Sinner-Djokovic, il bis contro la leggenda: analisi e pronostico della semifinale di Wimbledon
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Il numero venticinque insegue Novak Djokovic da quasi tre anni. L’ultimo Slam del serbo resta quello degli US Open 2023: da allora, due finali Major raggiunte e perse, Wimbledon 2024 e Australian Open 2026, entrambe contro Carlos Alcaraz, con in mezzo una collezione di semifinali. Venerdì 10 luglio, sul Centre Court, quel record tondo torna a portata di mano, ma sulla strada c’è l’ostacolo più duro che il tabellone potesse offrire: Jannik Sinner, numero uno del mondo e campione in carica. È la semifinale che tutti volevano, ed è anche, con ogni probabilità, la migliore occasione di Djokovic da mesi. A patto che le gambe reggano.
L’uomo delle maratone, e perché il conto potrebbe non arrivare
Partiamo dal luogo comune che circonda questa vigilia: Djokovic ha 39 anni, ha appena giocato cinque ore e quindici minuti nei quarti, quindi arriverà svuotato. È una lettura ragionevole, ma la storia del serbo impone cautela. In carriera Djokovic ha disputato cinque partite oltre le cinque ore, e le ha vinte tutte: da Baghdatis a Wimbledon 2007, alla leggendaria finale degli Australian Open 2012 contro Nadal chiusa dopo 5 ore e 53 minuti, passando per Wawrinka nel 2013 e ancora Nadal nella semifinale di Wimbledon 2018, fino alla battaglia con Auger-Aliassime di martedì. Cinque maratone, cinque successi. Quando il match diventa una prova di resistenza e nervi, il serbo non ha mai ceduto.
Quella vittoria sul canadese ha aggiunto altri primati alla sua collezione: 15ª semifinale a Wimbledon, ottava consecutiva, e 55ª in uno Slam, entrambe cifre record. E con 39 anni e 51 giorni Djokovic è diventato il terzo semifinalista Slam più anziano dell’Era Open, alle spalle soltanto di Ken Rosewall e Pancho Gonzales e davanti a Jimmy Connors e Roger Federer. Numeri che, da soli, spiegano perché archiviarlo dopo una maratona sia storicamente un errore.
Il capolavoro contro Auger-Aliassime
La partita che gli è valsa la semifinale è già negli annali come il quarto di finale più lungo nella storia di Wimbledon. Contro Felix Auger-Aliassime, numero quattro del mondo, Djokovic si è imposto 7-6(10) 3-6 6-3 6-7(4) 7-6(4), con tre set su cinque decisi al tie-break e un super tie-break finale. Ha vinto pur trascinandosi un problema alla gamba sinistra, per cui ha chiamato il fisioterapista sul 4-4 del secondo set, rientrando in campo leggermente claudicante. E ha vinto in una cornice complicata dalla chiusura del tetto a fine terzo set, che trasformava il Centrale in un’arena indoor teoricamente più adatta al servizio potente del canadese.
Il serbo ha raccontato la fatica senza filtri. «Vorrei che fosse una finale, così non dovrei preoccuparmi di come si sentirà il mio corpo», ha ammesso, aggiungendo di poter contare su un giorno di riposo in più e di sperare in un buon recupero. Ha paragonato l’intensità della sfida alla finale con Federer del 2019 e ha lamentato di aver giocato in questo torneo più partite indoor che outdoor, con il tetto chiuso, circostanza contro cui aveva protestato in campo. Da primo match in programma venerdì, però, dovrebbe finalmente ritrovare le condizioni diurne e all’aperto, quelle in cui l’erba corre e il rimbalzo resta basso, terreno ideale per il suo repertorio.
