Escudé frena Zverev: «Non è ancora tra i Big Three con Sinner e Alcaraz»
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Alexander Zverev sta vivendo il momento più importante della propria carriera. In poco più di tre mesi il tedesco ha conquistato il Roland Garros e gli US Open 2026, cancellando l’etichetta di miglior giocatore senza titoli dello Slam e trasformandosi nel principale antagonista di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
Il ventinovenne di Amburgo non è ancora in testa alla classifica mondiale: occupa la seconda posizione, a 1.810 punti da Sinner. Il successo di New York gli ha però permesso di superare l’azzurro nella Race ATP, nella quale guida con 8.650 punti e un vantaggio di 700 sul numero uno.
Risultati che hanno rafforzato la sua candidatura al vertice del tennis mondiale, senza tuttavia chiudere il dibattito sul reale rapporto di forza con Sinner e Alcaraz. A sollevare la questione è stato Nicolas Escudé, ex numero 17 ATP e semifinalista agli Australian Open 1998.
Escudé: «Zverev deve batterli negli Slam»
Intervenuto ai microfoni di Eurosport Francia, Escudé ha riconosciuto la straordinaria stagione del tedesco, ma ha posto una condizione precisa prima di poter parlare della nascita di un nuovo triumvirato nel tennis maschile.
«Non fa ancora parte del Big Three con Alcaraz e Sinner. Ne farà parte quando vincerà Slam battendoli», ha dichiarato il francese.
Escudé ha ricordato il percorso compiuto da Novak Djokovic, entrato definitivamente nella stessa dimensione di Roger Federer e Rafael Nadal quando cominciò a batterli con continuità nelle partite più importanti. Secondo l’ex tennista francese, Zverev deve ancora superare quella prova: dimostrare di poter conquistare un Major eliminando direttamente Sinner o Alcaraz.
Una valutazione severa, che non cancella quanto fatto nel 2026. Zverev ha raggiunto almeno le semifinali in tutti e quattro gli Slam, disputando tre finali consecutive e vincendone due. La questione riguarda soprattutto il livello degli avversari affrontati nei due tornei conquistati.
Soltanto due top 20 nei due Slam vinti
Al Roland Garros, Zverev non ha incontrato giocatori compresi nei primi venti del ranking prima della finale. Nei quarti ha superato Rafael Jódar, allora numero 29, mentre in semifinale ha eliminato Jakub Mensik, numero 27. L’avversario meglio classificato è stato Flavio Cobolli, numero 14, battuto in cinque set nella partita per il titolo.
Anche agli US Open il tabellone si è progressivamente aperto. Prima della finale, il tedesco ha affrontato Lorenzo Sonego, Quentin Halys, Alejandro Tabilo, Luciano Darderi, Botic van de Zandschulp e Karen Khachanov, senza trovare sulla propria strada alcun top 20. Il primo è stato Ben Shelton, numero nove del mondo, sconfitto per 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2.
Tra Parigi e New York, dunque, Zverev ha affrontato solamente due giocatori appartenenti alla top 20, entrambi in finale. Un dato particolare, ma non sufficiente a ridimensionare i suoi successi: il tedesco non ha scelto il tabellone e ha saputo sfruttare occasioni che altri favoriti non sono riusciti a cogliere.
Le sconfitte contro Alcaraz e Sinner
Quando Zverev ha incontrato direttamente i due grandi riferimenti del circuito, l’esito è stato differente. Agli Australian Open ha ceduto ad Alcaraz in una semifinale durata cinque ore e 27 minuti, dopo essere arrivato a servire per il match nel quinto set.
A Wimbledon è stato invece sconfitto da Sinner in finale per 6-7(7), 7-6(2), 6-3, 6-4. L’italiano ha conquistato il secondo titolo consecutivo sui prati londinesi e ha portato a dieci la propria serie di vittorie contro il tedesco.
Le circostanze nei due Slam vinti da Zverev sono state diverse. Alcaraz ha saltato Roland Garros e Wimbledon per l’infortunio al polso, mentre Sinner è uscito al secondo turno a Parigi dopo aver accusato vertigini e un forte calo di energie. L’azzurro ha poi rinunciato agli US Open per il problema al ginocchio, mentre lo spagnolo si è presentato a New York dopo circa quattro mesi e mezzo di assenza.
Il grande esame arriverà nel 2027
Lo stesso Zverev ha ammesso che, considerando le attuali condizioni fisiche dei rivali, può sentirsi il miglior giocatore del momento. Allo stesso tempo, ha riconosciuto che con tutti al massimo della forma Sinner rimane ancora davanti.
