Zverev un muro, Darderi esce di scena nella notte di US Open
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Un muro, incredibilmente resistente ed efficace in scambio e con il plus di con un diritto rapido e poco falloso, e fortissimo di un servizio in grande spolvero, a tratti imprendibile. Difficile, anzi quasi impossibile per Lucano Darderi venire a capo di un Alexander Zverev deluxe, al limite della perfezione negli ottavi di finale di US Open 2026. Nella notte di New York, in un Ashe come al solito chiassoso e “reattivo”, l’azzurro fa terribilmente fatica ad arginare la potenza e soprattutto i colpi d’inizio gioco del tedesco, micidiale nei primi due set dove non concede nulla anche grazie ad una prestazione povera dell’italiano alla battuta. C’è partita nel terzo, un gran bel set per intensità e qualità complessiva di gioco, ma Sascha non concede nessuna chance nei suoi game e vince meritatamente al tiebreak, 6-2 6-2 7-6(3) lo score conclusivo dopo due ore e mezza di partita, successo che porta il n.1 del seeding ad affrontare nei quarti Botic Van De Zandschulp. Dopo i primi due turni a dir poco complessi, Zverev sta alzando il livello a dismisura, forte di un servizio costante che gli consente di comandare nello scambio e anche di una risposta efficace. Quando il tedesco non è passivo ma al contrario staziona con i piedi piuttosto vicini alla riga di fondo e impone un ritmo così alto, è un avversario terribile per tutti, con pochi errori e una consistenza, potenza e intensità difficili da arginare.
Darderi c’ha provato con la sua solita grinta leonina, un po’ di disordine ma anche un cuore immenso, sino alla fine senza mai arretrare o scoraggiarsi, ma è impossibile anche solo pensare di far partita pari contro un avversario così forte e in forma servendo davvero male nei primi due set, e senza variazioni adeguate a spezzare il ritmo indiavolato di Zverev dalla riga di fondo. E tutti sanno che quando il tedesco serve bene e gioca senza avvertire pressione, è un osso durissimo. Sascha ha fatto più o meno quello che voleva nei primi due set, servendo tre prime in gioco su quattro e concedendo la miseria di 11 punti all’avversario, sempre al comando nei propri turni (solo il fastidio di una palla break, l’unica concessa nel match, servendo per chiudere il primo parziale e annullata in modo repentino). Darderi ha approcciato la partita con coraggio ma forse fin troppo “carico”: è andato a mille all’ora, anche a livello di gestione emozionale, e questo l’ha pagato volendo spaccare la palla senza riuscirci perché in risposta è stato del tutto disarmato dalla battuta imprendibile del rivale, e nei suoi turni ha voluto spingere fin troppo con la battuta, tenendo per due set una percentuale sul 40%, un vero e proprio assist alla risposta profonda, consistente e asfissiante di Zverev.
Troppo facile per il campione di Roland Garros 2026 entrare bello pieno sulle continue seconde di Darderi, mettersi poco dietro la riga di fondo e imporre un ritmo continuo, cadenzato, soffocante. Luciano in tutta la prima fase del match ha tardato a provare qualche variazione per spezzare il ritmo del rivale, ma il back di rovescio non è troppo nelle sue corde; forse avrebbe potuto provare a caricare il diritto con più spin e meno potenza, per dare una palla meno consistente e regolare da spingere. Infatti la sensazione è che Sascha sia andato a nozze sui colpi dell’azzurro, soprattutto col diritto trovando una palla potente e piuttosto pulita da impattare, ricavandone meraviglie. Tutto poi dal lato del tedesco sta nella libertà di gioco: se può accelerare col diritto senza la tensione imposta dal rivale, ormai ha costruito un colpo micidiale e non sbaglia più tanto come un tempo.