La finestra di Wimbledon per il 25° Slam
Che i Championships siano il terreno più fertile per il venticinquesimo Major di Djokovic lo pensano in molti tra gli addetti ai lavori. Boris Becker, che il serbo lo ha allenato, ha sempre ritenuto Wimbledon la sua migliore chance di aggiungere uno Slam, e crede che Nole ne sia consapevole. Gli fa eco Mark Philippoussis, ex finalista qui: vede Djokovic fresco e pienamente in corsa, e spiega che proprio sull’erba il serbo trova la superficie più adatta, perché i punti si accorciano e la sua maestria nel variare, tra back e cambi di ritmo, pesa di più. I sette titoli conquistati a Church Road e le 107 vittorie complessive, record assoluto nel torneo davanti a Federer, danno sostanza a queste opinioni.
C’è poi un’assenza che allarga la finestra: Alcaraz, che ha battuto Djokovic nelle sue ultime due finali Slam, quest’anno a Wimbledon non è al via. Per un giocatore che a 39 anni deve dosare le energie e scegliere dove investirle, un’edizione dello Slam sull’erba senza il suo avversario più ostico è un’occasione che non si ripete a comando. Non stupisce che una parte della stampa presente a Londra si sia spinta a considerare Djokovic addirittura leggermente favorito, lettura che però i mercati, come vedremo, ribaltano nettamente.
Sinner, il rovescio della medaglia: minimo sforzo, massimo risultato
Perché mentre Djokovic si svenava sul Centrale, Sinner archiviava il suo quarto di finale in due ore e mezza. Contro Jan-Lennard Struff, avversario tutt’altro che comodo sull’erba per servizio e propensione al serve and volley, l’azzurro ha chiuso 7-5 7-6(4) 6-3 senza mai spingere il motore fuori giri. È stato il quarto 3-0 consecutivo dopo l’unico spavento del torneo, il primo turno vinto al quinto set contro Miomir Kecmanovic.
Il cammino di Sinner racconta solidità più che dominio spettacolare: dopo i due set persi con Kecmanovic non ne ha più lasciati per strada, superando Nuno Borges, Jenson Brooksby, Shintaro Mochizuki e Struff, e confermando il primato italiano per numero di semifinali Slam raggiunte. Diversi di quei set, però, sono stati equilibratissimi: cinque i tie-break disputati nel torneo, quattro dei quali vinti. Un dato che dice quanto l’azzurro stia risolvendo i momenti di parità proprio dove le partite si spezzano, senza cedere set interi.
Il servizio: cosa dicono davvero i numeri
Sinner ha portato il servizio, un tempo suo tallone d’Achille, al livello di arma vera: contro Struff sono arrivati sedici ace, l’85% dei punti vinti con la prima palla e appena due palle break concesse in tutto il match. Nell’intero torneo ha perso la battuta solo sei volte, esattamente come dodici mesi fa.
Il dato che circola di più è quello degli ace complessivi: 97 in cinque match quest’anno, contro i 62 in sette match del cammino vittorioso 2025. Un balzo che sembra clamoroso, ma che va letto con cautela. Nel 2025 Sinner giocò diverse partite chiuse in poco più di un’ora, con pochi game e quindi poche occasioni al servizio, mentre quest’anno i cinque tie-break hanno prodotto set molto più lunghi. Più turni di battuta significano, meccanicamente, più ace. Il numero grezzo gonfia il progresso reale.
Molto più indicativo è l’aumento della percentuale di prime palle, salita dal 62% del 2025 al 66% di quest’anno: un progresso apparentemente modesto ma prezioso, perché di norma quando si insiste sull’ace la percentuale cala, mentre a Sinner è cresciuta. Ancora più significativo il dato sulle seconde: la quota di seconde non rimandate dagli avversari è passata dal 22% al 27%, e questo indicatore, a differenza di quello sulle prime, non risente del conteggio degli ace. È il segnale di una battuta migliorata nella sostanza, non solo nella potenza.
