Fritz agli influencer: “Nel tennis bisogna sapere come comportarsi”
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Taylor Fritz interviene nel dibattito sulla presenza sempre più massiccia degli influencer nei grandi tornei di tennis. Una discussione esplosa soprattutto agli ultimi US Open, dove diversi episodi sugli spalti hanno provocato polemiche e anche qualche interruzione durante gli incontri.
Il numero uno americano non è contrario all’ingresso nel mondo del tennis di persone che non conoscono perfettamente questo sport. Anzi, Fritz ritiene che attirare nuovi pubblici possa rappresentare un vantaggio importante per il circuito.
«Non mi interessa se vengono al tennis persone che non sono grandi appassionate o magari non capiscono completamente quello che sta succedendo», ha spiegato Fritz. Secondo lo statunitense, «più occhi sul nostro sport» possono trasformarsi nel tempo in nuovi veri appassionati.
Il problema, però, nasce quando la ricerca del contenuto da pubblicare sui social finisce per interferire con ciò che accade in campo.
Durante gli US Open 2026 sono infatti diventati virali diversi video di spettatori e content creator intenti a filmare, fotografarsi o muoversi durante gli scambi. In almeno un’occasione è comparsa anche una ring light accesa sugli spalti durante un incontro, provocando critiche e costringendo gli organizzatori a rafforzare i richiami contro flash, luci e comportamenti capaci di disturbare i giocatori.
Ed è proprio su questo punto che Fritz pone un limite netto.
«Penso che faccia bene allo sport, purché non ci sia una ring light che disturba una partita», ha dichiarato l’americano.
Per Fritz, quindi, non è necessario conoscere perfettamente punteggi, regole o tradizioni prima di entrare in uno stadio di tennis. È però indispensabile comprendere almeno le norme fondamentali di comportamento.
«A un certo livello devi sapere come comportarti durante una partita. Ma chi se ne importa se non sai esattamente cosa sta succedendo?», ha aggiunto.
Il tema aveva già coinvolto numerosi protagonisti del circuito durante il torneo di New York. Jessica Pegula aveva definito la situazione in alcuni momenti «un po’ troppo», ricordando che in campo ci sono professionisti impegnati nel proprio lavoro. Naomi Osaka, pur riconoscendo il valore promozionale dei creator, aveva invece sottolineato l’importanza di rispettare l’etichetta del tennis.
Posizioni meno rigide erano arrivate da Daniil Medvedev, secondo il quale la maggiore attenzione generata dai social porta complessivamente più vantaggi che svantaggi, e da altri giocatori favorevoli a tutto ciò che possa contribuire alla crescita del tennis.
Il fenomeno, del resto, è ormai rilevante. Agli US Open 2026 il programma dedicato ai creator è arrivato a circa 100 influencer accreditati, quasi il doppio rispetto all’edizione precedente. Va però precisato che non tutti gli episodi diventati virali hanno coinvolto persone appartenenti al programma ufficiale del torneo.
La posizione di Fritz prova così a trovare un equilibrio: porte aperte a influencer, nuovi spettatori e persone che si avvicinano al tennis per la prima volta, ma senza trasformare gli spalti in un set fotografico durante gli scambi.
Per l’americano, insomma, il problema non è chi entra nello stadio. È sapere quando mettere via il telefono — e soprattutto quando spegnere la ring light.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Notizie dal mondo, Taylor Fritz

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Vabbe compagno Fritz, sei stato per anni con una ragazza che postava pure quante volte andavate al bagno a lavarvi i denti e ora ti scagli contro questi baldi giovani che vogliono tirare avanti a fare la bella vita senza alzarsi all’alba come le galline in batteria per 40 anni fin quando il cervello non ji va in pappa?? 😆 i tempi son mutati, ora si scrolla tikke tokke al mattino sulla tazza del gabinetto, laddove tu mi insegni una volta ci si leggevano le istruzioni del flacone del dash