US Open 2026, Alcaraz accende la notte di New York: Faria illude, poi il murciano dilaga (Video)
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Il rapporto tra Carlos Alcaraz e le sessioni serali dello US Open continua a regalare spettacolo. Dopo quasi cinque mesi di assenza dal singolare e i problemi al polso destro, il campione in carica ha ritrovato le emozioni della notte sull’Arthur Ashe Stadium, superando in rimonta il portoghese Jaime Faria.
Lo spagnolo, testa di serie numero 2, si è imposto con il punteggio di 4-6 6-0 6-3 6-2 in circa due ore e 40 minuti, conquistando l’accesso al terzo turno dello US Open 2026. Il suo prossimo avversario sarà il cinese Yibing Wu.
Una vittoria meno semplice di quanto possa suggerire il punteggio degli ultimi tre set. Faria ha infatti cominciato con grande personalità, senza lasciarsi intimorire dal palcoscenico e dal pubblico di New York. Alcaraz, invece, ha impiegato un parziale per trovare le giuste distanze e adattarsi alle condizioni della sessione serale.
Faria sorprende Alcaraz nel primo set
Alcaraz difende a zero il turno di battuta inaugurale e Faria replica per l’1-1. Lo spagnolo appare prudente, ancora alla ricerca delle migliori sensazioni con il servizio e con il diritto, mentre il portoghese gioca con grande coraggio.
Faria non è certamente un avversario privo di esperienza contro i grandi giocatori. In passato era riuscito a conquistare un set contro Novak Djokovic sulla Rod Laver Arena e, poche settimane prima dello US Open, aveva ottenuto a Cincinnati la prima vittoria della carriera contro un Top 10 battendo Ben Shelton.
Il numero 72 del mondo si affida a un servizio molto potente, trovando spesso punti diretti o risposte facilmente attaccabili. Nel sesto gioco annulla una palla break, poi nel game successivo sfrutta la seconda occasione per strappare la battuta ad Alcaraz e portarsi sul 4-3.
Il portoghese consolida il vantaggio senza tremare e chiude il primo set sul 6-4 al primo set point, approfittando di un errore di diritto dello spagnolo. Per Alcaraz è il primo parziale perso nel torneo.
Le due palle break che cambiano la partita
La situazione potrebbe diventare ancora più complicata per il murciano in apertura di secondo set. Faria continua a rispondere con grande profondità e si procura due palle break nel primo game.
Alcaraz riesce però ad annullarle e quel turno di battuta diventa lo spartiacque dell’incontro. Il campione in carica aumenta immediatamente intensità, velocità negli spostamenti e aggressività con il diritto.
Faria, fino a quel momento sostenuto da una notevole fiducia, comincia a perdere precisione. Alcaraz entra con maggiore decisione nello scambio, risponde più vicino alla linea e costringe il portoghese a giocare continuamente in difesa.
Il risultato è un parziale senza storia: sei game consecutivi per Alcaraz, che pareggia il conto dei set con un netto 6-0 e trascina il pubblico dell’Arthur Ashe nel proprio spettacolo.
Il murciano alterna accelerazioni di diritto, palle corte e pallonetti, ritrovando quella varietà che gli permette di togliere qualsiasi punto di riferimento agli avversari.
Il diritto di Alcaraz torna a fare la differenza
Faria prova a riorganizzarsi nel terzo set e torna a esprimere un tennis più incisivo. Il portoghese cerca con successo alcune risposte profonde nei piedi dello spagnolo, ma non riesce più a ottenere con il servizio la stessa quantità di punti rapidi conquistata nel primo parziale.
Alcaraz, invece, continua a crescere. Il diritto torna a essere il colpo decisivo: lo spagnolo riesce ad accelerare da ogni zona del campo, utilizzando soprattutto la soluzione inside-out per aprirsi il campo e prendere il controllo dello scambio.
Quando Faria non trova la prima, è spesso costretto a giocare lunghe battaglie da fondo. Un tipo di partita difficile da sostenere contro un avversario capace di difendere, cambiare improvvisamente velocità e trasformare in attacco anche le situazioni più complicate.
Il murciano ottiene il break necessario (nel quarto gioco dopo aver perso un break di vantaggio sul 2 a 0) e conserva il vantaggio fino al termine del set, chiuso sul 6-3.
Faria esaurisce le energie, Alcaraz chiude in controllo
Nel quarto parziale emergono anche le fatiche accumulate da Faria. Il portoghese arrivava dalla durissima vittoria in cinque set ottenuta al primo turno contro Jenson Brooksby e non riesce più a mantenere la stessa esplosività dell’inizio.
Alcaraz non concede possibilità di rientrare nella partita. Lo spagnolo continua a spingere con il diritto, varia frequentemente le traiettorie e sfrutta ogni risposta corta per prendere la rete.
Il campione in carica ottiene rapidamente il break e chiude il quarto set sul 6-2, completando una rimonta che, dopo le difficoltà iniziali, si trasforma in una prova di forza.
Alcaraz termina l’incontro con 43 vincenti complessivi, 21 dei quali realizzati con il diritto. Un dato particolarmente incoraggiante considerando il lungo stop causato dal problema al polso.
Alcaraz ritrova le emozioni della competizione
Lo spagnolo ha riconosciuto di aver affrontato il primo set con eccessiva fretta: “È stata una partita dura. Mi sentivo bene, ma avevo troppa fretta e questo mi è costato il break”.
Alcaraz ha poi sottolineato quanto siano differenti le condizioni tra la sessione diurna e quella serale. Di notte la palla viaggia in modo diverso, ma l’atmosfera creata dal pubblico dell’Arthur Ashe riesce a trasmettergli un’energia particolare.
Dopo essere rimasto lontano dal singolare per 139 giorni a causa dell’infortunio al polso destro, il murciano ha dunque superato i primi due ostacoli del torneo. All’esordio aveva sconfitto Roman Safiullin in tre set; contro Faria ha invece dovuto reagire alla perdita del primo parziale.
Due partite differenti, ma entrambe ricche di indicazioni positive. Alcaraz sta ritrovando rapidamente ritmo, fiducia ed esplosività. Soprattutto, il suo diritto sembra essere tornato a funzionare senza particolari limitazioni.
Il campione in carica è ancora alla ricerca della condizione migliore, ma la risposta offerta dopo il primo set rappresenta un messaggio importante per tutti i suoi rivali: quando Alcaraz aumenta intensità e qualità, contenerlo per cinque set diventa un’impresa estremamente complicata.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Carlos Alcaraz, Us Open, US Open 2026

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