Djokovic propone una rivoluzione: set ai quattro game per contenere le partite entro due ore
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Novak Djokovic immagina un tennis profondamente diverso da quello attuale. Durante il Fanatics Fest di New York, il vincitore di 24 titoli del Grande Slam ha proposto una modifica radicale del sistema di punteggio, con l’obiettivo di ridurre la durata degli incontri e rendere il prodotto più accessibile alle nuove generazioni.
Le sue dichiarazioni, pronunciate alcune settimane fa e rilanciate successivamente sui social, hanno inevitabilmente diviso gli appassionati. La proposta prevede set ai quattro game, punteggio senza vantaggi e incontri al meglio dei cinque set, con l’obiettivo di contenere la durata delle partite entro una finestra di circa due ore.
«Dobbiamo cambiare il sistema di punteggio»
Nel corso di una breve intervista, a Djokovic è stato chiesto di indicare un’opinione sul tennis per la quale sarebbe stato probabilmente criticato, ma che sarebbe stato disposto a difendere con convinzione.
Il serbo non ha esitato: «Dovremmo cambiare il sistema di punteggio. Invece di disputare set ai sei game, potremmo giocarli ai quattro, possibilmente senza vantaggi e al meglio dei cinque set. Dobbiamo mantenere gli incontri all’interno di una finestra di due ore. Sarebbe la soluzione migliore per tutti».
Djokovic propone quindi di conservare la struttura al meglio dei cinque parziali, riducendo però la durata di ciascun set. Il punto decisivo sul 40-40 eliminerebbe inoltre i game prolungati da numerosi vantaggi, rendendo meno imprevedibile la durata complessiva degli incontri.
Un modello simile alle Next Gen ATP Finals
La formula descritta dal serbo ricorda inevitabilmente quella sperimentata dall’ATP nelle Next Gen ATP Finals. La competizione riservata ai migliori giovani utilizza set ai quattro game, incontri al meglio dei cinque parziali e punteggio senza vantaggi, insieme ad altre innovazioni tecnologiche e regolamentari.
Nel formato delle Next Gen ATP Finals, il set viene conquistato dal primo giocatore che raggiunge quattro game con almeno due giochi di vantaggio. Sul 3-3 si disputa invece un tie-break. Djokovic non è entrato in tutti questi dettagli, ma la struttura da lui proposta appare molto simile.
Il torneo è stato concepito come un laboratorio nel quale sperimentare possibili cambiamenti senza modificare immediatamente il circuito principale. Il formato abbreviato ha prodotto incontri più rapidi e intensi, ma non è mai stato adottato stabilmente negli altri eventi ATP.
Un’eventuale applicazione della proposta di Djokovic al circuito maggiore trasformerebbe in maniera sostanziale la gestione tattica e mentale delle partite.
Perché Djokovic vuole incontri più brevi
Non è la prima volta che il serbo affronta il tema della durata degli incontri. Negli ultimi anni Djokovic ha sottolineato la necessità di attirare un pubblico più giovane e di confrontarsi con forme di intrattenimento capaci di offrire contenuti brevi e immediati.
Una partita di tennis può durare meno di un’ora oppure superare le cinque, soprattutto nei tornei del Grande Slam. Questa imprevedibilità rappresenta uno degli elementi più affascinanti dello sport, ma può creare difficoltà alle emittenti televisive, alle piattaforme digitali e agli spettatori che desiderano conoscere in anticipo la durata di un evento.
Secondo Djokovic, contenere gli incontri entro una finestra di circa due ore permetterebbe al tennis di diventare più facilmente programmabile e più vicino alle abitudini di consumo delle nuove generazioni.
Il rischio di perdere l’essenza del tennis
L’idea incontra però una forte opposizione da parte dei sostenitori del formato tradizionale. La durata imprevedibile, la necessità di resistere fisicamente e la possibilità di ribaltare una partita dopo diverse ore costituiscono elementi centrali nella storia del tennis.
