Italiani a US Open, solo Darderi approda alla seconda settimana. Un bilancio non positivo
4 commenti
Nel “vento” di un US Open ricco di sorprese, grandi ritorni e fragorose cadute, il tennis azzurro è idealmente aggrappato a Luciano Darderi, unico nostro giocatore ancora in gara a New York all’avvio della seconda settimana del torneo. I tabelloni di US Open 2026 ieri notte si sono allineati agli ottavi di finale: sedici uomini e sedici donne andranno a caccia del quarto Slam stagionale e in questa élite c’è una sola bandierina tricolore, quella di Luciano, atteso da una sfida tutt’altro che semplice contro un Sascha Zverev in netta crescita di condizione per come ha spazzato via Tabilo rispetto alle prime due sofferte uscite, sempre notturne. Il buio, o almeno una discreta penombra, è calato sui nostri giocatori a New York, con alcune sconfitte diciamo prevedibili o almeno nell’ordine delle cose, ma altre invece a sorpresa e deludenti. Sarebbe sbagliato fare di tutta l’erba un fascio: la tentazione c’è visto che i numeri sono questi, ma non rientra in una corretta analisi di uno sport particolare come il tennis mettere sullo stesso piano sconfitte dei nostri arrivate da situazioni diverse senza considerare le differenze.
Il dato complessivo tuttavia è pesante e stride con i successi eccezionali del nostro tennis da molti anni. C’è una striscia italica negli Slam che vale la pena sottolineare: è da Roland Garros 2019 che almeno un giocatore italiano arriva negli ottavi di finale (e seconda settimana) negli Slam, quindi ben 30 major consecutivi. L’ultima volta che non accadde risale infatti agli Australian Open 2019, quando il trio Seppi – Fognini – Fabbiano si fermò al terzo turno. Da lì in avanti oltre a Fognini ecco il salto di qualità di Berrettini, quindi la esplosione incredibile di Sinner e poco dopo anche quelle di Paolini, Musetti, Cobolli e via dicendo, a rendere il movimento italiano fortissimo, uno dei migliori al mondo e sempre presente nei Major nella seconda settimana. Per questo il risultato complessivo di US Open sorprende, ovviamente in negativo. Sono situazioni che possono capitare. Sarebbe eccessivo drammatizzare la cosa o peggio ancora avviare processi e far scattare chissà quali allarmi. A New York c’è stato un “problema” di fondo che non si può dimenticare: l’assenza dolorosa di Jannik Sinner, banalmente il più forte di tutti e regolarissimo negli Slam. Tuttavia si può andare a cercare le motivazioni di alcune sconfitte singole inattese che, sommate ad altre, hanno reso US Open un torneo a livello complessivo girato male per gli italiani rispetto ad una tendenza virtuosa e consolidata.
È corretto anche sottolineare la fase storica che il tennis sta vivendo, soprattutto al maschile. La competizione è feroce, il livello medio-alto è brutale e questo spinge i giocatori a spremersi a dismisura in match lunghissimi che ti svuotano e distruggono. Il tutto porta a infortuni frequenti e crolli inattesi. Una situazione che necessita un’analisi approfondita a livello di sistema e che ovviamente coinvolge anche i nostri. Basta guarda l’elenco dei tennisti crollati all’improvviso, tra malesseri, acciacchi, cali di rendimento dovuti a sfinimento, per rendersi conto di uno status quo ben poco sostenibile. Ben vengano le novità e sorprese, sono il sale dello sport, ma dovrebbero realizzarsi grazie a prestazioni tecnicamente e tatticamente eccellenti, non perché un tennista quotato arriva svuotato, a pezzi, mentalmente sotto terra…
Forse in questa categoria rientra la sconfitta a sorpresa patita da Cobolli vs. Blockx nel terzo turno. Il belga è tennista forte, in ascesa, uno che può ambire a risultati di rilievo, ma il crollo di Flavio dal secondo set è stato inspiegabile e troppo fragoroso per essere “normale”. Lui nel dopo partita non ha cercato scuse, affermando di non aver avuto energia, un blocco totale con una reazione conclusiva tardiva. Cobolli vive di energia, quindi quel che gli è accaduto in campo è il peggior scenario possibile. La speranza è che possa restare un episodio isolato o, meglio ancora, che il romano possa capire come sopravvivere a situazioni del genere che potrebbero verificarsi in futuro, per capire come riattivarsi; e lavorare per cercare di trovare soluzioni a giornate poco brillanti.