Sinner stesso ha spiegato la natura del lavoro, e la sua lettura è tecnica più che muscolare: due anni di modifiche al movimento, al lancio di palla, al tempo, con l’obiettivo dichiarato di «usare il servizio giusto nel momento giusto», non semplicemente di servire più forte. Ha rivelato che il tema ha prodotto discussioni importanti con il suo team, tutte risolte puntando sulla qualità più che sulla quantità. La prova pratica è arrivata proprio contro Struff: sotto set point nel secondo parziale, sul 5-4 per il tedesco, Sinner ha annullato tutto con due servizi vincenti intervallati da un ace, tre punti diretti nel momento più delicato del match. È lì, più che nel conteggio totale degli ace, che si misura il salto di qualità.
Sono questi i dettagli, la tenuta al servizio nei punti che spezzano un set, a pesare più delle medie complessive. È da qui che parte anche Bottadiculo.it, portale di pronostici sportivi attivo dal 2015, che analizza il tennis con lo stesso metodo che applica agli altri sport, costruendo le sue valutazioni su statistiche e dati verificabili più che sull’intuito, con l’idea di fondo che a vincere sia chi conosce meglio ciò su cui punta. Nei suoi pronostici tennis il confronto tra Sinner e Djokovic si legge proprio a partire dai momenti-chiave: contro un ribattitore come il serbo, saranno i punti pesanti al servizio a orientare i set.
I precedenti: una rivalità che ha già invertito la rotta due volte
Il quadro degli scontri diretti è tra i più affascinanti del circuito. Sinner conduce 6-5 negli undici incontri complessivi, e negli Slam il bilancio è 8-5 a suo favore. La parabola, però, è più eloquente del totale: Djokovic vinse i primi cinque confronti, da Monte-Carlo 2021 alla finale delle ATP Finals 2023, poi Sinner ne infilò cinque di fila tra la Coppa Davis del novembre 2023, l’Australian Open 2024, Shanghai 2024, il Roland Garros 2025 e la semifinale di Wimbledon 2025. La sequenza si è interrotta il 30 gennaio 2026, semifinale dell’Australian Open, quando Djokovic, sotto due set a uno, ha ribaltato l’incontro e vinto al quinto in quattro ore e nove minuti.
Sull’erba il conto pende dalla parte del serbo, 2-1, ma i tre precedenti raccontano ere diverse. Le vittorie di Djokovic risalgono al quarto di finale del 2022, quando rimontò da due set sotto un Sinner ventenne, e alla semifinale del 2023, chiusa in tre set annullando tutte e sei le palle break concesse. La terza sfida, la semifinale del 2025, ha però segno opposto: Sinner si impose 6-3 6-3 6-4, con Djokovic mai capace di esprimere il suo tennis migliore, e proseguì fino al primo, storico titolo ai Championships. È il precedente più recente sull’erba, e quello che fotografa meglio i rapporti di forza odierni, a differenza di un bilancio complessivo che pesca in un’epoca in cui Sinner era ancora acerbo su questa superficie.
L’appiglio di Djokovic, insomma, ha una data e un luogo precisi: Melbourne, sei mesi fa. È la prova che il piano per battere il numero uno esiste ancora e che l’esperienza nei set decisivi può colmare il divario. Lo stesso serbo, però, ha posto un’avvertenza netta: in Australia arrivava fresco dopo mesi di preparazione e con la maratona giocata in semifinale, qui la battaglia è alle spalle già dai quarti, e cambia anche la superficie.
Cosa dicono gli altri addetti ai lavori
Il giudizio degli esperti converge su un punto: Sinner è il favorito, ma non un favorito qualsiasi. Alexander Bublik, eliminato da Fritz negli ottavi, ha definito l’azzurro l’unico giocatore nettamente sopra tutti gli altri in questo momento. John McEnroe, pur riconoscendo che Sinner porta a casa le partite e fa la differenza nei punti decisivi, ha assegnato alla prova con Struff una «B+», sostenendo che dovrà alzare il livello per vincere il torneo, cosa che Sinner stesso ammette apertamente. Marcos Baghdatis ha ricordato che Djokovic non si può mai escludere sull’erba e ha indicato nel caldo un possibile fattore: Sinner ha faticato due volte quest’anno in condizioni climatiche estreme, anche se contro Struff, nella giornata più calda, ha detto di essersi trovato bene grazie al caldo secco londinese, per lui simile a quello di Parigi.
