McEnroe sposa la linea di Djokovic: “Il tennis deve cambiare il punteggio per ridurre la durata degli incontri, la capacità di attenzione del pubblico è più breve che mai”
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Il tennis deve cambiare il sistema di punteggio nei set per rendere gli incontri più corti e quindi accessibili ad un pubblico che stenta a restare incollato alla partita oltre le due ore, soprattutto pensando alle giovani generazioni? È un dibattito scomodo ma importante in prospettiva e già scattato da tempo, con la stessa ATP a portarlo sul tavolo con il tentativo iniziato nel 2017 dalle regole inserite nelle Finali NextGen, ossia con il formato di partite al meglio di cinque set, da disputarsi sui 4 game (e un tie-break sul 3 pari) e senza il vantaggio all’interno del game. Una rivoluzione epocale, con l’indubbio vantaggio di rendere la durata dell’incontro più certa e difficilmente superiore a due ore (alcuni match le hanno superate di poco) e quindi più sostenibile per lo sforzo dei giocatori e soprattutto ottimale per la trasmissione in tv, sia per la certezza della programmazione che per un pubblico cambiato nel tempo e meno avvezzo a seguire partite molto lunghe. Questa linea è stata rilanciata da Novak Djokovic nelle scorse settimane: il serbo ha affermato che per il futuro della disciplina è necessario apportare cambiamenti, visto quanto la competizione sia dura e con l’universo degli spettatori cambiato e sempre meno attento. Adesso è anche John McEnroe ad inserirsi nella questione e rilanciarla.
Parlando ai microfoni di ESPN da US Open, dove il leggendario mancino ha trionfato quattro volte in carriera (1979, 1980, 1981 e 1984), John si è soffermato sulla possibile innovazione del punteggio degli incontri affinché il tennis non perda affezionati e sia più al passo coi tempi, in un mondo che va sempre di corsa dove non c’è più la pazienza per assistere a partite di tre o quattro ore. “Dovremmo cambiare il formato del punteggio. I set non dovrebbero essere giocati al meglio dei sei game, ma al meglio dei quattro, possibilmente senza alcun vantaggio. Al meglio dei cinque set, mantenendo le partite entro un intervallo di tempo di due ore” afferma McEnroe. “È la soluzione migliore per tutti. Il cambiamento è necessario perché la capacità di attenzione delle persone è più breve che mai”.
Una rivoluzione che McEnroe propone per i tornei del tour ATP, mentre per quanto riguarda gli Slam interverrebbe solo sul quinto set: “I tornei del Grande Slam fanno storia a parte, ma servirebbe qualcosa anche lì perché i match sono i più lunghi. Nei tornei del Grande Slam, consiglierei di giocare un tiebreak quando il punteggio è in parità sul 2 set pari, anziché un quinto set completo”.
La idea dell’americano è simile a quanto proposto di recente da Djokovic, e che alcuni tennisti (Fonseca, tra gli altri) hanno sposato come idea positiva. McEnroe ha concluso il suo discorso proprio parlando del serbo. “Novak ha vinto così tanto proprio perché è riuscito a resistere più a lungo degli altri. Era in una forma fisica migliore di chiunque altro e ha vinto partite che duravano cinque ore o più. Era molto più difficile da battere nelle partite al meglio dei cinque set che in quelle al meglio dei tre set”. Per questo motivo molti appassionati hanno criticato la proposta del campione di Belgrado, ipotizzando che la idea fosse pro domo sua, ossia per favorirlo visto che con la sua età è difficile riuscire a reggere quattro o più ore a tutto gas contro avversari sicuramente meno talentuosi ma assai più giovani e resistenti. In realtà nelle parole del serbo prima e del newyorkese oggi c’è una considerazione corretta: il pubblico del tennis è mediamente sempre più “anziano” (le stime dell’ATP parlando dell’appassionato medio che segue con costanza i tornei stagionali indicano una età media vicina ai 50 anni) e quindi riuscire a coinvolgere un numero maggiore di giovani è cruciale per il futuro della disciplina. L’ha affermato Andrea Gaudenzi più volte, con dati alla mano.