In particolare, gli incontri al meglio dei cinque set negli Slam hanno prodotto alcune delle sfide più memorabili di sempre. La progressiva trasformazione tattica, i cali fisici e la capacità di reagire quando la sconfitta sembra inevitabile contribuiscono a creare quell’epica che distingue i Major dagli altri appuntamenti del circuito.
Giocare set ai quattro game aumenterebbe inoltre il peso di ogni singolo punto. Un break nelle fasi iniziali potrebbe diventare quasi decisivo, riducendo il tempo disponibile per recuperare e aumentando la possibilità di risultati imprevedibili.
Un nuovo formato cambierebbe anche le gerarchie
La rivoluzione proposta da Djokovic non avrebbe conseguenze soltanto sulla durata degli incontri. Modificherebbe anche il modo di prepararli e interpretarli.
Nei set più brevi aumenterebbe il peso del servizio e dei primi game. Un solo passaggio a vuoto potrebbe compromettere rapidamente un parziale, mentre il punto decisivo sulla parità renderebbe ogni situazione sul 40-40 particolarmente importante.
I giocatori dotati di maggiore resistenza potrebbero invece perdere parte del vantaggio costruito sulla capacità di logorare gli avversari sulla lunga distanza. Sarebbero probabilmente premiati l’esplosività, la rapidità di adattamento e la capacità di entrare immediatamente nella partita.
Anche la gestione mentale cambierebbe. Nel formato tradizionale è possibile concedere un avvio incerto e avere comunque il tempo necessario per rientrare nel set. Arrivando ai quattro game, ogni fase negativa assumerebbe un peso molto maggiore.
Esistono alternative alla modifica del punteggio
La necessità di avvicinare i più giovani non implica necessariamente una trasformazione così profonda delle regole. Il tennis potrebbe lavorare maggiormente sulla distribuzione digitale dei propri contenuti, sulla produzione di sintesi efficaci e sulla valorizzazione delle personalità dei giocatori.
Un giovane appassionato potrebbe non essere disposto a seguire cinque ore consecutive davanti alla televisione, ma potrebbe consumare highlights, interviste, contenuti dietro le quinte e aggiornamenti in tempo reale attraverso i social network e le piattaforme digitali.
Da questo punto di vista, il problema potrebbe riguardare non soltanto la durata delle partite, ma anche il modo nel quale il prodotto viene raccontato, distribuito e reso accessibile al pubblico.
Un dibattito destinato a proseguire
Quella di Djokovic, almeno per il momento, non è una proposta regolamentare formale, ma un’idea espressa nel corso di una breve intervista. Il peso del campione serbo e la somiglianza con un formato già sperimentato dall’ATP sono però sufficienti per alimentare il confronto tra giocatori, organizzatori e appassionati.
La questione centrale sarà trovare un equilibrio tra tradizione e innovazione. Ridurre la durata degli incontri potrebbe rendere il tennis più facilmente programmabile, ma rischierebbe contemporaneamente di modificare alcune delle caratteristiche che lo hanno reso unico.
Set ai quattro game e partite contenute entro una finestra di due ore rappresentano una proposta destinata a far discutere: potrebbero rendere il tennis più rapido e prevedibile nella durata, ma rischierebbero anche di cancellare quelle lunghe battaglie fisiche e mentali che hanno contribuito a costruirne la leggenda.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Novak Djokovic

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Ehhh ma lui , a differenza degli altri 2 compari ritirati, quando parla dice sempre e solo cose sensate ,mai banali e per nulla interessate..ma va a ciapa’ i rat.
e quindi non è nè una novità, nè un’idea che ha riscosso chissà quale successo, visto che nessuno in 10 anni ha mai spinto per estenderla all’atp.
E quindi?!?
Brava! Giusto far notare che quando al posto suo c’era Federer il Re incassava i suoi 0-6 da Urca senza fiatare e senza profferire simili vaccate.
Che delusione!
