US Open, Darderi guarda alla sfida con Zverev. Cobolli deluso – “Mi è mancata l’energia” (Video)
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Due stati d’animo opposti accompagnano le conferenze stampa degli italiani al termine del terzo turno degli US Open 2026. Da una parte la soddisfazione di Luciano Darderi, approdato agli ottavi dopo la vittoria in tre set contro Dane Sweeny; dall’altra la profonda delusione di Flavio Cobolli, eliminato dal belga Alexander Blockx dopo una partita nella quale non è riuscito a esprimere la consueta intensità.
Darderi ha superato Sweeny con il punteggio di 6-4 6-3 6-3, raggiungendo per la prima volta gli ottavi a New York ed eguagliando il miglior risultato della carriera in uno Slam, ottenuto all’Australian Open 2026.
Darderi: “Non è mai facile chiudere un terzo turno Slam in tre set”
L’azzurro ha sottolineato soprattutto la difficoltà di affrontare una partita nella quale partiva con i favori del pronostico.
“Oggi ho giocato una bella partita. Non era facile: ho un ranking più alto di Sweeny e sapevo di dover vincere, ma non è mai semplice chiudere in tre set un terzo turno Slam”, ha dichiarato Darderi ai microfoni di SuperTennis.
Al momento dell’intervista il suo prossimo avversario non era ancora stato stabilito. Darderi aveva quindi spiegato: “La prossima partita giocherò con Zverev o Tabilo. Sono due avversari forti e cercherò di dare il massimo”.
Successivamente Alexander Zverev ha sconfitto Alejandro Tabilo per 6-2 7-6(2) 6-2, conquistando il posto negli ottavi contro l’italiano. Una sfida particolarmente interessante considerando il precedente più recente: agli Internazionali d’Italia 2026 Darderi aveva battuto il tedesco dopo aver annullato quattro match point.
Il ruolo decisivo della squadra
Dietro la crescita di Darderi c’è un gruppo di lavoro che lo accompagna da anni. Il tennista italiano ha voluto condividere con il proprio team la soddisfazione per questo traguardo.
“Se non hai un team al tuo fianco è difficile ottenere risultati. Mio padre svolge da tanti anni la parte più importante del lavoro. Sono contento del percorso che stiamo facendo insieme e questo risultato lo devo anche a loro”, ha spiegato.
Parole alle quali si sono aggiunte quelle del padre e allenatore Gino Darderi: “Luciano ha molti meriti. Ha sempre quella voglia di vincere e quella grinta che lo caratterizzano. Oggi ha giocato un grande tennis”.
La crescita sul cemento rappresenta uno degli aspetti più importanti della stagione dell’azzurro. Pur mantenendo caratteristiche particolarmente adatte alla terra battuta, Darderi sta imparando a esprimere il proprio tennis anche sulle superfici rapide.
“Sulla terra riesce ad adattarsi a tutti gli avversari. Sul cemento sta imparando a fare lo stesso. Sta colpendo la palla in maniera più piena, sta servendo meglio e ogni tanto riesce a cambiare ritmo. È un giocatore prevalentemente da terra battuta, ma può fare ancora meglio sul cemento”, ha osservato Gino.
Per il padre, tuttavia, i risultati rimangono in secondo piano rispetto alla serenità del figlio: “A me basta che Luli sia felice. Questo mi ripaga e io sono contento da tanto tempo. Non mi aspettavo che potesse arrivare a questo livello: quello che sta facendo sul veloce è incredibile e tutto il team è felice”.
Cobolli: “Sono triste soprattutto per la mia prestazione”
Atmosfera completamente diversa nella conferenza stampa di Flavio Cobolli. Il romano ha salutato gli US Open dopo la sconfitta contro Alexander Blockx, impostosi in rimonta con il punteggio di 6-7(4) 6-3 6-0 6-3.
Cobolli è apparso provato fisicamente e mentalmente, ammettendo di non essere riuscito a portare in campo l’energia necessaria.
