US Open 2026: le pagelle di fine torneo. Ottimo Zverev, ma…
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Chi vince ha sempre ragione. C’è poco da obiettare a questa massima della saggezza popolare: uno Slam, torneo da 7 match che si disputano 3 set su 5, con in palio un prize money faraonico oltre alla gloria assoluta, è il massimo per ogni tennista e quindi chi riesce ad alzare la coppa alla domenica conclusiva merita applausi, rispetto e totale considerazione. Bravo Sascha Zverev, vince il secondo Major di una carriera decollata in fase assai matura, resiliente come pochi dopo aver ingoiato palate di fiele amarissima e sconfitte che avrebbero consigliato a molti di lasciar perdere (vedi la batosta rimediata da Sinner agli Australian Open 2025, solo per citarne una cocente e recente….), e davvero caparbio nel crederci e migliorare costantemente. Un processo lungo, gli è costato tanto ma alla fine i suoi sforzi sono stati ampiamente ripagati tanto che questo 2026 un po’ strano, segnato in modo indelebile dai problemi fisici e malanni di Alcaraz e Sinner, lo vede adesso primo nella Race e lanciato a chiudere l’annata da n.1. Quando vinci 2 Slam, fai finale a Wimbledon e perdi in semi nel quarto Major, logica vuole che sei il più continuo e quindi meritevole. Vedremo cosa succederà negli ultimi due mesi e mezzo di tour, con Jannik chiamato a vincere tanto – soprattutto le Finals – per respingere l’assalto ormai concreto del tedesco.
Zverev ha trionfato a US Open, e il suo torneo merita un bel 9 come voto. Non dieci, a modesto avviso di chi vi scrive, per una serie di motivi. Intanto Sascha ha giocato complessivamente un tennis peggiore rispetto a quello di Wimbledon. La sua strada verso il successo è stata a dir poco spianata, con nessun top 20 affrontato nei primi 6 match, arrivando a due punti dal perdere contro un ottimo Sonego all’esordio, e trovando in finale un Ben Shelton che ha pagato lo scotto dell’evento. E poi, diciamolo senza indugio: l’assenza di Sinner è stata decisiva perché un Jannik anche non al meglio sarebbe stato stra-favorito viste le continue sorprese e debacle del torneo. È difficile immaginare che Sinner avrebbe perso contro lo Shelton della finale o anche contro Zverev, apparso sì assai solido ma non così incisivo, bravo a giocare consistente e sbagliare poco ma non paragonabile alla furia dei primi due set della finale di Wimbledon, dove toccò un livello spaziale. Nella finale di US26 appena l’americano è riuscito a mettere un po’ di pressione, Sascha è crollato nel finale del terzo set, mostrando una fragilità importante. Ben lì cha messo del suo in negativo, incappato in turno di servizio disastroso all’avvio del quarto, quando aveva l’inerzia in mano, regalando così al tedesco un break che ha deciso la partita. Quindi Zverev bravo e pizzico fortunato, ma del resto nello sport bisogna farsi trovare pronti quando lo scenario diventa favorevole, esattamente come è accaduto a Roland Garros con Jannik e Carlos out, e in finale per il titolo ha trovato Cobolli, altra new entry in questo tipo di partite.
Shelton si merita un 8,5 come voto, perché ha disputato un torneo di altissimo livello, elevato da una vittoria importante e meritata contro Alcaraz. Purtroppo per lui in finale non è riuscito a tenere quella lucidità nelle scelte di gioco e chiarezza tattica che l’avevano portato a superare lo spagnolo in fasi decisive, soprattutto il rush conclusivo, dove non ha sbagliato niente. Una finale Slam, la prima finale Slam, è una brutta bestia da gestire e lo scotto in qualche modo lo paghi, anche se la fiducia è alta e hai tutto il pubblico dalla tua parte. Ben ha confermato che il lavoro col padre funziona, il suo gioco è assai migliorato in tanti aspetti; ma c’è ancora da salire di livello alla risposta per trovare una stabilità e continuità maggiori. Termina US Open al n.4 del mondo, continuando così lo rivedremo a giocarsi partite del genere.
Carlos Alcaraz si merita un 8 per come è rientrato e ha retto una battaglia feroce contro un Shelton a dir poco su di giri e mai così consistente in carriera. Del suo rientro si sono scritti fiumi di parole. A fine torneo c’è la soddisfazione per averlo ritrovato finalmente in campo, libero di scatenare la potenza dei suoi colpi e regalare al pubblico quelle perle di rara bellezza, giocate che solo lui si può permettere sul tour. La notizia più importante è la tenuta del polso senza la necessità di cambiare il gesto tecnico. Bentornato, è mancato moltissimo, non si poteva chiedergli niente di più, anzi ha super performato rispetto alle aspettative anche più rosee.
Un 8 pieno anche per Karen Khachanov, usato sicuro che a New York ha disputato la seconda semifinale Slam in carriera. È un tennista maturo, con precisi limiti, ma anche potenza e la voglia di restare aggrappato al treno dei migliori, bravo a rilanciarsi dopo una stagione amara, fatta di sconfitte di misura e risultati al di sotto del suo valore. Con salute atletica e dedizione, si è ripreso un posto al sole nei primi 30 ATP, e sullo slancio di questo torneo potrebbe continuare giocare bene in autunno. Anche per lui, bentornato.