Questo problema non è insito solo nel tennis: molti studi parlano di una situazione simile anche nel calcio, basket, e via dicendo, con la F1 che invece va contro tendenza e negli ultimi anni è riuscita a coinvolgere – soprattutto negli USA – un numero crescente di giovani e nuovi appassionati. La soluzione è quindi accorciare le partite? Forse no, ma potrebbe esserlo. Non c’è modo saperlo al momento perché le regole NextGen provate dall’ATP nel “masters” dei giovani restano finora un tentativo fine a se stesso, a meno di aver il coraggio di testarle realmente in contesto competitivo dei tornei stagionali, con i campioni in campo e punti veri in palio. La massima parte degli appassionati oggi osteggia con forza il format dei set brevi e senza vantaggi: la storia del tennis è forte grazie alla unicità delle sue regole, il fatto che il tempo sia un fattore indefinito e non decisivo al successo, e che per battere un avversario devi riuscire a conquistare una serie di game mettendo sempre due punti più dell’altro. Una diversità che lo rende unico e affascinante, e che qualsiasi vero innamorato del tennis è pronto a difendere a spada tratta. Tuttavia restare arroccati sul glorioso passato senza darsi nemmeno la chance di una prova reale non è forse intelligente.
Chi vi scrive è uno strenuo difensore delle regole del tennis, praticamente perfette per creare una disciplina che non ha uguali per emozioni e dinamiche. Non c’è niente simile a quel che accade su di un campo da tennis, dove il tempo si dilata e contrae a seconda del talento e variabili tecnico-tattiche imposte dai due giocatori, e con partite una diversa dell’altra. Ma… sarebbe stupido non constatare come l’estrema fisicità del gioco abbia non poco appiattito molte partite, e giocatori sempre più forti fisicamente abbiano portato la competizione più sulla lotta – e la durata – che sulla mera qualità tecnica. Come ripetuto più volte, il tennis ha nelle sue mani la possibilità di cambiare: valorizzare di nuovo la destrezza dei colpi con materiali meno tolleranti (ovali più piccoli, telai di peso stabilito e con corde solo in budello naturale, e con palle più leggere e facili da spingere), in modo da premiare l’attacco rispetto ai lunghi scambi, e così la durata stessa degli incontri di accorcerebbe naturalmente.
Ma un tentativo con le regole NextGen si potrebbe anche provare, magari con qualche correttivo, come il tiebreak sul 4 giochi pari, o oppure sul 3 pari ma mantenendo un numero di vantaggi (4? e poi il punto secco). Un test, magari disputando qualche torneo 250 o 500 con questo formato, si potrebbe rischiarlo. Le partite NextGen hanno appassionato più o meno. Personalmente ricordo di aver visto a Milano alle NextGen match bellissimi, come Tsitsipas vs. De Minaur, o quelli di un giovanissimo Sinner, o la finale tra Alcaraz e Korda. Chi giustamente storce il naso pensando ad un tennis con queste regole, forse potrebbe anche ricredersi se ci fosse la possibilità di vedere un Sinner vs. Alcaraz in un ATP 500, a giocarsi il titolo, punti (e denari) con questo format. Un tentativo lo si potrebbe fare, e quindi valutare.
Marco Mazzoni
TAG: durata incontri, John McEnroe, Marco Mazzoni, regole nextgen, US Open 2026

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@ GodSaveGenie (#4676787)
Ma guarda, l’unica cosa che mi induce a pensieri preoccupati è come si “riducono” certi ragazzi giovani e fisicamente piazzati come il Musetti di ieri o il Rune di mesi fa, lo Jannik di Parigi, l’Alcaraz ingessato costretto a fermarsi nel pieno dei suoi anni giovanili e obbligato a giocare con apprensione e vistose fasciature questo Slam, tutti ragazzi talentuosi che per arrivare a 24 Slam hanno davanti una prospettiva che li inquieta e li sta già inducendo a limitare le loro presenze in campo…mi spiace per te e la tua fissa che evidentemente è ormai un tarlo che continua a roderti dolorosamente ma Novak è già riuscito a raggiungere i record che voleva, del 25esimo non importa niente a nessuno, né ai superappagati sostenitori né a Novak che ha festeggiato il 24esimo quando già col 23esimo sarebbe stato il più vincente della storia, ha voluto esagerare col 24esimo ma questa necessità di un totalmente superfluo e ininfluente 25esimo, da dove verrebbe fuori ??? Boh, evidentemente è una vostra perversa invenzione che comunque non placa i vostri animi destinati all’insoddisfazione
@ Sudtyrol (#4676672)
Beh, pensavo che il riferimento non prospettasse disguidi di sorta, riguardando formalmente quello con la W iniziale, meglio conosciuto come Gufander … 😉
Il problema dei limiti fisici non esiste solo nel tennis, ma nella maggior parte degli sport praticati da sempre !
