US Open, Blockx avverte tutti: “Non siamo robot, ogni settimana è difficile”
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La nuova generazione continua a guadagnare spazio nel circuito maggiore e Alexander Blockx è uno dei suoi rappresentanti più interessanti. Il ventunenne belga, numero 34 del ranking mondiale e testa di serie numero 28 agli US Open 2026, ha raggiunto per la prima volta gli ottavi di finale di un torneo del Grande Slam eliminando Flavio Cobolli.
Blockx si è imposto in rimonta con il punteggio di 6-7(4) 6-3 6-0 6-3. Dopo aver perso un primo set molto equilibrato, il belga ha conquistato 19 dei successivi 22 game, sfruttando il progressivo calo dell’italiano e confermando di poter competere con i migliori quando riesce a esprimere il proprio tennis più aggressivo.
La crescita di Alexander Blockx
La qualificazione alla seconda settimana dello Slam statunitense non rappresenta un episodio isolato. Blockx aveva già mostrato segnali importanti durante la stagione sulla terra battuta, raggiungendo il terzo turno a Montecarlo e soprattutto la prima semifinale della carriera in un Masters 1000 a Madrid.
Nella capitale spagnola il belga, allora numero 69 del mondo, aveva sconfitto giocatori come Brandon Nakashima, Felix Auger-Aliassime, Francisco Cerundolo e il campione uscente Casper Ruud. Prima di quella primavera non aveva ancora vinto una partita ATP sulla terra battuta.
Servizio potente, colpi profondi, buona mobilità e una naturale propensione offensiva sono le caratteristiche principali del suo gioco. Blockx, ex numero 1 del mondo tra gli juniores, sta però migliorando soprattutto nella gestione dei momenti delicati, come ha spiegato dopo il successo contro Cobolli.
Blockx: “Dopo il secondo set è cambiato tutto”
Il belga ha riconosciuto l’elevata qualità della partita, in particolare durante un primo parziale deciso solamente al tie-break.
“Credo sia stata una grande battaglia. Nel primo set abbiamo giocato entrambi davvero bene. Flavio ha sfruttato le sue opportunità, ha avuto il coraggio di cercare i propri colpi e alla fine è riuscito a conquistare il parziale”, ha analizzato Blockx.
La svolta è arrivata nel secondo set, quando il belga ha trovato il primo break e ha iniziato a prendere progressivamente il controllo degli scambi.
“Ho continuato a lottare il più possibile su ogni punto e alla fine il break è arrivato dalla mia parte nel secondo set. Da quel momento ho sentito che l’inerzia della partita stava cambiando e ho acquisito molta fiducia”.
Il terzo parziale, terminato 6-0, ha evidenziato le difficoltà fisiche e mentali attraversate da Cobolli.
“Ho visto che nel terzo set Flavio era un po’ in difficoltà dal punto di vista mentale e questo mi ha aiutato a trovare ancora più energia. Sapevo, però, che dopo la pausa sarebbe iniziata una nuova partita. Nel finale abbiamo nuovamente espresso entrambi un tennis incredibile e sono stato fortunato a conquistare la vittoria”.
Il pubblico rumoroso: “Ho trasformato la frustrazione in energia”
Uno degli argomenti più discussi nel corso della prima settimana degli US Open è stato il rumore proveniente dalle tribune. Diversi giocatori hanno sottolineato quanto sia difficile mantenere la concentrazione in un ambiente molto diverso rispetto a quello presente nella maggior parte dei tornei.
Blockx ha confermato la presenza di un’atmosfera particolarmente rumorosa, soprattutto nella parte conclusiva della partita contro Cobolli.
“I giocatori che si sono lamentati non hanno torto: oggi c’era davvero molto rumore. All’inizio la situazione mi sembrava abbastanza normale, ma verso la fine il pubblico è diventato molto più rumoroso, soprattutto nel sostenere Flavio”, ha spiegato.
Invece di lasciarsi condizionare negativamente, il belga ha provato a utilizzare l’atmosfera a proprio vantaggio.
