La fine di un’era: per la prima volta dal 2003 nessuno dei “Big Three” sarà al secondo turno di uno Slam
43 commenti
“E intanto il tempo se ne va…” cantava Adriano Celentano in una delle sue hit più celebri. Al tempo non si comanda, non si sfugge, anche se il desiderio di continuare a competere e cavalcare i propri sogni è fortissimo, un imperativo categorico che ti spinge oltre al dolore alla fatica, a tutto. Le immagini della sconfitta di Novak Djokovic a US Open contro Mariano Navone hanno fatto rapidamente il giro del mondo e suscitato enorme emozione tra gli appassionati, e non solo. Un Campione così grande che in campo dà tutto quel che ha, immolandosi alla fatica, ai malesseri, spremendo al massimo la sua durezza mentale ma, alla fine, incapace di resistere e battuto da un avversario certamente inferiore ma più giovane e forte fisicamente. È la dura legge dello sport. La sconfitta del serbo apre importanti riflessioni sul suo futuro, a 39 anni compiuti lo scorso maggio e con evidenti difficoltà a reggere una competizione spietata e una disciplina ormai durissima sul piano fisico, ancor più negli Slam.
Ci sarà tempo per analizzare a freddo le ripercussioni di questa sconfitta di Djokovic all’esordio in un Major, cosa che non si verificava addirittura dal 2006 quando Paul Goldstein riuscì a battere un giovane “Nole” all’esordio degli Australian Open. Un altro dei possibili favoriti esce di scena a New York, torneo che attende con grandissima curiosità il ritorno in campo di Carlos Alcaraz – oggi vs. Safiullin – per capire se davvero lo spagnolo possa essere da corsa per il successo finale, oppure se questo quarto Slam del 2026 diventerà una chance clamorosa per tutti quelli appena dietro. Intanto la sconfitta di Djokovic segna idealmente la fine dell’epoca d’oro dei “Big Three” negli Slam: infatti per la prima volta dal 2003 nessuno tra Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic sarà nel secondo turno di uno Slam. 23 anni, trascorsi ammirando prima la classe immensa e dominio dello svizzero, quindi l’ascesa dirompente dello spagnolo e poco dopo l’arrivo del “terzo incomodo” che, con bravura e determinazione feroce, ha superato addirittura i primi due per titoli conquistati. Un periodo storico eccezionale, forse irripetibile, con i tre campioni a dominare la scena e scrivere pagine leggendarie del nostro sport, in rivalità spettacolari.
This is the first time that we haven’t seen Novak Djokovic, Roger Federer, or Rafa Nadal in the 2nd round of a Grand Slam since 2003.
23 years.
The greatest era of men’s tennis is fading.
— The Tennis Letter (@TheTennisLetter) August 31, 2026
La sconfitta vs. Navone a US Open costa a Djokovic anche uno scivolone in classifica: cedendo 790 punti, nel Ranking Live il serbo perde 6 posizioni, uscendo dalla top 10. Non gli accadeva dal 2018, quando la sua carriera stava attraversando un periodo delicato per problemi al gomito, poi risolti. Nel suo recente docu-film, Novak ha ribadito di non aver fissato nella sua testa una data per il ritiro. C’è il sogno di competere ancora alle Olimpiadi, Los Angeles 2028, ma tutto dipende da come si sentirà e quello che dirà il suo corpo. Non è una situazione facile da accettare per una persona così competitiva e sicura di sé, ma i messaggi arrivati ieri a New York paiono inequivocabili: lui stesso a caldo nella press conference successiva alla sconfitta ha confermato che qualcosa non funziona più come prima, e non da oggi. Purtroppo, anche per un campione così grande, il tempo è una variabile impossibile da controllare.
