US Open, Cinà cede a Michelsen nella prosecuzione: dopo un primo set equilibrato arrivano undici giochi consecutivi dello statunitense
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Si ferma al primo turno l’avventura di Federico Cinà agli US Open 2026. Il giovane palermitano, proveniente dalle qualificazioni, è stato sconfitto dallo statunitense Alex Michelsen con il punteggio di 6-4 6-1 6-0 in una partita iniziata domenica e conclusa soltanto nella giornata di lunedì dopo la sospensione per pioggia.
Una sconfitta molto più netta nel punteggio di quanto avesse lasciato immaginare il primo set. Prima dell’interruzione Cinà aveva infatti giocato alla pari con il numero 45 del mondo, mostrando coraggio e qualità soprattutto con il rovescio. Alla ripresa, però, la partita è cambiata completamente: dall’1-1 del secondo set Michelsen ha conquistato undici giochi consecutivi, senza concedere più nulla all’azzurro.
Primo set equilibrato, Cinà cede soltanto sul 5-4
L’inizio della partita aveva mostrato un Cinà tutt’altro che intimorito dal palcoscenico e dalla maggiore esperienza dell’avversario.
Michelsen ha servito per primo e per gran parte del set entrambi hanno mantenuto con regolarità i rispettivi turni di battuta. Cinà ha cercato di prendere l’iniziativa da fondo campo, soprattutto con il rovescio, trovando diverse accelerazioni interessanti e riuscendo a sostenere bene il ritmo imposto dallo statunitense.
Il giovane italiano ha avuto anche due opportunità di break nel corso del parziale, senza però riuscire a concretizzarle.
L’equilibrio è rimasto intatto fino al 5-4.
Cinà è andato al servizio per restare nel set, ma proprio nel momento più delicato Michelsen ha aumentato la pressione in risposta. Lo statunitense ha ottenuto il primo break della partita, che è coinciso direttamente con la conquista del parziale per 6-4.
Un set deciso quindi da un solo passaggio a vuoto dell’azzurro, dopo nove giochi nei quali la differenza di ranking si era vista pochissimo.
Secondo set: Cinà salva tre palle break, poi arriva la pioggia
Michelsen ha iniziato al servizio anche il secondo parziale e ha mantenuto la battuta portandosi sull’1-0.
Nel secondo gioco Cinà si è trovato immediatamente in difficoltà. Lo statunitense ha costruito tre palle break, ma il diciannovenne italiano è riuscito a cancellarle tutte e a mantenere il servizio per l’1-1.
È stato un game importante perché aveva mostrato ancora una volta la capacità di Cinà di restare mentalmente dentro la partita anche nei momenti complicati.
Pochi minuti dopo, però, la pioggia ha iniziato a cadere sui campi esterni di Flushing Meadows. Il match è stato prima interrotto e successivamente rinviato alla giornata successiva.
Si è quindi ripartiti lunedì esattamente dal 6-4 1-1 per Michelsen.
Ed è proprio dalla ripresa che la partita ha assunto una fisionomia completamente diversa.
Alla ripresa Michelsen cambia marcia
Michelsen è tornato in campo molto più aggressivo e soprattutto molto più efficace in risposta.
Lo statunitense ha mantenuto il servizio annullando palle break per il 2-1 e nel game successivo ha immediatamente attaccato la battuta di Cinà.
È arrivato così il primo break del secondo set, che ha portato Michelsen sul 3-1.
Da quel momento l’americano ha cominciato a prendere completamente il controllo degli scambi. Cinà ha faticato maggiormente a trovare profondità con il servizio e Michelsen è riuscito sempre più frequentemente a entrare dentro il campo con la risposta.
Dopo aver confermato il break per il 4-1, lo statunitense ha tolto nuovamente la battuta all’azzurro.
Secondo break e 5-1.
Michelsen non ha concesso possibilità di rientrare e ha chiuso subito il parziale con il proprio servizio per 6-1.
Dal momento della ripresa Cinà non era quindi riuscito a conquistare nemmeno un gioco.
Terzo set: Michelsen non concede più nulla
Il terzo parziale ha confermato definitivamente la nuova direzione della partita.
Cinà ha iniziato al servizio, ma Michelsen ha ottenuto immediatamente il break.
Lo statunitense ha poi confermato senza difficoltà per il 2-0 e ha nuovamente strappato il servizio all’italiano nel terzo gioco.
Sul 3-0 la partita era ormai saldamente nelle mani del giocatore americano.
Michelsen ha continuato a servire con grande tranquillità, mentre Cinà non riusciva più a trovare quella fluidità mostrata nella prima parte dell’incontro.
Un altro turno di servizio mantenuto ha portato lo statunitense sul 4-0, quindi è arrivato il terzo break del set per il 5-0.
Michelsen ha infine chiuso con il proprio servizio completando il 6-0.
Dal momento in cui la partita era ripartita sull’1-1 del secondo set, l’americano aveva dunque conquistato undici giochi consecutivi: cinque per chiudere il secondo parziale e sei nel terzo.
