US Open, Zverev vince ma non lo sa: l’esultanza più surreale di New York (Video)
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Alexander Zverev è il nuovo campione degli US Open. Il tedesco ha sconfitto Ben Shelton con il punteggio di 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2, conquistando il secondo titolo del Grande Slam della sua carriera a meno di tre mesi dal trionfo al Roland Garros.
Zverev ha controllato la finale per lunghi tratti, gestendo meglio gli scambi da fondo e approfittando dei numerosi errori commessi da uno Shelton apparso inizialmente contratto. Lo statunitense ha avuto il merito di reagire nel terzo set, riaprendo momentaneamente l’incontro, ma il numero uno del seeding ha ristabilito immediatamente le distanze nel quarto parziale.
Il successo del tedesco ha prolungato l’attesa del tennis maschile statunitense, ancora senza un campione Slam dal trionfo di Andy Roddick agli US Open 2003. Per Zverev, invece, New York rappresenta la definitiva cancellazione dei fantasmi della finale persa nel 2020 contro Dominic Thiem, quando si fece rimontare un vantaggio di due set.
HE DIDN'T REALIZE HE'D WON 🏆
Alexander Zverev exorcises his 2020 demons and defeats Shelton 6-3, 7-6, 5-7, 6-2 to win his first US Open title! pic.twitter.com/f0Cnl2xvgI
— US Open Tennis (@usopen) September 13, 2026
Il campione che non sapeva di aver vinto
A rendere indimenticabile la conclusione della finale non è stata soltanto la vittoria di Zverev, ma una delle reazioni più insolite mai viste dopo l’ultimo punto di un torneo del Grande Slam.
Sul match point Shelton ha mancato la risposta, consegnando al tedesco il quarto set per 6-2 e il titolo. Zverev, però, non ha esultato. Ha raccolto la pallina e ha continuato a muoversi come se la partita dovesse proseguire, mentre il suo avversario lo attendeva vicino alla rete per la stretta di mano.
Per alcuni secondi il nuovo campione è rimasto completamente impassibile, apparentemente estraneo alle urla del pubblico e all’annuncio del giudice di sedia. Soltanto osservando la reazione di Shelton e ciò che stava accadendo intorno a lui ha compreso di aver realmente conquistato gli US Open.
A quel punto Zverev ha alzato le braccia, è corso verso la rete e ha raggiunto lo statunitense, rimasto ad attenderlo con pazienza. Dopo la stretta di mano, il tedesco è tornato verso la propria panchina e ha finalmente potuto liberare tutta la gioia, festeggiando con il pubblico dell’Arthur Ashe e con i componenti del suo team.
Zverev spiega l’equivoco: «Pensavo di essere avanti 5-1»
In conferenza stampa, il campione ha raccontato di essere entrato in una sorta di stato di concentrazione assoluta che gli ha fatto perdere completamente il contatto con il punteggio.
«In quel momento ero totalmente dentro la partita. Non sentivo alcun rumore. Mi trovavo in una specie di tunnel nel quale non riuscivo ad ascoltare assolutamente nulla. Con il pubblico che faceva così tanto rumore era impossibile sentire il giudice di sedia, quindi non ho capito se avesse annunciato il game oppure la fine dell’incontro».
Zverev ha poi ammesso candidamente il motivo principale della mancata esultanza: «Credo di aver semplicemente dimenticato il punteggio. Pensavo di essere avanti 5-1 invece che 6-2. Non c’è molto altro da aggiungere».
Il tedesco ha raccontato l’episodio anche con ironia: «Gli allenatori ti dicono sempre di dimenticare il punteggio e di pensare soltanto al punto successivo. Io questa volta l’ho dimenticato davvero e, a quanto pare, mi ha aiutato».
Dallo choc del 2020 alla gioia ritardata del 2026
La scena assume un significato ancora più particolare pensando al rapporto di Zverev con Flushing Meadows. Nel 2020 il tedesco era arrivato a due punti dal titolo prima di subire la rimonta di Thiem. Quella sconfitta aveva alimentato per anni i dubbi sulla sua capacità di imporsi nei tornei più importanti.
Il Roland Garros vinto nel giugno 2026 ha eliminato il peso di quella domanda, permettendogli di affrontare le successive finali con maggiore libertà. A New York, Zverev è riuscito a superare anche un passaggio complicato nel terzo set e a rispondere con autorità nel quarto, senza lasciarsi trascinare in una nuova battaglia al quinto.
Alla fine, il tedesco ha ottenuto ciò che inseguiva da sei anni. Lo ha fatto senza rendersene immediatamente conto, regalando agli US Open un’immagine destinata a rimanere nella memoria: quella di un campione talmente concentrato da dimenticare di essere già diventato campione.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Alexander Zverev, Us Open, US Open 2026

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Esiste una situazione analoga di Federer se non sbaglio
@ Ciozz 4.4 (#4683005)
Esatto: moltISSIMo meno estro e fantasia.
La pulizia del colpo, specialmente il rovescio, non la discuto.
Ma, anche tralasciando il fatto che sia un rovescio bimane, ciò non basta a soddisfarmi.
Questa “dimenticanza” del punteggio e’stata la sua fortuna, infatti gli ha impedito qualsiasi forma di “braccinite” che inevitabilmente colpisce quasi tutti i tennisti in quei momenti………..
Mi ha ricordato Donnarumma, quando parò il rigore decisivo e non si accorse subito che avevamo vinto gli Europei
Dipende .. se si apprezza il gesto tecnico Zverev colpisce la palla senza fare alcuna fatica.. ..effortless.. in questo senso il vero erede di Federed è lui.. con molto meno estro..
Almeno questa scena incredibile, rendendolo molto umano ai miei e nostri occhi, mi addolcì l’amara pillola della sua vittoria.
Ma resta sempre un fondocampista; talvolta attaccante ma sempre fondocampista: questo mi impedisce di non tifare per (quasi) ogni suo avversario.
Quasi ogni, perché Friz, Cacianov ed una manciata di altri nomi sono pure peggio.
Altrimenti tutti gli altri hanno un gioco più estroso e fantasioso, quindi da me preferibile al suo.