Lo credevo eroe immortale ed invece è solo meschinamente alla ricerca di facilitazioni per questo suo finale di carriera in cui non ce la fa più a competere con le regole che lo favorirono e lo videro trionfare fino a pochi anni fa.
Ma veramente crede che vincendo l’ottavo Uuimbeldon a queste condizioni verrebbe equiparato agli altri suoi sette e, soprattutto, agli otto del Re?
Povero illuso: finché vivremo noi che abbiamo potuto vedere questo resterà solo un suo meschino desiderio irrealizzato.
Poi, quando la memoria storica non ci sarà più, allora, forse…
@ Ferraglia (#4662357)
Lo sa già che non vincerà più, salvo cataclismi, secondo me spera di mettere al sicuro i suoi record cambiando le regole.
bene… visto che si siamo facciamo anche il tour de france in 3 tappe da 50 km l’una…..
“Sarebbe la soluzione migliore per tutti”. Che altruista! Io continuo a domandarmi perché abbia mollato il suo sindacato anziché lottare attraverso la Ptpa per realizzare queste pensate.
Mi fanno ridere quelli che dicono che Nole parla così solo per un tornaconto personale. Quando e se cambieranno qualcosa, Nole si sarà già ritirato da un pezzo
Sono d’accordo che qualcosa debba essere fatto ma più per uniformare le regole tra gli slam e gli altri tornei. Sembrano quasi due sport diversi. Anche a livello fisico, con il ritmo di oggi, partite di 5 ore ti distruggono. A parte per i nostalgici, che non cambierebbero mai nulla, limitare le partite slam a 3-4 ore gioverebbe a tutti
Nole te lo dico alla tre e tre.. “A me me pare una strunzata!!”
Le regole del tennis sono Sacre e non si toccano, poi i circoli e i torneucci facessero quello che je pare
Questo formato è stato proposto e testato alle NextGen 10 anni fa e il tentativo di traslarlo nel circuito è stato un fiasco. E resterà un fiasco
Il suo pensiero non è certo il godimento del pubblico, che comunque non è proprio il focus dello sport in generale.
E il suo non voler accettare che il 25° non arriverà non perché non sa più giocare ma perché ha 40 anni
Slam a tre set con set a quattro game.
Tutte idee che casualmente gli vengono in mente ora che ha 40 anni e farebbe un patto con satana per il 25° Slam che ormai sa pure lui non arriverà mai se il tennis resta il tennis.
Se lo avesse proposto un Federer 40enne mentre lui dominava sarei curiosa di sapere cosa avrebbe risposto.
E saranno contenti il pubblico che attualmente al quarto set dopo 4 ore strepita perché ha pagato per 5. Dalli un’oretta scarsa di Speed tennis e vedi se accettano di pagare migliaia di dollari per vedere fondamentale un videogioco firmato tiktok
Se lo facessero, il tennis femminile potrebbe finalmente prendersi il podio come specialità del tennis più seguita
Volevo scrivere una parolina, una sola…
Ma mi contengo e mi limito a quotare questa sacrosanta verità.
Credo ci sia poco da fare gli splendidi: l’orientamento prima o poi sarà quello… le televisioni lo pretenderanno, se le controparti da parte loro pretenderanno gli stessi soldi o addirittura di più.
Tutto si può stravolgere: guardate Davis e BJK Cup!