Meglio è andata per Darderi dal terzo set, quando si è un po’ liberato da quella frenesia perdente dei primi due parziali e ha finalmente preso ritmo alla battuta. Con percentuali sul 60%, tutto è cambiato: ha vinto un buon primo game al servizio – per la prima volta avanti nello score – e la sua partita è iniziata per davvero. Con coraggio, potenza ma anche qualche variazione in più ha condotto i suoi turni con efficacia, nutrendosi anche dell’energia del pubblico che voleva un po’ di match dopo due set scontati e rapidissimi. Luciano ha iniziato a rallentare qualche rovescio per poi accelerare, ha scelto con più frequenza la smorzata, con risultati altalenanti ma almeno ha smesso di dare un ritmo troppo uguale a se stesso e perdente all’avversario, che così è stato costretto ad uscire dalla sua zona comfort e scegliere giocate differenti. Con grinta e gamba Darderi ha condotto un bel parziale, forte di diritti devastanti, ma purtroppo in risposta non è mai riuscito a procurarsi una chance (portando ai vantaggi solo il game sul 6-5), respinto da uno Zverev granitico e terribilmente continuo alla battuta. Al tiebreak Sascha è stato perfetto, ha approfittato di uno scambio mozzafiato sul 2 punti pari (26 colpi), reggendo con la durezza del campione, per il mini-break che ha dato il via alla fuga, e vittoria.
Alla fine Darderi non ha molto da rimproverarsi. Zverev si è dimostrato superiore, forte e tostissimo, meritando il successo. L’unico rimpianto viene per l’aver giocato i primi due set senza il sostegno del servizio. Nel terzo c’è riuscito, e infatti c’è stata partita. A questo livello, e contro un avversario così forte, non te lo puoi assolutamente permettere. Iniziando meglio, magari la partita poteva diventare ancor più serrata e sofferta mentalmente. In un contesto più tirato Sascha avrebbe potuto avvertire la tensione e chissà, concedere qualcosa. Non è andata così. Resta una esperienza importante per Darderi, sempre più tosto e continuo anche sul cemento Outdoor, il miglior italiano in un’edizione 2026 di US Open nata “male” per l’assenza di Sinner e conclusa senza un nostro alfiere nei quarti di finale.
Marco Mazzoni
La cronaca
L’incontro inizia alle 3.18 orario italiano con Darderi alla battuta, lunghi scambi e uno Zverev solidissimo. Si gioca prevalentemente al centro, cercando la massima intensità e potenza, ma è il tedesco a cambiare marcia per primo, facendo correre l’italiano e strappando due palle break immediate sul 15-40. Ci prova Luciano a spingere forte, ma col rovescio Alexander è prefetto, comanda ad un ritmo superiore alla difesa dell’azzurro e ottiene il BREAK, 1-0. Nel secondo game Zverev concede qualcosa, ma risale da 15-30 e consolida il vantaggio sul 2-0. La differenza tra i due è notevole sul lato del rovescio: una macchina perfetta quello di Zverev, profondo e sicuro, mentre Darderi forza e sbaglia. 0-30 e poi 0-40, con l’italiano che va lungo in scambio senza riuscire a sfondare l’avversario. Il doppio BREAK arriva sul 15-40, con una risposta profondissima, nei piedi” che provoca la stecca col diritto di Darderi, sotto 3-0, male con la prima palla ma soprattutto inefficace contro il muro del campione di RG26. È dura in risposta per Luciano, Sascha serve come un metronomo, non parte mai lo scambio nel quarto game, 4-0. Darderi dà la sensazione di non sapere cosa fare… Zverev lo punisce sulla seconda palla con una risposta cross di diritto clamorosa e questo mette ancor più fretta all’italiano, con l’errore in spinta per eccesso di foga dietro l’angolo. La prima di servizio non va, così che il tedesco ha gioco facile nel prendere in mano lo scambio. Splendida la combinazione di diritti, prima lungo linea poi vincente incrociato, che porta Sascha sul 30-40. Rischia il doppio fallo Darderi ma la traiettoria è sulla riga e sorprende Zverev. Finalmente arriva l’Ace e poi un’altra ottima prima palla. 4-1, l’azzurro entra in partita. È enorme la differenza nella facilità di spinta tra i due, con la palla di Zverev che esce velocissima e precisa delle corde, in grande controllo. E il grande vantaggio libera ancor più il suo braccio, vedi la risposta a tutta – terrificante – che fulmina l’azzurro sul 40-15 del settimo game. La battuta di Darderi ora lo sostiene, vince un secondo gioco (5-2), quindi sul 30 pari trova un eccellente passante di rovescio lungo linea sul 30 pari (non perfetta la volée del tedesco), vale una insperata palla break. Zverev la cancella di prepotenza, servizio a tutta e via in avanti a chiudere. 6-2 Zverev, 74% di prime palle in gioco e solo 6 punti concessi all’azzurro nei suoi game (3 nell’ultimo turno).