“Sono davvero triste, soprattutto per la mia prestazione. È molto difficile giocare contro di lui e penso che oggi la mia energia fosse più bassa rispetto agli altri giorni. Mi sono sentito più contratto e forse anche più stanco. Ho giocato senza l’energia che questa partita meritava e questo è stato il risultato”, ha raccontato.
L’azzurro ha già programmato un breve periodo di riposo: “Adesso tornerò a casa e mi prenderò qualche giorno libero per recuperare mentalmente e fisicamente. Poi tornerò in campo. Il prossimo appuntamento sarà la Laver Cup”.
“Nel terzo set mi è scesa l’adrenalina”
Cobolli ha individuato nel secondo parziale il momento in cui la partita ha cambiato direzione.
“Fino al 3-2 del secondo set mi sentivo abbastanza bene. Nel primo avevo la partita sotto controllo, poi con il break la situazione si è complicata e mi sono innervosito. Alla fine, però, credo di aver giocato un grande tie-break”, ha analizzato.
“Ho iniziato bene anche il secondo set, salvando alcune palle break, quindi ero ancora abbastanza fiducioso. Poi lui ha alzato il livello, mentre io ho giocato male due o tre game. Nel terzo set mi è scesa l’adrenalina che avevo accumulato nei giorni precedenti”.
L’eliminazione apre anche una riflessione sulla programmazione. Dopo essere entrato stabilmente tra i migliori giocatori del mondo, Cobolli sente la necessità di gestire diversamente energie e impegni.
“L’obiettivo è giocare i tornei più importanti. Ogni giocatore è diverso e conosce il limite oltre il quale non può spingersi. Sono sempre stato abituato a soffrire e a disputare tante settimane consecutive. Fino a poco tempo fa non mi consideravo uno dei migliori al mondo, forse adesso devo cambiare anche il modo di approcciarmi a tutto questo”.
La priorità sarà confrontarsi con il proprio staff per trovare il giusto equilibrio: “Analizzeremo attentamente con il team cosa sia meglio fare, sia per quanto riguarda la programmazione sia nella gestione di partite e allenamenti. Devo ancora abituarmi a tutto questo. Magari, poco alla volta, giocherò meno, ma non credo che rinuncerò ai tornei più importanti. Potrei disputare meno ATP 250 e 500, ma nei Masters 1000 e negli Slam la mia presenza sarà sempre garantita”.
Darderi e Cobolli lasciano dunque la sala stampa di New York con prospettive differenti. Darderi continua il suo percorso e prepara la sfida contro Zverev; Cobolli torna invece a casa con la necessità di recuperare energie e di adattare la programmazione al nuovo status raggiunto nel circuito.
Marco Rossi
TAG: Flavio Cobolli, Luciano Darderi, Us Open, US Open 2026

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Alla fine per vincere i grandi tornei (slam o 1000) dobbiamo affidarci solo al Rosso di San Candido
Darderi lo vedo chiuso contro Zverev
Pensa che ci sono stati tennisti rimasti per anni nella top10, come (cito i primi che mi vengono in mente) Gasquet, Monfils, Raonic, Nishikori, che non hanno vinto un BT o come, Berdych, ne hanno vinto 1, o Dimitrov 2.
Se la smettessi di scrivere cazzate, io smetterei di chiamarti Quadrupede e di scrivere che ragli, ma almeno dammi una piccola chance.
Cincinnati era andato piuttosto bene, ma la notevole sconfitta con Fils avrebbe dovuto essere un ulteriore campanello…così come le due partite dello slam, vinte soffrendo contro avversari modesti avrebbero dovuto farci pensare….continuo ad avere il dubbio che la sua programmazione sia fatta a casaccio, non ci sia quella razionalità che un top10 dovrebbe adottare in sede di programmazione della stagione.
Concordo in buona parte sui riferimenti al passato e sul fatto che oggi il livello medio delle seconde linee sia evoluto e quindi che ora anche un top player debba non di rado sudarsi la vittoria anche contro una seconda o terza linea. Ciò tuttavia non deve corrispondere ad un’abitudine al quinto set in uno slam, perché vivaddio esiste comunque un’oggettiva differenza di valori (tecnica, tattica, di personalità), valori che al top player hanno consentito di raggiungere tale status e che, soprattutto nelle maggiori competizioni, dovrebbero entrare in campo quando incontri uno che tale status non ha e molto probabilmente non raggiungerà mai.
