Rick Macci: “Jannik e Carlos hanno bisogno di pause. Le loro assenze ai tornei potrebbe spingere il tour a cambiare approccio”
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Infortuni, maledettamente frequenti a penalizzare atleti assai giovani, in un circuito spesso “zoppo” per assenze importanti. Non si scappa da questo tema nel mondo della racchetta, con giocatori sempre più acciaccati, costretti a stop non brevi per riprendersi da problemi fisici e anche decidere di saltare appuntamenti importanti per la necessità di ritrovare condizione e quindi poter competere al proprio meglio. Le parole di Carlos Alcaraz da New York sulla necessità di prendersi delle pause dal tour da qua in avanti per riposare, allenarsi bene e tutelarsi da nuovi infortuni hanno avuto uno strascico notevole e continuano a far parlare, unendosi idealmente a quelle di Jannik Sinner che da tempo afferma – in questo caso andando un po’ contro a quello sostenuto da vari colleghi – che è necessario ascoltare il proprio corpo e scegliere di non giocare alcuni eventi, anche se considerati “mandatory”, può essere la decisione più giusta.
Il nostro n.1 ha deciso di saltare US Open per una infiammazione al ginocchio destro e si sta allenando con buoni ritmi a Monte Carlo, con un aereo per la Cina che idealmente lo attende tra una decina di giorni in direzione Pechino, all’attesissimo rientro sul tour dopo la finale vinta a Wimbledon. Sarà di oltre due mesi lo stop di Jannik, e Carlos ne ha passati più di 4 a recuperare dal “crack” al polso patito a Barcellona. Pause necessarie perché la competizione è spietata e solo essendo al 100% puoi giocare per vincere, come è richiesto ai due migliori al mondo (con buona pace di Zverev).
La scelta di Sinner e Alcaraz di privilegiare la propria salute saltando alcuni eventi è considerata corretta anche da Rick Macci, storico coach USA, che si spinge anche ad ipotizzare uno scenario interessante: qualora i due big del tennis mondiale fossero assenti in diversi tornei e questo diventasse la regola per loro, il tour potrebbe reagire andando incontro alle esigenze dei giocatori, rimodulando il calendario e diventando da problema una vera opportunità al miglioramento delle condizioni generali. Questo il pensiero di Macci, scritto sul social X.
“Alcaraz e Sinner devono prendersi pause più lunghe non perché lo vogliano, ma perché ne hanno bisogno” scrive Macci. “Il calendario è più fitto di quanto lo siano le corde della maggior parte delle racchette, e questi due giocatori si muovono in campo a una velocità e con un’intensità che lo sport non aveva mai visto prima. Il tennis moderno è una sorta di flipper giocato a velocità folle”.
“Gli infortuni sono ai massimi livelli di sempre. Alcaraz e Sinner, insieme ai rispettivi team, conoscono ormai bene la situazione: programmare con attenzione gli impegni e fare scelte intelligenti sarà il fattore decisivo per garantire la longevità delle loro carriere”.
“Inoltre, se questi due campioni continueranno a saltare diversi tornei, forse il circuito sarà costretto a cambiare approccio e a renderlo più sostenibile per i giocatori durante tutto l’anno. E questo potrebbe portare anche la qualità dello spettacolo a un livello ancora superiore” conclude Macci.
Alcaraz and Sinner Need to take extended breaks not because they want to it is because they have to. The calendar is tighter than most racquets are strung and both these guys move so violently like sport has never ever seen. The game is advanced pinball on steroids. Injuuries at…
— Rick Macci (@RickMacci) September 16, 2026
Forse lo scenario ipotizzato dal coach californiano è un filo ottimistico… ma più volte analizzando lo status quo e tornei spesso impoveriti dall’assenza dei migliori – e più attesi da pubblico pagante e tv – abbiamo posto una domanda: quanto vale uno spettacolo dove sul palcoscenico non ci sono i migliori? In tour ormai ricchissimo, dove i valori e tutto quanto si misura in termini economici, di audience tv e di giro di soldi complessivo incluso l’indotto generato dall’evento, non poter contare sulla presenza delle Star che muovono il tutto è un concreto impoverimento. Economicamente significa tirarsi la zappa sui piedi. Per questo creare le condizioni affinché i big possano essere presenti, in forma e salute, dovrebbe essere il primo pensiero di chi siede nella stanza dei bottoni…
Molti problemi arrivano – per detta degli stessi giocatori – dalle condizioni di gioco e dai M1000 allungati, perché hanno ridotto drasticamente le settimane che i giocatori usavano per allenarsi “bene”, ritrovare condizione, fare fisioterapia, riposarsi e ricaricarsi. In un contesto di torneo il lavoro è diverso, è mirato alla competizione, non è affatto la stessa cosa. È un fattore questo troppo spesso ignorato, ma importantissimo.
Marco Mazzoni
TAG: Carlos Alcaraz, infortuni, Jannik Sinner, Marco Mazzoni, Rick Macci

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La verità è che non ci sono più i tennisti di una volta, adesso sono tutti dei “gracilini” mollaccioni, che non sanno più cosa vuol dire giocare a tennis, per non parlare poi del livello: puaf..