Una partita divisa nettamente in due
Il risultato finale di 6-4 6-1 6-0 rischia quindi di non raccontare completamente quello che si era visto nella prima giornata.
Nel primo set Cinà aveva tenuto testa a Michelsen fino all’ultimo game, cedendo il servizio soltanto sul 5-4. Anche all’inizio del secondo aveva saputo cancellare tre palle break prima che la pioggia interrompesse l’incontro.
Alla ripresa, però, è stato praticamente un altro match.
Michelsen ha aumentato la qualità della risposta e la pressione negli scambi, mentre Cinà non è più riuscito a ritrovare il ritmo e la brillantezza mostrati prima della sospensione.
In totale lo statunitense ha ottenuto un break nel primo set, due nel secondo e tre nel terzo, senza mai perdere il proprio servizio.
Per Cinà rimane comunque un’esperienza importante. Il diciannovenne palermitano aveva conquistato il tabellone principale passando attraverso le qualificazioni e disputava appena il secondo main draw Slam della carriera dopo il Roland Garros 2026.
A New York aveva superato Luca Nardi, Hugo Dellien e Yunchaokete Bu nelle qualificazioni, conquistandosi la possibilità di affrontare un giocatore già stabilmente vicino alla Top 50.
Il primo set ha mostrato ancora una volta il potenziale di Cinà. La prosecuzione, invece, gli ha ricordato quanto a questo livello possano bastare pochi giochi per cambiare completamente l’inerzia di una partita.
Michelsen avanza così al secondo turno degli US Open, mentre per Federico Cinà termina un torneo comunque importante nel suo percorso di crescita.
Marco Rossi
TAG: Federico Cinà, Us Open, US Open 2026

A. Michelsen
F. Cina
Sinner
Zverev
Alcaraz
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Swiatek
E Sinner dove lo avrebbe il fisico bestiale?
Jodar l’hanno scorso era al college, giocava part time fra un esame e l’altro, ma con risultati nettamente superiori a Cinà perché, di nuovo, la classifica non vale quanto il gioco
Se non si può prendere a esempio una singola partita brutta non si può neanche sventolare come esempio quelle belle
@ Vercassivellauno (#4675257)
Ottima osservazione, se il dritto non è forte e teso, l’avversario ti brucia. Al momento fra gl’italiani, dopo Sinner, sembra averlo solo Cobolli. E questo spiega perchè Musetti è costretto a giocare sempre arretrato. Va da sé che per avere un dritto forte e teso, bisogna avere il fisico bestiale enzo
jodar ahimè non è paragonabile. ma scorso anno di questi tempi in classifica dove era? non ho la palla
di cristallo ma non vedo in cina le
potenzialità di jodar che è un potenziale top 5.
Se ci fosse reale conoscenza dei problemi, più modestia e accettazione delle critiche, il tennis italiano ne trarrebbe grossi vantaggi. Così siamo al tanto fumo e niente arrosto enzo
Gli manca il dritto. Lo gioca frontale e tende ad alzare la traiettoria offrendo all’avversario una palla da colpire in anticipo
Giusto, l’unico vicino di età (5 mesi più vecchio) e davanti a lui (Non di poco) è Rafael Jódar.
Infatti ho parlato anche di difficoltà mentali, cede spesso di schianto anche a un passo dalla vittoria, in barba a Eurosport che dopo la vittoria su Opelka si dilungò sulla freddezza mentale come caratteristica distintiva.
E comunque 11 game di fila è difficile quasi in ogni contesto considerarlo un “buon risultato”, a meno di non parlare di una WC di 14 anni contro Djokovic 2015
Per poi fare che? Ovvio che può ancora andare ovunque, ma direi che il capitolo “fenomeno” è chiuso. Che poi siete divertenti. Non si può commentare la singola partita perché “capita”, la stagione perché è “il miglior 2007”, il futuro perché “chi sei il mago Otelma?”… Quindi questo posto a che serve? A fare i tifosi di calcio stile religione?
non ci sono 2007-2008-2009 davanti a lui in classifica.
molti stanno arrivando ma sono sotto come sono sotto tutti i nostri 2004-2005-2006. esaminiamoli bene i dati
con Bu ha giocato una signora partita.
con dellien l’ha vinto in lotta,
a nardi non ha fatto quasi vedere palla.
i progressi ci sono, e’ alla
quinta quali slam consecutiva
con 2 MD centrati. nettamente superiore agli altri 2007-2008 che si stanno affacciando sul circuito. detto ciò oggi non è entrato in campo,
ieri aveva giocato un discreto 1 set.
@ Detuqueridapresencia (#4675105)
…tranqui, non cambio il Nick. Ma mi si spieghi che crescita ha avuto, più o meno evidente, da quando vinceva il primo turno nel 1000 statunitense o altre qualificazioni slam….. Se sbaglio, mi si perdoni, ma dimostratelo! Buon tennis a tutti.