Le quote: Sinner favorito netto, valore nei mercati alternativi
Il verdetto dei principali operatori è univoco, e ribalta l’impressione di chi a Wimbledon vede Nole leggermente avanti. Il successo di Sinner è offerto in una forbice compresa tra 1,19 e 1,22, mentre la vittoria di Djokovic oscilla tra 3,85 e 4,50 a seconda dell’operatore. Uno scarto che riflette la condizione fisica più del valore tennistico assoluto: nessuno, guardando solo il gioco espresso, quoterebbe il serbo a oltre quattro volte la posta se arrivasse fresco a questa sfida.
Proprio per questo i mercati alternativi offrono spunti più interessanti del semplice vincente. Il set betting sul 3-1 in favore di Sinner si muove in una forbice attorno a 3,25-3,50, e fotografa lo scenario che molti ritengono più probabile: azzurro avanti, ma con un parziale strappato dall’esperienza del serbo, capace di tenere un set anche in giornata non brillante. Sul totale dei game, l’Over 37,5 è quotato intorno a 1,75: due battitori solidi, la posta in palio e la concreta possibilità di uno o più tie-break rendono l’ipotesi di una partita lunga tutt’altro che remota. È lo stesso ragionamento che porta a guardare con attenzione al mercato dei tie-break, viste le percentuali al servizio dei due.
Il pronostico
Sinner parte favorito, e le ragioni sono solide e cumulative: superficie che ormai padroneggia, freschezza fisica dopo un quarto sbrigato in economia, un servizio migliorato nella sostanza e non solo nei numeri, un conto aperto da saldare dopo Melbourne e lo status di campione in carica. Djokovic ha dalla sua l’occasione più ghiotta da mesi per il 25° Slam, la superficie che ama, un tabellone orfano di Alcaraz, la certezza incisa nella semifinale australiana di possedere ancora il piano per fermare il numero uno, e una statistica che grida prudenza a chiunque lo dia per scarico: cinque maratone in carriera, cinque vittorie.
La bilancia, però, pende da una parte, e il motivo è uno solo: quelle cinque ore e quindici minuti di martedì restano un’incognita che nemmeno la sua storia cancella del tutto. Perché stavolta l’ordine è rovesciato rispetto a Melbourne, la maratona è arrivata prima e non dopo, e a 39 anni recuperare in 48 ore su una superficie che chiede esplosività continua è impresa diversa dal farlo sul cemento australiano. Se Nole arriverà con le gambe per allungare la sfida sui quattro o cinque set, la sua testa nei momenti decisivi può ancora ribaltare il pronostico. Se il ritmo lo detterà Sinner fin dai primi scambi, la maratona presenterà il conto e l’azzurro difenderà il titolo restando in corsa verso il bis.
Il pronostico dice Sinner. La storia recente di questa rivalità, e l’infinita capacità di Djokovic di sopravvivere alle battaglie, dicono che a Nole è sempre bastata una fessura per rientrare. Venerdì, sul Centre Court, si misurerà quanto quella fessura sia larga.