Lasciando perdere la boxe e le discipline affini, il primo sport che mi viene in mente è il nuoto che è stato uno sport da me praticato a livello semiprofessionale negli 800/1500 metri, stile libero.
Io ricordo ancora la gara dei 1500 metri (1980) del primo uomo al Mondo che abbattè ufficialmente il muro dei 15 minuti; oggigiorno, quello è un tempo di tutto riposo per i migliori fondisti e non è che l’acqua nel tempo si è mostrata via via più accondiscendente per far si che i tempi migliorassero 🙂
C’è un lavoro enorme e continuo che il fisico deve sopportare negli allenamenti per migliorare i risultati e gli infortuni sono ormai all’ordine del giorno che attendono ogni atleta dietro l’angolo, nonostante l’adozione di tutte le possibili precauzioni per scongiurarli !
Dichiarazione di Moutet: Spingiamo i nostri corpi al limite. Il dolore è inevitabile”
Portare il proprio corpo oltre certi limiti può generare conseguenze gravi, ma spesso è l’unica possibilità per rimanere attaccati ai guadagni ed alle classifiche, che scorrono settimana dopo settimana e sono consguenza dei risultati: “Quando non giochi una partita, non hai un lavoro. Ecco perché la maggior parte dei giocatori gioca da infortunato. Non ci rendiamo conto dell’intensità della nostra professione. Lo sport di alto livello è molto intenso per il corpo. Spingiamo i nostri corpi al limite, anche oltre. Il dolore è inevitabile. Il corpo non è fatto per questo. Non si tratta solo di palle troppo pesanti o campi più lenti. Si tratta anche del livello dei giocatori che aumenta costantemente. Le esigenze fisiche sono in continuo aumento. Di conseguenza, praticare il nostro sport è incredibilmente impegnativo. E per questo, bisogna allenarsi sempre di più. È un po’ un circolo vizioso. Ma è anche questo che amiamo. È questo che amo. È spingere i miei limiti e fare qualcosa in più. È anche per questo che lo amo. È questo che mi sfida ogni giorno”
Risposta forse cinica, ma a questo punto meritata: cari ragazzi, siete voi l’ATP; a voi tocca dire basta. Vi va bene così? E continuate così!
Nonostante tu ti stia sforzando da anni ad emulare la risata del povero Alvaro Vitali in “Pierino a scuola”, visionabile su Youtube, anche se nel merito dei ragionamenti sei più scarso del personaggio di specie, ti vedo più ferrato come “pierino l’indovino” … 🙂
L’ipocrisia invece fa parte del tuo dna e qui c’è ben poco da fare … puah
Finestre di Overton che si aprono a velocità supersonica….
Ovvio,tu sei TONTOnov…..un nome,una garanzia…ah ah ah
@ antoniov (#4676832)
Ha fatto sbagliare pure a me con il copia e incolla a lui per poi mettere inizialmente solo la “Z” maiuscola … 😆
Zarathustra no Zaharatrusta … Ahahaha
Preferisco ricordare il grande Mac come era tanti anni fa. Superbrat, come lo aveva ribattezzato non ricordo chi, fumantino ,spesso maleducato e irrispettoso verso avversari e giudici di sedia, questi ultimi spesso intimoriti da una personalità ed un carattere straripanti. Ma anche “The Genius”, il braccio più sensibile e raffinato che mai abbia calpestato un campo da tennis, un tennis che solo lui poteva giocare,con quel servizio mancino che da sinistra ti mandava a rispondere in braccio agli spettatori delle tribune laterali. Vederlo in campo oggi, a quasi 70 anni, asciutto,nervoso e reattivo come un 35enne e capace di ricamare come allora mi fa quasi pensare che anche quando apre bocca per dire castronerie non sia mai da deprecare.
Io ridurrei gli Slam ai 3 set. In effetti è dura stare 4-5 ore ad assistere ad un match. Gli anziani si alzano con la schiena a pezzi. I set a 4 non mi piacciono, una novità potrebbe essere denominare o sostituire Slam con 2000 seguendo la progressione 125-250-500-1000- 2000. enzo
Questo si è già scordato del fatto che è lui l’unico indovino del forum … hi hi hi
Zaharatrusta con la “Z” maiuscola … gnurant … 🙂
Che brutta fine hanno fatto i tifosi di Noluccio..ridotti a mendicare cambiamenti che possano favorire il serbo nel suo disperato tentativo di vincere il venticinquesimo slam. Cosa dire, questi tre lunghi anni senza slam hanno ridotto veramente male i tifosi patologici di Noluccio.