I fatti sono che a 24 anni e 4 mesi non ha ancora vinto un Big Title.
Cobbo quarto nella race, magari quinto a fine USO, questi sono i fatti.
Qui c’è un equivoco..nel tennis moderno, con buona pace dei nostalgici, si gioca contro un centinaio di giocatori ma viste alcune prestazioni anche 150-200, che sono forti sia da un punto di vista tecnico che, soprattutto fisico. La media dei primi 30 giocatori è di 1.90 cm e tutti sono più grossi, più potenti, più resistenti di quelli delle precedenti generazioni. Tutti o quasi hanno fisio, preparatore atletico, nutrizionista, match analist e via dicendo. Quelli che parlano in una sorta di “laudatio temporis acti” della qualità dei giocatori del passato, dimenticano che in genere era una ristretta cerchia di 15 massimo 30 giocatori, una sorta di compagnia di giro e gli altri facevano parte dell’arredamento..per i top ten si cominciava a giocare dai quarti o al limite dagli ottavi e i primi turni erano delle passeggiate..oggi giochi con Comesana un onesto terraiolo e un un amen torni a casa o incontri un Sonego in netta fase calante e rischi di perdere..Cobolli non ha il tennis per spazzare via chicchessia, ne conosco uno e forse, non sempre un’altro, ma deve sudarsi tutti i punti perché le differenze tra i giocatori sono minime..
Il vincere ripetutamente partite al quinto set, spesso rimontando e spremendosi per ore, io lo vedo quasi sempre come nota di demerito. Arrivare al quinto set dev’essere un’eccezione, in rapporto alla forza dell’avversario. Ma se tu sei un top player, contro un tennista di ranking nettamente inferiore devi vincere in 3 set o al massimo in 4, giocando AL MASSIMO per circa 3 ore. Perciò non ho mai capito i canti di gloria per le ripetute vittorie al quinto, magnificando la garra, il non mollare mai, eccetera. E questo non si riferisce al solo Cobolli (vedi anche Zverev…).
Conosco bene i meccanismi e so bene che una testa di serie affronta avversari fuori dai primi
32 per 2 turni.
Affrontarne 3, fuori fai 100, accade di rado.
Poi ognuno la vede come vuole.
Per me è stato estremamente fortunato.
Quando lo capirà Flavio che deve LAVORARE TANTO sul servizio e sulla tenuta mentale e atletica?!
Come in una galea
Come fa a giocare lungo e potente da quasi 3 mt dietro la linea di fondo? Chiunque o quai si trova bene e lo fa remare come in una Galeazzo. Si sfinisce e s’infortuna. I suoi colpi hanno bisogno di preparazione ma nessuno nel tennis moderno pro gioca così indietro
@ OspiteSgradito (#4678386)
E’ successo lo stesso a tanti altri giocatori, Jòdar in primis, che hanno affrontato quasi sempre giocatori di valore medio o medio-basso. Una tds secondo te chi avrebbe dovuto affrontare al primo turno? Un top ten? Gli altri eliminati chi hanno dovuto affrontare nei primi due turni? Questo ragazzo se è così spesso ben piazzato nei tornei alla fine avversari “contestualmente” forti li avrà anche affrontati. Ti ricordo che un giovane spagnolo vicino alla top ten ha perso al primo turno facendo solo 4 giochi con un LL appena battuto da un altro diciannovenne fuori dai primi 100. Luciano e’ da inizio anno che gioca moltissimo, ma non mi pare che abbia tutti questi cali di rendimento. Se vuoi essere davvero sgradevole, vedi di proporre valutazioni più accettabili. A parte Tien, dove sono finiti questi nuovi ragazzini terribili? A parte Tien in questo slam mi pare non siano per nulla esistiti se non come delusione.