Marco Mazzoni
TAG: Big three, Novak Djokovic, Rafael Nadal, Roger Federer, Tornei dello Slam, US Open 2026

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@ Pheanes (#4674985)
Non comprendo il tuo italiano
Ti è scappato il tasto invio. Palancaro, da palanche, è riferito alla quantità enorme di soldi che ha fatto Federer. Non ho tutta questa voglia di entrare nei dettagli con una signora riguardo ai fondi che si toccava Nadal prima dell’inizio del punto, diciamo che erano parte dei tic che aveva (non si toccava precisamente lì ma sai com’è) i quali ad ogni modo non gli hanno impedito di vincere di tutto di più.
Ma perchè lo chiamate “palancaro”? E “toccafondi” che significa?
Ma perchè lo chiamate “palancaro”? E “toccafondi” che significa?
Sempre detto e questo commento concerto tutto. Il tuo nick ti si adduce. Numero giusto che ti qualifica.
ognuno dei tre. con i suoi rimpianti Federer con la finale persa di W. 2019 con 2 mach point, Djokovic con la sconfitta US open 2021 x il gran slam, Nadal x non aver vinto mai gli ATP finals, ma sono stati veramente anni irripetibili comunque grazie a tutti e 3 😉
Se stasera perde anche Carlitos, per la prima volta al secondo turno non ci sarà nemmeno un big 3… +2
😛
@ Detuqueridapresencia (#4674906)
Sono d’accordissimo. Novak è enormemente superiore a qualsiasi suo tifoso.
Un po’ come Che Guevara, assolutamente migliore dei suoi idolatri che occupano le case altrui…
Sempre detto: Nole è infinitamente migliore di una manipolo di suoi ayatollah del tifo. Non ho mai letto commenti tanto protervi e rancorosi fra gli adoratori del toccafondi o del palancaro
Dire frafra mentre lo faceva
Parole sante
Peccato, perché mancavano solo 9 settimane per diventare primatista anche della Top 10. Se non dovesse più rientrarci, ce ne faremo una ragione.
Servirebbe un ultimo colpo di coda, ma magari non è una sua priorità
@ walden (#4674868)
Caro bimbo, non so più come dirtelo. Come potrei rosicare da lassù?
Goditi il momento e non farti il sangue amaro, io vivo di rendita
caro Gran Castoro, è inutile che rosichi, dopo gli USO uscirà dalla top10, non so se ci ritornerà, ma il dato di realtà è questo…
@ zedarioz (#4674789)
Beh, non è importante come un Torneo Maggiore, ma nel 2024 Giocovic vinse il torneo olimpico sui prestigiosi campi del Roland Garros, facendo piangere il giovincello di Murcia.
Ok, Nole undicesimo nel ranking. È giusto che si ritiri. Ma analogamente dovrebbero farlo TUTTI gli altri centinaia che gli stanno dietro, eccetto i giovanissimi che hanno ancora margini di miglioramento.
No,non è così.Come tutti i professionisti fin dai 6/7 anni hanno affrontato la vita su un campo,il loro processo mentale è sempre stato quello della fatica e del sudore perché odiano più la sconfitta di quanto amino la vittoria e per quanto abbiano preparato il dopo,creando una famiglia e/o aziende,il domani è un’incognita. Alcuni tornano per denaro (Borg),altri per gioco (Williams),altri ancora per IL gioco (McEnroe in doppio a 47 anni) ma molti faticano a dare l’addio nonostante le sconfitte ed il livello sceso o nonostante alcune brillanti vittorie come quelle di Nole in Australia. Il problema,serio, è quanto siano pronti davvero perché Becker e Borg o Tanner non furono proprio lucidi,Sampras fuggì così come Lendl.
Se Nole accettasse di giocare tornei meno stressanti porterebbe a casa ancora qualcosa ma sarebbero numeri,non ulteriore prestigio e lui ha vissuto per quello per una vita intera.
@ walden (#4674800)
Veramente le classifiche UFFICIALI non sono quelle live. Fino al 13 settembre è ancora numero 5
è uscito dai top10
Esattamente….l utente a cui hai risposto non ci arriva neanche….
Prima o poi questo giorno doveva arrivare ed è anche giusto che sia così, largo ai giovani.