E comunque, McEnroe ha detto chiaramente che i cambiamenti da lui proposti non devono riguardare gli slam (gli unici tornei che interessano a Noluccio) ma solo i tornei ATP.
Credo di essere ancora in numerosa compagnia (non per la maleducazione, ma non me ne pento: quanno ce vo’ ce vo’).
Mi spiace se si sente parte in causa: il mio obbiettivo/destinatario è chi governa il tennis e lo sta sempre più portando ad assomigliare ad un videogioco.
Vacci tu maleducato cafone.la verità è solo la tua
@ Dany (#4676733)
Non ho capito cosa ha di brutto il tennistavolo?
@ Annie3 (#4676636)
Sono d’accordo con i commenti che hai fatto oggi. Ho notato che chi sono contro le modifiche sono i più maleducati e irrispettosi di tutti. Non accettano nemmeno un inizio di discussione
magari è il tennis che interessa meno… il rischio di cambiare è che si possano perdere anche gli attuali suppoerter. Sinceramente nn sono interessato di vedere qualcosa di simile al ping pong…
@ Pier no guest (#4676719)
.. sulla Odissea di Nolan meglio sorvolare sarebbe stato meglio fosse durata una mezz’oretta
Alcaraz che ha solo 23 anni, si e’ gia pubblicamente lamentato e ha detto che riduura’ gli impegni nel circuito. Non ci sono piu’ gli atleti di una volta…oppure un problema c’e e forse va risolto o forse tutte e due le cose insieme.
Riprovo a mandare un commento,se doppio o quasi mi scuso.
Dicevo che l’attenzione è stata presa in ostaggio dal cellulare e dai “contenuti” che ci propone, nel mio caso tennis,bici,cronaca e gnocche perché il morale va pure risollevato.
Certo il tempo di concentrazione è sempre meno tanto che in Giappone vanno di moda delle serie che durano un minuto e mezzo a puntata.
Poi però vedo che quest’estate i cinema erano pieni di spettatori per l’Odissea di Nolan (3 ore), un film non facile e non vi erano solo attempati letterati o ragazzi del classico con esami di riparazione nelle sale.
Deduzione? Lo spettacolo di livello, interessante,ben confezionato non solo attira ma il The End dispiace e non è detto che breve sia altrettanto interessante.
La “soluzione” non è accorciare i match ma favorire lo spettacolo e per me è tornare a superfici con specifiche peculiarità,esaltare gli stili di ognuno e tornare a palline rapide perché queste,che rendono lunghi gli scambi , magari esaltano ma stressano i fisici ed un torneo con assenze ,anche programmate,non è certo il massimo.
No che i giovani non seguono il tennis. Miei figli (43 e 35) e tutti i loro amici non seguono assolutamente il tennis.
In compenso tra gli ultra sessantenni c’è un grande numero di tifosi.
Essere babbuini perché non si segue il tennis ti qualifica per quello che sei
Io direi di azzerare lo sport in generale cosi evitiamo che uno si faccia male
@ Annie3 (#4676636)
Non potresti organizzare una raccolta firme per proporre di assegnare a Djokovic il venticinquesimo Slam Honoris causa a patto che non si faccia più promotore di iniziative volte a snaturare il tennis quali che siano le ragioni all’ origine di certe idee deliranti?
Personalmente lo affermo da anni. Infortuni, tornei obbligatori, stress, x uno sport ormai ultra competitivo,oltre alle esigenze di chi guarda in tv ma anche in loco. Ormai gli sport più seguiti sono plafonati sulle 2 ore o meno, la gente ha troppi impegni per dedicare più tempo allo sport per quanto appassionante. Perché poi non c’è solo il tennis magari c’è chi si interessa, per dire,anche alla F1 piuttosto che al calcio o al basket ecc.ecc. Tutti sport questi che durano i
n media. molto meno che una partita di tennis soprattutto dello Slam.
Il formato next gen è valido ma volendo vi sono tante altre opzioni l’importante è sperimentare e decidere.Tutti gli infortuni degli ultimi tempi e le lamentele di tanti giocatori dovrebbero insegnare qualcosa non siamo più nei ritmi degli anni 60.