Il secondo parziale riparte sugli schemi del primo, Darderi di nuovo in difficoltà con la prima di servizio e Zverev prontissimo a prendere il possesso dello scambio con colpi splendidi, vedi il rovescio lungo linea sontuoso che vale al tedesco lo 0-40. Con grinta Luciano rimonta, anche grazie ad un attacco avventato di Sascha sul 30-40 (e punito da un passante non difficile in avanzamento). Zverev non ci sta: altra risposta profondissima e un rovescio killer nell’angolo, ma poi affonda una risposta col diritto non difficile sulla quarta PB. Lotta feroce: arriva lo scambio più lungo e bello del match, con entrambi a spingere con qualità e potenza, e alla fine un attacco di Zverev è premiato. La quinta palla break è fatale all’azzurro, col doppio fallo concede il BREAK al rivale, 1-0 e poi 2-0 con un altro turno di battuta perfetto e rapido. Darderi non sembra vedere vie d’uscita, soprattutto è la battuta che non va, poche prime e pure un doppio per un nuovo 0-30. La frustrazione è a mille, la scarica in un diritto lungo linea terrificante per potenza (imprendibile), ma così poche prime palle in gioco è la risposta del tedesco a prendersi la scena. Bellissima quella angolata che vale il 15-40 a Zverev, con Darderi che sceglie malamente una smorzata troppo difficile dopo il servizio, che paga col 3-0 e doppio BREAK. Lascia cadere a terra la racchetta Luciano dopo un risposta lunga, ci prova, ci mette potenza, ma non basta perché Alexander fa tutto meglio, con più rapidità e qualità. 4-0 Zverev. 10 game a 2, un parziale da incubo per le speranze dell’italiano sotto l’ora di gioco, con la sensazione palpabile che non ci sia una via d’uscita se il tedesco non cala. Il servizio di Luciano si inceppa di nuovo, doppi falli, ma si affida alla smorzata e al tocco per salvare la seconda palla break. Con due Ace, uno dopo l’altro, muove lo score (4-1) ma quanta fatica. Zverev dopo 70 minuti di eccellenza sbaglia due diritti in un suo game, ma la battuta evita ogni fastidio, con un 5-1 arrivato ai vantaggi. Anche il secondo set si chiude per 6-2, con l’azzurro che cerca di tagliare col rovescio per spezzare il ritmo infernale di Zverev, ma senza successo. 5 punti vinti in risposta dall’italiano (e 11 nei due set). Niente.
