Paolini spenta, va sotto alla progressione e aggressività di Cirstea. L’azzurra saluta US Open al terzo turno
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Una partenza razzo, sprizzando energia da tutti i pori ed aggredendo il campo e la palla da ogni posizione. È la Jasmine Paolini che piace, quella che domina con potenza e aggressività forte di una pallata col diritto che fa malissimo a tutte le rivali. L’azzurra scappa subito avanti con un break strappato di forza a Sorana Cirstea nel terzo turno di US Open, ha due occasioni (al servizio) per portarsi sul 3-0 ma lì, incredibilmente, si spegne la luce sul tennis dell’azzurra, senza una apparente motivazione intuibile dalla postazione di commento. I suoi piedi diventano pesanti come macigni, in gravissima difficoltà nell’accompagnare il corpo alle aperture, e Cirstea ci mette del suo, bravissima ad “azzannare” sportivamente l’italiana e la partita entrando fortissimo con la risposta e azionando al meglio quel suo tennis in progressione, potente e aggressivo, che può diventare letale se la lasci comandare e colpire con equilibrio e poco spostamento. La rumena si prende la scena e domina, vince per 6-3 6-3 in 75 minuti una partita che lascia perplessi per come l’italiana si sia improvvisamente bloccata dopo un ottimo avvio.
Un piccolo calo di attenzione e spinta della 36enne di Bucarest nella prima fase del secondo set non basta a rinvigorire l’azzurra, immediatamente ricacciata sotto dalla spinta geometrica e potente di Sorana, perfetta col rovescio e pronta a mettere grande pressione all’italiana, con 5 game di fila vinti dal 3-1 sotto, e un sipario amarissimo sulle ambizioni dell’italiana a New York. Ha cercato una reazione emozionale Jasmine, ha parlato molto con se stessa, col suo angolo, ha cacciato qualche urlaccio dopo sparute accelerazioni, ma non è nemmeno riuscita ad incazzarsi a sufficienza per incanalare quella energia in campo. La sensazione è stata proprio quella di una Jasmine che improvvisamente si è bloccata: “non mi muovo” ha detto più volte al suo team, ed è l’esatta foto di una partita che le è scivolata via perché è mancata l’energia, la esplosività (anche al servizio), incapace di andare sopra alla spinta dell’avversaria, senza entrare nella palla con il suo top spin per far muovere una Sorana troppo in controllo, quasi mai sotto pressione o sballottata negli angoli in difesa.
La rumena ha disputato una partita di qualità, è giusto darle merito per un successo limpido. 17 vincenti e 7 Ace, forte di un 71% di prime palle in gioco, ma il dato più significativo è l’aver ottenuto il 54% dei punti in risposta. Proprio la rimessa ficcante, in anticipo, trovando grande profondità (spesso letteralmente nei piedi di Paolini) è stata la chiave che ha provocato il terremoto nella certezze dell’italiana, bloccata anche al servizio temendo evidentemente la pallata dell’avversaria. Cirstea la conosciamo bene: sta vivendo un 2026 da urlo, il miglior anno in carriera. È matura, preparatissima, serena e consapevole, se le lasci il tempo per colpire con i piedi sulla riga di fondo, può imporre una progressione notevole. Il rammarico viene dal fatto che Paolini ha nelle sue corde l’esatto antidoto per anestetizzare il plus dell’avversaria: la potenza e rotazione dei suoi drive, e una velocità in campo che le permette di andare sopra alla spinta della rumena. Era quel che è accaduto nei primi 10 minuti di partita, dominati dall’azzurra. Poi tutto è cambiato, in modo drastico, senza avvertire una causa fisica (che si sia riacutizzato il problema al piede?). Di sicuro la battaglia contro se stessa per attivarsi è stata palese, una sofferenza vedere Jasmine a caccia di una scossa che alla fine non è arrivata. Lenta, fallosa, passiva.
Anche quando si è ritrovata improvvisamente avanti 3-1 nel secondo set, quello sparuto vantaggio è stato figlio di un piccolo black out di Cirstea, con una serie di errori gratuiti. Lì è stata brava la rumena a scuotersi, ritrovare il rovescio, quindi anche il diritto e poi il servizio, per una reazione che l’ha portata a riprendersi rapidamente il centro del campo e il controllo del gioco. In quella fase serviva una Jasmine più “cattiva”, anche più efficace al servizio per tenere a bada la risposta di Sorana. Dopo quel buon avvio, niente ha funzionato nel gioco dell’ex top 10 azzurra. È un’uscita di scena che fa male, perché una buona Paolini batte Cirstea, e può dire la sua in questo torneo. Invece la strada si ferma qua. Mestamente.