Sondaggione Livetennis direttore Mazzoni?
Così parlò zaharatrusta….anzi no,così parlò Tontonov…..come ti ha battezzato quell utente, di cui mi sfugge il nome ma a cui farei un encomio,perché mai sopranome è piu azzeccato….Tontonov….ci sarà un motivo….ah ah ah
Quando Mac, a 26 anni, comprese che con Lendl non ce la poteva più fare iniziò a fare il sindacalista. E non ha ancora smesso.
Vilander chi?
Un colpo alla volta ce la farete.
Andate a fare in culo (quanno ce vo’, ce vo’!)
Sono d’accordo.
Non però cambiamenti drastici, magari incominciamo a togliere i game ai vantaggi nel set decisivo.
Ridurlo di lunghezza come è stato fatto nella pallavolo.
Nel set decisivo ogni punto diventa più decisivo.
@ PatMike (#4676631)
.. anche dopo il primo se per questo
@ Koko (#4676463)
Ma cosa volete che importi a Novak, che compie 40anni, delle modifiche al tennis di cui sicuramente non fruira’, visti i tempi lunghi degli eventuali adeguamenti al tennis giocato…se incontra un giovane in forma puo’ perdere anche nel 2 su 3, piuttosto pensa al figlio, credo dodicenne, che rischierebbe meno infortuni in campo…intanto le parole di Alcaraz non so come possano venire interpretate se non come una richiesta implicita di non dover lui pagare con altre soste per ovviare alle richieste di un’organizzazione troppo intensiva del “sistema tennis”
@ Peter Parker (#4676613)
Si parla della vecchiaia come se a tutti noi non ci tocchi arrivare, per caso avete trovato l’elisir di giovinezza?
Per quanto è abbastanza controverso, soprattutto in questo forum, se debba ritenersi “Goat” chi ha vinto più Slam, nonchè big titles (attualmente è molto avanti Novak Djokovic con 71 + 1, il quale dichiaratamente sino all’altro giorno voleva il 25° Slam), non ignorando che il nostro indovino @Onurb ha attribuito sin d’ora ad Alcaraz oltre 30 Slam, senza neppur tener conto delle regole del gioco adottate e/o adottande … 🙂
Resta il fatto che per Nole e i suoi seguaci nulla quaestio su chi sia il Goat !
Killer point dopo il secondo vantaggio pari.
Meno tornei obbligatori.
Il resto invariato.
Cordialità
rientro nella categoria degli spettatori piu’ anziani e capisco che si dovra’ andare in questa direzione, se uno degli obiettivi e’ quello di attrarre di piu’ il pubblico giovane (ma siamo sicuri che abbiano voglia in ogni caso di rimanere a guardare qualcosa che duri anche “solo” 2 ore?).
per quanto mi riguarda, probabilmente smettero’ di guardare, non e’ obbligatorio farlo. il paio di migliaia di partite che – a spanne – ho calcolato di aver visto penso mi basteranno…
@ tacchino freddo (#4676460)
Ma magari perché qualche calciatore col gran caldo si è sentito male? Bene, facciamoci dare una lezione di tutela della salute dal mondo del calcio, dopo aver profuso critiche e sfottimenti…sono sempre più basita dalla mancanza di considerazione per le difficoltà che stanno incontrando i giovani a reggere questo tennis spietato, mentre Alcaraz sta dichiarando che dovrà già prendersi pause nel suo calendario perché il suo fisico non regge e Sinner, quindi i due campioni che daranno vita al tennis attuale e futuro, è già collassato in campo e ha appena rinunciato al quarto Slam dell’anno…e ai fissati, terrorizzati all’idea che Novak rimanga il più vincente, dico: ma chi volete, con questo andazzo di infortuni/malesseri, che raggiunga o superi i 72 Big Titles? È proprio per rendere più longevi i giovani che qualche innovazione, che si adegui alla maggiore potenza del tennis, si rende necessaria…che c’entra l’attenzione tv, il problema che stanno ponendo tanti addetti ai lavori è l’usura precoce cui sono sottoposti i giovani (e non a caso i più titolati) che rischia di lasciare ogni tanto a casa i migliori, oltretutto svalutando questo sport
Basta togliere 3 su 5 negli slam e come nei Master utilizzare 2 su 3: semplice.Non è che sia così scandaloso.