Il terzo set inizia con una novità: game vinto da Darderi, finalmente con il servizio a sostenerlo, 1-0, per la prima volta avanti nello score. Zverev continua la sua partita sicurezza alla battuta, pronto a comandare gli scambi e con pochissimi errori per la spinta e profondità dei suoi colpi. Luciano si prende un bel secondo game, più deciso col primo colpo dopo il servizio; una “macchina” Zverev, fortissimo anche col diritto che lascia correre via senza indecisioni o attendismo, con risultati eccellenti. È al limite o quasi l’azzurro, ma non può fare altrimenti visto il livello assoluto del tedesco. Lo si vede dall’attacco più che discreto di Luciano sul 2 pari, 15 pari, ma punito da un lob col diritto perfetto di Sascha. Infatti sul 30 pari Darderi esagera nella sbracciata col diritto sul 30 pari, centra male la palla e urla per la rabbia, gli costa un pericoloso 30-40 ma salva la prima palla break del set con il servizio, assai più efficace nel parziale. Di potenza e con il sostegno del pubblico che chiede più match, Darderi di porta 3-2. È il miglior momento del match per l’azzurro: si carica a tutta con grandissima intensità e sbagliando di meno. Riesce a prendersi un po’ di spazio sul campo e vola 0-30 nel sesto game. Ci prova “Luli” e fa bene, ma un diritto a chiudere sul 15-30 gli esce di una spanna, rischio ben speso visto lo score. Con la battuta Zverev risale, 3 pari. Il livello di Luciano è ottimo in questa fase, riesce a restare appaiato al rivale e nei suoi turni comanda, con alta componente di rischio ma risultati finalmente soddisfacenti, pure rapido nell’entrare nel campo e così non lasciare spazio al rivale. Il problema è difficoltà nell’incidere in risposta perché la battuta di Zverev è continua, asfissiante. 4 pari, si entra nella fase calda del set. Soffre di meno sulla diagonale di rovescio Darderi e questo gli permette di girarsi da sinistra e tirare vere e proprie bordate col diritto. Game a zero, 5-4 Darderi. C’è partita, Luciano ci crede e ci prova a tutta in risposta. Un mini-rimpianto sul 30-15, quando affonda un diritto mentre era al comando dopo una bella risposta d’incontro. Zverev non si fa pregare, attacca la rete e impatta 5 pari. L’azzurro inizia male il game #11 rischiando una smorzata dopo il servizio davvero pessima. Regala poi Zverev, un attacco in rete dopo una risposta eccezionale. La tensione ora divora Darderi, brutto il diritto affossato nella parte bassa della rete, fretta nello spingere dopo il servizio, e 15-30. Rimedia col servizio, àncora salvifica in questo passaggio. Ma fa tutto in modo frenetico l’italiano, non pensa e sbaglia di nuovo la smorzata, la palla passa la rete ma è un assist per Zverev che arriva e si prende la palla break (30-40). Stavolta niente prima palla “in”, let sulla seconda contestato da Darderi, ma c’è una macchina che chiama… Ancora la smorzata! Stavolta funziona perché è anche angolata. Ai vantaggi Zverev tira una risposta abbassandosi, con una traiettoria filo rete e corta che manda fuori posizione Darderi. Seconda PB. Rischia il S&V sul secondo servizio, Zverev risponde male. Purtroppo è caotico il momento di Darderi, doppio fallo e terza PB. Di nuovo palla corta per uscire dallo scambio e una volée al corpo, quasi manico, porta il punto all’italiano che gioca pure col pubblico togliendosi il cappello. Zverev ha zero voglia di scherzare ma non sfrutta una quarta chance, con un passante di rovescio per lui non impossibile ma non passa la rete. 11 minuti di lotta, con la sesta smorzata del game, per il 6-5 Darderi. Zverev è costretto ai vantaggi, imbastisce un punto perfetto sulla parità e approda al tiebreak. Fantastico al servizio Zverev, per potenza e angolo (2-1), dirompente il diritto di Darderi (2-2). Micidiale il braccio di ferro nel quinto punto, una pallata dopo l’altra ed è il muro del tedesco a non cadere, con un diritto (colpo n.26!) di Luciano a colpire la rete, mini-break Zverev, 3-2. Si gira 4-2 con l’ennesima bordata di servizio ingestibile e poi 5-2 con un diritto vincente, ma è tutto facile quando servi così bene. Un diritto pazzesco, all’incrocio delle righe dal centro, vale a Sascha Tre Match Point sul 6-3. Ace! Chiude con l’asso n.13, gran bella prestazione del tedesco, super favorito anche nei quarti dove troverà Van De Zandschulp. Cuore e grinta Luciano, un set ottimo, questo è il livello che deve tenere.