Marco Mazzoni
La cronaca
Paolini inizia l’incontro al servizio, e dopo un paio di buoni punti azionando il suo diritto potente e carico, va in tilt il servizio e con due doppi falli concede una palla break a Cirstea. Sorana però regala con un risposta modesta in rete. Jasmine si prende il game, 1-0. Cirstea mostra una vistosa fasciatura al polpaccio sinistro, e infatti sembra cauta nello spingere su quella gamba affidandosi più allo slancio col braccio. Al servizio sembrano esserci i problemi maggiori per la rumena, con un doppio fallo e la prima di servizio più appoggiata con sicurezza che davvero picchiata a tutta. Sul 15-30 si scambia al centro, e alla prima traiettoria più corta Paolini si sposta leggermente a sinistra, anticipo l’apertura e scarica un diritto vincente di grande potenza. 15-40, due chance per l’allungo. Il BREAK arriva sulla seconda, con una risposta cross profonda che Cirstea non riesce a contenere, piegandosi zero sulle ginocchia e andando solo in rotazione. 2-0, Paolini può fare corsa di testa, ma deve stare attenta al pezzo forte del repertorio di Sorana, la risposta d’incontro di rovescio. Infatti sul 15 pari la 36enne di Bucarest entra a tutta, grande esecuzione. Eccellente la reazione della toscana, un diritto carico e stretto che sorprende l’avversaria. Energia nel gioco di Jasmine, col diritto ma anche col rovescio grazie ad una reattività notevole, come sulla parità quando scende sulle ginocchia quasi a toccare terra per colpire un contro balzo magnifico. Il servizio è la esecuzione meno sicura, col terzo doppio fallo Paolini concede una chance di break, ma “spacca” la palla con un lungo linea fantastico, appoggi perfetti e impatto secco sopra la spalla. Alla fine la risposta di Cirstea e il rovescio precisissimo valgono alla rumena il contro BREAK ai vantaggi, 2-1. Il lato sinistro di Sorana è preciso come una carabina se può impattare da ferma o quasi, 2 pari. Paolini non riesce ad arginare la spinta di rovescio della rivale, e lo cerca fin troppo anche col servizio… tanto è come investita dalla valanga Cirstea, bravissima ad impattare ben davanti al corpo, in anticipo, e così prendersi il campo. Ha perso campo e fiducia Paolini, subisce un BREAK a zero con un parziale terribile di 10 punti ceduti di fila (3-2). Cirstea staziona al centro e comanda, mentre Paolini sbaglia troppo presto cercando l’angolo. I punti di fila si fermano a 12, con un diritto in rete della rumena, ma con un Ace esterno e il solito rovescio cross Cirstea vola 4-2, quarto game di fila, e con Paolini che ha smarrito quella spinta ed energia ottimali dell’avvio, affrettando i tempi dell’affondo e sbagliando colpi banali. Cerca di auto incitarsi Jasmine dopo l’errore sul 30-15, subendo l’ennesima ottima risposta della rumena, che però ha gioco facile per per troppe seconde dell’azzurro. E infatti anche sul 30 pari comanda la “mora”, con una risposta di potenza sulla seconda palla troppo morbida. Palla break. Stavolta con un bel servizio al centro Jas si salva, e poi un diritto a tutta cancella un’altra PB, seguita da un Andiamo!!! a squarciagola. Con tantissima fatica, ma anche grinta e una reazione, Paolini torna a vincere un game (4-3), ma in risposta non incide, per un rapido 5-3 Cirstea. Jasmine va sotto nel nono game, non serve bene e anzi sullo 0-30 subisce una risposta col turbo di Sorana, stavolta col diritto. 0-40, tre Set Point per la rumena. Finisce subito, pessimo rovescio spedito a mezza rete, con pochissima convinzione di Paolini. Un 6-3 netto, Cirstea più efficace, aggressiva e continua, mentre Paolini si è spenta dopo un buon avvio.