TAG: Jannik Sinner, Novak Djokovic, Wimbledon, Wimbledon 2026

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Fognini ha le sue preferenze e amicizie come tutti noi, nello sport dovrebbe prevalere normalmente il tifo per chi rappresenta l’Italia, poi sappiamo che la razza umana per vari motivi si comporta diversamente…in questo caso se ero Fognini sapendo che gioca contro Sinner, avrei evitato un augurio del genere
Vedi tu, non elencare due 3-0 nei numeri che dai su un totale di 11 incontri finora disputati ti par poco? Poi, grande equilibrio nel computo generale, negli ultimi 7 incontri siamo 6-1 Sinner, quindi il “tuo” Nole, almeno con il rosso, vede nero.. sulla manfrina che qualora perdesse sarebbe solo causa età ho già scritto abbondantemente ieri per cui non mi dilungo, specialmente con te che capisci solo quello che ti fa comodo, già avuto modo in passato di accorgermene
No, le statistiche giuste dimostrano che NON se la gioca alla pari.
Questo è.
La semifinale Djokovic – Sinner sarà la seconda semifinale, strano.
Sarebbe stato troppo per Djokovic giocare sotto il sole pieno alle 14-14.30 dopo aver fatto una maratona di 5 set.
Vedremo come andrà.
Boh, parli al plurale … ma quali sarebbero le “statistiche” sballate che avrei spacciato per vere ?
Qui in effetti mi erano sfuggiti due incontri del 2025 che erano finiti senza set vinti dall’ avversario (ma un elenco non è una “statistica”).
Resta il fatto che la maggior parte delle partite (11) tra Djokovic e Sinner sono finite con set vinti dall’ avversario e questo nonostante la età sportivamente ultra-senile del serbo, quindi c’è un grande equilibrio tra il 25enne nel pieno del vigore sportivo ed un vecchio penalizzato dal decadimento drastico delle prestazioni atletiche a 39 anni, giusto ?
Il fatto grave è che spacci statistiche sballate per vere fino a quando non vieni sbugiardato e il concetto di sfide equilibrate che tanto sottolinei va a farsi benedire.. si, sei in aperta malafede, come spesso, del resto
2023, wimbledon 0-3
2025,Roland garros 3-0, wimbledon 3-0, six Kings slam 2-0
2023, wimbledon 0-3
2025,Roland garros 3-0, wimbledon 3-0, six Kings slam 2-0
Spero tanto che Jannik vinca perché oltre il prestigio ci sono tante bocche da fare tacere..
2025,Roland garros 3-0, wimbledon 3-0
Si, errore mio, ci sono anche le due partite del 2025 senza set vinti dall’ avversario.
Fatta questa correzione resta il concetto: sono partite assai combattute, Djokovic è penalizzatissimo – issimo – issmo per la età senile (da un punto di vista sportivo) ma se la gioca alla pari con i migliori al mondo, di oggi, che hanno 25 anni !
Urca che malafede, bestiale !
È Fognini, non ricordo tante cose opportune fatte da lui per quel che riguarda il tennis, per altre cose non lo conosco, ma conosco moltissime altre persone di Arma di Taggia.
Leggo nell’articolo e in alcuni commenti dei numeri su anni e confronti diretti… qualcuno la dice giusta, altri no.
Riassumiamo:
2021: Nole (Montecarlo)
2022: Nole (Wimbledon)
2023: Nole (Wimbledon), Jannik (Finals), Nole (Finals), Jannik (Davis)
2024: Jannik (AUS), Jannik (Shanghai)
2025: Jannik (RG), Jannik (Wimbledon)
2026: Nole (AUS)
Cosa??? Veramente ha detto questo? Veramente di cattivissimo gusto
@ PPF (#4650638)
Per favore Tu, ancora a paragonare i 1000 con uno Slam? Forse tu non sai che io sono un grande sostenitore di Jannik..
E’ un pronostico 50 e 50……motivazione? il serbo ha l’esperienza dalla sua e gli scricchiolii mentali di jannik, al contrario sarebbe una partita 80 20 per sinner
Sei talmente in mala fede che ti va in tilt il cervello molte volte.. dimmi, i 3 set a 0 per Jannik delle semifinali Roland Garros e Wimbledon 2025 non sono comprese nelle tue sballate statistiche?
Difficile accostare Melbourne e Wimbledon, sono diversi.