“Ho cercato di entrare maggiormente in quell’ambiente e di scaricare in questo modo un po’ della mia frustrazione. Credo che quei momenti mi abbiano dato ancora più energia e mi abbiano aiutato a diventare più aggressivo. Ho cercato di prendere soltanto gli aspetti positivi e, al di là del rumore, mi sono divertito molto a giocare su quel campo”.
Le sconfitte che hanno fatto maturare Blockx
La vittoria contro Cobolli ha anche un valore particolare considerando il precedente di Cincinnati. In quell’occasione l’italiano si era imposto per 7-5 4-6 7-5 al termine di una sfida molto combattuta.
“Ultimamente ho subito alcune sconfitte difficili, ma ho imparato molto da quelle esperienze. Oggi credo di essere riuscito a gestire meglio certi momenti rispetto a quanto facevo poche settimane fa”, ha sottolineato Blockx.
“A Cincinnati, contro Flavio, disputammo un’altra grande partita. Verso la fine non so esattamente cosa mi sia successo: credo di essermi bloccato. Avevo bisogno di giocare incontri del genere e di accumulare esperienza in queste situazioni. Ho portato con me quell’insegnamento e questa volta sono riuscito a gestire tutto molto meglio”.
La seconda settimana rappresentava l’obiettivo dichiarato prima dell’inizio del torneo.
“Questa vittoria significa moltissimo. Il mio obiettivo era raggiungere la seconda settimana degli US Open e ci sono riuscito. Credo di stare giocando un buon tennis e sento di migliorare partita dopo partita”.
La sorpresa per la rimonta di Cerundolo
Negli ottavi Blockx ritroverà Francisco Cerundolo. L’argentino ha eliminato Taylor Fritz recuperando due set e un break di svantaggio, imponendosi per 3-6 4-6 6-3 6-4 6-4.
Il belga ha ammesso di essere rimasto sorpreso quando ha scoperto il risultato durante la propria partita.
“A essere sincero, mi ha sorpreso parecchio la vittoria di Cerundolo. Durante il mio match ho visto sul tabellone che Francisco aveva battuto Taylor e sono rimasto colpito, perché Fritz era avanti di due set e di un break”.
“Non ti aspetti che possa perdere da una situazione del genere, ma a volte il tennis può essere davvero strano. Francisco è comunque un giocatore incredibile”.
Blockx ha già affrontato Cerundolo sulla terra battuta di Madrid, vincendo 7-6(8) 6-2. Le condizioni di New York saranno però completamente differenti.
“Abbiamo giocato una volta sulla terra, mentre adesso le condizioni saranno completamente diverse. Entrambi abbiamo molta fiducia e stiamo esprimendo un buon tennis. Credo che sarà una partita emozionante”.
Blockx sul calendario: “Siamo esseri umani, non robot”
Il belga ha infine affrontato il tema del calendario e del logorio provocato da una stagione sempre più lunga e impegnativa. Arrivare in buone condizioni all’ultimo Slam dell’anno, soprattutto dopo aver ottenuto risultati importanti nei tornei di preparazione, rappresenta una sfida fisica e mentale.
“La stagione è sicuramente molto lunga. Tutti i giocatori che hanno fatto bene nei tornei precedenti possono incontrare maggiori difficoltà qui. Lo abbiamo visto con Arthur Fils, che aveva giocato in maniera incredibile durante la preparazione e forse è arrivato un po’ stanco. Lo stesso può essere accaduto a Flavio”, ha osservato.
Secondo Blockx, però, è impossibile stabilire quale sia la programmazione perfetta.
“Cobolli aveva disputato un grande torneo a Cincinnati e magari sarebbe arrivato più fresco perdendo prima, ma non si può sapere. Non è possibile prevedere queste cose. Siamo tutti esseri umani, non robot, e ogni settimana è difficile”.
“In un torneo del Grande Slam tutto diventa ancora più fisico. Questo è l’ultimo Slam della stagione e anche mentalmente devi riuscire a rimanere dentro il torneo, mantenendo sempre la massima concentrazione”.
Marco Rossi
TAG: Alexander Blockx

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