Veramente, mi sembra che quello che sta meglio fisicamente, resistendo più di 5 ore e battendo per sfinimento un torello 24enne come Auger, è proprio Novak…Fils ci riprova ma non si sta ritrovando, Draper, povero, è ormai diventato un caso preoccupante, Korda ha appena subito un intervento alla schiena e spero tanto che finalmente torni ad essere pienamente competitivo, Mensik sembra appeso anche lui alla resistenza fisica, di Berretto e Musetti conosciamo i precedenti, persino Darderi è già crollato…e l’ex n.1 e’ già fermo da mesi con nessuna certezza sul rientro: certo, tutti ragazzi chiamati a giocare di più per fare punteggio, ma è un dato di fatto che ultimamente i ritiri si stanno moltiplicando: e non credo che Novak pensi a sé, consapevole che le sue “proposte” sarebbero di là da venire e che non potrà certo giocare fino a 50 anni per fruirne, ma in fondo tutto quello che adesso è normalità nella nostra organizzazione quotidiana fino a qualche anno fa ci sembrava assurdo, irrealizzabile, futuristico…magari anche nel tennis le nuove generazioni di appassionati, vedendo le problematiche in campo dei coetanei direttamente interessati, spingeranno per un tennis più intenso nel breve periodo, piu’ adeguato ai nuovi ritmi e velocità, dove le emozioni non verranno dall’attesa ma dalla rapidità più incalzante nella conquista del punto
Il caldo fa male, oppure non fare i vaccini
Ma un dignitoso ritiro no?
Il tennis è il tennis….ed è sacro..Le baracconate alla next gen o il tennis ad personam per tennisti ultraquarantenni che hanno bisogno di conquistare ancora uno slam ad ogni costo beh per dirla alla toto’: ma mi faccia il piacere!
@ Suomi (#4662310)
Eh esatto. Infatti quando li vinceva gli andavano bene regole e durata, ma guarda un po’
Ha parlato di fare le olimpiadi tra 2 anni, di tempo Nole mi pare se ne sia dato ancora e non poco
Nole sai che ti adoro, sei il Goat di gran lunga ……ma una bestemmia simile voglio solo sperare che sia dovuta al gran caldo….o forse perché hai bevuto a qualche festa….dai su per piacere…gioca questo usopen ,finisci l anno ,poi gioca il tuo slam preferito ,l australian open e poi ritirati…..e goditi la famiglia e i tuoi record ineguagliabili…..il tennis e le sue regole non si toccano sono sacre….l hai fatta fuori dal vaso ,ma ti perdono….goat
Avvantaggerebbe anche il tuo sinner
È finita la benzina!
Ahahahah 😀
@ Alex77 (#4662313)
Secondo te non lo sa che per fare queste modifiche c’è bisogno di tanto tempo?
Ci si annoia di più a guardare una sua partita per cinque minuti che una di Federer per cinque ore
.. e comunque qualcosa dovrà cambiare volenti o NOLEnti
Sicuramente è una proposta che Djoko fa senza fini personali, sicuramente… del tutto disinteressato e senza alcun vantaggio personale
je piacerebbe, ahahhahah … per provare a vincere ancora qualcosa alla sua età
Dice quello che ha più big titles in bacheca di chiunque nella storia
Vorrebbe farsi un regolamento ad personam… D’ora in poi lo chiamerò Silvio Djokovic, anche lui Milanista per andare contro a un altro milanista
sarebbe il sistema che si usa nelle finali nextgen, da ormai quasi 10 anni.
Ma va a ciapà i rat, Nole!
Ahahah dice quello che ha 40 anni e non regge più tante partite lunghe! Ma come fa anche solo a pensarle ste robe?
A sto punto regaliamo sto 25 slam a Novak e chiudiamo la vicenda
Seriamente forse dovrebbero riportare gli ATP 1000 a una settimana, visto che tutti i giocatori mi sembrano non gradire la attuale durata. E poi forse il net in battuta potrebbe essere considerato come giocabile….. per il resto lasciamo così per favore
Queste proposte vengono o da pensionati o da prossimi a farlo.
Faccia giocare i giovani se non ce la fa più con 6.
Perché non giocare meno invece?
Fare meno torneo o eliminare i master dopati ?
Secondo me questa proposta vale lo stesso commento che Fantozzi fece circa la corazzata Potionki …….
Ovviamente intende tornei esclusivi per over 40!
Anche lui sta soffrendo il grande caldo.
Hahahaha, penoso, chissa’ perche’ non lo ha proposto 10-15 anni fa?
Ma è un’idea geniale.
Un santo, un apostolo.