I tabelloni favorevoli hanno contribuito alla sua stagione, ma la capacità di restare sano, mantenere continuità e vincere gli incontri nei quali partiva favorito rappresenta un merito. Tra Zverev e il resto del circuito sembra essersi creato un divario evidente; ciò che manca è il definitivo salto di qualità contro Alcaraz e Sinner.
Il grande esame arriverà nel 2027. Per trasformare il duopolio in un vero Big Three, Zverev dovrà confermare i risultati ottenuti e, soprattutto, battere i suoi due principali rivali sul palcoscenico di un Grand Slam. Soltanto allora anche l’ultima riserva espressa da Escudé potrà essere definitivamente cancellata.
Marco Rossi
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Zverev è Campione con finali non nobilissime. Un campione a prezzi di saldo.
Qualcuno ha scritto che Zverev potrebbe diventare #1 per 1 settimana, come Sinner l’anno scorso…
…ma probabilmente Sascha si è bruciato questa possibilità tra Montreal e Cincinnati.
A NY non ha espresso di sicuro il suo migliore livello, ma è stato aiutato dal tabellone e poi in finale ha trovato (come a Parigi) un giovane con poca esperienza perfino in finali di Masters 1000…
…figurati l’emozione di giocarsi lo Slam, oltretutto in casa!
A favore di Sinner c’è un nuovo (rispetto l’anno scorso) servizio, perfino più efficace di quello del tedesco, che gli regala molti punti “gratis” e la quasi impossibilità di essere breakkato, ed una speciale propensione per il cemento e l’indoor.
Infine: è cambiato lo status di Zverev, con un doppio Slam nel palmares, ed ora si troverà anche lui un bersaglio dipinto sulla schiena (cit. di Carlitos).
Si ma la maglia rosa per una tappa potrebbe andare a Zverev.
Per me è stato bravo ha giocato seriamente senza darsi
Che inoltre come i castori (Walden docet) squittiscono e grugniscono a destra e a manca …
A me la portinaia ha detto che è figo ed è ‘er mèio de tutti, crucchi e non crucchi!
Sta’ a vede’ che c’ha ragione!
Aho…. e ch”è ‘sto Escudet…
Mo’ sento che ne penza ‘er benzinaro…
Ritirati tranquillamente, oggi, domani, dopodomani.
Tanto rimarrai sempre l’incubo di questo battaglione di frustrati rosiconi. Adesso, per dire, cosa c’entravi in questo articolo?
Sei l’unico mito in attività.
“Tola”, così si definisce il metallo succedaneo, non conosce il significato del termine “ipocrisia”. Evidentemente a furia di sentirselo dire ritiene di usarne e abusarne senza ritegno
Approfittando della classica immagine del ciclismo, Sinner ed Alcaraz sono da soli in fuga, li insegue Zverev, staccato di 4-6 minuti, un altro gruppetto (con 5-6 corridori) rincorre il tedesco, staccati di 6-8 minuti, infine c’è un gruppone (con una 40ina di atleti) staccati dalla testa della corsa di circa 30 minuti.
E mancano soltanto 30 km al traguardo!
vero, anche se, per la sconfitta con Thiem, non parlerei di sfortuna.
Ah ah
va beh, ma l’ha detto anche lui. Dovrebbero anche lasciarlo in pace, povera bestia
Beh cosa doveva fare ? Ha fatto il suo e bene , anzi la sorte forse gli ha reso quanto gli aveva tolto al Roland Garros contro Nadal e contro Thiem a New York. Può non piacere ma è stato regolare come nessun altro quest’anno e dalle sconfitte con Sinner ed Alcaraz ha capito che doveva allenarsi ancor più duramente per restare vicino a loro lo ha fatto ed è stato ripagato.
L’anno in cui Andy Murray diventò numero 1 ciascuno dei big 3 aveva problemi seri, questo lo ricordo bene, chi non giocava, chi rendeva al 50% per qualche molestia fisica, insomma il risultato è che lasciarono uno spazio scoperto dopo molti anni di predominio ora dell’uno ora dell’altro. Murray fu bravissimo ad approfittarne… anche se non molto tempo dopo cominciò anche per lui il calvario dell’infermeria, forse il più grave di tutti
Direi che se il prossimo anno compete realmente con i due fenomeni, ossia li affronta da sani e vince qualche partita allora potremo pensare che abbia ridotto il gap. Dopo i due possiamo dire ci sia lui per distacco sugli altri ma nulla di più.
Beh è quello che pensa un po’ tutto il mondo
Ma quando mai nella storia del tennis è successo che i primi due giocatori al mondo – due, che stanno riempendo di record gli annali del tennis – si ritrovino contemporaneamente in infermeria? Bravo Zverev a sfruttare l’allineamento astrale.
.. evidentemente non per tutti, qua ci sono ben noti Ipocriti solitamente tifosi di Djokovic
Ma è lampante che sia così, dai