Purtroppo per i nostri colori al maschile a US Open solo due erano i presenti al terzo turno: Darderi (vittorioso) e Cobolli (sconfitto). Alcune sconfitte al secondo turno sono state problematiche e inattese. Su tutte quella di Lorenzo Musetti contro Sweeny. La sfortuna di un malore, tra colpo di calore e crollo atletico, situazione che con i “caldi” orribili dei nostri tempi si sta verificando sempre più spesso. Ma nel caso del toscano è indispensabile un approfondimento della sua situazione atletica. Ormai a livello di tennis non manca nulla: tira fortissimo, è piuttosto completo, la battuta è diventata un colpo decisivo e quando non prende un’attitudine troppo attendista – capita di rado, per fortuna – è da corsa per ogni torneo e contro ogni avversario. Ma è il fisico ad accusare frequenti problemi, soprattutto muscolari. Un 2026 per lui sfortunatissimo, non si può dimenticare il ritiro sportivamente drammatico agli Australian Open, quando stava dominando Mr. Djokovic e per stessa ammissione del serbo l’italiano si sarebbe meritato una semifinale da sogno vs. Sinner. La tendenza di Lorenzo è negativa: i suoi acciacchi muscolari e problemi vari sono troppo frequenti, tanto da far venire il dubbio che qualcosa nel suo gioco necessiti di un aggiustamento, lo consumi fin troppo innescando a lungo andare le condizioni per un “guasto di sistema”. Non sembra tuttavia il caso di New York, e l’amarezza è grande perché un derby vs. Darderi era atteso e in questo torneo si poteva fare molto, molto bene.
Impossibile chiedere a Mattia Bellucci di battere Fritz; certo la sconfitta è stata fragorosa, ma era nell’ordine degli scenari possibili. Più dolorosa quella patita da Matteo Berrettini, non tanto per l’avversario, uno scatenato Navone, ma per come è avvenuta. Il romano si è detto deluso da come è andata la partita, condita da una caterva di errori gratuiti e un costante leggero ritardo sulle palla. Infatti proprio la mancanza di giuste sensazioni ha portato alla sconfitta, ed è un grande peccato a livello di tennis Matteo è parso superiore all’argentino, ma incapace di giocare fluido e reattivo. A 30 anni e con una serie di infortuni gravissimi sul groppone, Berrettini attraversa una fase complessa della sua carriera. Lui si dice più maturo, migliorato nel gestire difficoltà che prima l’avrebbero abbattuto moralmente, e forse è vero. Tuttavia la sensazione è che ormai faccia troppa fatica a giocare una serie di partite al suo livello e potenziale, finendo per accusare la fatica e non rendere al massimo del potenziale. Anche nel suo caso, vista la sconfitta di Djokovic si era aperta una strada interessante davanti a lui, ma non ha avuto la forza per sfruttare la chance.
Davvero sfortunato Lorenzo Sonego, protagonista del primo turno più bello del torneo contro Zverev, quasi 5 ore di battaglia ad un livello spettacolare e sconfitta arrivata d’un soffio. “Sonny” è ormai tennista maturo, uno che forse stenterà a trovare una continuità tale da consentirgli di sbarcare di nuovo nei quarti di uno Slam, come accadde in Australia l’anno scorso, ma è certo che se avesse pescato meglio nel sorteggio con la forma mostrata vs. Zverev si sarebbe potuto togliere discrete soddisfazioni. Un applauso a Passaro e Guerrieri, due storie diverse ma accumunate da grande passione e un bel rientro per il perugino dopo il serio problema al polso. Impatto durissimo per Cinà, mentre Arnaldi è incappato in una sconfitta non bella, con chance sprecate e quei difetti purtroppo diventati una costante, in negativo, non facili da superare.
