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Sinner, Gianni Daniele rassicura sul ginocchio. Su Alcaraz avanza l’ipotesi di una difficoltà mentale

11/08/2026 00:38 Nessun commento
Carlos Alcaraz (foto Getty Images)
Carlos Alcaraz (foto Getty Images)

La rinuncia di Jannik Sinner al Masters 1000 di Cincinnati non dovrebbe generare eccessiva preoccupazione. Ne è convinto Gianni Daniele, presidente della commissione medica della Federazione Italiana Tennis e Padel ed ex team manager delle nazionali di Coppa Davis e Billie Jean King Cup, che ha analizzato la situazione in un’intervista concessa a Repubblica.

Secondo Daniele, il fastidio al ginocchio destro accusato dal numero uno del mondo potrebbe essere collegato alla ripresa degli allenamenti dopo il periodo di riposo successivo a Wimbledon. Il passaggio da una fase di recupero a un lavoro particolarmente intenso sul cemento può infatti aumentare le sollecitazioni sulle articolazioni.

La ripresa sul cemento e lo stress per le articolazioni

Dopo il trionfo londinese, Sinner si era concesso alcuni giorni senza racchetta prima di iniziare la preparazione per la tournée nordamericana. Il ritorno a carichi elevati, unito alla durezza dei campi, avrebbe potuto provocare un’infiammazione nella zona del ginocchio.

Daniele ha spiegato che la ripresa dopo una pausa può accentuare problemi a ginocchia, anche e caviglie, interessando anche i tendini. In questa prospettiva, la rinuncia a Cincinnati rappresenterebbe soprattutto una scelta preventiva per evitare di aggravare un fastidio ancora presente.

L’obiettivo prioritario resta lo US Open. Il medico si è mostrato ottimista sulla possibilità di vedere Sinner regolarmente in campo a New York: «Credo che sarà perfettamente a punto per lo US Open».

La decisione di saltare Cincinnati permetterà all’azzurro di proseguire le terapie e riprendere gradualmente il lavoro, senza sottoporsi immediatamente alle sollecitazioni di un Masters 1000.

Il confronto con la situazione di Alcaraz

Più delicata e destinata a far discutere è stata l’analisi dedicata a Carlos Alcaraz, lontano dalle competizioni da aprile a causa di un problema al polso destro la cui natura precisa non è mai stata comunicata pubblicamente.

Daniele ha ipotizzato che la lunga assenza e le difficoltà incontrate nel recuperare l’intensità degli allenamenti possano aver inciso anche sulla fiducia dello spagnolo. I dubbi sulle risposte del fisico potrebbero aver generato un circolo negativo, rendendo più difficile affrontare con sicurezza ogni nuovo aumento dei carichi.

Il medico ha parlato, sempre in termini ipotetici, di una possibile componente psicologica e persino di una forma depressiva legata alla difficoltà di tornare ai precedenti livelli di lavoro. Un’interpretazione molto forte, che non deve però essere confusa con una diagnosi clinica.

Un’ipotesi, non una diagnosi su Alcaraz

È necessario sottolineare che non risulta che Daniele abbia visitato Alcaraz o abbia accesso alla sua documentazione medica. Le sue considerazioni rappresentano quindi una lettura esterna della situazione e non permettono di affermare che il murciano soffra realmente di depressione o di un altro disturbo psicologico.

La prudenza è particolarmente importante quando si affrontano temi legati alla salute mentale. La difficoltà nel recuperare fiducia dopo un lungo infortunio può essere comune tra gli atleti professionisti, ma non coincide necessariamente con una patologia clinica.

Alcaraz continua ad allenarsi e il suo staff ha spiegato che la rinuncia a Cincinnati è stata determinata principalmente dalla necessità di prolungare la preparazione. La partecipazione allo US Open rimane possibile, anche se sarà condizionata dalla risposta del polso nelle prossime sessioni.

Due percorsi differenti verso New York

Il quadro tracciato da Daniele distingue nettamente le situazioni dei due principali protagonisti del circuito. Per Sinner il forfait di Cincinnati sarebbe legato a un’infiammazione gestibile e alla volontà di arrivare senza rischi all’ultimo Slam della stagione. Nel caso di Alcaraz, invece, la lunga inattività potrebbe aver prodotto anche una perdita di sicurezza nel proprio corpo.

Le valutazioni su Sinner alimentano l’ottimismo in vista dello US Open. Quelle su Alcaraz restano invece un’ipotesi personale e devono essere trattate con cautela, in assenza di comunicazioni mediche ufficiali o di una diagnosi formulata direttamente sul giocatore.



Francesco Paolo Villarico


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