Complimenti a tutti e 3 per le loro impressionanti carriere, oggettivamente impossibili da eguagliare.
Mi spiace per te. Se non capisci cosa vuol dire avere passione per un lavoro. La vita è anche passione, sentimento, sfida. Pensi che Wawrinka giochi ancora per l’assegno del primo turno a US OPEN? Davvero?
Dai, l’era è finita nel 2023….
Quest’anno si sono allineati i pianeti per la vittoria su Sinner, ma è stato un episodio, subito ridimensionato dalla finale con Carlos.
Detto questo, se Nole vuole giocare fino a 41 anni ne ha tutto il diritto. E’ ancora top 10 giocando 4 tornei all’anno…
A parte che si chiama Navone, che .. vuol dire 3 su 5 non ha senso? Sono gli Slam: i tornei più duri e selettivi dell’universo. Quindi se non ce la fai vai a casa chiunque tu sia…
La cosa allucinante è che si arrivi a dire che anche il genere si possa trattare così.
La Natura è Natura, ragazzi
E che doveva fare???
Questa è la migliore della settimana.
11 e 23. Su quale ruota ce li giochiamo?
Vomitare in campo è un bruttissimo esempio per tutti gli sportivi
@ Raul Ramirez (#4674731)
Strano però,nonostante tutta questa presunta differenza, sia per titoli vinti sia a livello di scontri diretti è decisamente dietro e non di poco da entrambi. Bello da vedere non significa per forza di cose essere più forti…
Dal 14/10/2002, quando Roger Federer entrò in maniera definitiva in top 10 (c’era entrato per la prima volta qualche mese prima, per uscirne un paio di mesi) c’è sempre stato almeno uno dei tre in top10. Da Lunedì 13 Settembre, con il nuovo ranking Novak Djokovic uscirà dai 10.
Il 13 settembre sarà quindi ricordato come la fine dell’era dei Fab 3, 23 anni ed 11 mesi dopo quella data.
La foto è molto esplicativa: Goat al centro. Troppa differenza di Tennis con gli altri due.
Sei de coccio, altrimenti non si spiega sto accanimento…..ascoltati un CAPOLAVORO dei Doors: The End…..vedrai che ti illuminerà (spero)
@ Xexania (#4674710)
Ma prima era la moviola a confronto
Un peccato per il torneo ,per me rimane sempre il fatto che i primi turni 3su5 non hanno senso, adesso tenetevi navarro ,
Era ora. Si immergessero nei loro forzieri di miliardi.
Si accodassero velocemente i vari Wawrinka, Cilic, Monfils, Dimitrov, Venus, Serena….
La colpa è dell’avidità senza fondo, altrimenti non si spiega
Fossi in Nole però inizierei a fare anche qualche 250 o 500 ogni tanto, arriverà agli Slam anche riposato ma non può pretendere di essere pure rodato.
Quante partite ha giocato quest’anno nelle settimane che precedono i 4 Major? Pochissime, praticamente nulla.
E no, non è “colpa” del tennis moderno come sport, come dicono i suoi irriducibili che se ne vanno dietro le proposte degli Slam a 3 set o i set a 4 game fingendo sia per il pubblico o le tv. “Prima” quando il tennis era “fisicamente sostenibile”, ci si ritirava a 30 a pezzi pure peggio di oggi
E, esimio Mazzoni, il tempo è una variabile incontrollabile, d’accordo.
Ma non “purtroppo”: lo è e basta.
Staremo a vedere se è la fine.
Sicuramente è una data da incorniciare.
Djokovic è convinto l’età sia come il genere. Se ripete abbastanza volte che ha ancora 27 anni e il mondo lo tratta come tale, diventerà la verità. Ma possono pure fare una legge secondo cui puoi autocertificarti e cambiare la data di nascita sulla carta d’identità e sul certificato di nascita, ma alla prova dei fatti la realtà e il tuo corpo diranno sempre “LOL, NO”