Nole ha più chance sui prati inglesi rispetto all’hard australiano.
Quella semi di Melbourne era praticamente vinta da Sinner ai punti, ma sappiamo come è andata a finire. Una partita strana, con Nole graziato dall’infortunio di Musetti.
Credo che qui in 3 giorni Nole recuperi le energie fisiche (e anche mentali) spese martedì.
Sinner resta favorito, ma sui prati inglesi Sinner quest’anno è stato meno brillante (a parte il servizio).
Nole reggeva molto bene lo scambio con un FAA che a tratti la rimandava solo di là.
Altra variabile: farà molto caldo domani pomeriggio, chi lo soffrirà di più?
Sono curioso di vedere come il team di Sinner imposterà la partita: scambi e pressione da fondo? sortite a rete? lungolinea per spaccare lo scambio? smorzate? giocare al risparmio su alcuni punti o game?
Per me è l’ultima possibilità perchè, se Carlos rientrerà in forma, diventeranno in 3 a giocarsi gli slam, in quanto vedo Zverev notevolmente diverso rispetto alle altre edizioni di Wimbledon, aver vinto l’agognato slam credo lo abbia sbloccato.
E, se prima era difficilissimo vincere uno slam battendo Sinner e Alcaraz, adesso bisogna aggiungere anche Zverev.
@ Andy.Fi (#4650533)
Posa il fiasco
Scusate se mi permetto ma l’uscita di Fognini che augura a Djokovic di vincere il 25° slam alla vigilia del match con Jannik è davvero opportuna?
L’AO grida vendetta. Non ho alcun dubbio sul vincente.
Ma x favore, ma che girarci intorno, ma che fiducia, Sinner quest’anno ha vinto 42 partite si 45 o qualcosa di simile, già 5 titoli, n.1 assoluto, il rivale a rovinarsi il braccio x stargli dietro…
A volte mi chiedo chi viene qui (anche se si tratta di un gioco e non ci si rimette nulla) a dichiarare sono sicuro che…non ho nessun dubbio che…ha mai fatto una partita a tennis nella sua vita anche di quarta cat.?
Penso proprio di no
Oltretutto spesso sono le stesse persone che hanno completamente sbagliato pronostici il giorno prima o la settimana prima o il torneo prima…
Tutti a elogiare Sinner per l’atteggiamento pre partita che manifesta sempre (tipico il suo commento, cercherò di dare il massimo e poi vediamo come va”) e poi invece qui molti poi fanno l’esatto contrario, tra l’altro vedasi i pronostici su Flavio dell’altro ieri…
Gli “Head to Head” sono 6 a 5 per Sinner.
Djokovic è il residuo di una era in cui il livello del tennis nella “top 10” era due gradini al di sopra di quello attuale: GIOCAVANO MEGLIO, ERANO PIU’ FORTI !
Ora Sinner tiene testa (ed è in leggero vantaggio) a Djokovic perché Djokovic è ultra-super vecchio: dal punto di vista sportivo un vero matusalemme da casa di riposo.
Ma pur handicappato, gravato da un numero incredibile di anni di vecchiaia sportiva, è ancora in grado di battere i migliori di oggi: che sono di una categoria INFERIORE.
Il tracollo nelle prestazioni atletiche che si subisce a 39 anni, rispetto ai massimi dei 25 anni (che è l’ età di Sinner) dovrebbe portare normalmente a passeggiata “asfaltate”, ecc. ma invece gli incontri sono stati sempre molto molto combattuti: non ci sono praticamente partite in cui Djokovic non abbia vinto un set e, idem, non ci sono partite in cui Sinner non abbia almeno vinto un set.
Su undici incontri, gli unici che finiscono senza set vinti dall’ avversario sono nel 2021 (Djokovic 64 62, con Sinner 20enne) nel 2023 (Djokovic 63 63, con Sinner 22enne) e nel 2024 (Sinner 76 63, con Djokovic 37enne).