A. Zverev
vs L. Darderi 
TAG: Alexander Zverev, Luciano Darderi, Marco Mazzoni, US Open 2026

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@ Santin (#4679481)
La vittoria è una sola, quella finale. Zverev è uno dei più forti palleggiatori del circuito, difficile reggere gli scambi con lui. Perchè allora perde nettamente con Sinner? Jannik,con il suo gioco potente, non gli consente di scambiare alungo. enzo
Sicuramente 2-3 settimane da numero 1 le meriterebbe, per una carriera di assoluto prestigio
@ marco65 (#4679500)
“Un giocatore penoso” che su 7 partite contro Federer ne ha vinte 4; quindi secondo te lo svizzerotto era un’emerita pippa, bene, ne prendiamo atto..
@ walden (#4679459)
Come vinci a tennis? Vincente o errore, più entusiasmante il colpo decisivo ma rischioso,meno brillante indurre l’errore ma il gratuito è frustrante quindi si gioca in modo sicuro.
Borg,le rotazioni di Vilas hanno cambiato tutto e hanno dato una chance a giocatori mediocri nel braccio ma efficienti di gambe,di tattica,di pazienza,di tenacia.
Nelle scuole tennis il genitore che paga vuole il pargolo vincente e pazienza se a rete è una piaga,se uno slice lungolinea non gli viene:la butta di là una volta in più.
A casa se dice “hai visto la smorzata ed il pallonetto? E lo strettino?” Spesso in risposta ha “2/6 2/6, bello ma così non va. Tu ti diverti?” E figurati se si diverte se il babbo è depresso,se impreca,se non saluta la famiglia dell’avversario,se in auto parte con le lezioni di vita.
Occhio,non si parla di un 17/18enne ma di un bambino di 9/10 anni, in formazione fisica e mentale.
Più sali di categoria under meno sono presenti gli stili. Musetti per dire ogni anno era atteso per vedere quando avrebbe preso delle stese dai rematori,in tanti dicevano “l’anno prossimo coi giochini non risolve più”.
Ci ha messo tanta gamba ,tanto talento e cocciutaggine nell’imparare un tennis complicato,che rompe gli schemi per poi accelerare.
Ci sono ragazzini così ,la domanda è se non seguire il loro modo di giocare e di essere sia garanzia di un salto di qualità e non , piuttosto,un metterli in un generale grigiore.
@ Wayne (#4679380)
Ci vorrebbe un vero miracolo perchè Zverev riesca ad essere n.1 a fine anno. Un giocatore già penoso per essere top 3, che ha vinto uno slam perchè non c’erano Sinner ed Alcaraz e se Cobolli ha la testa lo batte in finale agevolmente.
Già qui a NY poteva perdere sia con Sonego e Halys, ha avuto vita facile con Darderi perchè è ancora troppo acerbo, gran lottatore e inesauribile ma testa poca (quindi tra due che hanno poca testa, prevale ancora per esperienza Zverev).
Darderi gioca palle veloci e rischiose, più palle veloci e rischiose della media, con un margine di errore piuttosto basso. Lo stesso Zverev dice una cosa del genere. Mi ricorda vagamente Soderling. Non so il futuro di Darderi, ovviamente, e non credo raggiunga i risultati di Soderling, ma non è un semplice 50 del ranking. Prima dell’Open USA era 22.
se qualcuno accede spesso ai quarti e alle semifinali, vuol dire che vince molto.
@ JannikUberAlles (#4679455)
Stai tranquillo che si pavoneggerà nella sottoCoppa Davis. Lui e il guarda partite, puntano solo alla Davis.enzo
@ Pier no guest (#4679447)
Purtroppo…
Pier, il tuo ragionamento non fa una grinza, ma la domanda che mi pongo è: succede solo adesso? 10/20/30/40 anni fa nelle scuole s’insegnava il bel gioco? In quel simpatico libretto, “Filosofia del tennis”, Carlo Magnani accosta i classici del pensiero ai tennisti dell’era open. Andate un po’ a vedere a chi accosta i campioni degli ultimi decenni…
E’ da mesi che scrivo che Sinner subì un evidente sabotaggio a Parigi…
Se vogliamo riprendere il ricorrente slogan “dietro Sinner il vuoto” ecco che grazie al vituperato “oriundo” Darderi la “povera” Italia ha salvato la faccia anche nei confronti di grandi “scuole” come Spagna e Germania.