Anche nella boxe: c’erano i 15 round poi statisticamente si sono accorti che le tragedie succedevano negli ultimissimi round e così hanno cambiato i match sui 12 round e il problema è stato al 99 % risolto. E tutti sono rimasti contenti e sicuri.
La vecchiaia è una brutta bestia
Perché, gli utenti di LT sono dei pivelli? Da come si inviperiscono appena viene proposta qualche modifica innovativa non sembrerebbe…McEnroe almeno è “giovane di spirito”…
Insomma, è giusto che le regole vadano cambiate anche per consentire ai seguaci di Nole di sostenere sino alla fine dei tempi che il vero gladiatore, anzi il vero Goat di questo sport è stato, è e sarà uno solo e tutti dovremmo riconoscerlo sin d’ora … 🙂
Ma l’assist l’ha già dato proprio lo stesso Nole; maestro in certi frangenti … 🙂
Se si fa presto a modificare le regole poi Vilander avrà forse ulteriori ragioni per ritenere “il Goat” ancora favorito nei prossimi Slam, così come lo era per lui nello Slam tutt’ora in corso … 🙂
E pensare che è stato un campione di questo sport, che brutta la vecchiaia, ti fa essere proprio impresentabile.
Bisogna dare una drastica alleggerita al calendario dei tornei (ovviamente questa la vedo dura, con i molteplici sponsor che ruotano intorno ad ogni torneo) e modificare il sistema dei punteggi del ranking ATP. In nessun altro sport c’è questa spada di Damocle di essere costretti a rilanciare in ogni torneo il risultato conseguito 12 mesi prima, come dire perennemente inseguiti dalla propria ombra.
Non ci metto la mano sul fuoco sia vera, ma un mio cugino, che era forte davvero a tennis (io andavo meglio a ping pong), mi ha raccontato che una volta Nastase si presentò in campo con un racchettone di alluminio gigantesco (prima dell’era del carbonio) per sbeffeggiare i primi che osavano presentarsi in campo che non fossero in legno… poi io sono ecologista e il carbonio (e le tante fibre derivate o combinate con altri minerali o metalli) non è certo inquinante… insomma il problema non sono certo racchette o palle, il problema, se così può dirsi, è l’agonismo estremo che impera in tutti gli sport… nel calcio o nell’atletica leggera gli infortuni sono la regola, e così in tutte le discipline sportive che ti impongono ti portare il tuo fisico all’estremo per essere competitivo
I pensionati perché non fanno i pensionati e il servo inutile che a 40 anni si lamenti perché ha perso una partita al 5 set, eviti di giocare gli slam…
Io sostengo da tempo che non van cambiati alcuni materiali
Racchette in fibra? OK, mica possiamo disboscare l’Amazzionia
Palle cinesi? Vabbè…
Altezza della rete da cambiare? pessima idea, favorirebbe in maniera notevole gli spilungoni
Però se si torna indietro con gli ovali allora si ride e tanti (presunti) campioni spariscono e cambia pure il gioco
Nastase sfidò uno spettatore e giocò con un manico di scopa
Una marea di top-100 butterebbero tutte le palle in tribuna con la racchetta di Nastase
Perchè se non centri bene la palla quella va dove vuole, altro che comodini..
johnny hanno telefonato dalla RSA: s’è liberato un posto. forza Jhonny coraggio ❗
Spogliarellisti/e no?
Ridete pure ma intanto le regole verranno cambiate per salvare il tennis “di qualità” e non mandare costantemente sotto osservazione o addirittura in ospedale i campioni che ormai, fatevene una ragione, sono obbligati ad un tennis “forzuto” che va risolto al massimo nelle tre partite, che bastano e avanzano per emozionare e premiare il più meritevole…non siamo più ai tempi dei gladiatori nell’arena e mi fa pensare che invece i desiderata del pubblico attuale siano quasi ancora orientati verso il compiacimento per sforzi estremi, che arrivano alle 5 ore di mazzolate, lavatrici, comodini o come altro volete chiamarli…ma in quale sport gli atleti sono sottoposti a questi sforzi così intensi e prolungati? E ammiro ancora di più un anziano Novak che ha resistito per praticamente 3 set ad un “cagnaccio” come l’argentino che ha lasciato un solo un set ad un ottimo Matteo che, per fragilità fisiche, parte già emotivamente penalizzato dal 3 su 5
Dopodichè la soglia di attenzione scenderà ancora e si arriverà al 2 su 3 negli slam e al set unico negli altri
E peerchè non fare un torneo dove chi vince il primo putno va avanti?
