Del Potro si inchina al tennis di Alcaraz: “Ha la freschezza per fare cose che Sinner non fa”
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Nessuno come Carlos Alcaraz. Parole e musica di Juan Martin del Potro, gigante di Tandil amatissimo dal pubblico di tutto il mondo per il suo diritto “killer” e quell’aura “di quel che avrebbe potuto essere” se la sfortuna l’avesse lasciato un po’ in pace, invece di presentarsi a ripetizione sulle sue spalle sotto forma di infortuni di vario tipo. L’argentino detiene ancora il record di ultimo tennista non europeo ad aver vinto un torneo dello Slam, l’edizione 2009 di US Open quando, con una rimonta furibonda e incredibile, riuscì ad impedire a Roger Federer di vincere per il sesto anno di fila il torneo di New York. Dopo quel memorabile successo, Juan Martin entrò in un vortice perverso di difficoltà psicologiche e una serie ininterrotta di problemi, al polso e alle ginocchia in particolare, che hanno reso la sua carriera un vero calvario con pochi momenti di salute – e ottimi risultati – alternati a stop prolungati.
“Delpo” si trova in questi giorni a US Open come opinionista di ESPN Latina e dai microfoni dell’emittente si è soffermato sul gioco di Alcaraz, appena rientrato sul tour ma già devastante nonostante la carenza di ritmo e partite. L’argentino rilascia parole al miele sullo spagnolo, tanto che la spiegazione alle sue vittorie appena tornato sul tour è semplice: Carlos gioca a tennis meglio di tutti e quindi ha una differenza sugli avversari che gli consente di vincere, addirittura dominare anche se negli scorsi mesi non ha giocato mai. C’erano dubbi sullo sbarco di Alcaraz a New York per difendere il titolo 2025; quando ha sciolto la riserva, molti ipotizzavano che la sua avventura a US Open sarebbe stata solo per riassaporare la competizione, senza alcuna ambizione. Sbagliato: Charie è tornato nel suo habitat bello carico, allenato, in salute, e dopo una manciata di game, nonostante qualche alto e basso, il suo tennis è già dirompente e il diritto inarrestabile. Del Potro lo ammira totalmente per la sua diversità e talento.
“Per me Alcaraz è il miglior tennista attualmente in circolazione” afferma senza mezzi termini Del Potro. “È il giocatore più completo. Lui e Sinner si contendono i titoli del Grande Slam e il numero uno del mondo. Sinner ha uno stile più simile a quello di Djokovic, è molto forte fisicamente e molto rapido, ma Carlitos ha quella freschezza che gli permette di giocare e inventare qualcosa che Sinner non fa. È un giocatore di enorme talento, capace di cambiare tutti i ritmi e dotato di ogni tipo di colpo. Per questo sono un grande fan di Alcaraz”.
Del Potro ha voluto poi analizzare anche lo stato di salute del tennis argentino, indicando Tomás Martín Etcheverry e Francisco Cerúndolo come i leader della nuova generazione del tennis albiceleste. “Il tennis argentino ha una buona generazione di giocatori. A volte attraversano degli alti e bassi, ma sono tennisti che giocano molto bene e quando sono in forma bisogna tenerne conto. Spero che in questo US Open possano arrivare lontano. Fran Cerúndolo sta guidando gli argentini nel torneo. È fondamentale avere un buon tabellone e lui ha il gioco per poter andare molto avanti”. I
nfatti Cerundolo con la splendida vittoria, in rimonta, su Fritz si è conquistato un bell’ottavo di finale contro Blockx, partita di difficile pronostico ma che, in caso di vittoria, potrebbe aprire le porte dei quarti all’argentino, con la prospettiva di affrontare Khachanov o Tien. La semifinale è quindi un sogno più che possibile per il nativo di Buenos Aires, e chissà che non possa addirittura ambire a riportare un argentino in una finale Slam, ripercorrendo proprio le orme del suo idolo “Delpo”.
Marco Mazzoni
TAG: Carlos Alcaraz, Juan Martin Del Potro, US Open 2026

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Non per tutti conta chi vince di più, conta anche il piacere di vedere giocare un tennis che ti diverte, che ti piace….e Alcatraz , piace, specialmente a chi ha giocato . Come mai piace più Federer di Nole?
