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Escudé frena Zverev: «Non è ancora tra i Big Three con Sinner e Alcaraz»

15/09/2026 08:06 1 commento
Alexander Zverev nella foto - Foto Getty Images
Alexander Zverev nella foto - Foto Getty Images

Alexander Zverev sta vivendo il momento più importante della propria carriera. In poco più di tre mesi il tedesco ha conquistato il Roland Garros e gli US Open 2026, cancellando l’etichetta di miglior giocatore senza titoli dello Slam e trasformandosi nel principale antagonista di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
Il ventinovenne di Amburgo non è ancora in testa alla classifica mondiale: occupa la seconda posizione, a 1.810 punti da Sinner. Il successo di New York gli ha però permesso di superare l’azzurro nella Race ATP, nella quale guida con 8.650 punti e un vantaggio di 700 sul numero uno.
Risultati che hanno rafforzato la sua candidatura al vertice del tennis mondiale, senza tuttavia chiudere il dibattito sul reale rapporto di forza con Sinner e Alcaraz. A sollevare la questione è stato Nicolas Escudé, ex numero 17 ATP e semifinalista agli Australian Open 1998.

Escudé: «Zverev deve batterli negli Slam»
Intervenuto ai microfoni di Eurosport Francia, Escudé ha riconosciuto la straordinaria stagione del tedesco, ma ha posto una condizione precisa prima di poter parlare della nascita di un nuovo triumvirato nel tennis maschile.
«Non fa ancora parte del Big Three con Alcaraz e Sinner. Ne farà parte quando vincerà Slam battendoli», ha dichiarato il francese.
Escudé ha ricordato il percorso compiuto da Novak Djokovic, entrato definitivamente nella stessa dimensione di Roger Federer e Rafael Nadal quando cominciò a batterli con continuità nelle partite più importanti. Secondo l’ex tennista francese, Zverev deve ancora superare quella prova: dimostrare di poter conquistare un Major eliminando direttamente Sinner o Alcaraz.
Una valutazione severa, che non cancella quanto fatto nel 2026. Zverev ha raggiunto almeno le semifinali in tutti e quattro gli Slam, disputando tre finali consecutive e vincendone due. La questione riguarda soprattutto il livello degli avversari affrontati nei due tornei conquistati.

Soltanto due top 20 nei due Slam vinti
Al Roland Garros, Zverev non ha incontrato giocatori compresi nei primi venti del ranking prima della finale. Nei quarti ha superato Rafael Jódar, allora numero 29, mentre in semifinale ha eliminato Jakub Mensik, numero 27. L’avversario meglio classificato è stato Flavio Cobolli, numero 14, battuto in cinque set nella partita per il titolo.
Anche agli US Open il tabellone si è progressivamente aperto. Prima della finale, il tedesco ha affrontato Lorenzo Sonego, Quentin Halys, Alejandro Tabilo, Luciano Darderi, Botic van de Zandschulp e Karen Khachanov, senza trovare sulla propria strada alcun top 20. Il primo è stato Ben Shelton, numero nove del mondo, sconfitto per 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2.
Tra Parigi e New York, dunque, Zverev ha affrontato solamente due giocatori appartenenti alla top 20, entrambi in finale. Un dato particolare, ma non sufficiente a ridimensionare i suoi successi: il tedesco non ha scelto il tabellone e ha saputo sfruttare occasioni che altri favoriti non sono riusciti a cogliere.

Le sconfitte contro Alcaraz e Sinner
Quando Zverev ha incontrato direttamente i due grandi riferimenti del circuito, l’esito è stato differente. Agli Australian Open ha ceduto ad Alcaraz in una semifinale durata cinque ore e 27 minuti, dopo essere arrivato a servire per il match nel quinto set.
A Wimbledon è stato invece sconfitto da Sinner in finale per 6-7(7), 7-6(2), 6-3, 6-4. L’italiano ha conquistato il secondo titolo consecutivo sui prati londinesi e ha portato a dieci la propria serie di vittorie contro il tedesco.
Le circostanze nei due Slam vinti da Zverev sono state diverse. Alcaraz ha saltato Roland Garros e Wimbledon per l’infortunio al polso, mentre Sinner è uscito al secondo turno a Parigi dopo aver accusato vertigini e un forte calo di energie. L’azzurro ha poi rinunciato agli US Open per il problema al ginocchio, mentre lo spagnolo si è presentato a New York dopo circa quattro mesi e mezzo di assenza.

Il grande esame arriverà nel 2027
Lo stesso Zverev ha ammesso che, considerando le attuali condizioni fisiche dei rivali, può sentirsi il miglior giocatore del momento. Allo stesso tempo, ha riconosciuto che con tutti al massimo della forma Sinner rimane ancora davanti.
I tabelloni favorevoli hanno contribuito alla sua stagione, ma la capacità di restare sano, mantenere continuità e vincere gli incontri nei quali partiva favorito rappresenta un merito. Tra Zverev e il resto del circuito sembra essersi creato un divario evidente; ciò che manca è il definitivo salto di qualità contro Alcaraz e Sinner.

Il grande esame arriverà nel 2027. Per trasformare il duopolio in un vero Big Three, Zverev dovrà confermare i risultati ottenuti e, soprattutto, battere i suoi due principali rivali sul palcoscenico di un Grand Slam. Soltanto allora anche l’ultima riserva espressa da Escudé potrà essere definitivamente cancellata.



Marco Rossi


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1 commento

Alex77 (Guest) 15-09-2026 08:18

Ma è lampante che sia così, dai

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