Ah già, lo hanno fatto
io sono rimasto al pubblico americano letteralmente rapito dalla partita (battaglia) di 4 ore, anzi li ho visti più partecipi che mai dalla terza ora di gioco in poi. Quanto ci piace provare a dire cose diverse (parlo degli “attori” in campo, tutti a cercare di dire qualcosa da protagonista) e poi farne grancassa mediatica. Non nego che i social abbiano distrutto la capacità di concentrazione degli spettatori, ma è proprio necessario seguire l’onda? non è meglio combatterla? per il bene dell’umanità, detto senza enfasi.
Alzare la rete? Ma hai in mente Schartzman? E poi, secondo questa logica, le donne dovrebbero avere una rete più bassa già oggi?
Allora nel calcio alziamo la traversa, visto che i portieri sono più alti? Mi sembrano tutte boiate. Le uniche cose da cambiare sono l’abolizione del let sul servizio e il riposo di 30 secondi quando lo scambio supera i 20 colpi.
Penso che McEnroe abbia ragione! 5 ore x un match so troppe; sia x chi gioca che x chi guarda!! Inoltre più si gioca più si rischiano infortuni! Infatti Alcaraz non ha giocato x mesi nonostante la giovanissima età e Sinner idem ogni tanto si fa male.
Esistono tutt’oggi altri format, tipo le next gen finals che nessuno guarda, o i tornei esibizione a tempo, che non mi sembra abbiano tanto seguito, anche se a me piacciono… il tennis è forse lo sport più conservatore che esista, ma nulla impedisce la formazione di circuito alternativi con regole diverse… magari non lo sapete, ma l’atp è un’associazione di diritto privato e Gaudenzi aveva pubblicamente manifestato opinione favorevole all’offerta saudita di 2 miliardi di dollari per acquistare l’intero circuito, che poi avrebbero trasformato in una “baracconata”… insomma io non ho un’idea precisa al riguardo, ma è notorio che tutto gira intorno ai soldi, anche se mi dispiacerebbe non poter più godere 5 ore per una finale slam, e un americano appassionato di baseball direbbe la stessa cosa… una raccomandazione ai TROLL di questo forum, risparmiatevi le solite romanzine e offese
Distruggiamo lo sport nel nome del dio denaro.
Buttiamo i dadi ,che senso ha giocare se mentre si gioca sta con lo smartphone e non si ha la capacità di attenzione ?
BASTA SEGUIRE ALTRI SPORT, NON SIETE OBBLIGATI.
Oh che bella la tecnologia !
Vuoi mettere, nel tempo stabilito per la partita (due ore, due e mezza ?),
vedere in tempo reale sullo schermo il potenziale vincitore al momento, in base ai colpi giocati, lob, dropshot, battute assassine, passantini, tweener, recuperi impossibili, veroniche, ecc., (tutto quotato e parametrato da AI) ?
E il pathos del tempo che sta per esaurirsi e l’affanno, lo spasimo per colpi sempre più efficaci per il recupero ?
Finiremo lì ? 🙁
🙂
Un mio parere : Son tutte cavolate….. Il tennis e’bellissimo cosi’com’e’, quindi non va cambiato niente!
😆 😆 😆
Sono d’accordo con chi sostiene che abbreviare i match per facilitare i tempi di attenzione che stanno diminuendo, sarebbe una sconfitta dell’intelligenza a favore della demenzAI. Purtroppo però, bisogna piegarsi un po’ al dio denaro che muove il movimento, per cui sarei d’accordo a giocare al meglio dei 5 set negli slam con i set che vanno al tie al 4-4. Eventuale quinto set, farei super tie a 10 pt. In tutti gli altri tornei al meglio dei 3 set (a 4 pari si va al tie) e set normale (a 4) anche al terzo.
Inoltre alzerei un po’ la rete (la altezza media non è quella del 900)e ovale più piccolo. Il resto inalterato.
Allora
Mettiamo i parametri fisici, emozionali, anagrafici, statistici, ecc. in un bel contenitore.
Lasciamo lavorare l’algoritmo di AI
e… bell’è fatta !
Abbiamo il vincitore.