Ultima nota per Jasmine Paolini. Era al rientro a New York dopo una lunga pausa per curare il piede malandato, quindi carente in ritmo e fiducia. Proprio questo le è mancato, sovrastata da una Cirstea in grande giornata (anzi, annata). È una sconfitta che può starci per quel che si è visto in campo, ma l’incontro ha dato l’ennesima conferma della situazione non facile che vive, da tempo, la toscana. Quando si attiva, è rapida coi piedi e gioca libera da tensione non ha affatto dimenticato come si spinge e comanda gli scambi, come andare a prendersi il punto con qualità. Il problema è il grigiore in cui crolla quando è messa sotto, crollando in un’attitudine negativa e uno sguardo che sembra dire “non mi riconosco più”. Un peccato perché questo US Open poteva essere l’occasione per un grande rilancio, non solo nei risultati ma soprattutto sul piano personale, per archiviare una stagione tutt’altro che felice, proprio per lei che, quando sta bene, è l’immagine della felicità in campo.
Queste le somme. Ci resta quindi Darderi: proverà a compiere l’impresa contro Zverev negli ottavi. C’è riuscito a Roma quest’anno, in una partita a dir poco strana. Sarà molto difficile ripetersi a New York, ma intanto Luciano continua a crescere a fare esperienza anche nei grandi appuntamenti sul “duro”. La sua “garra”, intensità fisica e terribile resistenza stanno diventando monumentali. Una certezza, una delle poche in un periodo dominato da dubbi e qualche inquietudine, e che speriamo passi il prima possibile.
Marco Mazzoni
TAG: Flavio Cobolli, Giocatori Italiani, Lorenzo Musetti, Luciano Darderi, Marco Mazzoni, US Open 2026

Sinner
Zverev
Alcaraz
Auger-Aliassime
Djokovic
de Minaur
Medvedev
Shelton
Sabalenka
Rybakina
Noskova
Swiatek
Svitolina
4 commenti
Abbiamo perso quest’anno per blackout fisici improvvisi ben quattro pretendenti ai piani alti degli slam, le uscite di Musetti AO e Sinner RG sono fragorose perchè sono arrivate a match praticamente vinti, ma io aggiungerei l’accoppiata Musetti-Berrettini qui agli US perchè durante il secondo set di entrambi è stato visibile il down fisico per cause esogene. Eppure anche nel 2026 ci portiamo a casa uno slam una finale e le semi con 3 giocatori diversi. Fantascienza resta.
La sconfitta di Cobolli ieri mi pare causata da ben altro: il suo avversario gli è semplicemente saltato sopra su tutti i fondamentali del gioco, gliele ha suonate, dopo un’ora di gioco in cui il livello tendeva costantemente ad alzarsi. Tanto che io mi chiederei quale caratteristica del gioco Flavio debba articolare meglio per impedire ai suoi avversari di esaltarsi: il pericoloso parallelo è con il match dei quarti di Wimbledon, in cui Fery trovò la stessa esatta quadratura del cerchio che ha trovato Blockx ieri.
E cmq non è ancora finita, forza Lusiano, ennesima gloria nostrana di questa età dell’oro che puntualmente tendiamo a sottostimare,,,
Certo dispiace vedere interrotta la striscia di due italiani ai quarti di uno Slam che era aperta da Australia 2025, ma prima o poi doveva accadere, specie vista l’assenza di Sinner (incredibilmente, l’unica volta in cui abbiamo avuto tre azzurri ai quarti lui era uscito prima). Darderi ha fatto il suo e non era affatto scontato, ora contro Zverev parte sfavorito. Cobolli ha probabilmente esaurito la benzina dopo vari tornei giocati ad alto livello, comunque la qualifica alle Finals è a un passo. Musetti continua ad avere guai fisici, 2026 da dimenticare dopo i fasti del 2025.
Anche Flavio si è sciolto, per il resto non c’era molto d’aspettarsi.
Berrettini e Sonego dopo 2/3 turni spariscono. Musetti Paolini tornavano da un infortunio. Come ci manca il benzinaio.
Ha detto quasi tutto l’inizio del pezzo, l’assenza del numero 1 ha svuotato la spedizione azzurra di gran parte del potenziale, poco da dire.. su Cobolli, si, vero, crollato, ma viene anche da un’estate dove ha giocato parecchio e molte partite tirate e lunghe.. qualcosa da rivedere nella programmazione ci starebbe.. Musetti ha dimostrato di averne sempre una e comunque l’analisi di ciò che gli è successo mi è sembrato affrontato un po’ frettolosamente anche da lui stesso.. Sonego si è difeso alla grande, la vera delusione è stata Berrettini, ormai poco competitivo nella grande maggioranza dei tornei.. al di là della costituzione, avrebbe da lavorare atleticamente, ma dubito voglia o possa farlo