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US Open, Shelton domina Tsitsipas e lancia la sfida ad Alcaraz: “Servirà un tennis speciale”. Tstsipas “Il tennis sta perdendo varietà” (Video)

07/09/2026 07:33 4 commenti
Ben Shelton nella foto - Foto Getty Images
Ben Shelton nella foto - Foto Getty Images

Ben Shelton continua a sognare in grande agli US Open 2026. Il tennista statunitense ha superato nettamente Stefanos Tsitsipas negli ottavi di finale, imponendosi con il punteggio di 6-2 6-3 6-4 in un’ora e 52 minuti. Una prestazione autoritaria, costruita attraverso il servizio, l’aggressività nei primi colpi dello scambio e una pressione costante sul rovescio a una mano del greco.
Shelton ha chiuso senza concedere palle break, mettendo a referto 11 ace e conquistando l’83% dei punti giocati con la prima di servizio. Il primo set, durato appena 31 minuti, ha indicato subito la direzione dell’incontro. Tsitsipas ha provato a cambiare qualcosa anche dopo un medical time-out nel secondo parziale, ma non è mai riuscito a modificare realmente l’inerzia della sfida.

Shelton: “Sono rimasto concentrato dal primo all’ultimo punto”
Nonostante il risultato molto netto, Shelton non ha definito la propria prestazione perfetta. Lo statunitense ha sottolineato soprattutto i progressi compiuti nella gestione mentale della partita.
“Sono stato più concentrato, stabile e capace di mantenere un buon equilibrio emotivo. Per me è molto importante riuscire a voltare immediatamente pagina e pensare al punto successivo, senza ascoltare tutto il rumore esterno. È stata la cosa che ho fatto meglio”, ha spiegato.
Il numero uno statunitense ha poi evidenziato l’efficacia del proprio servizio e delle giocate immediatamente successive: “Non è stato il mio miglior tennis e non ho disputato una partita perfetta. Sono però riuscito a ripetere quello che volevo fare punto dopo punto, entrando spesso nei suoi turni di battuta e mettendogli pressione. Per la prima volta nel torneo ho sentito di servire con un’intenzione molto chiara. Non parlo soltanto del servizio, ma anche del primo e del secondo colpo successivi. Sono contento di aver concluso senza perdere mai la battuta”.
Shelton ha raccontato anche di aver finalmente trovato la giusta sintonia con l’Arthur Ashe Stadium: “Ogni anno, quando torni su questo campo, sembra quasi di dover ricominciare da capo e i nervi si fanno sentire. Questa volta ho trovato il mio ritmo, sono entrato in una sorta di stato di grazia. Giocare sul campo più importante del mondo è una sensazione incredibile”.

Tsitsipas riconosce la superiorità dell’americano
Il servizio mancino di Shelton ha rappresentato un problema irrisolvibile per Tsitsipas, costretto spesso a rispondere lontano dalla propria zona di comfort. Il greco ha riconosciuto senza esitazioni i meriti dell’avversario.
“Il suo servizio presenta tantissime rotazioni differenti ed è difficile prevedere dove arriverà. È stato questo l’aspetto che ho faticato maggiormente a gestire. Può servire da qualsiasi posizione e con ogni tipo di effetto. È un grande battitore e utilizza la mano sinistra in maniera molto intelligente”, ha dichiarato.
“Avevo già giocato contro di lui e da allora è migliorato. Questa partita ha avuto una dinamica completamente diversa rispetto al nostro precedente confronto. Oggi è stato migliore di me e ha meritato la vittoria”.

Tsitsipas e l’allarme sul rovescio a una mano
Con l’eliminazione del greco è uscito di scena anche l’ultimo giocatore con il rovescio a una mano presente nel tabellone maschile. Il risultato ha assunto inoltre un significato storico: per la prima volta dal 1877, considerando l’intera stagione Slam, nessun interprete di questo colpo è riuscito a raggiungere almeno una semifinale Major.
Tsitsipas, che nei giorni precedenti si era proposto come uno dei difensori della tradizione, ha manifestato tutta la propria preoccupazione: “Non si tratta di un’opinione, è un dato evidente. Il rovescio a una mano sta scomparendo e sarebbe un peccato enorme perderlo. Negli anni Cinquanta, secondo le cifre che ho consultato, veniva utilizzato da circa il 97 o 98% dei giocatori; oggi siamo intorno al 2 o 3%. La situazione si è completamente ribaltata”.
Il greco ha comunque precisato che il tennis continuerà a evolversi: “Il tennis rimarrà tennis, indipendentemente dal fatto che si giochi il rovescio a una o a due mani. Non sarebbe la fine del mondo, ma parliamo di un colpo classico e profondamente legato alla tradizione. Sarebbe davvero un peccato vederlo sparire”.

