Gino Darderi racconta Luciano: «Merita la Davis, con servizio e rovescio può entrare nella Top 10»
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Una famiglia costruita intorno al tennis, anni di sacrifici e un progetto tecnico portato avanti senza accettare compromessi. Gino Darderi, padre e allenatore di Luciano, ha ripercorso in un’intervista alla Gazzetta dello Sport il cammino che ha condotto il figlio ai vertici del circuito, indicando anche i prossimi obiettivi: la Top 10 e una convocazione nella nazionale italiana di Coppa Davis.
Alle spalle dei risultati ottenuti dal ventiquattrenne azzurro c’è una storia familiare particolare. Gino ha cresciuto Luciano e il fratello minore Vito, dividendosi tra il ruolo di padre, allenatore, organizzatore e principale sostegno economico del loro percorso.
I sacrifici dall’Argentina all’Italia
Prima di dedicarsi all’insegnamento, Gino aveva giocato in Argentina e partecipato ad alcuni tornei internazionali in Europa. Trasferitosi a Roma, aveva poi allenato diversi giovani e conquistato nel 1998 il campionato italiano di Serie C con il CT Eur.
Luciano è nato a Villa Gesell, ma ha completato la propria formazione tennistica in Italia. Dopo aver ottenuto la cittadinanza, ha scelto di rappresentare i colori azzurri già durante l’attività juniores, arrivando anche in finale nella Junior Davis Cup.
La famiglia decise però di rinunciare al sostegno economico della Federazione per conservare una piena autonomia tecnica. Una scelta che comportò la perdita di contributi, agevolazioni e wild card, aumentando il peso delle spese sostenute per trasferte e tornei.
Per finanziare il percorso del figlio, Gino si occupava durante l’estate di alcuni appartamenti sulla costa argentina. Il denaro risparmiato veniva utilizzato per coprire i viaggi, mentre la preparazione tecnica rimaneva interamente nelle sue mani.
Il momento più difficile nei Challenger
Il percorso non è stato sempre lineare. Intorno ai 19 anni Luciano dovette viaggiare con maggiore autonomia e attraversò un periodo caratterizzato da numerose eliminazioni al primo turno nei Challenger.
Le sconfitte avevano intaccato la sua fiducia, ma Gino era convinto delle possibilità del figlio. Il lavoro svolto in quel momento permise a Darderi di superare la crisi e di iniziare la progressione che lo avrebbe portato nel circuito maggiore.
La trasformazione più significativa ha riguardato il rendimento sulle superfici veloci. Considerato inizialmente un giocatore quasi esclusivamente da terra battuta, Luciano ha progressivamente modificato il proprio tennis fino a diventare competitivo anche sul cemento, come dimostrano i risultati ottenuti nel 2026.
«Mi aspetto che venga convocato in Davis»
Uno dei desideri più volte manifestati da Darderi riguarda la possibilità di rappresentare l’Italia in Coppa Davis. Secondo il padre, i risultati e la crescita mostrata sul veloce dovrebbero essere sufficienti per entrare nelle valutazioni del capitano Filippo Volandri.
«Mi aspetto che venga convocato», ha affermato Gino, ricordando come Luciano rappresenti l’Italia da circa quindici anni. La scelta spetterà naturalmente a Volandri, ma la candidatura dell’italo-argentino è diventata sempre più credibile grazie alla continuità raggiunta nel circuito.
Gli aspetti da migliorare per la Top 10
Gino Darderi ritiene che il figlio possieda già il livello necessario per avvicinarsi ai primi dieci giocatori del mondo. Nella prima parte della stagione alcune occasioni erano sfumate a Indian Wells, Miami e Monte-Carlo, prima della grande semifinale raggiunta agli Internazionali d’Italia.
Il torneo di Roma era stato condizionato anche da problemi di salute. Secondo il padre, Luciano aveva affrontato la semifinale contro Casper Ruud dopo una notte molto complicata e aveva accusato ulteriori difficoltà al Roland Garros, prima di sottoporsi a un intervento alle tonsille.
Per compiere l’ultimo salto saranno necessari progressi soprattutto in due aree: servizio e rovescio. Il lavoro dovrà riguardare anche gli spostamenti sul lato sinistro del campo, considerati determinanti per rendere il suo tennis più solido sulle superfici rapide.
«Se migliora questi due fondamentali, può tranquillamente entrare in Top 10», ha assicurato Gino.
Anche Vito prova a seguire la stessa strada
Il progetto della famiglia Darderi comprende ora anche Vito, diciottenne impegnato nei tornei ITF e già capace di conquistare i primi punti ATP. Gino gli riconosce un talento naturale persino superiore a quello mostrato da Luciano alla stessa età, pur sottolineando quanto nel tennis professionistico siano decisive la mentalità e la disponibilità al lavoro.
Il rapporto tra Gino e Luciano rimane fondato su una netta distinzione: leggerezza e complicità lontano dai campi, severità durante gli allenamenti. Una formula che ha consentito al giocatore di crescere senza pressioni contrattuali esterne e di affidarsi a un gruppo familiare rimasto stabile anche nei momenti più complicati.
Dalla gestione delle trasferte con risorse limitate alla rincorsa alla Top 10, il percorso dei Darderi è stato costruito attraverso autonomia, fiducia e sacrificio. Ora Luciano vuole trasformare la crescita mostrata sul cemento in un posto stabile tra i migliori e nella squadra italiana di Coppa Davis.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Gino Darderi, Luciano Darderi, Vito Darderi

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Non si può non tifare questo ragazzo e questa famiglia. È, dopo Sinner che comunque non giocherà, quello più in forma e non può non essere convocato in Davis.
🙂
La Davis è squadra, gruppo.
L’ italoargentino mi pare totalmente decontestualizzato e privo di certe caratteristiche e “valori”.
Vedremo.
Per la top 10, servono vittorie in tornei importanti e contro i top player. Per il momento, molto poche.
Comunque resta bravissimo nello sfruttare i tabelloni spalancati che di volta in volta gli si presentano e a programmarsi come un forsennato nei 250.
Non è cosa assolutamente scontata.
Ennesima intervista rosea di papà darderi che spinge sulla retorica del genitore single cresciuto in povertà e poi con nonchalance ti dice che era proprietario di 20 appartamenti
Complimenti alla famiglia Darderi!!!
Convocazione quasi certa per Luciano. Come titolare. Con lui e Cobolli possiamo rivincere. Ancora una volta senza Jannik e con Berrettini nel doppio.