@ Leftwing13 (#4675096)
….cantava qualcuno che “il giocatore lo vedi dal coraggio”. Io, dopo due anni che lo seguo anche nei più infimi CH non ho visto alcun coraggio accrescersi nel suo atteggiamento. Non guardo le classifiche, che lasciano il tempo che trovano. Io guardo il tennista ed il suo gioco.
Sulla tenuta lo scrivo su questo sito da un anno, ma non mi sembra ci siano stati grossi miglioramenti, ha una difficoltà evidente sugli scambi lunghi e dopo un’ora e mezza di gioco. Ma non è stato il caso di oggi, dove, appena Michelsen ha colto il suo punto debole ci si è piazzato e da li non è più sceso. A mio parere è conseguenza degli ultimi 6 mesi, in cui ha giocato solo sulla terra battuta, dedicandosi al cemento nelle ultime 4 settimane, peraltro con risultati molto scadenti, fino alle Q. Nel challenger di Brownsburg perse al primo turno contro Schoolkate, buttando via una partita già vinta cedendo nel finale. Stessa cosa stava capitando contronDellie, che per sua fortuna sul cemento è completamente fuori luogo.
Con queste premesse il risultato qui avFM è più che buono. Vediamo come va nei prossimi mesi.
Appunto.
Lascia perdere Enzo.
Mamma mia.
Imbarazzante.
Io mi sto segnando tutti i commenti di questi fenomeni. Al momento opportuno verranno tirati fuori. Ma credo che cambieranno nick….
ma non ci entra niente che sia il miglior 2007. Stanno arrivando i 2008 e i 2009. Non stiamo parlando di vino. Non puoi prendere 11 giochi di fila. Se non altro per orgoglio.
@ Leftwing13 (#4675096)
Lascia perdere enzo
E ti sbagli di brutto! Due anni ha era intorno al 950 del ranking, adesso vicino al 150. Non tutti i tennisti sono egualmente precoci, aspettiamo e vediamo cosa potrà succedere. A oggi, è il miglior 2007. ..
Che non era un predestinato si sapeva.
Per ora speriamo di vederlo nei cento e un giorno forse anche nei cinquanta.
19 anni
Comunque secondo me Cinà tecnicamente ha tutto per stare almeno nei cento, serve e risponde molto bene e si esprime meglio sui grandi palchi. Però deve migliorare su due fondamentali nella gestione delle partite, fisicamente e mentalmente: spesso parte a razzo e poi va nel panico. Che poi è il motivo per cui è un po’ impantanato anche nei Challenger.
Mi preoccupano più i commenti che vedo su di lui. Principalmente due categorie.
A un estremo, chi non dà nessun peso alle sconfitte perché “non era il favorito”. Giusto, ma in questa fase non sarà mai il favorito in un match ATP, a volte neppure contro i Q/LL/WC perché comunque magari hanno più esperienza o sono giocatori di rientro da un infortunio. Appurato che non è un fenomeno né alla spagnola (Nadal, Alcaraz, Jodar, giocatori che già dalle prime partite è chiaro che il loro posto non è quello e solo il funzionamento della classifica gli obbliga a un po’ di gavetta), né alla Sinner (percorso più a singhiozzo, ma anche lì potenziale evidentissimo, si trattava solo di trovare le chiavi giuste fase per fase e sperare le trovasse in tempo), né un giocatore che può procurarsi la sua occasione tramite l’effetto sorpresa, come qualche colpo unico (tipo Perricard nel 2024, che con tre settimane messe insieme si portò nei 30, prima che ovviamente gli prendessero le misure), l’unico modo per salire è iniziare a vincere contro pronostico e sperare prima o poi in una combinazione exploit + fortuna per mettersi in rampa di lancio e sfruttare il momento.
L’altra categoria sono quelli fissati con la classifica che fanno i calcoli su quale programma lo porterà più in fretta nei 100. La classifica non conta quanto il gioco che esprimi. La classifica è mobile e te la puoi sistemare con un unico exploit estemporaneo, ma non ti serve stare per un po’ nei top 50/30 se poi non hai il gioco, di nuovo, vedi Perricard. Ha certo vantaggi pratici, ma se punti a qualcosa di più come sportivo… Mi ricorda Piatti nel 2020, quando insisteva a far giocare Sinner sopra livello e gli dicevano invece di portarlo a fare il pesce grosso nei Challenger per fare punti, e lui rispose che per quello a cui puntavano era inutile giocare per punti, era molto meglio perdere ma con chi è più forte di te
Sono riuscito a vedere solo l’ultimo punto!!
Michelsen mi sembrava fuori portata per la vittoria e anche per farci un set, ma non pensavo prendesse 11-0.
Un bel po’ sotto le aspettative, sinceramente.Sono curioso di sentire l’intervista.
Mah..
Ditemi che stava male e aveva del bowl movement…altrimenti è nera…
cioè è ridisceso in campo e non ha più fatto un game? Ma per piacere…
Brutto mollare così… O ha avuto qualche problema fisico..
Brutta prestazione del siculo. Ha 20 anni e oltre non sembra riesca ad andare. Più o meno come quasi due anni fa. Ma spero di sbagliarmi.