Adesso stiamo un po’ a vedere: in 3 set penso proprio che non finirà e Sinner è, esattamento come era agli AO, sicuramente al 100%.
Bastera ?
Diciamo che nella realtà dovrebbe vincere SInner facilmente, ma con Nole le cose possono diventare irreali.
Basti pensare che Jannik dal 2023 ha vinto credo stte otto volte di fila con Nole e poi a Melbourne ha perso una partita per l’appunto irreale in cui aveva tutte le statistiche a suo favore.
Secondo me Melburne è stato un vero e prorpio caso, per cui Jannik parte con motli favori del pronostico, anche se resta il fatto che lui non è giocatore da erba (quello è il problema, non lo stato di forma).
@ MarcoP (#4650570)
Inoltre:
Confronti totali 6-5, e 8-5 negli Slam.
Forza Jannik, un’altra sconfitta contro l’Antipatico non la reggerei.
Qualche giorno fa scrissi che era la finale anticipata perché mi sembrava cosa ovvia. Dopo aver visto lo Zverev di ieri maltrattare Fritz non sono più così convinto..Chi uscirà indenne dal match dovrà fare i conti col servizio e la continuità del pataccaro tedesco e non sarà semplice. Se poi Fery compie l’ennesima impresa chiaramente cambia tutto.
La vittoria di Nole agli AO contro Jannik è dovuta a congiunzioni astrali non ripetibili: praticamente è arrivato alla semifinale dopo quattro giorni di riposo, ha vinto in cinque set e poi spompato ha perso malamente contro Alcaraz.
Domani le cose sono invertite, Djokovic ha speso molto con FAA e Sinner ha vinto in tre set.
Secondo me non dovrebbe esserci storia, ma il serbo è un attore nato, finge difficoltà, zoppica, si massaggia, rifiata, quando sta bene, poi corre come un grillo e tira vincenti come se piovesse.
Jannik non deve guardare Novak ma fare il suo gioco senza perdere concentrazione.
Ora ho letto che Willander ha detto che Nole vincerà Wimbledon, dicono che Nole, sentendo questa dichiarazione, si sia portato le mani nella parte bassa del corpo e abbia stretto il giusto: basterà?
Tabellone ridicolo: vuol dire non capirci niente di tennis, se le teste di serie si fanno buttare fuori , non è colpa di Sinner.
Non so quanti, di quelli rimasti, sarebbero stati capaci di vincere in 3 set contro “motoguzzi”. Lo stesso dicasi per Struff.
Nel leggere i commenti sembra scontato che perticone vincerà facile con il piccolo francoinglese, io vedo una finale del furetto contro Jannik.
Per quanto riguarda la partita con Nole, andate a vedervi le statistiche della partita di Melbourne, e se non siete di parte, e se non conoscete il risultato, era partita vinta alla grande. Però il tennis è così e a volte non vince il migliore.
Per concludere, se togliamo la partita persa a Parigi, sono 40 partite vinte di seguito.
Non ho nessun dubbio che vince sinner in 3 set,massimo in 4
Il djokovic di 4…5 anni fa avrebbe spazzato via aliassime in 3 set ……non regge piu gli scambi lunghi e ad alto ritmo,deve cercare il vincente x finire lo scambio, non è piu lui….certo può battere quasi tutti gli altri, visto il livello medio basso generale, ma non può farcela contro alcaraz e sinner e neanche con lo zverev di adesso….nessuna storia….
La finale è sinner/zverev…..io da inizio torneo avevo pronosticato, e l ho scritto piu volte,sinner/fritz…..
Sinner in 4 set è il mio pronostico.
Può vincere tranquillamente 3-0 ma se si dovesse andare al quinto, ecco li’ partirebbero alla pari.