Cirstea riparte alla battuta dopo un sostanzioso toilette break di Paolini, necessario per rinfrescarsi e schiarirsi le idee. Ma la ripartenza è lo stesso film del primo parziale, Sorana viaggia che è un piacere con il suo tennis verticale, in anticipo e preciso, mentre Paolini fa fatica ad arginare e non ha il tempo per azionare il top spin, o quando ci prova sbaglia. 1-0 Cirstea, va tutto troppo rapido e dalla parte del “treno” rumeno. Dopo mezz’ora di qualità assoluta, Cirstea regala tre risposte di fila out, un aiuto che Jasmine prende volentieri (1-1). Si sbatte la mano sulla coscia Paolini dopo l’errore all’avvio del terzo game, “non mi muovo” dice al suo angolo e c’è del vero perché dopo un avvio carico di energia i piedi dell’azzurra hanno perso lo sprint. La spinta cadenzata di Cirstea all’improvviso scricchiola, e con due errori lo score è 15-40, due palle break per l’italiana. Altro regalo, un diritto in rete a chiudere due game pessimi per la rumena, e un insperato BREAK – vista la tendenza – riporta avanti Paolini (2-1). L’inerzia del match è virata repentinamente dalla parte dell’italiana, visto che la nativa di Bucarest non trova più il campo… solo errori e 3-1 Paolini (parziale di 12 punti a 3). Nel quinto game Sorana torna in carreggiata, col rovescio lungo linea e pure due Ace (totale sette), 3-2. Attenzione perché il “down” della rumena sembra già archiviato e col rovescio torna a disegnare il campo, 0-30. Con una risposta al centro molto potente Cirstea vola 0-40, ma Paolini male, quasi cade all’indietro invece di muovere i piedi e accompagnare l’apertura. La seconda di servizio galleggia nell’aria… ma Cirstea regala una risposta in rete (che rischio), e poi un altro errore sempre col rovescio. Qua “va di lusso” all’italiana, con servizio che proprio non ne vuol sapere di prendere ritmo. Infatti ai vantaggi ecco il doppio fallo, e il sorriso amaro di Jas dice più di mille parole. Alzando un po’ la parabola, Paolini salva anche la quinta PB, ma niente può alla sesta, perfetta la progressione di Cirstea, guadagna campo e si prende il BREAK con un rovescio lungo linea a campo aperto. 3 pari, e di nuovo l’azzurra è sotto, emotivamente e tecnicamente (4-3). L’ottavo game si apre con un film già visto troppe volte: servizio lemme di Jasmine e risposta di rovescio eccellente di Cirstea, che poi replica da sinistra e vola 0-30. Niente, totalmente bloccata coi piedi uscendo dal servizio, Paolini scaraventa a rete un diritto che le costa lo 0-40. Sono quasi dei MP… Con una progressione calibrata Cirstea provoca l’errore di Paolini, arrivata anche qua male sul diritto. BREAK, 5-3 Cirstea, al servizio per il match. Sorana spreca 3 Match Point (da 40-0), malissimo sul 40-30 con un diritto colpito col braccio impietrito. La rumena non spinge più con la aggressività di tutto il match, apre il fianco a Paolini che si prende una chance per riaprire la partita, ma Sorana si riaccende, entra in campo coi piedi e chiude col diritto cross. Con una seconda palla killer (più forte della prima!) Sorana ha il 4° MP. Gran servizio esterno, finisce qua. Brava Cirstea, più aggressiva, potente e continua. Ma Paolini… inspiegabile il crollo dell’azzurra dopo una partenza convincente. Forse la mancanza di fiducia, un vero peccato.
J. Paolini
vs S. Cirstea 
TAG: Jasmine Paolini, Marco Mazzoni, Sorana Cirstea, US Open 2026

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@ Juliette (#4677530)
Ma bella dove??
Quando è truccata..acqua e sapone è terribile
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Ma bella dove??
Quando è truccata..acqua e sapone è terribile
E’ una questione psicologica. Un/una tennista s’impegna alla morte per salire in alto. Vive la prima giovinezza pensando esclusivamente al tennis. Allenamenti intensi, cibo con il bilancino, andare a dormire presto la sera, alzatacce mattututine. Finalmente arrivano successo, soldi, notorietàà e vittorie importanti. A questo punto,il nostro/nostra si rilassa, comincia a rallentare gl’impegnidi lavoro. Se si rilassa lui, non certo quelli che hanno le sue stesse ambizioni. E quindi per rimanere in alto deve continuare a fare sacrifici ancora più grossi. Non è da tutti. Quelli che lo fanno, vedi Sinner, rimangono in alto, altri, la maggior parte, iniziano la discesa e giocano per mestiere, non più per raggiungere traguardi. Guardate bene il panorama tennistico attuale enzo
Quando,presto, finiranno i primi turni facili,il peggioramento della classifica sarà molto veloce.
Peccato,ma penso che la Paolini abbia raggiunto successi ben superiori al suo valore.
L’unico grande rimpianto della sua carriera non aver vinto Wimbledon perdendo in finale contro una giocatrice battibile.
Scusate: Mi sa che NON torna più quella di prima
Sicuramente c’è qualcosa extra tennis
Risultato nella norma, praticamente un BYE al terzo turno per cirstea
Cirstea sta avendo il miglior anno della sua vita
Secondo me ha pesato qualcosa extra tennis
Non ci aveva mai perso… Il riflesso di una grande involuzione. Si sta vedendo quanto ha pesato l’aver licenziato Furlan
La Paolini come Berrettini : finiti i bei tempi …
Delusione
La Cirstea è STUPENDA 😮
Bellezza e bravura clamorose