Me Cojoni aggiungo io
Sempre con sta storia del talento e che ha tutto i colpi. Io mi tengo il dolomitico – vedremo a fine carriera chi sara’ il piu’ vincente.
Stili diversi, giocatori diversi, lo sappiamo tutti, come sappiamo che uno sia più spettacolare dell’altro, fatalmente quando uno dei due vince tornei in sequenza o ritorna dopo uno stop fioccano i commenti iper celebrativi sull’uno o sull’altro evidenziando come sappia fare cose in più o in meno dell’altro.( Ehhh il servizio di Sinner, uhhh le variazioni di Carlitos) Non immaginavo che Alcaraz fosse così in palla al rientro e ne avevo scritto, ma è evidente che come tutti non sapendo cosa avesse avuto mi facessi delle idee basate su ipotesi ed a questo punto le foto o i video degli allenamenti di Carlitos con mezza racchetta senza corde o che tirava contro il muro come facevo io a sei anni, non erano rappresentativi di una condizione precaria o di ipotetici dolori al polso .
Sono contento che sia rientrato, Sinner ha mostrato di non avere rivali credibili senza di lui, così come vale evidentemente il contrario, indipendentemente da come andrà questo US Open.
Tutti i presunti terzi o quarti incomodi ( per ora rimane solo l’altro canottato urlante ) si sciolgono come neve al sole confermando cone senza i due alieni il tennis abbia meno pathos.
Credo che sia illogico paragonare Alcaraz e Sinner, che in comune hanno solo l’essere “fuoriclasse”.
Carlitos ha un gioco più vario e pure imprevedibile, mentre il gioco di Jannik è fatto di consistenza ed efficacia.
Sono 2 stili diversi, quasi “opposti” e forse proprio per quello è fantastico vederli lottare.
Personalmente sono felice del rientro dello spagnolo e pure del suo livello, già molto alto, incredibilmente!
Ma credo che con il servizio che l’italiano ha finalmente raggiunto…
… difficilmente il Divino avrebbe concesso dei break-point, perfino al Mago di Murcia.
Ora non ci resta che aspettare (a Shanghai?) la prossima finale Sincaraz e goderci quel TENNIS di livello SUPERIORE che soli i 2 (nettamente!) migliori possono offrire al mondo intero 😉
Premesse:
-Carlos è fortissimo
-Quando vinci sei sempre fortissimo
Per dire che sicuramente le qualità sono assodate ma imbattibile non è,come nessuno.
Detto questo ci sorprendiamo del dritto e di come generi energia,della mano delicata,degli angoli ma più di ogni cosa vanno osservati i piedi. Non si tratta solo del correre ma di come,su palla addosso,riesca a trovare spazio con un movimento fulmineo e colpire scaricando il peso del corpo. Questo va studiato e aggiunto nella preparazione atletica.
Indipendentemente da varietà, estro energia etc, indipendentemente da numeri uno due e tre, indipendentemente dal sorprendente ritorno dopo mesi di preoccupante stop forzato, l’ aspetto migliore (secondo me) è il ritrovato entusiasmo, il mordente, la grinta, la “tranquillitá” da parte di Carlos.
Nelle sue ultime uscite (indian wells, Miami, Montecarlo), sembrava appannato, scarico, nervosi, privo del desiderio di competere.
Questi mesi lontano, gli sono serviti soprattutto mentalmente.
Vedremo se riuscirà a vincere il suo ottavo slam, ma comunque i segnali per lui e per chi apprezza la sua unicità ed il suo immenso talento sono incoraggianti. E non poco.
Strano detto da lui che dovrebbe vedere in Sinner un giocatore più affine a quel grande giocatore che è stato lui.
Detto probabilmente perchè l’erba del vicino è sempre più verde e come molti, se non tutti della sua epoca, guardavano Federer e si chiedevano perchè loro non potevano fare quello che faceva lui.
Ma gli altri tre impiastri (Nadal, Djokovic e Murray) hanno comunque ben dimostrato che potevano batterlo anche se non avevano la qualità del suo champagne
L’ ha detto anche il mio acciugaio