Poi, a piacere delle TV, un periodo (lungo o corto fanno loro…) di palleggi dimostrativi in campo con punti anche spettacolari e… doccia.
Fine.
“Vènghino signori, vènghino…”. 😉 🙁
Vogliono le partite non oltre le due ore, le due ore e mezza ?
Bene: allo scoccare della durata prescelta,si immettono i parametri della partita fin lì giocata: l’algoritmo di AI proclamerà all’istante il vincitore.
Doccia.
(e spot in tv). 😉
contento che sempre piu’ addetti ai lavori si espongano su questo. E per me ,come dal primo next gen che hanno fatto , la soluzione migliore e’ proprio quella. 3 su 5 ,con set a 4. Si mantiene il pathos dei 5 set ma con una durata piu’ umana. Tra l’altro, con set piu’ corti , si entra piu’ velocemente nel momento clou del set. E forse anche gli spettatori dello Us open la smetterebbero,di arrivare 1 ora dopo l’inizio delle partite.
Sì
Questa non è certo un’opinione 🙂
D’altra parte, per quanto il tennis di oggi sia ben altra cosa rispetto a quello di 20 anni fa, chi si avvantaggerebbe dell’annacquamento delle regole attuali sarebbero soprattutto gli ultratrentenni e ancor più gli ultratrentacinquenni che desidererebbero giocare nel circuito Atp sino a cinquant’anni 🙂
cambiare il pubblico non il tennis!
Se c’è uno che ha sfruttato a proprio favore la lunghezza dei match, questi è Novak Djokovic
Il problema è che Djokovic lo dice solo per prendersi il 25-mo slam da quarantenne e non certo per migliorare lo spettacolo. Se la proposta venisse da Sinner ed Alcaraz già avrebbe più peso.
Quindi siccome c’è una diffusa patologia psicosociale, l’iperattività con deficit di attenzione, associata ad una analfabetismo funzionale dobbiamo incoraggiarli con: libri di massimo 100 pagine con annesso un Bignami per chi volesse fare prima o facesse fatica a seguire il testo..
Praticamente affermano che le nuove generazioni soffrono di deficit di attenzione… però, invece di pensare a recuperare la capcità di saper aspettare e di aver pazienza, propongono accorciare ogni evento (vedasi anche i cartoni animati per bambini, quali Peppa Pig)…
Però non dicono nulla se nel calcio introducono la pausa idratazione e la pausa tra il primo e secondo tempo della finale dei Mondiali è durata 25 minuti con il penoso spettacolo musicale ad intrattenere il pubblico.
A questo punto che introducano partite con set da 2 game ed eventuale killer point sul 1 pari ed al meglio dei 3 set, con pausa di 40minuti tra 1 set e l’altro per permettere “spettacoli” musocali con Bad Bunny, Maluma, Sfera Ebbasta e compagnia bella…
Praticamente affermano che le nuove generazioni soffrono di deficit di attenzione… però, invece di pensare a recuperare la capcità di saper aspettare e di aver pazienza, propongono accorciare ogni evento (vedasi anche i cartoni animati per bambini, quali Peppa Pig)…
Però non dicono nulla se nel calcio introducono la pausa idratazione e la pausa tra il primo e secondo tempo della finale dei Mondiali è durata 25 minuti con il penoso spettacolo musicale ad intrattenere il pubblico.
A questo punto che introducano partite con set da 2 game ed eventuale killer point sul 1 pari ed al meglio dei 3 set, con pausa di 40minuti tra 1 set e l’altro per permettere “spettacoli” musocali con Bad
Io farei prima, mi fermerei al lancio della monetina, Atp sta studiando di alleggerire le partite solo per indurre i migliori a fare più tornei, il motivo vero è solo economico ci guadagnerebbero tutti a scapito dei giocatori minori dove verrebbe meno la possibilità di vincere un torneo
Di più e più in fretta! Qs è la qualità di vita moderna! Vomito!
Ahahah… cioè ha detto che i giovani sono dei babbuini! Povera società moderna!
quindi sinner vorrebbe vincere i match giocando meno ore? ho capito bene?
Cioe in questa illuminata soluzione si accorciano i match del Tour ( che sono piu corti e spesso non superano le 2 ore) mentre rimangono sostanzialmemte uguali i match dello a
Slam.. che sono quelli che durano 5 ore…
Ma volete mettere l’emozione di un passaggio di turno giocato su 1 solo punto?
Davvero impagabile!
Ahahahah 😀