Se analiziamo veramente le ultime partite perse di Sinner in particolare quella contro Djokovic: Sinner ha perso perchè fisicamente non stava bene e facile vincere contro uno che non si regge in piedi, basta un giocatore qualsiasi vedi Cerundolo….Domani Djokovic in condizioni normali deve sperare di vincere almeno il primo set, altrimenti zero possibilità di passare il turno….Vedo già i commenti dei cronisti: Djokovic ha perso perchè arrivato in semi senza energie sufficienti per battere Sinner, non vedremo articoli: Djokovic ha perso contro il più forte giocatore attuale del circuito
Sinner in 3 massimo in 4, se sta bene.
Prima dell’Australia erano 2 anni che lo batteva sempre.
Era dal 2023 che non ci perdeva, ora fa comodo ricordare solo l’ultimo precedente ma questi sono i fatti
Concordo: 6-5 per Sinner, Nole vince i primi 5 e poi l’ultimo. Qualcosa non quadra.
Ma anche prima: fisioterapista sul 4-4, quando il set finisce 6-3.
È l’ occasione per Jannik di dimostrare chi è veramente.
Se dovesse perdere,perderebbe anche l’ occasione di farlo.
Ma lui lo sa questo e darà l’ anima domani per andare in finale,ci potete scommettere
Non c’è nessuna analisi da fare. Se Sinner sta bene finisce 3-0 o 3-1.
Come stia esattamente Sinner non lo sappiamo visto che fin’ora ha avuto un tabellone ridicolo.
Io credo che stia bene e che finirà tanto a poco o giù di lì.
Djokovic è al gancio, più di così cosa può fare? Fino a 3-4 anni fa all’Aliassime di turno gli avrebbe lasciato massimo 1 set mentre ieri ha rischiato di perderla.
Speriamo in un’altra partita epica ma purtroppo mi sembra abbastanza chiusa.
Sinner perde da Nole! Quest’anno Wimblendon se lo contendono Sascha e Nole…purtroppo jannik non è al meglio per poter competere con gli altri due
Tutti possono dire tutto quello che vogliono sulla prossima SF tra Nole e Jannik, ma ci sono 2 vincoli concettuali assolutamente insormontabili:
1) nel tennis la partita di oggi può essere completamente diversa da quella di domani (faccio un esempio pratico: in AO-26, Djokovic ha giocato piuttosto “male” con Muso, senza togliere merito al nostro, e poi “benissimo” nel turno seguente con Sinner)
2) prima di parlare di 25° titolo, c’è da ricordare che c’è da vincere anche la finale, dopo 1 solo giorno di riposo, e se Nole non dovesse battere Jannik in 3 set ma addirittura in 5, non rischia di arrivare letteralmente “spompato” davanti ad uno Zverev molto fresco (la sua SF sarà sicuramente breve) e molto motivato?
Per concludere vorrei fare una domanda su Struff (indietro in classifica ma con un livello di gioco molto alto, oltre che aggressivo): quale degli altri 6 giocatori presenti ai QF avrebbe potuto battere questo Struff così brillante in solo 3 set?
Meditate amici, meditate…
Vince,naturalmente, sinner, 3 a 1….
Va bene applaudire il campione quasi 40enne per aver vinto dopo oltre 5 ore al quinto, ma sta di fatto che ciò è avvenuto perché ha perso 2 set (e anche perché Aliassime ha buttato al vento il primo set e poi ha fatto errori in momenti topici, dimostrandosi ancora carente in personalità e tenuta mentale).
È la partita dell’ anno senza dubbio, credo che per Jannik sia di importanza cruciale perché inutile girarci intorno questo è uno Slam da vincere per ritrovare Piena fiducia, viceversa per Djokovic credo proprio sia Ultima chiamata per 25° assolutamente ultima.
I precedenti …
Ci sono errori
Vince Djoko in 3 set
Vorrei guardarla questa semifinale (in diretta) ma purtroppo so gia che sarà programmata come prima SF ed io al pomeriggio lavoro.