Si merita un voto molto alto anche Frances Tiafoe, tra 7,5 e 8, per come si è fatto trovare pronto e ha battuto Medvedev negli ottavi di finale. Nei quarti ha rischiato tantissimo contro Michelsen (voto 7 pieno), poi in semifinale c’ha provato con tutto se stesso ma Shelton ha più potenza, più servizio ed è stato più costante. O lo ami o lo odi, ma quando Big Foe c’è, lo spettacolo è sempre garantito e New York è il suo habitat naturale. Chissà se altrove riuscirà e ritrovare questa verve e tennis, ma intanto festeggia il best ranking al n.8, in lizza per un posto alle Finals. Obiettivo per niente impossibile (sesto nella Race con +821 punti sul nono, Jodar).
In torneo così ricco di sorprese abbiamo assistito ad un buon livello di Stefanos Tsitsipas (voto 7), arrivato negli ottavi di finale con tre ottime vittorie, in particolare all’esordio su Fils e poi al terzo turno su Lehecka. Vedremo se la cura Mouratoglou, e la libertà senza il padre, lo riporteranno ad un livello superiore. C’è pizzico di delusione per Learner Tien (voto 5) perché al quarto turno si è fatto rimontare da Khachanov. La sensazione è che il suo tennis splendido, geometrico, tattico, sia forse ancora poco contro una corazzata come quella del russo, e ormai quello è il modello imperante quindi per salire ancora dovrà cercare soluzioni. Per l’allievo di Michael Chang era una chance favolosa per issarsi in semifinale, visto che Blockx era mezzo rotto nei quarti… Proprio il belga merita un 7,5, impressionante la crescita di Alexander nella consistenza di gioco, spinta e mobilità, come dimostrato nella vittoria eccellente su Cobolli. Se Blockx riuscirà a tenere questa intensità e copertura del campo tenendo negli scambi, ha un potenziale da top 15 con guizzi nei grandi tornei.
Parecchie sono le delusioni. La più cocente Rafal Jodar, voto 3. Ha tirato la carretta per settimane, quindi che potesse arrivare un po’ fiacco a US Open era nell’ordine delle cose, ma la batosta rimediata da Bu all’esordio (solo 4 game vinti) è memorabile in negativo. Grande giocatore, ma deve ancora fare esperienze importanti. Molto male anche Alex De Minaur (voto 4), estromesso nettamente da Van De Zandschulp al 2°t. L’australiano non cela la cocente delusione per il non riuscire ad arrivare nelle fasi decisive degli Slam. Forse inizia ad esser saturo di questa situazione e se lui non va a mille all’ora il suo tennis è quasi banale. Crollo in vista, se la fiducia in se stesso vacilla? Insufficiente anche Felix Auger-Aliassime (voto 4) con una sconfitta al secondo turno e crollo fisico e tecnico. Altro tennista forse già arrivato al suo limite a meno di cambi di passo di difficile realizzazione.
Si merita un 4 anche Taylor Fritz, perché uno che pensa di poter ambire alla vittoria non può crollare e farsi rimontare da due set di vantaggio da Cerundolo, buon tennista ma tutt’altro un cuor di leone. Anche per lui la chance di arrivare in fondo c’era, ci credeva e lo diceva senza mezzi termini, quindi la sua sconfitta è fragorosa e pesante. Daniil Medvedev rimane su livelli medio – alti ma contro Tiafoe ha perso piuttosto male, gestendo con poca lucidità i passaggi importanti del match, quindi si merita un 5. Si prende 5 anche Sascha Bublik, perché contro Paul si è lasciato andare in più fasi dell’incontro, e se vuoi essere protagonista in uno Slam non te lo puoi permettere. Ultimo voto per Novak Djokovic: la stima è infinita, ma visto quello che sofferto contro Navone, chi glielo fa fare di continuare? Si merita 4, che la notte porti consiglio…
Italiani: già affrontati in altro articolo, solo un bel 7 a Luciano Darderi, il migliore dei nostri, ormai competitivo e bello tosto anche sul cemento sulla lunga distanza. Ma quanto è mancato Jannik Sinner: queste pagelle, e destino del torneo, con il “rosso” in campo sarebbero stati molto probabilmente assai diversi.
Marco Mazzoni
TAG: Alexander Zverev, Ben Shelton, Carlos Alcaraz, Karen Khachanov, Luciano Darderi, Marco Mazzoni, US Open 2026

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Ammazza che voti alti, siete stati veramente generosi.
Il mio bilancio finale invece è che tolti i soliti 3-4 nomi noti, c’è un abisso con il resto del tennis mondiale.
E hai voglia a dire tizio è migliorato, caio sta crescendo…si, ma quando arrivano a scontrarsi coi nomi noti ti accorgi che non basta assolutamente
.Ste pagelle non mi dicono niente enzo