“Il tennis sta perdendo varietà”
La riflessione di Tsitsipas si è poi allargata alla progressiva omologazione degli stili di gioco. Secondo il greco, superfici più uniformi e condizioni generalmente più lente hanno ridotto le differenze tra i protagonisti del circuito.
“In passato esistevano molte più personalità e molti più stili. Anche oggi ci sono giocatori diversi tra loro, ma la varietà si è ridotta quasi a un unico modello. Le superfici sono diventate più lente e tutti tendono a sviluppare un tennis simile”, ha osservato.
“Prima vedevamo specialisti del serve and volley, grandi difensori, contrattaccanti e giocatori capaci di interpretare le partite in modi completamente differenti. Era proprio quella diversità a rendere il tennis così interessante. Con il rovescio a una mano sta accadendo qualcosa di simile”.
Nonostante l’amarezza, Tsitsipas lascia New York con alcuni segnali incoraggianti dopo un lungo periodo complicato: “È stato bello tornare protagonista in un torneo così importante. Ho una mentalità da campione e mi aspetto sempre molto da me stesso, quindi oggi è una giornata triste. Avrei voluto portare la partita al quarto o al quinto set”.
“Rimane un sapore agrodolce, ma sono orgoglioso delle soluzioni che ho trovato contro giocatori di alto livello e del modo in cui ho gestito diversi momenti di pressione. È stato bello rivedermi così e provare sensazioni che ricordavo dagli anni migliori”.

Shelton lancia la sfida ad Alcaraz
Ai quarti di finale Shelton affronterà Carlos Alcaraz, ancora imbattuto nei tre precedenti confronti diretti. Lo statunitense sa di aver bisogno di una prestazione di altissimo livello per fermare lo spagnolo, rientrato brillantemente dopo quasi cinque mesi di assenza. (
“Servirà un tennis speciale. Il livello al quale sta giocando Carlos è impressionante. Restare quasi cinque mesi senza competere e tornare facendo quello che sta facendo in questo torneo è qualcosa di sovrumano”, ha ammesso Shelton.
I due si sono allenati insieme prima dell’inizio dello Slam: “L’ho visto da vicino e ho seguito le sue partite. Mi sembra il Carlos di sempre, ed è incredibile dopo un’assenza così lunga. Sarà una grande battaglia. Non l’ho mai affrontato qui a New York e adesso mi trovo esattamente nella posizione in cui volevo essere”.
Shelton ritiene inoltre di essere un giocatore più completo rispetto ai precedenti duelli con lo spagnolo: “Sto servendo e rispondendo meglio. Sono cresciuto nella capacità di sostenere gli scambi da fondo, nella qualità generale dei colpi e nei movimenti. Sarà una partita diversa. In questo momento la priorità è recuperare fisicamente, poi lavorerò su alcuni piccoli dettagli”.

L’Arthur Ashe si prepara così a una delle sfide più attese del torneo: da una parte l’energia, il servizio mancino e la crescente maturità di Shelton; dall’altra il talento e la completezza di Alcaraz. Lo statunitense non ha mai battuto lo spagnolo, ma è convinto che New York possa rappresentare il luogo giusto per provare a cambiare la storia.



Marco Rossi


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4 commenti

IlPalpa (Guest) 07-09-2026 08:55

Il rovescio a una mano è l’essenza del tennis maschile, quello a due mani è l’essenza del tennis femminile, questo se si guardano le statistiche dell’era Open con oggettività, ergo, che il rovescio a due mani sia diventato ormai dominante anche nel circuito ATP non è altro che lo specchio della femminilizzazione della società occidentale, nè più e nè meno! :mrgreen:

A titolo di cronaca e di curiosità, dei mitici “Fab Four” , il rovescio a due mani di Andy Murray fu subito impostato in quel modo da sua madre fin dall’inizio, Djokovic all’inizio faceva il rovescio a una mano perché il suo idolo era Pete Sampras, poi intervenne la sua storica maestra di tennis e glielo cambiò subito in rivescio a due mani, Nadal addirittura era bimane naturale sia di dritto che di rovescio, suo Zio Tony saggiamente gli impose di abbondonare il dritto bimane se davvero voleva diventare un campione di alto livello, Federer invece fin da subito aveva un rovescio naturale a una mano e dei mitici quattro “Fab Four, ” Federer è l’essenza del tennis ad altissimo livello sotto tutti i punti di vista, strana coincidenza?

I don’t think so!! :mrgreen:

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Laura (Guest) 07-09-2026 08:37

per il rovescio ad una mano s spera che uno dei giovani (bernet, Schoenhaus e pure il nostro Basile) riesca ad entrare nel tennis di prima fascia…

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Vivibocca (Guest) 07-09-2026 08:30

dove sono gli ultras che se la prendevano con chi criticava i maestri di tennis che ti fanno giocare il rovescio a una mano?

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walden 07-09-2026 07:51

Se ci si aspetta che il rovescio ad una mano possa essere promosso dallo Tsitsipas di questi tempi, siamo proprio messi male….

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