Tanti giovani talenti “iberici” ma agli ottavi dietro Alcaraz c’è il vuoto!
Peggio per i tedeschi, sia perché Sascha è decisamente meno forte (e difficilmente vincitore del torneo) di Carlitos, ma soprattutto perché ha un’età che prelude una “discesa” nelle prestazioni e nel ranking.
Quest’anno il nostro Presidentissimo Binaghi non potrà pavoneggiarsi sulle tribune dell’AA e la sua TV non potrà battere i precedenti record di ascolto, ahinoi 🙁
È un argomento toccato più volte che da alcuni è stato visto come l’intento di sminuire il proprio beniamino ma è la fotografia di una situazione.
Quali giocatori hanno h2h interessanti coi due leader? In un torneo chi tra i presenti oggi ha un titolo slam in tasca? Tolti Cilic e Wawrinka sbaglio o c’è solo Medvedev, Djokovic e solo da giugno Zverev? Nole per età,Daniil per una certificata parabola discendente non sono futuribili e pure Sasha ,magari in un ottimo momento (per il suo livello) non so se abbia davvero margini di miglioramento.
Questo comporta che anche il cammino dei due non sembra sottoposto ad ostacoli probanti,ordinaria amministrazione insomma e le altre sfide …mah,il fervore anche del pubblico non c’è.
Non è colpa di nessuno,men che meno dei due fuoriclasse,ma chi inneggiava al cambiamento,chi diceva che prima giocavano al rallentatore dovrebbe riavvolgere davvero il nastro e studiare un po’ la dinamica del gioco,gioco che è diventato “femminile” ovvero a specchio,con poche variazioni.
La domanda è perché e la risposta non è scontata.
Nelle scuole tennis ci si dedica a tutti i colpi ma poi si chiede al ragazzo di essere solido ,di giocare 1.5/2.0m sopra la rete,di dare rotazioni e che cambiare angolo significa poi coprire ,correre, consumare energie.
Vince il più solido,quello che non si crea situazioni incasinate.
Nella testa dell’aspirante giocatore si insinua il tarlo del rischio,se valga la pena fare di più se l’essere conservativo paga.
Non è da oggi così ma da tempo e i telai avvalorano questa impostazione e le corde la esaltano.
Tiri tutto,tutto sta dentro.
Facile,pulito.
secondo me il bilancio non è molto insoddisfacente, ma solo insoddisfacente.
10 atleti in tabellone, e uno agli ottavi. Senza Sinner, senza WC né LL. Inoltre abbiamo ancora una coppia in gara nel doppio e uno in gara nel torneo junior.
10 anni fa sarebbe stato soddisfacente, 20 anni fa un trionfo.
@ enzo lab (#4679412)
Ma molto meglio avere un giocatore che vince 1000 e Slam a manetta come Sinner e poi 30 anni di vuoto, che avere sempre qualcuno che fa quarti o semi, ma non vince mai.
Aiutate quest’uomo, ne ha bisogno. Chiaramente ossessionato e guardandosi allo specchio lo capisce ma trasferisce l’ossessione sugli altri dicendo che sono loro. Un caso interessante per capire come si originino le dinamiche distorte del cervello umano.
@ Wayne (#4679380)
Prima o poi Zverev dovrà incontrare Acaraz, e lì si fermerà la sua corsa enzo,
@ Silvy__89 (#4679405)
Prevedibile, solo Sinner è in grado di arrivare al traguardo, gli altri fanno quello che possono. Ogni tanto qualcuno, per circostanze fortuite, vedi Berrettini e Paolini finalisti a Wimbledon, arrivano vicino, ma si tratta di casualità; purtroppo il futuro non promette niente di buono enzo
E con la super prevedibile sconfitta di Darderi cala il sipario per noi in questo slam.
Nessuno di entusiasmante tra gli italiani, nel complesso torneo parecchio insoddisfacente
Zverev oramai vicinissimo nella Race a Sinner, ancora costretto ai box.
Chance irripetibile per il tedesco per provare a chiudere l’anno da n. 1, utopia pazzesca ad inizio stagione.