@ walden (#4678361)
Oddio, aveva appena fatto una semifinale in un 1000, non mi pare buttar via nulla. Non è uscito al primo turno come altri che avevano fatto una buonissima prima parte di stagione. Non sono sicuro che il problema sia la programmazione quanto, piuttosto, l’approccio alle partite. E’ raro che vinca facilmente una sequenza di incontri in uno stesso torneo. Possiamo dire che quasi sempre deve lottare strenuamente in quasi tutte le partite. Il problema di questo slam, per noi, è stato la mancata presenza di Sinner, altrimenti avremmo sentito meno ‘dolorosa’ la sconfitta di Flavio e rimarcato la probabile ennesima presenza di due italiani nella seconda settimana. Mi pare, semmai, che si stia troppo enfatizzando il risultato di Flavio e rimarcando troppo poco quello di Luciano che, diciamocela tutta, ancora viene visto come un giocatore para-italiano, cosa assolutamente non vera.
Tutto va contestualizzato.
Guarda chi ha dovuto affrontare Darderi nelle tre partite.
Diciamo che la dea bendata, in questa occasione, ha indossato una benda d’ acciaio.
Spreca troppe energie perché vuol finire in fretta lo scambio, questo sicuramente lo stanca molto e poi forzando spesso sbaglia, pertanto deve forzare meno e soprattutto tirare più lungo bivino le righe non a poco più di metà campo avversario
Muso si sarà punito duro guardando Darderi! Se lo ricorderà a vita qs sweeny
I problemi di oggi hanno una radice lontana, vale a dire la fesseria di non fermarsi dopo W e preparare meglio la lunga traferta nordamericana. Lo scrissi allora e i risultati mi hanno dato ragione. Adesso, invece che fermarsi e preparasi per la trasferta asiatica, meno lunga ma ugualmente impegnativa, va a giocare la Laver Cup, altra fesseria. Con questi errori di programmazione rischia di buttare la vento un’eccellente prima parte di stagione. Contento lui.
Comunque ribadisco che qs Slam è chiaramente sottotono in generale….che delusione
Cobolli ha già minato il suo torneo al primo turno! Poca intelligenza tattica
Diventare top ten é difficile, ancor più rimanerci stabilmente a lungo…vediamo se Cob ci riuscirà
Sono fasi momenti.. qualche mese fa musetti era al posto di cobolli a un passo dal 3 posto.. le cose cambieranno ancora..questo slam è andato male per gli italiani.. può succedere
Il fatto che l’energia fosse finita a tal punto di spegnersi così già al terzo turno, la dice tutta.
Troppi tornei, e troppe partite in cui deve fare gli straordinari e si complica la vita!
Almeno i primi turni deve imparare a chiudere in 3
Purtroppo i match precedenti finiti al 5° set hanno presentato il conto, è una regola non scritta ma dalla quale non si può sfuggire.
Essendo ormai un top 10, Flavio ha sicuramente capito che negli slam non si possono regalare set nei primi turni, bisogna chiudere velocemente le partite per arrivare in buone condizioni nella seconda settimana
Cobolli,sempre Cobolli,fortissimamente Cobolli: ieri era un po’ Blockxato..
E chi rimane, alla fine, dello squadrone italiano? Quello più bistrattato su questo sito, quello che gioca da fare pena (i commenti sulla partita contro Svrcina sono stati senza una minima attenuante), quello che rompe le racchette, quello che è mezzo argentino… Intanto Daresti tra poco sarà il terzo italiano nel ranking, davanti al talentuoso Musetti. Fatevene una ragione
Ha I suoi limiti, e dove è arrivato ora è massimo. Non si può chiedere di più, quello è il livello. Bravissimo giocatore, ma rimane questo.
Si è visto da subito che non era il solito Cobolli. In più di fronte aveva un signor giocatore. Blockx è arrivato a questo torneo in condizioni ideali sia fisiche che mentali. Ora la sfida con Cerundolo che si è fatto 5 set con l’amico Fritz. Secondo me parte favorito.
Se Cobolli impara a gestirsi, meno tornei e maggiore gestione sul campo variando di più i colpi, non solo potenza, non sarà la classica meteora, ma potrebbe rimanere a lungo termine nei top 10