mai completamente preparati per situazioni di questo tipo. Lo scorso anno ho giocato contro Alcaraz e per me è stata una partita davvero complicata. Pensare di avere nuovamente l’opportunità di giocare in uno stadio così importante è qualcosa che, inevitabilmente, mi aiuta a crescere».

La crescita nella gestione delle partite

Proprio la crescita è il concetto centrale anche nell’analisi della vittoria contro Piros. Bellucci ha sottolineato la capacità di utilizzare i momenti complicati per correggere il proprio gioco, senza lasciarsi condizionare emotivamente.

«Credo di aver disputato una buona partita. Sono rimasto concentrato e i momenti di difficoltà sono diventati un’occasione per apportare delle correzioni, senza abbattermi o entrare in difficoltà dal punto di vista emotivo. So di essere cresciuto molto nella gestione degli incontri».

Infine, l’azzurro ha rassicurato sulle proprie condizioni fisiche dopo l’infortunio subito in allenamento che lo aveva costretto a rinunciare a Wimbledon.

«È stata una parentesi molto spiacevole, ma sono riuscito a rimettermi in pista abbastanza rapidamente, persino prima di quanto ci aspettassimo. Sono trascorse soltanto quattro settimane dal mio ritorno in campo a Montréal e sono orgoglioso di essere riuscito a ritrovare in così poco tempo un buon livello», ha concluso Bellucci.



Francesco Paolo Villarico


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