Allo US open la testa di serie n1 del seeding gioca i propri incontri sempre alla stessa fascia oraria e nelle ore più fresche della giornata(magari un po troppo tardi come orari ma si è a New York),al Roland garros il numero 1 del seeding e del ranking vie fatto giocare nelle ore più calde(nonostante l’evidenza del caldo estremo e anomalo). Quindi lo us open “tutela”…il numero anche per un evidente richiamo di pubblico in una fascia oraria più consona,quindi lontana dai classici impegni lavorativi. Al Roland garros pare usino metriche e parametri diversi,il motivo? Personalmente non trovo nessuna motivazione tecnica o logistica in tutto ciò,mentre ne trovo assai… di carattere umano,scelte consapevoli e… decisionali!
Attento perché hai urtato la sensibilità ombroso e umorale della setta ipocrita dei sinneriani, quelli che hanno le fette di salame negli occhi….perché quello che dici tu,che è quello che dico io e il 99% di chi segue il tennis da una vita,x la setta è come se intendessi sminuire la grande,,a di sinner ( e Alcaraz) perché sembra che sia piu facile x loro vincere …..l’esame maestà
Spianata è dir poco, se si pensa che l’avversario meglio piazzato nei prossimi turni è Blockxx.
Cobolli probabilmente avrebbe avuto qualche chance in più, ma su cemento, senza Sinner, già averne uno agli ottavi è tanto, e da sempre (a memoria, oltre il Berrettini che fu, solo Musetti è riuscito a fare quarti, neanche Panatta ci arrivò e Barazzutti fece semi agli Us Open quando si giocava su terra)
Anche con una percentuale di prime più alta non credo che Darderi sarebbe riuscito a vincere un set contro questo Zverev. Il tedesco pare avere la strada spianata verso la finale
Zverev, dopo una partenza incubo da carretto cigolante, si sta trasformando in un panzer sferragliante quasi inarrestabile. Finalmente sta onorando come si conviene la TDS n°1 e si accredita come più credibile rivale di Alcaraz per la vittoria finale. Mi auguro che sia il tedesco ad aggiudicarsi lo Slam americano. Vedere un rientrante Carlitos trionfante a NY dopo 4 mesi di inattività ed un infortunio grave, deporrebbe non certo a favore della qualità generale del circuito ATP. Attualmente mancano i giocatori cerniera tra i più forti e gli altri, cone Thiem, Delpo, Stan, Cilic e compagnia cantanti. L’unico in grado di ricoprire questo ruolo è Sascha e se perdesse da un tennista rimasto ai box per settimane e settimane, sarebbe ora di diminuire prezzi di biglietti ed abbonamenti perché lo spettacolo generale
offerto dal tennis moderno non è quello di qualche anno fa.
Darderi è un giocatore da 50 del ranking,non di più.
Va be’, più di così il nostro Gaucio credo non potesse; almeno con la terza partita salvò l’onore.
Quel che mi piace di questo ragazzo è che, alle volte anche eccessivamente, mai alza le mani, mai si arrende e, quando vede i risultati del suo sforzo di tigna (e di intelligenza, perché sa leggere l’incontro), sorride.
Quel che non mi piace è l’incupimento di quando le cose non gli vengono, ma è comprensibile e comunque sa voltar pagina abbastanza facilmente.
Musetti avrebbe molto da imparare da lui su come stare in campo.
Con questo cala il sipario bianco rossoverde su un torneo che fosse capitato una decina di anni fa ci avrebbe soddisfatto, ma ora che abbiamo fatta l’abitudine a ben altri risultati (anche senza conteggiare il Sudtirolese fuori categoria) possiamo francamente definire insoddisfacente, molto, sia al maschile che al femminile.
Il Perticone potrebbe ripercorre i passi tante volte calcati da Giocovic: faticare ai primi turni per poi finire in crescendo, nel suo caso non Rossiniano ma CiaicoschVaghneriano…
A me continua più che altro ad annoiare ed una sua seconda vittoria Maggiore già a questo
giro non mi farebbe piacere.
Per i miei gusti lo Zverev bravo resta Miscia.